Unione per le Libertà _ITALIA MODERATA
Costituente per il "Partito delle Libertà"
www.upl.ilcannocchiale.it www.circolodellalibertà.it www.ilgiulivo.com
Si può essere più furbo di un altro, ma non più furbo di tutti gli altri.
François de La Rochefoucauld
From: upl@...
Subject: UpL NEWS: Il punto 2^ parte: la cdl
Date: Mon, 23 Jul 2007 10:03:07 +0000
dal Blog: www.upl.ilcannocchiale.it
UpLPer un' Italia Liberale, Liberista, Libertariapolitica interna
23 luglio 2007CDL. GRANDE E' LA CONFUSIONE SOTTO IL SOLE!DA: www.opinione .it
Quale futuro per il centro destra?
Federati o separati
Nella Cdl c’è aria di essere arrivati a un punto di non ritorno; serve una svolta, che può essere riassunta nella domanda: lasciarsi o convolare a giuste nozze? Dopo anni di fidanzamento i partiti della Cdl devo decidere cosa fare da grandi, a maggior ragione adesso che dall’altra parte il Partito Democratico è ormai una quasi realtà. Diventa dunque d’obbligo una struttura analoga a destra. L’unico modo per porre fine alle scaramucce è sancire un'alleanza sempre più stretta, oppure ognuno per la sua strada, libero di cercare nuove alleanze. Partito unico del centrodestra? Alla luce dei fatti, quella che sembra essere l’alternativa alla distruzione della Cdl, non sembra una strada percorribile. Niente matrimonio, meglio puntare su una via di mezzo, un bel Di.co., di quelli che - ironia della sorte - al centrodestra non piacciono proprio: un bella federazione tra i singoli partiti, con liste uniche, ma con le strutture che rimangono intatte
Una federazione per non litigare
di Arturo Diaconale
Il sistema tedesco in salsa spagnola di cui tanto si parla in queste ore sembra fatto apposta per rompere il legame che dal '93 ad oggi unisce in maniera particolarmente stretta Silvio Berlusconi a Gianfranco Fini. Il ritorno al proporzionale senza premio di maggioranza per la coalizione vincente rompe il bipolarismo. Ed apre uno scenario in cui Forza Italia può immaginare di diventare l'interlocutore indispensabile per le componente riformiste del centro sinistra ma Alleanza Nazionale può invece temere di venire allontanata dall'area del governo e tornare nella marginalità della Prima Repubblica. L'interesse del Cavaliere a perseguire un obbiettivo del genere è facilmente identificabile. Se il suo partito mantenesse la percentuale di consensi che gli viene attribuita dai sondaggi, non esisterebbe formula di governo (tranne ovviamente quella del monocolore post-comunista) che ne potrebbe prevedere l'esclusione. E questo, sempre nello scenario disegnato dal sistema tedesco, trasformerebbe Forza Italia in un irresistibile polo di attrazione non solo per le forze politiche minori del centro destra ma anche per una larga fetta dell'attuale classe dirigente di An, per nulla disposta a tornare all'opposizione permanente.
Questo interesse di Berlusconi è talmente forte ed evidente da costituire una perfetta giustificazione per l'irritazione di Fini e l'annuncio di An di battersi allo stremo in favore del referendum e contro il modello tedesco. Ma la rottura tra le due principali componenti del centro destra favorirebbe o meno la futura stabilità del paese? Chi pensa al taglio delle ali e mette tra queste ultime mezza Alleanza Nazionale, non calcola che non basta marginalizzare le estreme per assicurare la governabilità. E' necessario anche avere la forza necessaria per trattare in condizioni di parità (meglio se di vantaggio) con un fronte riformista (il futuro Partito Democratico) troppo abituato a non avere nemici a sinistra per poter rinunciare al sostegno, esterno o sotterraneo, dei partiti massimalisti collocati all'opposizione. Forza Italia, in altri termini, se a breve può avere l'interesse di fagocitare una parte di An e marginalizzare all'opposizione l'altra metà, alla lunga ha un interesse ancora maggiore. Quello di non rompere con il partito di Fini per poter trattare con la sinistra moderata con il massimo della forza. Ma esiste un modo per non rompere l'antico sodalizio ed, al tempo stesso, trovare una posizione comune sul futuro modello elettorale? La risposta si chiama Federazione della Libertà. Non il partito unico, ma una federazione tra forze diverse che, pur mantenendo la rispettiva autonomia, difendono con voce unica il comune interesse a non essere frazionate, indebolite, sconfitte. Una Federazione, in sostanza, come antidoto alla fine del bipolarismo.
