Si miete quello che si è seminato...
Sono ormai molte le vite di nostri giovani fratelli, spezzate in modo tragico, quasi certamente per un uso spregiudicato di armi micidiali.
Non è speculare se ricordiamo come il Papa avesse detto con chiarezza il suo no alla guerra. Così come l'avevano detto molti credenti (ricordiamo la chiara presa di posizione di CL). Nel nostro piccolo, anche noi avevamo parlato dei rischi e delle incongruenze di un intervento i cui obbiettivi reali non apparivano nitidamente collimare con gli obbiettivi dichiarati (www.culturacristiana.net/storia/st4_kossovo99.html).
Ora si miete quello che si è seminato. Come già nel caso della guerra del Golfo (anche là non si contano i casi di tragedie non solo nella popolazione civile irachena, tuttora flagellata da un embargo oggettivamente assassino, ma anche in molti soldati reduci).
Per quanto ancora, nell'epoca dove ci si illude di essere pienamente trasparenti e "critici", crederemo alla favola di mezzi di informazione neutrali e pienamente veridici? Quanto a lungo anche molti cattolici berranno come oro colato le verità di regime propinate dai mass-media? Quando impareremo a lasciar plasmare i nostri giudizi alla luce della fede e del Magistero, di questo Papa, straordinario testimone?
In ogni caso credo che ognuno di noi, in prima persona, debba lasciarsi sollecitare dalla domanda posta dai fatti. La vita, con la sua drammatica serietà, urge una nostra risposta, urge un sì a Cristo, e dunque un sì alla compagnia che in Lui si fonda.
Bertoldi