Cultura cristiana .net22 gennaio 2001
Il disastro che si profila per le isole Galapagos evidenzia una volta di più,
dopo analoghi e troppe volte ripetuti eventi, come quelli al largo della
Bretagna, il rischio del trasporto del petrolio via mare.
Di più, aggiunge con particolare intensità e drammaticità un motivo ulteriore e
pressante per cercare fonti di energia alternative.
Il petrolio costa troppo. E lo abbiamo visto da un anno a questa parte.
Alimenta fenomeni quali il proselitismo islamico (finanziato dai ricchi paesi
del Golfo) e indirettamente il fondamentalismo e il terrorismo islamici (Bin
Laden non esisterebbe senza il petrolio).
Il petrolio inquina. E' probabilmente la principale fonte, o almeno una delle
principali fonti, del deterioramento della salute complessiva del Pianeta.
Dunque, con una semplificazione sloganistica, si potrebbe dire che il petrolio
nuoce tanto allo spirito (vedi intolleranza) quanto al corpo (vedi inquinamento
del pianeta).
A fronte di tutto ciò non si può non notare che troppo poco e troppo lentamente
si cercano fonti alternative di energia.
Non è solo colpa dei governi. Non solo nel senso che prima di tutto esistono
potenti lobbies. Ma anche nel senso che sta a ognuno di noi fare la propria
parte per sensibilizzare l'opinione di chi possiamo raggiungere sulla urgenza di
un cambiamento che del resto non coinvolga solo le energie alternative e pulite,
ma uno stile di vita che sappia discernere ciò che è davvero necessario da ciò
che è ingombrante opulenza e dispersiva ansietà di possesso e di consumo.
Possiamo vivere con meno. Possiamo rinunciare a ciò che è superfluo.
Concentrandoci su ciò che è davvero importante: la nostra umanità. I rapporti
umani. Un recupero della sacralità della vita.
Bertoldi