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Re: Islamici si...Islamici no.   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #91 di 207 |
Re: [culturacristiana] Re: Islamici si...Islamici no.

Caro Wladimir
il testo che Lei mi sottopone è interessante, vero.
Non dubito che ci siano dei rischi nella presente operazione. Per inciso mi
sembra che lo stesso Bush abbia detto che non si vuole limitare al solo
Afganistan, ma alla estirpazione di tutto il cancro terrorista, in tutto il
mondo.
Ma più ancora vorrei ribadire: non è una puntura di ragno. E' molto di
più. Molto di più. Insisto: l'11 settembre E' SUCCESSO QUALCOSA. Non una
puntura di ragno, né di zanzara.
Non si tratta di un po' di prurito. Ma di un colpo inaudito e potenzialmente
dannosissimo, se non mortale, alla intera civiltà occidentale. Le
osservazioni di Chiesa dove vanno a parare? In una critica costruttiva,
sempre utile, o nel qualunquistico, irresponsabile "tanto non c'è niente da
fare"?

Ma più al fondo credo non sia possibile leggere adeguatamente e fino in
fondo quanto è accaduto e sta accadendo restando al livello di analisi
strategico-politiche o sociologiche. E' in gioco qualcosa che va oltre. Non
per nulla, penso, veniamo da un secolo, il XX, in cui, secondo alcuni,
Satana è stato "sciolto dalle catene". Non per nulla c'è il fenomeno di
vent'anni consecutivi di apparizioni mariane.
Non sono tempi ordinari, questi. Ed è vero che le armi non possono
risolvere tutto. Anzi la parte che possono fare è secondaria rispetto alla
conversione personale a Cristo.
Distintamente
Bertoldi

----- Original Message -----
From: "wlady" <wladimir.sestan@...>
To: "webmaster di Cultura cristiana" <webmaster@...>
Sent: Wednesday, October 10, 2001 3:39 PM
Subject: Re: [culturacristiana] Re: Islamici si...Islamici no.




Mi sembra un testo interessante

Wladimir

Chi ha allevato il ragno?

di Giulietto Chiesa

Un ragno velenoso ha punto l'Occidente. L'Occidente vuole schiacciare il
ragno velenoso, che si trova in Afghanistan. E, per questo, intende colpire
il regime che lo ha protetto e ospitato, con tutti i mezzi a propria
disposizione.

Legittima difesa. Guerra contro il terrorismo. Fino a qui la logica è
ineccepibile
e sembra assistere l'Occidente

Il problema si complica quando si cerca di capire chi è l'allevatore di
ragni velenosi. Non è difficile scoprire che esistono tre soggetti indiziati
in cima alla lista dei sospetti. Si tratta di - in ordine alfabetico -
Arabia
Saudita, Emirati Arabi, Pakistan. Questi tre paesi sono stati gli unici
a riconoscere il regime dei taliban quando esso arrivò al potere a Kabul
nel 1996. E hanno continuato a riconoscere i taliban fino agli eventi
dell'11
settembre 2001

L'Occidente colpisce con tutta la sua forza l'Afghanistan, che è il sintomo,
non la malattia. Che è la tana del ragno, ma non è colui che lo ha fatto
nascere e lo ha allevato. Quello che è peggio, dal punto di vista della
logica elementare, è il fatto che l'Occidente, per schiacciare il ragno,
faccia uso dell'appoggio politico e militare di tutti e tre i peggiori
indiziati.
E, quando si dice indiziati si usa un eufemismo: nel caso del Pakistan
gl'indizi
sono già prove schiaccianti. Il regime dei taliban non esisterebbe se non
fosse stato creato, letteralmente dal nulla, con un'operazione assolutamente
artificiale, dai servizi segreti militari di quell paese. Quegli stessi
servizi segreti che, per conto della CIA, organizzarono, armarono,
finanziarono
l'alleanza dei "sette partiti di Peshawar" che servì come punta di lancia
per sconfiggere i sovietici.
Che il regime arabo saudita sia stato finanziatore del fondamentalismo
islamico
non c'è bisogno di dimostrazione

Per giunta l'Occidente ha dovuto inserire questi tre paesi in un'alleanza
che non ha nulla di democratico, perchè tutti e tre sono o dittature (come
il Pakistan) o regimi monarchici senza costituzione democratica (come gli
altri due).
Ne consegue che, per bene che vada, si potrà cambiare il regime a Kabul,
si potrà distruggere tutto ciò che resta di infrastrutture militari (e
civili)
dell'Afghanistan, ma gli allevatori di ragni velenosi resteranno al loro
posto, impunity e pronti a ripetere, ove loro convenisse. Ed è - si badi
bene - l'ipotesi più ottimistica, perchè nulla dice che in questo modo si
porterà la pace a Kabul

