Caro Valeriani
c'è un segno che siamo nella verità: la nostra
esperienza. Soprattutto la pace. Che può anche essere una pace che chiede
sacrificio, può bruciare. Brucia ciò che in noi deve essere bruciato, perchè
ci distruggerebbe.
Lei dice in sostanza: [Gesù ha detto che] tutto è bene. Auschwitz, i
Gulag, il genocidio degli Armeni, le guerre di cui è stata piena la storia,
i massacri, gli stupri, le ingiustizie a ogni livello: tutto bene? E come
può essere che il Regno sia "dappertutto" (dentro e fuori)?
Il Cristianesimo è il fatto di Dio divenuto "UN" Uomo. Uno: Lui e non
gli altri che pure vivevano a suo fianco, o prima, o dopo di lui.
La Chiesa può anche sbagliare (non certo nei termini, grotteschi e non
seri che Lei dice), ma resta l'unico luogo in cui quell'Uomo rimane presente
tra noi.
Non si fermi a letture o a pregiudizi. E' importante che uno sia sincero
con la verità, e con sè stesso. Ed è ancora più importante che uno chieda,
senza pregiudizi, a chi può aiutarci a trovare la Verità: pregando, prima di
tutto, e aprendo gli occhi alle occasioni in cui nella propria vita Cristo
ci si fa incontro (una persona, un gruppo).
Le dico le cose che le dico perchè il punto della nostra discussione a
cui siamo giunti non può essere risolto con idee (non tanto e non solo), ma
con una esperienza. Non vorrei entrare nel suo privato, nè violare la sua
libertà: è solo che le cose che io dico si possono appieno capire solo in
una esperienza. Diversamente potremmo andare avanti a discutere un secolo,
ma non sarebbe interessante.
Cordialmente
Bertoldi
----- Original Message -----
From: Satly
To: Bertoldi
Sent: Friday, November 10, 2000 8:55 PM
Subject: R: Valeriani
Caro Bertoldi,
Lei ha perfettamente ragione quando dice che siamo noi a morire
e non la società, ma non condivido affatto la sua superficialità sui
discorsi di alienazione; comunque quello che volevo trattare si allontanava
da questo fatto. Io volove confrontarmi con lei su temi molto più scottanti
quali il ruolo della chiesa, gli errori, gli orrori, le tante cose nascoste
(come i "Rotoli del Mar Morto") o rifiutate (come i Vangeli apocrifi con in
testa quello di Tommaso), l'alienazione e l'allontanamento di individui
considerati non degni da parte di persone cattoliche che contrariamente
professano la carità e la comprensione. Parliamo di questo se ne ha il
coraggio, parliamo di come la chiesa ha rovinato la nostra società e le
nostre persone, come abbia contribuito a corromperla e a renderla sempre più
elitaria; parliamo di questo, tiriamo fuori la testa dalla sabbia, di
struzzi ne abbiamo fin troppi, facciamo vedere che siamo in grado di
ragionare al di fuori di pregiudizi e di regole prestabilite da un'assurda
moralità che limita la libertà: lei da cattolico e io da laico proponiamoci
di capirne di più, di far luce su 2000 anni di insicurezze e di incertezze,
di sicurezze create sulla polvere dei Vangeli (perchè parliamo seriamente,
oltre al loro alto valore morale i Vangeli hanno la valifità storica di un
soldo bucato) e di altre nobili propositi finiti in cenere; parliamo di come
la chiesa quanto costruzione sia inutile alla nostra vita: Gesù, secondo San
Tommaso dice: "Se coloro che vi guidano dicono: << Guardate, il regno è nei
cieli>> allora gli uccelli arriveranno prima. Se dicono: <<E' nel mare>>,
allora i pesci arriveranno prima. Il regno invece è dentro e fuori di voi.
Quando conoscerete voi stesse sarete conosciuti e saprete di essere filgi
del padre vivente. Ma se non vi conoscete, vivrete in povertà e voi stessi
sarete la povertà. Capisce Bertoldi le cose grandi che Gesù ha detto poi
travisate da persone in secoli passati che avevano l'unico scopo di
arricchirsi? E noi dovremmo accettare tutto questo? Secondo la mia opinione
un buon cristiano dovrebbe indagare, capire la verità, non fermarsi e avere
paura di sovvertire un sistema marcio: queste sarebbero le cose da fare,
capire e avere il coraggio di cambiare. Io capisco che lei non sia d'accordo
con le mie opinioni, però non può negare la poca chiarezza che gira intorno
alla storia cristiana, non può negare tutti i dubbi, non dogmatici ma
storici e di interpretazione: gli errori si possono commettere però è giusto
riconoscerli e avere il coraggio di cambiare, cosa che la chiesa e le
persone come lei non hanno assolutamente.
----- Original Message -----
From: Bertoldi
To: Satly
Sent: Wednesday, November 08, 2000 3:38 PM
Subject: Re: Valeriani
Caro Valeriani
non è per mancanza di rispetto. Un pò non ho
avuto tempo, e un pò non ho molto da aggiungere a quanto Le ho già detto.
Dirò solo questo, per condensare in breve quanto penso: sarebbe saggio per
uno che sta cadendo da un grattacielo, mettersi a ridere?
Tutto qui. La società e l'alienazione non c'entrano. Morirò io, non la
società. Al bene degli altri posso pensare con serietà se sono in pace con
me stesso, e con le esigenze di felicità e di significato che urgono in me.
Cordialmente
Bertoldi