Un aspetto che mi colpisce della guerriglia antiamericana in Iraq è la sua
mancanza di obbiettivi (minimamente chiari).
Che cosa vogliono in effetti questi che ammazzano ogni giorno poliziotti
irakeni, soldati americani, semplici civili?
Esiste una unità tra tutti coloro che agiscono così (anche al netto, intendo
dire, delle bande di delinquenti comuni, che approfittano della situazione per
arricchire, specialmente con sequestri)?
Stupisce la mancanza di qualsivoglia dichiarazione di intenti.
Certo, vogliono far fallire il progetto americano di fare dell'Iraq una
democrazia. Ma poi?
Sembra che questi signori non si chiedano che cosa avverrebbe poi, se fallisse
il progetto americano.
Sembra che si illudano che, cacciati a pedate gli americani, rientrerebbe in
trionfo Saddam Hussein.
Non capiscono che l'alternativa alla democrazia, oggi, in Iraq, non è il ritorno
al predominio sunnita, ma una teocrazia sciita sul modello iraniano?
Non capiscono che per loro, sunniti e minoranza, una democrazia è la miglior
garanzia?
Gli americani concepiscono la democrazia come rispettosa delle minoranze. E da
questo non possono ammettere deroghe, nè farebbero sconti a un regime, che, ,
dovendo a loro la sua stessa esistenza, derogasse da questo fondamentale
principio.
Hanno sacrificato centinaia di vite umane, e fior di milioni di dollari per
permettere che si crei uno stato intollerante? E' difficile crederlo.
Ma quei signori non lo vogliono capire. Come non lo capiscono quei no-global
italiani che mandano aiuti alla guerriglia.
Speriamo che qualcuno glielo spieghi, prima o poi.
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il moderatore del gruppo Culturacristiana
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