Dal BLOG:
politica interna 23 luglio 2007
PER L'ALTERNATIVA AL REGIME DEI PARTITI
PER IL PARTITO DELLA RIFORMA
Ci siamo. Il prof. Guzzetta ha annunciato che il comitato referendario nazionale è in possesso delle 500.000 firme autenticate e certificate per poter far indire il referendum abrogativo di parti delle attuali leggi elettorali del Senato e della Camera dei Deputati. In questi ultimi giorni si raccoglieranno le firme di sicurezza. Almeno altre 50-60 mila.
Il processo per la drastica riduzione del numero dei partiti è ormai inarrestabile. Ed è altrettanto inarrestabile il processo di sfaldamento della repubblica postfascista. Lo dice Ernesto Galli della Loggia; Piero Ostellino parla di fase da repubblica di Weimar; Giuseppe De Rita, molto più moderato, vede la chiusura di un ciclo.
Se la diagnosi è esatta – crisi del Regime e non semplice crisi dell’attuale maggioranza governativa – il referendum potrà essere la chiave per trasformare la crisi in una opportunità per tentare di realizzare una democrazia liberale ove, in luogo di alternanze antipolitiche, vi sia la possibilità di realizzare l’alternativa liberale, anzi la radicale alternativa liberale.
Il rischio di una involuzione illiberale dell’attuale regime antiliberale non lo possiamo nascondere. Né possiamo nascondere l’indebolimento della possibile radicale alternativa liberale conseguente a tentativi velleitari di mantenere in piedi questo regime.
I liberali devono avere la consapevolezza che hanno il dovere di stare dalla parte dei cittadini senza potere e non confondersi con conservatori e clericali o diventare ruote di scorta di nostalgiche operazioni di rifondazioni socialiste.
Il partito della Riforma, ossia “i liberali con i liberali”, è difficile da costruire ma è necessario. Non dimentichiamoci che viviamo in un paese che ha avuto la controriforma e non la Riforma. Se questa circostanza è stata la causa della debolezza del liberalismo nel nostro paese, il partito della Riforma può essere lo strumento più opportuno nel momento storico in cui socialismo e conservatorismo sono in grave difficoltà. (bl)
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Ringraziamo e in gran parte condividiamo l'articolo-analisi dell'amico Bepi Lamedica di Veneto Liberale, che quì volentieri ospitiamo.
La situazione nel nostro paese è ormai sempre più di difficle gestione. I partiti, tutti, sembrano più propensi a difendere i proprio interessi che non quelli di noi cittadini, sempre più sudditi, sempre più schiavi. Si profila uno scontro tra generazioni e tra poveri e nuovi povewri, tra occidente e oriente. Tutto cià non può e non deve lasaciarci in differenti. Ma da LIBERALI abbiamo il dovefre di individuare tutte le strade, anche quelle più apparentemente difficili, che ci portino a suoerare questa fase di decadenza generalizzata, di lotta tra poteri e di poteri, di tradimento vero o presunto della ns. Carta Costituzionale, di azioni illiberali e antidemocratiche reiterate da chi ci governa. Parimenti non possiamo non accorgerci e denunciare il rischio di implosione anche da parte dell'opposizione, sempre più spesso divisa e su posizioni poco liberali. Non è più il momento di stare a gurdare, o limitarci a critiche più o meno costruttive. E' il momento dell'azione, dei fatti, per la vera altenativa radicale e liberale in questo paese. Non sarà, questa, una strada facile da percorrere. Non sappiamo chi sarà con noi, sicuramente sappiamo chi sarà contro di noi: tutti colororo che vogliano cambiare tutto perchè nulla cambi. Ma non vogliamo e dobbiamo credere che il vero cambiamento, in senso autenticamente LIBERALE e democratico sia ancora possibile. E lottare per questo.
HASTA LA LIBERTAD, SIEMPRE!
