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20/11/2005
Quello che si sta verificando, in Italia e Spagna, è indubbiamente un
rigurgito di anticlericalismo. Forse però questo fenomeno potrebbe
essere arginato e reso meno pericoloso per la libertà della Chiesa, che
è il valore supremo. Lo potrebbe, forse, se certi pastori della Chiesa,
in Spagna e in Italia, fossero preoccupati soprattutto e anzitutto
dell'ontologia, più che dell'etica.
Sbaglierò, ma a me sembra ad esempio che dare indicazioni dettagliate su
come debba essere questa o quella legge, non giovi molto.
Sbaglierò, ma mi sembra che questa ipertrofia precettiva etico-politica sia
inversamente proporzionale alla vivacità della missione. Quanto meno la
Chiesa è convinta di avere qualcosa (che le viene da Altro) da dare al
bisogno fondamentale dell'uomo, che è quello della salvezza del proprio
umano, tanto più si sente convinta di dover dare regole etico-politiche
(desumibili da un semplice buon uso della ragione).
Il rischio è di cadere nella trappola che vuole la Chiesa come agenzia
di morale, come stampella etica della società, mettendo del tutto in
ombra la sua Origine soprannaturale, la sua irriducibilità a un pur buon
progetto moralizzatore.
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il moderatore del gruppo Culturacristiana
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