Edizione 155 del 20-07-2007
Nel centrodestra è il momento delle scelte: federazione oppure ognuno per la propria strada
La Cdl tra una guerra dei Roses e una vita felice e contenta
di Francesco Blasilli
In questo modo non si può più andare avanti: la Casa delle Libertà è ormai una vera e propria polveriera. Al livello della (presunta) coalizione che sorregge Prodi. Questo perché la situazione è degenerata negli ultimi giorni in modo drammatico; magari sono cose che avevano radici lontane nel tempo, ma fatto sta che adesso – forse complice anche la grande ondata di caldo – nessuno tiene più la lingua a posto. Alle frizioni tra Berlusconi e Casini ci avevamo fatto il callo, ma poi il Cavaliere si è scontrato anche con il fedele Fini e proprio ieri Casini ha sparato contro il leader di An, che già aveva dovuto incassare il voltafaccia di Storace. “Difende le sue convenienze – dice il numero uno dell'Udc - è legittimo che lo faccia ma non vorrei che dimenticasse che ha sostenuto il proporzionale nella legge elettorale”. Questo il commento di Casini sulla presa di posizione di Gianfranco Fini sul bipolarismo. “Chi difende l'attuale bipolarismo - ribadisce Casini - ritiene di avere pochi numeri e cerca di godere di una rendita di posizione”.
E' evidente che nella Cdl si è arrivati al punto di non ritorno; serve una svolta, che può essere riassunta nella domanda: lasciarsi o convolare a giuste nozze? Un po' come il dilemma shakespeariano essere o non essere. Dopo anni di fidanzamento i partiti della Cdl devo decidere cosa fare da grandi, a maggior ragione adesso che dall'altra parte il Partito Democratico è ormai una realtà. Diventa dunque d'obbligo una struttura analoga a destra. L'unico modo per porre fine alle scaramucce è sancire un'alleanza sempre più stretta, oppure ognuno per la sua strada, libero di cercare nuove alleanze. Partito unico del centrodestra? Alla luce dei fatti, quella che sembra essere l'alternativa alla distruzione della Cdl, non sembra una strada percorribile. Niente matrimonio, meglio puntare su una via di mezzo, un bel di.co., di quelli che – ironia della sorte – al centrodestra non piacciono proprio: un federazione tra i singoli partiti, con liste uniche, ma con le strutture che rimangono intatte.
Questo escamotage permetterebbe di aggirare molti ostacoli. Non dovrebbero vivere sotto lo stesso tetto persone che al momento non fatto altro che “pizzicarsi”. Perché non lasciare tutto come adesso allora? Proprio perché – dopo tutte queste scaramucce – c'è bisogno di un gesto che dimostri un po' di unità. Come quei vip che litigano e poi si fanno fotografare dalle riviste di gossip in dolci effusioni; poi magari vanno a casa e si picchiano, ma questo è un altro conto. Un patto federativo, poi, non renderebbe necessaria la convivenza di Fini e Storace dentro lo stesso partito a poche settimane dalla fuga dell'ex Governatore del Lazio. Sarebbe evitata anche tutta la tiritera sull'identità e la storia che i vari partiti perderebbero facendo una fusione tra di loro. Poi ci sarebbe anche l'obiettiva difficoltà di mischiare una struttura altamente burocratizzata come quella di Alleanza Nazionale con quella assolutamente inesistente, da questo punto di vista, di Forza Italia.
Infine, ed è questa la motivazione più importante (“the last, but not least”, come direbbero gli inglesi), ogni re avrebbe il suo trono: Berlusconi capo di Forza Italia, Fini leader di An, Casini segretario dell'Udc e Storace in sella alla sua Destra. Questo è il vero problema di un partito unico: troppi galli per un solo pollaio. Alle divergenze politiche si può anche passare sopra, ma alla brama di potere proprio no. In un eventuale partito unico, il capo indiscusso sarebbe Berlusconi, ma Fini accetterebbe di fare il numero due, se non addirittura il numero tre dietro a Tremonti? E figuriamoci Casini che con il Cavaliere non vuole più nemmeno prenderci il caffè. Meglio una federazione tra partiti, allora, per sembrare uniti e stare al passo con i tempi (e il Partito Democratico). E poi c'è la Lega. Bossi e in suoi non si sognerebbero mai di far parte di un soggetto unitario del centrodestra: per loro quello che contano sono le autonomie e se la sinistra gliele garantisce, vanno anche dall'altra parte. Una federazione, però, potrebbe allettarli, se non altro per il nome che ai leghisti è tanto caro.
Se, invece, nemmeno federazione sarà, allora meglio finirla qui. Tanto tra lettere di gelosia sui giornali (Veronica contro Silvio), convivenze more uxorio (Pierferdinando e Azzurra), separazioni (Daniela e Gianfranco) e litigi generazionali (Bossi padre contro Bossi figlio) nella Casa delle Libertà non mancano gli esperti in crisi famigliari.
