Gentile Bertoldi,
spero mi vorrà scusare se intervengo nella discussione ma, a mio modesto avviso,
a definire la questione vale un solo fatto, ossia che a suo tempo Dio si è fatto
Uomo. Eventualment vale la pena di ricordare che l' aspetto "bestiale" o
"animalesco" della vita umana, di solito, e' riconducibile al Suo antagonista.
Penso che qusto possa bastare a chiarire il tutto.
Cordiali saluti.
Valter
--- "Bertoldi" <
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>-----Messaggio Originale-----
>Da:***
>A: "webmaster di Cultura cristiana" <
fbertoldi@...>
>Data invio: martedì 10 ottobre 2000 01:12
>Oggetto: RE: [attualita] [vegetariani all'attacco]
>
>
>
>Preg.mo dr. Civita
>
>"Sono libero di credere che anche gli animali hanno un'anima? "
>
>Liberissimo! Come lo è di dire che 2+2 fanno 1. Un'anima significa, presumo,
>un'anima immortale. Lei dunque pensa che gli animali andranno all'inferno o in
>paradiso? E in base a che fattore, se non hanno né
>il pensiero, con cui rendersi conto del loro Fine ultimo, né la libertà di
>scelta, con cui seguire o rifiutare ciò che li conduce a tale Fine? E perché
>non pregano, allora? Perché, in generale, non si volgono oltre l'orizzonte
>materiale? Ha mai visto un gatto ammirare un bel paesaggio? O un funerale di
>cavalli che portavano al cimitero equino un congiunto defunto? :-)
>
>"Non faccio torto all'Uomo, perché non gli tolgo nulla. "
>
>Non è vero. Se Lei paragona una bellissima star del cinema a una vecchia strega
>bitorzoluta qualche torto glielo fa. Se lei equipara una splendida villa con
>parco e
>piscina a un tugurio di fresche frasche cascanti, qualche torto glielo fa. Dire
>che Biancaneve e la strega cattiva sono ugualmente belle è far torto a
>Biancaneve, è "toglierle qualcosa". Quando si
>equipara qualcosa a qualcos'altro si istituisce appunto un legame di
>somiglianza, una comunanza qualitativa. Ora gli animali non pensano, non
>parlano, non amano disinteressatamente, non contemplano la bellezza, né
naturale
>né artistica, non compongono sinfonie, né costruiscono palazzi e città, né
>scrivono poemi, non pregano Dio né seppelliscono i loro morti, non ridono né
>piangono, quando capita vivono senza problemi in mezzo ai loro escrementi:
>e lei sostiene che equiparare l'uomo agli animali non toglie niente all'uomo?
>Forse che anche l'uomo è così? :-))
>
>"Forse finirò all'Inferno, per queste mie convinzioni, ma almeno in vita non
>avrò ucciso nessuna creatura, né Uomo né Animale."
>
>Ecco ancora che lei fa un torto, e grave, alla dignità umana. Se io equiparo il
>furto all'omicidio non incentivo forse l'omicidio? Se equiparo rubare 10 lire a
>rubarne 1.000.000.000 non incentivo la seconda cosa? Dunque equiparando
>uccisione di animali e uccisione di uomini attutisco la negatività della
seconda
>cosa, stemperandola nel grande calderone di una generica uccisione di esseri
>sensibili, "dotati di sistema nervoso centrale" (e chi non ha mai ucciso una
>zanzara: dunque avendo ucciso una zanzara perché non potrei uccidere un essere
>umano, se non c'è differenza qualitativa?)
>
>"Le sarei grato se mi dicesse dove è scritto che il comandamento "Non Uccidere"
>è rivolto solo all'Uomo, per colmare le mie lacune; "
>
>Basta che Lei legga un particolare dentro il suo contesto. Il contesto della
>Bibbia parla di un abituale consumo di carne animale, non solo consentito ma
>approvato e voluto da Dio. Al quale andavano anzi fatti dei sacrifici animali a
>scopo rituale-liturgico. Si rivolga a qualsiasi esegeta serio: nessuno le dirà
>che nella Bibbia si equipara l'uomo agli animali. Certo, bisogna affrontare un
>testo con un minimo di onestà intellettuale e di simpatia, non usandolo
>pretestuosamente per confermare propri pregiudizi. Bisogna amare la verità più
>dei propri pregiudizi, insomma.
>
>"e se commetto peccato mortale non uccidendo neppure gli animali."
>
>Non giri così la frittata: il punto glielo ho già detto. La posta in gioco è la
>dignità dell'uomo, il rispetto della persona umana. Nella misura in cui si può
>voler bene agli animali senza offendere la dignità dell'uomo, io sono d'accordo
>con lei. Ma non si può equiparare l'uomo agli animali senza ledere la dignità
>dell'uomo. Negare che l'uomo sia immagine e somiglianza di Dio, ridurre l'uomo
a
>un grumo di materia, è aprire la
>porta a ogni possibile forma di sfruttamento dell'uomo, a ogni delitto. Ad
>esempio nei romanzi di Dostoevskij si trova espresso benissimo questo: ridurre
>l'uomo a materia, negando Dio, vuol dire distruggere l'umano.
>
> Distintamente
> Bertoldi
>
>
>
>
>
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