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immorale moralismo   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #182 di 207 |

Quale nesso tra moralità "pubblica" e trasgressività privata?



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il moderatore del gruppo Culturacristiana
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Lun 28 Giu 2004 7:50 am

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paradossi della sinistra postleninista

o dell’immorale moralismo

 

Il tipo umano di sinistra (della sinistra diciamo così meta-riformista, leninista o anarchica) è eticamente trasgressivo sul piano individuale (si pensi all'ambito sessuale o al problema droga; in generale esiste un odio per l'ordine), ma soffocantemente rigoroso su quello collettivo.

Perdona tutto sul piano etico-individuale, ma non perdona niente sul piano etico-sociale.

Non vuol sentir parlare di dovere a proposito del primo, ma pretende che il dovere sia l'unico criterio nel secondo ambito.

Ammette il massimo dell'imperfezione sul primo, ma esige il massimo della perfezione circa il secondo.

Si ubriaca di cinismo nel primo caso, e di utopismo nel secondo.

Vuole troppo poco dagli individui, e troppo dalla società.

Sarebbe interessante verificare quanto la rabbia utopista sul piano sociale sia compensativa del rilassato cinismo sul piano individuale, quanto nella furiosa pretesa di imporre una moralità al sociale confluisca l'immondo fiume (Nietzsche, Zaratustra) del senso di colpa per la propria coltivata immoralità individuale.

Prova ne sarebbe il disperato bisogno che il tipo umano (post-)leninista prova di pensare a sé stesso come portatore della totalità della moralità: vedi incapacità di ammettersi in qualche punto e per qualche aspetto colpevole (vedi il  caso Sofri, e vedi i vari brigatisti: mai che ammettano di aver sbagliato), ma più ancora la costante tendenza a vedere nell'avversario un nemico immorale, anzi il concentrato dell'immoralità. Se un tipo umano (post-)leninista incontra una persona che gli sembra (eticamente) buona, si stupisce moltissimo quando scopre che non è di sinistra. Analogo discorso se incontra qualcuno che gli appaia colto. Tale tipo umano trova semplicemente inaccettabile pensare a sé stesso come meno che perfetto (culturalmente e moralmente) e pensare all'avversario come più che una carogna, culturalmente ignorante e moralmente schifoso.

Così, questo tipo umano così apparentemente in lotta con la morale e trasgressivo, si trova impigliato da ogni lato nella  vischiosa ragnatela di ciò da cui crede di essersi liberato, ma con cui in realtà non ha fatto i conti.

Forse la sua tragedia è di conoscere solo il concetto di dovere (per negarlo in un caso, e sovraaffermarlo nel'altro), ignorando che la vera molla dell'agire umano, tanto individuale quanto collettivo, non è l'archeologia, ma la teleologia, non la legge, ma il fine, la ricerca cioè della soddisfazione o della felicità.

Così,  (credendosi inconsapevolemente in | per rimediare alla ) colpa per la trasgressione della legge morale, si butta tutto su una furia moralizzatrice della società. Ma dimentica che il protagonista di tutto è l'io e la sua sete di felicità.

Chiama spiritualista, il raffinato tipo umano di sinistra, chi parte dall'io. E dimentica che il Cristianesimo, che parte dall'io, ha insegnato all'umanità a sovvenire ai bisogni materiali dei più umili, da subito, senza aspettare società utopiche, con concreta e documentata fattività.

Perché l'io non è solo spirito.

Come non è solo materia, esaurientemente immersa nella società: se uno è sincero con sé stesso non può dire che gliene importi qualcosa, in prima battuta, dell'Umanità. Prova ne sia che con i prossimi, con cui è quotidianamente a contatto gomito a gomito, anche il più acceso "benefattore dell'Umanità", non riesce ad essere non solo generoso, ma nemmeno rispettoso e cortese.

Facciano questa prova, coloro che pensano di amare il mondo intero: provino ad amare quella porzione di mondo, quei tu concreti, materiali, che hanno di fianco giorno dopo giorno. Amino la loro donna disinteressatamente e fedelmente, se ci riescono. Altrimenti,  se non sanno amare un frammento di mondo, come possono pretendere di amare la totalità del mondo? Se falliscono sul più vicino e facile, come possono pensare di riuscire sul più lontano e difficile? Ammettano di mentire, ingannando sè stessi e gli altri.



Inoltra Messaggio #182 di 207 |
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