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RIFLETTENDO SULL'AMERICA   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #155 di 207 |
RIFLETTENDO SULL'AMERICA

Formatomi nell'epoca della Guerra fredda, ho a lungo pensato all'America come
l'altro estremo, o meglio il male minore, rispetto all'URSS. Da un lato il
comunismo, dall'altro il capitalismo "puro": l'uno del tutto negativo, l'altro
in gran parte negativo, e in mezzo la terza via, il cui fulcro era l'Europa,
terreno più fertile per un ideale al contempo comunitario e personalistico.
Ora la mia percezione è cambiata, per almeno tre motivi
" Il superamento dell'idea che la ricchezza sia strutturalmente costruita
sull'impoverimento altrui: a farmi capire questo ha contribuito in modo decisivo
padre Piero Gheddo, e conferma della insostenibilità della critica "radicale"
all'America mi è venuta anche dal comportamento dei no-global, intriso di
violenza e di evidenti menzogne. La storia, con il suo inequivocabile sviluppo
della ricchezza complessiva del genere umano, dimostra la falsità dell'idea
marxista della ricchezza come furto.
" l'11 settembre: l'America si è rivelata molto più fragile di quanto si
pensasse, tutt'altro che dominatrice del mondo, e si è rivelato soprattutto un
nuovo mostro, davanti al quale le divisioni tra Europa e USA impallidiscono.
Davanti a un grande contrasto, i piccoli contrasti passano in secondo piano.
" Lo spettacolo desolante dell'Europa: un'Europa dominata da una cultura
relativistica, fricchettona, nichilistica, immemore delle sue radici, spalancata
a ciò che le è estraneo, ostile a ciò che le è costitutivo, a quel Cristianesimo
cioè che essa fa di tutto per emarginare e cancellare. Dimenticando che senza
Cristianesimo semplicemente non ci sarebbe Europa.
Non si può dunque puntare sull'Europa, almeno finché resterà questa montagna di
burocrazia, indecisa, e perciò inutile, sul concreto, ma decisissima sul valore
della scristianizzazione: non serve al benessere concreto, ma sembra servire
solo alla distruzione di ciò che resta di ideale.
Non che l'America sia il paradiso in terra: ma in questo momento di scontro
"storico-universale" (per dirla con Hegel) è l'unico paese che possa guidare a
vittoria i valori di civiltà proclamati nella Carta dell'ONU, ispirati al
Cristianesimo, a garanzia della dignità dell'uomo e della sua libertà.
Anche perché mi sembra che sia astrattamente schematico pensare in termini di
capitalismo: il capitalismo non è una entità sussistente, esistono persone e
situazioni concrete. Che si possono più o meno piegare all'ideale (di benessere
e di solidarietà), in proporzione non alle urla e alle devastazioni di piazza,
non alle bombe e alle stragi terroristiche, ma in proporzione al cambiamento del
cuore delle persone. Reso possibile ultimamente solo dalla Grazia di Cristo
(operante del resto anche in chi, per molti possibili motivi, non la riconosca
esplicitamente).


"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
il moderatore del gruppo Culturacristiana
"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""




Ven 31 Gen 2003 8:03 am

actualwebmaster
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Inoltra Messaggio #155 di 207 |
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31 Gen 2003
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