Caro signor Carrasso
la ringrazio della sua risposta. Provo a comunicarLe i pensieri che essa mi suggerisce.
1) sulla parola "rivoluzionario":
"Le do ragione, PACE NONVIOLENZA E SOLIDARIETA' non completano il messaggio evangelico in cui è anche marcato l'AMORE E IL PERDONO (sette volte ti chiederà perdono, sette volte lo perdonerai....non fate mai agli altri ciò che non volete si faccia a voi......chi vuol essere grande si faccia servo......se ti colpiranno la guancia sinistra tu porgigli la destra.....ecc). Proviamo ora a pensare alla società e alle leggi presenti al tempo della venuta di Gesù. Vigeva ancora la legge del taglione tra gli ebrei; nessuno per diventare grande avrebbe mai pensato di farsi povero donando tutto ai poveri; nessuno avrebbe pensato che per farsi grandi agli occhi di Dio bisognava farsi servi (scribi e farisei insegnano) eppure Gesù diceva questo e molto di più. Non era forse rivoluzionario un messaggio del genere, in senso politico (si poneva contro le leggi vigenti -legge del taglione-), in senso civile (bisognava farsi servi e perdonare), in senso religioso (Dio perdona a chi gli chiede perdono, per quanto persisti nel perpetrare e nel commetter peccati), o per lei i rivoluzionari sono solo quelli che uccidono, bestemmiano. Durante la conquista del nuovo mondo non sono stati forse i missionari gesuiti a stravolgere l'identità politica di un popolo (gli indios americani)? Io dico che un cattolico non può essere, DEVE ESSERE rivoluzionario, in senso politico, religioso, etico e civile. Deve assumersi il coraggio della propria diversità, dell'esser portatore di un messaggio così grande, profondo e radicale come quello evangelico."
Mi sembra che Lei scivoli su questa parola, intendendola indifferentemente in senso a) politico e in senso b) soprannaturale (e perciò integralmente umano).
b) Certamente la seconda cosa è propria del Cristianesimo: Gesù ha portato nel mondo una novità inaudita. Ma questa novità non è stata l'esito di uno sforzo umano, ma un suo dono. E' stata un dono dall'alto, dall'Altro, un dono imprevedibile, immeritato. Per questo Maria è la creatura più alta. Lei ha potuto dire "ha rovesciato i potenti dai troni": Lei che non ha abbracciato un kalashnikov, ma è stata umile e obbediente ancella ("ha guardato all'umiltà della sua ancella").
a) Anche la prima cosa però, la rivoluzione in senso politico, *può* essere ammessa cristianamente: a certe condizioni, come dice San Tommaso (cfr. www.culturacristiana.net/storia/rivoluzionefrancese.html ). Ma la fede preferisce sempre soluzioni non rivoluzionarie, bensì il cambiamento dei "cuori", delle "coscienze", che poi provoca anche un effetto sulle strutture pubbliche.
2) La "guerra giusta".
"Quando la guerra è stata necessaria? Quando con le crociate si andava a liberare il Sacro Sepolcro? Non credo sia così ingenuo da credere che i Papi del Medioevo non erano mossi da motivazioni strettamente politiche nel compiere determinate azioni.
E' stata necessaria per abbattere i regimi totalitari, tipo il fascismo e il nazismo? Ma la Chiesa spesso ha chiuso gli occhi davanti all'orrore che
questi regimi stavano perpetrando in Italia e in Europa. Probabilmente era il momento di essere fortemente rivoluzionari, semplicemente per rimanere coerenti col messaggio evangelico e invece c'erano altri interessi da salvaguardare (i patti lateranensi del '29)."...
E' stata necessaria per abbattere i regimi totalitari, tipo il fascismo e il nazismo? Ma la Chiesa spesso ha chiuso gli occhi davanti all'orrore che
questi regimi stavano perpetrando in Italia e in Europa. Probabilmente era il momento di essere fortemente rivoluzionari, semplicemente per rimanere coerenti col messaggio evangelico e invece c'erano altri interessi da salvaguardare (i patti lateranensi del '29)."...
