La gerarchia ecclesiastica è oggetto di una virulenta campagna di aggressione da
parte di chi le rimprovera una eccessiva ingerenza nelle vicende politiche
italiane.
Quanto accaduto il concerto del primo maggio a Roma è davvero emblematico di
questo clima.
Limitiamoci a due casi: i DICO e il caso Welby.
1) E' colpa della CEI se in Italia non si faranno né i PACS né i DICO? Davvero
esiste un potere di veto della CEI sull'attività del Parlamento italiano?
Davvero viviamo in una teocrazia?
Ma se nemmeno Innocenzo III aveva un potere così grande! Nemmeno lui, il papa
col quale l'ideale teocratico medioevale raggiunse il suo apice, si poteva
permettere il lusso di dettare le leggi ai governanti.
Fiuguriamoci se nel XXI secolo la Chiesa ha questo potere! La Chiesa non può
impedire nemmeno che esca un libro dove la figura di Gesù viene infangata con
ridicole fandonie...
Non si nascondano certi politici dietro scuse puerili: la responsabilità di
legiferare è dei parlamentari eletti dal popolo sovrano: è loro e solo loro.
Non accusino Bagnasco, se loro non hanno chiaro quello che vogliono e vacillano
come foglie al vento. Hanno fatto una alleanza che si basava su un programma
sottoscritto da tutte le forze alleate: se non sono capaci di governare ne
prendano atto.
Basta accuse false a Bagnasco: ognuno si assuma le sue responsabilità, e la si
smetta di alimentare un clima di caccia alle streghe. La Chiesa ha solo il
potere di parlare, ed è bene che l'abbia, come tutti in democrazia l'hanno.
Dunque non la si accusi di bloccare alcunché.
2) Welby. E' davvero assurdo che si pretenda di dire alla Chiesa che cosa
dovrebbe fare o non fare dei sacramenti. E'assurdo che lo pretenda chi credente
non è. E' stato detto che a Pinochet e a Franco ha concesso i funerali religiosi
e a Welby no. E allora?
La Chiesa avrà pur il diritto di agire secondo i suoi dogmi e le sue tradizioni.
Per la fede che la Chiesa annuncia Dio è misericordia: sì, purché l'uomo la
accolga, almeno nell'ultimo atto cosciente e libero della sua vita.
Uno potrebbe aver commesso i peggiori delitti del mondo, ma se almeno all'ultimo
momento si pente, e chiede il conforto dei sacramenti, la Chiesa, segno del
Mistero che è Misericordia, lo accoglie nelle sue braccia misericordiose.
Se però uno sigilla l'ultimo atto della sua vita con una scelta di superbia e di
disobbedienza, si impedisce di ricevere la misericordia. Dio non forza la
libertà della creatura intelligente.
Non è la Chiesa che ha rifiutato i sacramenti a Welby, ha solo preso atto della
sua scelta di porre come sigillo ultimo e irrevocabile alla sua vita una
ostinata scelta di ribellione. E siccome la vita non è una buffonata, le scelte
si devono rispettare.