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Re: Giudizio su Marx   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #67 di 207 |
Caro Conti
la ringrazio della sua lettera. Le risponderei così:
1) credere che esista la verità (ossia la verità assoluta, perchè non esiste
verità certa che non sia assoluta: il granellino di sabbia che vedo è una
verità assoluta: c'è e lo vedo) non significa credere di avere capito tutto.
Anzi si associa e deve associarsi con una posizione umana tutta tesa a
imparare sempre di più dalla realtà e dalla umanità degli altri. Il fatto è
che solo se ho dei punti di riferimento certi posso procedere in un cammino
e quindi assimilare da altri, costruendo e non compiacendomi di un caos di
opinioni. Anzi solo se ci vedo bene (in senso metaforico) posso essere buono
con gli altri: nell'oscurità invece tutto potrebbe minacciarmi, dovrei stare
continuamente sulla difensiva.

3) "L'idea che esista una verità e una giustizia assoluta non è forse stato
e lo
è tuttora alla base di ogni atteggiamento integralista", e dunque violento,
presumo lei voglia dire? Non credo: non "che esista", ma "che io la possieda
fino in fondo", la padroneggi. Chi è stato fanatico ha peccato di superbia,
cioè non ha davvero creduto alla Verità. A ben guardare nel corso di 2000
anni "il Cristianesimo", diciamo meglio: "i cristiani" hanno compiuto atti
di intolleranza molto meno gravi e diffusi di altre "religioni" e
soprattutto di certe ideologie, guarda caso relativistiche. Mi spiace, ma
risulta incontestabile che il comunismo abbia ucciso 80 milioni circa di
esseri umani.

4) "Resta il fatto -Lei dice- che quando si parla di Marx, il miglior modo
per gettare discredito
sulle sue teorie è quello di tirare in ballo i delitti provocati dall'Unione
Sovietica":
e dove sta il problema, dico io? Non ha forse Lenin voluto essere un
discepolo di Marx, che aveva ben previsto una dittatura del proletariato? E
non era Stalin "discepolo" di Lenin e di Marx? Non hanno esaltato Stalin,
come inveratore di Marx, i comunisti italiani per annni e anni?

5) "Mi piacerebbe che i cristiani affrontassero più criticamente il passato
del cristianesimo."
Io credo che bisogna cercare la verità. Tutto ciò che è vero deve essere
anzitutto accettato, e poi, per quanto possibile, interpretato e valutato.
Ma è diversa la prospettiva di chi sperimenta la bontà della proposta
cristiana, da chi (non dico sia il suo caso) cerca solo pretesti per
precludersi quella che, oggi come 2000 anni fa, è, da un puro punto di vista
umano, l'unica ipotesi esplicativa della realtà che non tagli via niente e
possa dire di soddisfare pienamente il desiderio di felicità che è nel cuore
dell'uomo, in qualunque condizione su trovi.

Distintamente
Bertoldi






Ven 25 Mag 2001 10:14 pm

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Inoltra Messaggio #67 di 207 |
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Caro Conti la ringrazio della sua lettera. Le risponderei così: 1) credere che esista la verità (ossia la verità assoluta, perchè non esiste verità certa...
Bertoldi
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25 Mag 2001
10:13 pm
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