Mi permetto di rimandarla al nuovo Catechismo (3 parte):
"2308 Tutti i cittadini e tutti i governanti sono tenuti ad adoperarsi per evitare le guerre.
“Fintantoché esisterà il pericolo della guerra e non ci sarà un'autorità internazionale competente, munita di forze efficaci, una volta esaurite tutte le possibilità di un pacifico accomodamento, non si potrà negare ai governi il diritto di una legittima difesa” [Cf ibid., 81].
2309 Si devono considerare con rigore le strette condizioni che giustificano una legittima difesa con la forza militare. Tale decisione, per la sua gravità, è sottomessa a rigorose condizioni di legittimità morale. Occorre contemporaneamente:
- Che il danno causato dall'aggressore alla nazione o alla comunità delle nazioni sia durevole, grave e certo.
- Che tutti gli altri mezzi per porvi fine si siano rivelati impraticabili o inefficaci.
- Che ci siano fondate condizioni di successo.
- Che il ricorso alle armi non provochi mali e disordini più gravi del male da eliminare. Nella valutazione di questa condizione ha un grandissimo peso la potenza dei moderni mezzi di distruzione. Questi sono gli elementi tradizionali elencati nella dottrina detta della “guerra giusta”. La valutazione di tali condizioni di legittimità morale spetta al giudizio prudente di coloro che hanno la responsabilità del bene comune.
2310 I pubblici poteri, in questo caso, hanno il diritto e il dovere di imporre ai cittadini gli obblighi necessari alla difesa nazionale. Coloro che si dedicano al servizio della patria nella vita militare sono servitori della sicurezza e della libertà dei popoli. Se rettamente adempiono il loro dovere, concorrono veramente al bene comune della nazione e al mantenimento della pace [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 79]."
“Fintantoché esisterà il pericolo della guerra e non ci sarà un'autorità internazionale competente, munita di forze efficaci, una volta esaurite tutte le possibilità di un pacifico accomodamento, non si potrà negare ai governi il diritto di una legittima difesa” [Cf ibid., 81].
2309 Si devono considerare con rigore le strette condizioni che giustificano una legittima difesa con la forza militare. Tale decisione, per la sua gravità, è sottomessa a rigorose condizioni di legittimità morale. Occorre contemporaneamente:
- Che il danno causato dall'aggressore alla nazione o alla comunità delle nazioni sia durevole, grave e certo.
- Che tutti gli altri mezzi per porvi fine si siano rivelati impraticabili o inefficaci.
- Che ci siano fondate condizioni di successo.
- Che il ricorso alle armi non provochi mali e disordini più gravi del male da eliminare. Nella valutazione di questa condizione ha un grandissimo peso la potenza dei moderni mezzi di distruzione. Questi sono gli elementi tradizionali elencati nella dottrina detta della “guerra giusta”. La valutazione di tali condizioni di legittimità morale spetta al giudizio prudente di coloro che hanno la responsabilità del bene comune.
2310 I pubblici poteri, in questo caso, hanno il diritto e il dovere di imporre ai cittadini gli obblighi necessari alla difesa nazionale. Coloro che si dedicano al servizio della patria nella vita militare sono servitori della sicurezza e della libertà dei popoli. Se rettamente adempiono il loro dovere, concorrono veramente al bene comune della nazione e al mantenimento della pace [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 79]."
3) la vera Chiesa e il Vangelo interpretato dall'individuo.
..."Lei era anche con quel Papa, io NO, eppure sarei rimasto cattolico, perché loro sono degli uomini e possono errare, la Chiesa NO, il VANGELO è chiaro, unico. Si è mai chiesto perché per secoli le sacre scritture sono state tradotte solo in latino (lingua dei nobili, del clero, ma non certo del popolo)? Il regno di Dio appartiene ai poveri (è l'unica beatitudine al presente tutte le altre sono al futuro). Il Regno è sempre stato e sempre rimarrà dei poveri, Gesù l'ha detto. Lei era anche con quella Chiesa, che privava il povero del messaggio evangelico preferendolo ignorante e privo di una religiosità autentica, io NO!"
