Tra le tante cose che si potrebbero dire:
1) il minimo che si possa dire è che non esiste certezza scientifica
che nutrizione e idratazione assistita siano delle terapie; dunque la
loro interruzione non trova fondamento in alcuna certezza
scientifica; e, anche ammettendo che la scienza non dia alcuna
certezza al riguardo (né che lo siano né che non lo siano) la
soluzione pratica doverosa, per il principio di cautela, avrebbe
dovuto essere per la vita, non per la morte;
2) tanto piùche non esista alcuna prova che Eluana soffrisse in modo
indicibile per il suo stato;
3) non esiste nemmeno prova scientifica assoluta della
irreversibilità del suo stato, a fronte di molti casi analoghi al
suo, che invece si erano risolti positivamente;
4) non è vero che il padre si è risolto a chiedere la morte di Eluana
solo dopo doloroso e lungo calvario: la ha chiesta da subito, il
giorno dopo l'incidente;
5) perché il sig. Englaro non era accanto a sua figlia, mentre
moriva? Hai tua figlia che sta morendo, e sta morendo perché tu lo
hai voluto, e te ne stai a casa, a 400 km? E le volevano bene quei
"volontari" che l'hanno lasciata morire sola come un cane? Avevano
tutti paura di ricevere un ultimo sguardo di rimprovero, o di
disperazione? Se avevano la coscienza pulita, che davvero erano
convinti di fare il suo bene, perché non hanno retto il suo volto, e
magari il suo sguardo nell'ora suprema?
NO. Non è giusto quello che è successo.
Non avrebbe dovuto finire così.
Dio abbia pietà di noi per la durezza del nostro cuore.