Quello che lei mi chiede l'ho già detto nell'articolo, che penso lei abbia letto, sul mio sito (sezione Accademia). Ossia, in sintesi: è vero che esistono dei motivi di riserva, circa il quadro di riferimento filsofico di Freud. Resta il fatto che molte delle idee davvero scientifiche di Freud si sono rivelate utili e fondate. Dunque si potrebbe dire che incompatibile col Cristianesimo è la filosofia (o meglio alcune tesi filosofiche) di Freud, mentre l'autentica scienza psicoanalitica di Freud è nelle sue grandi linee compatibile.
Mi permetto di rimandare, come esempio di "connubio" realizzato (tra Freud e la fede cristiana) al gruppo di psicoanalisti dello Studium Cartello, tra cui importante è Giacomo Contri.
Quanto alle domande più specifiche che lei mi rivolge, credo si debba distinguere bene tra determinismo (filosofico, e inaccettabile in una antropologia cristiana, che implica strutturalmente la libertà di arbitrio) e esistenza dell'inconscio (che è invece un dato scientifico, e che può benissimo coesistere "accanto" al livello spirituale-consapevole, in cui affonda le sue radici la libertà). Quest'ultimo, comunque, non significa che alla base di ogni atto ci sia qualcosa che "sfugge alla coscienza" completamente. Ci mancherebbe altro che ci sfugga ... tutto. In nessuna patologia la consapevolezza e la responsabilità morali vengono estinte, e nemmeno impedite nel loro "funzionamento" più essenziale.
Certo, se è un grave errore del XX secolo, come ha scritto recentemente Contri (rivista "Tracce" di aprile 2001), confondere morale e psicologia, giustificando tutto e perdendo così il senso del peccato, come (singolo) atto libero di un soggetto determinato, non si può per ciò negare che possano esistere condizionamenti psichici, che possono più o meno intesamente (il giudizio bisogna lasciarlo a un Altro) attenuare la responsabilità soggettiva di un atto. In tal senso già nel XIII secolo Tommaso d'Aquino insegnava che atti oggettivamente classificabili come peccato mortale, in assenza di "piena avvertenza" e di "deliberato consenso" possono non essere veri peccati mortali. Diceva del resto anche la reciproca: che atti oggettivamente classificabili come peccati veniali possono valere come peccati mortali, se commessi con l'intento di sfidare sprezzantemente l'Autore della vita.
Cordialmente
il webmaster di Culturacristiana.net
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----- Original Message -----
From: s.iannucciSent: Tuesday, April 17, 2001 2:13 PMSubject: psicanalisiSecondo lei è la dottrina psicanalitica (o comunque gli aspetti più aggiornati di essa) è conciliabile con il cristianesimo? La tesi freudiana del determinismo dei fenomeni psichici e dell'esistenza del'inconscio non deresponsabilizza l'individuo e non rende inconsistente il concetto di "peccato", dal momento che dietro gli atti esteriori ci sono impulsi che sfuggono alla coscienza, e dunque non passibili di valutazione morale? Grazie