Qualche considerazione sulle recenti elezioni amministrative.
1) sul doppio turno. Forse andrebbe rivisto. Il calo così vistoso (quasi 10 punti percentuali tra 1° e 2° turno) forse vorrà dire qualcosa.
Perchè complicare la vita alla gente?
2) il valore del test. Ridotto, vista la posta in gioco (comunali per nessuna città capoluogo di regione, regionali in due tra le più piccole regioni). Ma comunque da non trascurare.
3) l'effettivo risultato. A conti fatti, su 12, la CdL perde una provincia. A livello di comuni, nei grossi, perde qualche posizione, ma non frana; a livello di piccoli comuni guadagna. In termini assoluti di votanti la situazione è sostanzialmente immutata rispetto alle politiche 2001 (dati Nexus, non contestati da Angius e Castagnetti a Porta a porta del 9/6/03).
4) per il centrodestra c'è il problema della coesione. Una parte non trascurabile degli elettori leghisti ha votato Lega al primo turno, e non ha votato al secondo. Vedasi Brescia. Ma vale per molte realtà del Nord.
Che dire? Non si può chiedere senza dare. La Lega ha votato per la legge sul falso in bilancio, la Cirami e il Lodo Maccanico. Bocconi amari per un elettorato che ha nel suo DNA una forte carica di giustizialismo (ricordate il cappio in Parlamento?).
Per averne, finora, ben poco. Senza Lega non si vince. Il Friuli docet. Il suo apporto diventa tanto più indispendabile in quanto Di Pietro e Rifondazione potrebbero compattarsi con l'Ulivo. Si può chiedere a Bossi di non sparare più bordate contro Roma (specie prima di elezioni che coinvolgono la capitale). Ma non si può non dare niente, sul piano sostanziale.
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il moderatore del gruppo Culturacristiana
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