Ma - si potrebbe obiettare - esiste una realpolitik da cui non si può
prescindere.
Questi paesi sono necessary, per ragioni logistiche e di vicinanza
territoriale,
prima di tutto, per infliggere un colpo al rifugio del ragno e per eliminare
il ragno. Anche questo sembra sorretto dalla logica, sebbene si tratti di
una logica piuttosto ripugnante, perchè usa due pesi e due misure, a seconda
della convenienza. Se i valori democratici sono un opzional per i potenti
del mondo, è inevitabile, alla lunga, che il resto del mondo li consideri
una variabile superflua. Per cui diventa poi impossibile chiedere il loro
rispetto. Il ragno si rafforza in questo modo. Lo si può anche uccidere,
ma lo si sarà aiutato, prima di morire, a figliare migliaia di altri ragni
altrettanto velenosi.
E resta sempre aperto il problema posto all'inizio: perchè si chiudono gli
occhi di fronte alla necessità di colpire gli allevatori di ragni velenosi
e, anzi, li si considera amici?

Ma c'è anche un altro angolo visuale, un altro metro di misura, per
rispondere
alla domanda fondamentale: l'Occidente sta facendo la cosa giusta (nel senso
di funzionale, utile, a prescindere dai suoi connotati etici) per liberarsi
del ragno, anzi dei ragni velenosi? L'operazione di attacco all'Afghanistan
è un passo nella direzione giusta? Il bilancio di questi pochi giorni di
bombardamenti e di Guerra già registra due disastri le cui conseguenze
appaiono
irreparabili, punti di non ritorno.
Il Pakistan è precipitato in una crisi politica e istituzionale che non
ha precedenti nella sua storia. Un colosso di 140 milioni di abitanti,
dotato
di bomba atomica, è in preda a una convulsione terrificante. Proprio perchè
lo si è dovuto trascinare nell'alleanza contro il ragno che aveva nutrito,
ricavandone grandi utili.
Lo stato palestinese, trascinato anch'esso a viva forza nell'alleanza, dopo
averlo costretto a difendere la sua esistenza minima di fronte all'assalto
di Sharon, è ormai alle prese con una rivolta interna che potrebbe portare
al comando le forze meno laiche e più fondamentaliste. Migliaia di giovani
palestinesi inneggiano ormai a Osama bin Laden. E Osama, il ragno velenoso,
proprio mentre si sta cercando di schiacciarlo, sta diventando la bandiera,
l'eroe, il martire di tutto il mondo islamico più estremista e feroce nel
suo odio integrale contro l'Occidente e i suoi valori.
I risultati sono già catastrofici fin dai primi passi di questa strategia.
Davanti a noi - ci è stato annunciato - si stagliano altre guerre, altri
stati da colpire, altri obiettivi da liquidare, per lungo tempo. Quello
che già sta accadendo - l'ondata anti-occidentale in tutto il mondo islamico
- si moltiplicherà per intensità e per estensione. Altri regimi islamici
amici dell'Occidente possono essere messi in pericolo grave, e crollare.
Andare avanti su questa strada è catastrofico in primo luogo per
l'Occidente.
Non occorre scomodare la morale, le vittime civili, la barbarie della
vendetta
che chiama altra vendetta. Sono, prima di tutto la saggezza e il realismo
a consigliare subito un "cessate il fuoco" di questa Guerra senza fine e
a indirizzare l'alleanza contro il terrorismo verso una ricerca effettiva
delle sue sorgenti.
Il che comporta, per l'America e per l'Occidente, una riflessione
autocritica
sul mondo che essi hanno creato, con la loro potenza e la loro superiorità
tecnologica. Questo è il compito più difficile. Il ragno sta dimostrando
di saper usare assai bene il cumulo d'ingiustizie prodotto da una
globalizzazione
insensate ed egoista. Si sta facendo questa nuova Guerra proprio perchè
non si vuole affrontare il compito di questa riflessione.

Wladimir








Mer 10 Ott 2001 9:14 pm

webmaster@...
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Inoltra Messaggio #91 di 207 |
Espandi messaggi Autore Disponi per data

Caro Liubi io credo che una qualche distinzione tra Islam e terrorismo islamico debba essere fatta. Chiunque nell'Islam sia sincero credente in Dio, e questa...
webmaster di Cultura ...
webmaster@...
Invia email
23 Set 2001
10:05 pm

Ho criticato spesso in passato gli Stati Uniti, né ignoro i loro limiti. Ma le proporzioni e la gravità di quanto sta accadendo costringono a mettere tra...
Bertoldi
webmaster@...
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27 Set 2001
6:35 pm

Non so che altro potrei dirle... Concentrerò in estrema sintesi il problema: per me *l'11 settembre è successo qualcosa*. Da quanto lei dice, mi sembra che...
webmaster di Cultura ...
webmaster@...
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9 Ott 2001
1:53 pm

Caro Wladimir il testo che Lei mi sottopone è interessante, vero. Non dubito che ci siano dei rischi nella presente operazione. Per inciso mi sembra che lo...
webmaster di Cultura ...
webmaster@...
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11 Ott 2001
5:29 pm
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