Ancora a proposito di G8
"Io non ritenni di sapere altro in mezzo a voi
se non Gesù Cristo e questi crocefissso" (1Cor, 2,2)
"I concetti creano idoli
solo lo stupore fa conoscere" (s.Gregorio)
Allego alla presente un interessante articolo di Cesana sul G8. Come avevamo previsto, nella lettera precedente, si è rivelato sbagliato il giudizio di quei cattolici che pensavano di poter essere presenti tra gli antiglobal secondo un metodo conforme alla loro fede: in realtà era una manifestazione egemonizzata da forze violente, estremiste, anticristiane, in cui distinguere tra pacifisti e violenti era quanto meno difficile.
Si è visto che vale ancora il monito di San Paolo: "non conformatevi alla mentalità di questo secolo". Nella fattispecie si potrebbe attualizzare: "non andate a rimorchio di idelogie utopiche e violente".
Il problema, grave e urgente, del rapporto tra pochi ricchi e molti poveri va affrontato secondo la prospettiva tipica della fede cristiana, imperniata sulla parola carità. Che non vuol dire elemosina o disimpegno sociale, ma coscienza che solo partendo da un impegno con la totalità del proprio io, in risposta all'inziativa di un Altro, si può davvero fare del bene agli altri. Infatti "senza la Tua forza nell'uomo non è nulla, nulla senza colpa". Se perciò non è la comunicazione di un dono ricevuto, l'impegno per i poveri rischia di essere solo una illusione, rabbiosa e violenta. Un credente non può permetterselo.
Bertoldi