----- Original Message -----
From: "Paolo De Bei" <
cruxdbe@...>
To: "Bertoldi Francesco" <
fbertoldi@...>
Sent: giovedì 28 settembre 2000 16:09
Subject: Re: [culturacristiana] [fede e ragione] [Pro e contro Dio] [dalla
mailing list dw-filosofia]
> Salve a tutti.
> Come richiesto provo ad esprimermi sul tema proposto, chiaramente senza
> avere la presunzione di esaurire l'argomento e di dare una risposta
> definitiva.
>
> >-di quale "Dio" si parla? Di quello deista? del dio cristiano o
> >islamico?
> >del divino nella natura? Noi diamo spesso per ovvio (l'Italia e'
> >cattolica...e si vede!) che quando parliamo di dio ci riferiamo a
> >quello
> >dei Vangeli. Ma si tratta di un collegamento parziale e del tutto
> >arbitrario. Puo' darsi, quindi, che esista una mente ordinatrice ma
> >che sia
> >quella in cui crede la fede cristiana non e' ipotesi piu' probabile
> >rispetto a quella del Demiurgo platonico;
>
> Per quanto posso notare l'impostazione del discorso non è completamente
> errata. E' vero infatti che, razionalmente parlando, cogliamo solo la
> necessarietà di un principio ordinatore, ma non riusciamo a giungere alla
> conclusione che il Dio cristiano è tale principio, ma quasi tirandosi la
> zappa sui piedi si cita proprio Platone, il quale non esita ad affermare
che
> nel parlare di questioni così delicate, sarebbe bello poter navigare sul
> mare della vita su più solida e sicura imbarcazione come quella di una
> Rivelazione divina. Conscio della limitatezza dell'intelletto umano, già
> Platone si era appellato alla ragionevolezza del buonsenso, poi ripreso
> dallo stesso S. Tommaso, il quale, impostando il suo discorso
antropologico
> su solide fondamenta teoretiche, ha dimostrato come l'essere umano, per
> giungere alla sua piena realizzazione, non può accontentarsi del finito,
ma
> deve accedere a quell'infinito che la sua interiorità richiede. Per
accedere
> dunque a questo infinito è necessario conoscerlo, e, per conoscerlo nel
modo
> più approfondito, sarà ragionevole affidarsi a colui che mostra di averlo
> conosciuto, dimostrandolo coerentemente con il proprio pensiero e le
proprie
> opere. Dunque il concetto di Rivelazione supera notevolmente le ipotesi
> filosofiche non verificabili, e anche se essa non è prettamente necessaria
> logicamente è pur sempre cosa ragionevole che essa esista. Che poi la
> Rivelazione cristiana sia la più autorevole lo dimostra egregiamente
Pascal,
> nel mostrare come Maometto muore nelle sue contraddizioni, e gli ebrei
> divengono vittime delle loro stesse profezie.
>
> Ovviamente tale discorso deve essere integrato dalla fede, salto
> esistenziale permesso dalla Grazia, già notevolmente sottolineato da
> Kierkegaard, ma ciò già oltrepassa ciò che si voleva provare, ovvero che
il
> Demiurgo platonico è solamente un'ipotesi campata per aria di un filosofo
> che ha cercato di comprendere ciò che va al di là dell'intelletto, senza
> avere basi su cui fondare le proprie asserzioni, già dallo stesso
> desiderate. La Rivelazione cristiana diviene dunque principio di
buonsenso,
> categoria intellettiva e pratica che predispone alla fede.
>
> >-gia' Galilei affermava che "la Bibbia insegna come si vada al cielo,
> >la
> >scienza come vada il cielo". La mescolanza tra fede e ricerca
> >scientifica
> >e' metodologicamente scorretta;
>
> Questa faccenda è oramai vecchia storia, e non vedo quale favore possa
> portare ai luminari moderni. Che la scienza sia alla ricerca del "come", e
> la filosofia/teologia del "perché", è già teoria sostenuta dalla Chiesa da
> un bel pezzo, falsi storici permettendo.
>
> >-a Mazzini che invitava l'ateo a guardare il cielo stellato e a
> >capire che
> >la sua armonia non puo' essere casuale, aveva gia' risposto Kant:
> >ordine e
> >disordine sono concetti solo umani. Applicarli alla natura significa
> >cadere
> >in una forma ingenua di antropomorfismo;
>
> Che Kant abbia risposto a questi giochini è tutto da vedere, perché, oltre
a
> negare quel solito senso comune, così odiato dalla filosofia moderna, la
> quale passa il tempo a negare il reale, giunge a conseguenze che lo stesso
> Kant non riesce a controllare teoreticamente, e ciò lo dimostra
l'evoluzione
> così nervosa e incostante del suo pensiero etico.
> Antropomorfismo? Se Dio è l'Ordine in quanto tale siamo noi a prendere da
> Lui tale categoria, e non noi ad attribuirgliela.
>
> >-la fede in un Dio rivelato e' frutto di tante cose, forse anche della
> >Grazia. Filosofia e scienze si fondano sulla razionalita', sulle
> >inferenze
> >logiche, sull'esperienza naturale, sulla semplice mente umana e non
> >dovrebbero, quindi, avere nulla a che fare con la fede che e'
> >tutt'altra
> >cosa. Al massimo, si puo' accettare l'argomento pascaliano della
> >scommessa.
> >Ma, anche in questo caso, ritorna la domanda: perche' scommettere
> >proprio
> >sul Dio cristiano e non su Allah?
>
> Se la filosofia è giustamente solo razionalità, è proprio la stessa
ragione
> a dire che alla fine bisogna cedere il passo alla fede, come già ricordano
> S. Agostino, S. Tommaso, Pascal, Kierkegaard, e moltissimi altri.
> Sul perché poi scommettere su Cristo e non su Allah, è stato proprio
Pascal
> ad esaminare molti passi per cui il Nuovo Testamento non è che la
> realizzazione dell'Antico; poi si leggano pure i Vangeli e le lettere
> apostoliche, e non si troverà nulla che lasci intendere a ulteriori e
> definitivi profeti, in quanto Cristo ha portato tutto a compimento. E' su
> questo che la scommessa pascaliana si fonda, ma infondo credo che se non
si
> lascia posto alla Grazia, la follia della croce non sarà comunque
compresa,
> perché, di tali cose, "se ne può giudicare solo per mezzo dello Spirito"
(I
> Cor. 2,14).
>
> Paolo De Bei -
http://members.xoom.it/chouan
>
>
>