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Torture in Iraq   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #181 di 207 |
                                                                         12/05/2004

Torture: appunti per un giudizio

Non c’è dubbio: infliggere umiliazioni ad un essere umano è inaccettabile. Quindi nessuno sconto per quanto avvenuto in alcuni casi in Iraq da parte di soldati americani. Per un giudizio cristiano però bisogna tener presenti alcune verità, che mi sembra sfuggano a molti.

 

1) Nasciamo tutti col peccato originale. Quindi siamo tutti cattivi. Negarlo è farisaisimo. Cioè la cosa che più faceva arrabbiare il Signore. Dunque, c’è un modo di indignarsi che implica un “io sono buono, loro cattivi, anzi criminali”. Questo modo di indignarsi non è cristiano.

 

2) Un cristiano vuole la verità, ma la verità tutta intera. Non si può essere contro il male solo quando lo fanno gli americani. Si deve essere contro il male, da chiunque sia fatto. Non si può indignarsi di un caso, e lasciar perdere gli altri 99, tra l’altro molto più gravi. Non si può manifestare contro una guerra, e dimenticare 99 altre guerre. I massacri del regime fondamentalista del Sudan hanno fatti quasi due milioni e mezzo di morti: dove sono i pacifisti quando non c’è da sputare sull’America? Dove, quando a Timor Est bambini, donne e vecchi venivano orrendamente massacrati per la sola colpa di essere cristiani, da parte dei mussulmani fondamentalisti? Basta che non ci sia di mezzo l’America e il silenzio, oggettivamente complice e connivente, è assicurato!

 

3) Non voglio dire che sia questione di malafede. Viviamo infatti nella civiltà dell’immagine, e un delitto, diciamo così, di peso 10 conta molto di più, se visto, di un delitto di peso 1.000.000, se non visto. Ma come cristiani dobbiamo guardarci da questa deformazione: ci deve interessare la verità oggettiva, non il riverbero emotivo nel nostro cuoricino. Ci deve interessare quello che è, non quello che sento, non le sensazioni emotive. Se vengono ammazzati due milioni di esseri umani, non dovrei aver bisogno di vederne la foto in TV per indignarmi e mobilitarmi. Il primato non deve essere delle emozioni soggettive che mi vengono suscitate, ma della verità oggettiva. Se uno sta male, lo aiuto, susciti o meno in me dei riverberi emotivi particolari. Non l’emotività, ma la ragione deve guidare un cristiano, anzi qualsiasi uomo che voglia essere all’altezza della sua dignità. Le emozioni possono essere ingannatrici e sproporzionate, se non vengono vagliate alla luce della ragione.

 

4) I problemi del mondo sono tanti e complessi. Vivere la fede, pregando e seguendo Cristo nella Chiesa, ad esempio coltivando una unità non-ideologica con i fratelli nella fede, è il modo migliore di aiutare l'uomo nella sua lotta quotidiana contro il male, male che non si riduce, con buona pace degli Zanotelli e degli Zapateros, agli Stati Uniti, ai quali va invece il merito aver liberto il mondo dai mostri nazifascista prima e comunista poi, e di essere indispensabili (anche se non da soli) a sconfiggere il nuovo mostro del fondamentalismo.

 
 
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il moderatore del gruppo Culturacristiana
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Mer 12 Mag 2004 9:10 am

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Inoltra Messaggio #181 di 207 |
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