su Hallowen
Ormai è moda. Una moda assurda. Scellerata. Non solo anticristiana, ma profondamente diseducativa dei valori umani. Perché profana il mistero della morte. Riduce a burletta ciò che è e resta il più grande e inquietante enigma della vita, la morte. Hallowen è falsa. Perché ride su ciò che invece fa piangere. Come uno che ridesse mentre precipita da un grattacielo. Scherzare con la morte è il segno di un grave e inquietante degrado della nostra società (come, simmetricamente, in paleantropolgia uno dei segni di una presenza specificamente umana è il reperimento di necropoli, cioè di un culto dei morti).
Da adesso ci si potrà indignare un pò di meno per i crimini di sangue: tanto è roba da riderci su! Dietro questa aggiacciante supeficialità c’è quell’America sazia e disperata, che crede che spettacolarizzando tutto, tutto diventi dominabile, facile. Ma il dramma della vita resta. Come resta il dramma della morte.
Dietro Hallowen, in fondo, c’è il Nemico di Dio e dell’uomo. Colui che è “omicida fin da principio”, e gode della rovina dell’uomo, così come gode dello strazio dei bambini seviziati e uccisi dai pedofili; così come gode della guerra; così come gode dell’uccisione degli embrioni umani nel seno materno, ipocritamente specciata per contraccezione.
Ma il Nemico, la Chiesa ci insegna e soprattutto questo fantastico Papa, è già vinto. Anche da questi orrori possiamo imparare ad affidarci a Colui che, solo, ci ama attraverso l’intercessione della Sua Santissima Madre.
Da adesso ci si potrà indignare un pò di meno per i crimini di sangue: tanto è roba da riderci su! Dietro questa aggiacciante supeficialità c’è quell’America sazia e disperata, che crede che spettacolarizzando tutto, tutto diventi dominabile, facile. Ma il dramma della vita resta. Come resta il dramma della morte.
Dietro Hallowen, in fondo, c’è il Nemico di Dio e dell’uomo. Colui che è “omicida fin da principio”, e gode della rovina dell’uomo, così come gode dello strazio dei bambini seviziati e uccisi dai pedofili; così come gode della guerra; così come gode dell’uccisione degli embrioni umani nel seno materno, ipocritamente specciata per contraccezione.
Ma il Nemico, la Chiesa ci insegna e soprattutto questo fantastico Papa, è già vinto. Anche da questi orrori possiamo imparare ad affidarci a Colui che, solo, ci ama attraverso l’intercessione della Sua Santissima Madre.
La pillola del giorno dopo
Davvero un caso di “ragione debole”. O se si preferisce di spappolamento della ragione, di schizofrenia del pensiero. I casi infatti sono due: la pillola del giorno dopo o sopprime un embrione o non lo sopprime. Che cos’è che viene ucciso? Un ovulo non ancora fecondato o un embrione umano già fecondato, dunque già contenente in sè tutte le informazioni genetiche che ne faranno un essere umano pienamente sviluppato, dunque già una persona umana?
Che sia o non sia “annidato” nell’utero questo è del tutto inincidente: il DNA non dipende dall’essere o meno “annidato”. C’è tutto l’uomo, non appena c’è embrione, cioè nell’esatto istante in cui uno spermatozoo incontra l’ovulo e lo feconda.
Diciamoci la verità: fa comodo negarlo. Così si pone rimedio al fatto compiuto senza nemmeno accorgersene. Una bella pastiglietta e via...
In realtà dal punto di vista etico non c’è alcuna differenza qualitativa tra un aborto che avvenga un giorno dopo, o dieci giorni dopo, o quattro mesi dopo il concepimento. Il vero e unico “salto” qualitativo è nel concepimento: prima non c’era, mentre dopo c’è un nuovo essere umano, una persona che ha dignità infinita e valore non negoziabile.
Che sia o non sia “annidato” nell’utero questo è del tutto inincidente: il DNA non dipende dall’essere o meno “annidato”. C’è tutto l’uomo, non appena c’è embrione, cioè nell’esatto istante in cui uno spermatozoo incontra l’ovulo e lo feconda.
Diciamoci la verità: fa comodo negarlo. Così si pone rimedio al fatto compiuto senza nemmeno accorgersene. Una bella pastiglietta e via...
In realtà dal punto di vista etico non c’è alcuna differenza qualitativa tra un aborto che avvenga un giorno dopo, o dieci giorni dopo, o quattro mesi dopo il concepimento. Il vero e unico “salto” qualitativo è nel concepimento: prima non c’era, mentre dopo c’è un nuovo essere umano, una persona che ha dignità infinita e valore non negoziabile.
Francesco Bertoldi
www.culturacristiana.net