-----Messaggio Originale-----
Da: <gino.civita@...>
A: "Bertoldi" <fbertoldi@...>
Data invio: mercoledì 11 ottobre 2000 11:57
Oggetto: RE: [attualita] [vegetariani all'attacco]
Caro dr. Civita
In questo momento non ho molto tempo per replicarLe punto per punto. Lo faccio
solo sulla parte che riguarda la fede.
"E comunque, mi dia una risposta: con il mio rispetto per la dignità sia
dell'Uomo che della Natura finirò all'Inferno? Finirò all'Inferno perché ho
rispettato più creature del dovuto?
Infine, mi spiega perché Dio ha creato degli esseri che non meritano rispetto?"
Credo di averLe già risposto. Nessuno può sapere se andrà all'inferno, tanto
meno gli altri. L'importante è orientare con sincerità la propria vita verso
Cristo, come ci insegna anche, e in modo così persuasivo, Giovanni Paolo II.
Quanto al valore che Dio da agli animali io credo che esista una gerarchia:
mondo minerale, mondo vegetale, mondo animale e al vertice del creato visibile
l'uomo. Nessuno di questi livelli va disprezzato. Ma va rispettato secondo
l'ordine gerarachico dato oggettivamente dal Creatore. Solo l'uomo è immagine e
somiglianza di Dio. Perciò solo l'uomo merita un rispetto *infinito*. Poi tutto
il resto merita una forma di rispetto proporzionata al suo valore, che è
comunque *finito*: e infatti dal punto di vista valoriale è più grande la
distanza tra l'uomo e una scimmia di quella tra la scimmia e una granello di
sabbia. Non pretendo di imporLe questa verità: però se uno vuole essere
cattolico non può pensarla diversamente.
Dopo di che è vero, come ho già detto nell'articolo che ha suscitato questo
dibattito, che l'umanità moderna, proprio per essersi allontanata dal
Cristianesimo, ha concepito il suo dominio sulla natura in termini irrispettosi
e devastanti. Ma non è colpa della fede.
Bene. Avrei molte cose da replicarLe, ma mi rendo conto che fondamentale è
proprio il punto di partenza. Per me è la fede. Se Lei non è di questo avviso
temo che sia inutile, sia per lei sia per me, proseguire oltre in questo
dialogo, pur civile e corretto. Le posso solo augurare di trovare gente (in
carne e ossa) che Le testimoni la bellezza del Cristianesimo, valorizzatrice di
tutto ciò che di bello e di buono esiste, ma sopratutto capace di rendere la
nostra umanità più vera (e quindi più accettabile a noi stessi, il che, come
notava Bernanos negli ultimi passaggi del suo capolavoro, Il Diario di un curato
di campagna, non è affatto scontato).
Cordialmente
Bertoldi