Lei dice che sarebbe "rimasto cattolico, perché loro sono degli uomini e possono errare, la Chiesa NO": ma chi decide chi è Chiesa e chi è eretico? Cfr. Mt 16,13. Le sue affermazioni hanno una flessione quanto meno protestante. Anzi, oggi molti protestanti non negano la necessità di una autorità, oggettiva, comunitaria, che dia la vera interpretazione di quel Testo Sacro, in cui altrimenti si potrebbe leggere tutto e il suo contrario (e le eresie sono lì a dimostrarlo). La contrapposizione poi di una chiesa dei poveri alla chiesa ricca dei potenti mi sembra una sciocchezza che non merita risposta.
4) L'Afganistan come la Sicilia?
"Ha mai sentito parlare di omertà in Italia, io si, lo si dice spesso quando ci si riferisce ai siciliani. Presupponiamo ora di voler andare in Sicilia a catturare un boss della mafia (cattivo, nemico dello stato). Il popolo siciliano sa dove si trova, ma nessuno parla. Ecco che entra in azione la polizia. Cosa dovrebbe fare? Prendendo esempio oggi da ciò che sta facendo la polizia internazionale (come la chiama lei, non io) dovrebbe bombardare la Sicilia, forse tra i tanti civile ucciderà anche qualche mafioso, e se avrà fortuna riuscirà anche a catturare il famigerato boss. Per l'Irlanda del NORD vale lo stesso. L'inghilterra sta combattendo il terrorismo internazionale senza esser mai riuscita a sanare il terrorismo interno. Crede davvero che quei militari stanno facendo un'azione di polizia internazionale e se Bin Laden dovesse trasferirsi in un altro stato, bombarderemo anche quello?"
In Sicilia c'è un governo che persegue i criminali, perciò non ha senso bombardarla. Senza contare che i mafiosi non hanno compiuto in stati stranieri azioni di destabilizzazione politica anche lontanamente paragonabili all'abbattimento delle Torri Gemelle, un disastro apocalittico, che ha prodotto più di trenta milioni di disoccupati e portato il mondo sul baratro della terza guerra mondiale. Invece in Afganistan c'era un governo che proteggeva i criminali, facendo tutt'uno con loro. Anzi c'era un governo di banditi che non era riconosciuto se non dal Pakistan, unico su 200 stati del mondo.
5) "Nessuno tocchi Caino"
(...) "Chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte". Dio può anche riprendersi la vita di un uomo, l'uomo non può uccidere.
"L'assassino si mostra determinato ad uccidere ancora" e lei che fa, lo ammazza divenendo assassino come lui. Non si rende conto che con queste parole lei "teorizza" la validità della pena di morte, cosa che nel Granducato di Toscana era stata già abolita nel '700. (...)
Le ho già risposto, citandole il Catechismo, in cui si trova anche la legittimità *in linea di principio* della pena di morte.
6) I Black blok
"Lei poi continua sulla questione di Genova. Ha iniziato a parlare per preconcetti e continua a parlare per preconcetti. Lei non c'era, coma puo' fidarsi così ciecamente di ciò che i mass media le hanno detto e non fatto vedere? I BLAK BLOK non rappresentano la totalità del movimento antiglobal, non sono che un'esigua minoranza, se pur fanno parte di tale movimento. Non può giudicare un intero movimento, ma questo gliel'ho già detto, purtroppo i preconcetti offuscano la conoscenza di chi si ostina a non voler vedere al di al del proprio naso."
I Black blok sono minoranza: ammettiamolo pure. Però, abbia pazienza, perché vi mescolate con loro, se non li approvate? Sfilare con loro non è forse essere loro complici? E se mi dice che non li invitate voi, io mi chiedo: perché i black blok non si mescolano con gli operai metalmeccanici? Perché non col Gay Pride? Perchè nemmeno con altre manifestazioni di sinistra, anche estrema?
7) "Don Tonino": non mi faccia dire quello che non ho detto. Se Lei rilegge bene la frase che le ho scritto vedrà che era riferita a Bertinotti e soci. Comunque questa era la mia intenzione. E' vero, confesso che non conosco don Tonino, e Le assicuro che mi guardo bene dal disprezzare chiunque, tanto più un sacerdote che non conosco (e che, sia detto senza offesa, non so quanti in verità conoscano).