Galgano PALAFERRI
UNIONE PER LE LIBERTA'
Costutuente per l'Italia Libera
Ci siamo. Il prof. Guzzetta ha annunciato che il comitato referendario nazionale è in possesso delle 500.000 firme autenticate e certificate per poter far indire il referendum abrogativo di parti delle attuali leggi elettorali del Senato e della Camera dei Deputati. In questi ultimi giorni si raccoglieranno le firme di sicurezza. Almeno altre 50-60 mila.
Il processo per la drastica riduzione del numero dei partiti è ormai inarrestabile. Ed è altrettanto inarrestabile il processo di sfaldamento della repubblica postfascista. Lo dice Ernesto Galli della Loggia; Piero Ostellino parla di fase da repubblica di Weimar; Giuseppe De Rita, molto più moderato, vede la chiusura di un ciclo.
Se la diagnosi è esatta – crisi del Regime e non semplice crisi dell’attuale maggioranza governativa – il referendum potrà essere la chiave per trasformare la crisi in una opportunità per tentare di realizzare una democrazia liberale ove, in luogo di alternanze antipolitiche, vi sia la possibilità di realizzare l’alternativa liberale, anzi la radicale alternativa liberale.
Il rischio di una involuzione illiberale dell’attuale regime antiliberale non lo possiamo nascondere. Né possiamo nascondere l’indebolimento della possibile radicale alternativa liberale conseguente a tentativi velleitari di mantenere in piedi questo regime.
I liberali devono avere la consapevolezza che hanno il dovere di stare dalla parte dei cittadini senza potere e non confondersi con conservatori e clericali o diventare ruote di scorta di nostalgiche operazioni di rifondazioni socialiste.
Il partito della Riforma, ossia “i liberali con i liberali”, è difficile da costruire ma è necessario. Non dimentichiamoci che viviamo in un paese che ha avuto la controriforma e non la Riforma. Se questa circostanza è stata la causa della debolezza del liberalismo nel nostro paese, il partito della Riforma può essere lo strumento più opportuno nel momento storico in cui socialismo e conservatorismo sono in grave difficoltà. (bl)
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Ringraziamo e in gran parte condividiamo l'articolo-analisi dell'amico Bepi Lamedica di Veneto Liberale, che quì volentieri ospitiamo.
La situazione nel nostro paese è ormai sempre più di difficle gestione. I partiti, tutti, sembrano più propensi a difendere i proprio interessi che non quelli di noi cittadini, sempre più sudditi, sempre più schiavi. Si profila uno scontro tra generazioni e tra poveri e nuovi povewri, tra occidente e oriente. Tutto cià non può e non deve lasaciarci in differenti. Ma da LIBERALI abbiamo il dovefre di individuare tutte le strade, anche quelle più apparentemente difficili, che ci portino a suoerare questa fase di decadenza generalizzata, di lotta tra poteri e di poteri, di tradimento vero o presunto della ns. Carta Costituzionale, di azioni illiberali e antidemocratiche reiterate da chi ci governa. Parimenti non possiamo non accorgerci e denunciare il rischio di implosione anche da parte dell'opposizione, sempre più spesso divisa e su posizioni poco liberali. Non è più il momento di stare a gurdare, o limitarci a critiche più o meno costruttive. E' il momento dell'azione, dei fatti, per la vera altenativa radicale e liberale in questo paese. Non sarà, questa, una strada facile da percorrere. Non sappiamo chi sarà con noi, sicuramente sappiamo chi sarà contro di noi: tutti colororo che vogliano cambiare tutto perchè nulla cambi. Ma non vogliamo e dobbiamo credere che il vero cambiamento, in senso autenticamente LIBERALE e democratico sia ancora possibile. E lottare per questo.
HASTA LA LIBERTAD, SIEMPRE!
Galgano PALAFERRI
UNIONE PER LE LIBERTA'
Costutuente per l'Italia Libera
Unione per le Libertà _ITALIA MODERATA
Costituente per il "Partito delle Libertà"
www.upl.ilcannocchiale.it www.circolodellalibertà.it www.ilgiulivo.com
Si può essere più furbo di un altro, ma non più furbo di tutti gli altri.
François de La Rochefoucauld
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