8) può uno Stato porgere l'altra guancia?
..."Sono d'accordo, la Pace non va disgiunta dalla giustizia, ma chi può erogarsi il diritto di affermare ciò che è giusto e ciò che non lo è? (...) Nel momento in cui alla lingua alla sapienza, frapponiamo le armi non stiamo più facendo Giustizia, ma semplicemente la nostra giustizia, nulla che ha a che fare con Dio e con la PACE. Chi agisce con la forza ad altra forza ha la testa annebbiata e non ha più giudizio. Gesù era innocente eppure non ha permesso a nessuno di far del male alle guardie venute per prenderlo. Cosa sarebbe rimasto del Messaggio evangelico se in quel momento avesse risposto alle armi con le armi? Chi non ha cultura agisce d'istinto, chi ha fede, sapienza, conoscenza deve saper andare oltre. Il più forte non è sempre portatore di giustizia, ma della sua idea di giustizia."...
Non pretendo di giudicare la sua coscienza, per carità. Ma le sue parole mi suggerivano, e la sua lettera attuale lo conferma (ad esempio dove lei sembra identificare fede con cultura e sapienza), che Lei ponesse la sua principale speranza in eventi politici e lasciasse come minimo in ombra la dimensione soprannaturale del Cristianesimo, la cui pace è dono forte e lievitante l'umano, e non impaurito rannicchiamento di fronte all'aggressore, estatica distrazione che lascia che il violento consumi il suo crimine uccidendo indisturbato.
Certo Gesù non si è difeso con armi, quel "giovedì santo". E questa è una indicazione di metodo per un cammino *personale* di fede *soprannaturale*, verso di Lui, Uomo-Dio.
Ma uno stato appartiene a un livello non soprannaturale, ma naturale. Non si può chiedere a uno stato, che è una entità laica, naturale, di regolarsi su principi soprannaturali, che implicano la fede. A uno stato si può chiedere di essere giusto (e sarebbe già tanto se lo fosse): chiedergli di essere anche caritatevole è utopia. Una utopia che finisce, come tutte le utopie, in tragedia sanguinaria: come nel caso di fra' Dolcino da Novara, di Thomas Muntzer, di Robespierre, di Lenin, di Pol-Pot. Si parte con propositi angelici e si finisce con realizzazioni diaboliche. Si mira al paradiso sulla terra, e si finisce coll'attuare l'inferno sulla terra.
9) In sintesi
Ho l'impressione che ciò che più ci divide sia il ritenere il Cristianesimo un fatto puramente naturale (come *mi sembra* Lei faccia, lo dico senza offesa) o un fatto soprannaturale (come, senza alcun mio merito, mi è stato dato di credere). In ogni caso, senza attribuire a Lei quanto Lei non ha affermato, credo si possa dire quanto segue.
Paradossalmente solo chi crede nella dimensione soprannaturale del Cristianesimo si dimostra corretto nel riconoscere una giusta consistenza del livello naturale, che ha le sue leggi (politiche: con possibilità di legittima autodifesa, ed economiche: vedasi bontà della iniziativa privata e non demonizzazione della democrazia economica e del libero mercato).
Chi invece misconosce che il Cristianesimo sia un evento gratuito e imprevedibile, che viene da un Altro, e non per modo di dire, e ne trattiene solo una generica ispirazione di valori (sia pure aggiungendo il "perdono" e l'"amore" agli altri valori, di "solidarietà" e "pace") finisce col confondere i piani: dopo aver ridotto il soprannaturale a naturale, dopo aver naturalizzato il soprannaturale, pretende di soprannaturalizzare il naturale; dopo aver ridotto ciò che, solo, era davvero Infinito, pretende di proiettare l'infinito (un "cattivo infinito"!) sul finito; dopo aver (abusivamente) umanizzato il divino, pretende di divinizzare (non meno abusivamente) l'umano, cercando il paradiso in terra e forzando gli stati a comportamenti angelistici, che sono pura utopia.
Con immutata benevolenza
Bertoldi
P.S.
Mi scusi se non ho trascritto proprio tutto della sua lettera, ma sarebbe stato, tra l'altro, un pò troppo lungo :-)