Edizione 155 del 20-07-2007
Luigi Crespi (Ekma)
“E se Casini andasse con il Pd?”
di Francesco Blasilli
Tra ipotesi, valutazioni e pronostici di stampo quasi calcistico, non poteva mancare la voce del sondaggista Luigi Crespi, utile per aiutarci a decifrare il futuro della politica italiana. “Berlusconi vuole il partito unico del centrodestra – attacca – perché il suo obiettivo è cancellare tutti i partiti, e una formazione unitaria sarebbe il primo passo verso questa soluzione radicale. Solo che non glielo permetteranno gli altri: cominceranno con la storia delle identità, delle differenze e così via. Alla fine, dunque, il Cavaliere potrebbe accontentarsi di un partito federativo”. Unità del centrodestra, però, che non è proprio scontata. “Secondo me – continua Crespi – si voterà la prossima primavera e dunque entro marzo dovrà essere approvata una legge elettorale con uno sbarramento al 5%. Sicuro al centrosinistra non conviene mantenere a lungo in vita un Governo che attrae solo antipatie”. E per quando si andrà alle urne non si possono escludere sorprese clamorose. “Magari è solo fantapolitica – confessa il numero uno di Ekma - ma potrebbe capitare che il Partito Democratico lasci i comunisti e si allei con l'Udc, mentre la Lega potrebbe mollare FI ed andare da sola come alle Regionali del 2000. Ciò rimetterebbe in gioco una vittoria del centrosinistra, ma vorrebbe dire che dall'altra parte qualcuno si è ubriacato”. Al di là delle previsioni, però, Crespi è certo di una cosa: “L'Udc non va con una coalizione che presenta Berlusconi come leader. Se, invece, il Cavaliere fa un passo indietro e opta per un altra persona, non la Brambilla questo sia chiaro, allora Forza Italia potrebbe ricompattarsi con la Lega e l'Udc. Il concetto è chiaro: Berlusconi da solo perde, anche perché Veltroni in campagna elettorale è bravo, non è Prodi. Se invece il Cavaliere fa un passo indietro, il centrodestra vince comodamente”. La novità più importante, però, e qui non siamo nel campo delle ipotesi ma delle certezze – è che “siamo di fronte – spiega Crespi – ad un passaggio politico molto importante. Ci saranno novità soprattutto al centro, con tutti che hanno capito che bisogna creare colazioni per governare e non semplicemente per vincere” . Con un altro dato di fatto inequivocabile: “Qualunque cosa succederà – conclude Crespi – Berlusconi ci sarà ancora, mentre la carriera politica di Prodi finisce qui”.
Edizione 155 del 20-07-2007
Al giornale della Brambilla
Fini lancia segnali di pace, ma non troppo
di Francesco Blasilli
I l duello Fini-Casini sembra destinato a sgonfiarsi in poco tempo, stando a quanto dichiarato dal leader di An nell'intervista uscita oggi su “Il giornale della Libertà”, allegato de “Il Giornale”. “Io ho stima di Casini – dice Fini - e sono convinto che mai e poi mai egli salterà il fosso come ha fatto Follini, tradendo il mandato che aveva ricevuto dagli elettori. Fatta questa premessa, mi lasci dire però che non capisco come un politico avveduto come lui si sia messo in un'avventura che rischia di non portarlo da nessuna parte”. Il numero uno di An lancia anche nuovi messaggi di fedeltà al Cavaliere. “E' lo schieramento che conta assai più della leadership, che poi però è indispensabile per dare il massimo di compattezza alla coalizione, e Berlusconi è oggi l'uomo che più di ogni altro la garantisce”. Ribadita la lealtà, Fini – però – si toglie anche qualche sassolino dalle scarpe. “Penso che Berlusconi, in tema di riforme elettorali – conferma - dovrebbe spiegare e motivare meglio le sue opinioni e, in quanto al sostegno che egli dà alle tesi della Lega, che è un partito di tutto rispetto e ben radicato sul territorio, aggiungo solo che io sono un tipo che non soffre mai di gelosia. Attenti, però, perché l'eccessiva frammentazione del nostro sistema politico può far fare a questo Paese la fine della Repubblica di Weimar. Credo che la riforma che andrebbe fatta - conclude Fini - dovrebbe essere la più semplice di tutte, e cioè prevedere l'elezione diretta, senza l'intermediazione dei partiti, di chi deve governare il Paese, esattamente come si fa oggi per l'elezione dei sindaci. Il che significa avere un sistema che, come in Francia, porti all'elezione di un presidente che abbia reali poteri”.
Edizione 155 del 20-07-2007
Tutte le posizioni dei diretti interessati
Partito unico, chi è pro e chi è contro
C’è chi dice no. Categoricamente, assolutamente, no. Sia al partito unico che alla federazione del centrodestra. Sono i leghisti e gli udc che - dichiarano - hanno cose ben più importanti da fare che discutere astrattamente, seduti a tavolino, della forma da dare a un eventuale nuovo partito. Meglio guardare alla sostanza, ai programmi, e rinsaldare l'unità nella Casa delle Libertà, che ultimamente traballa un po', minata come è dai diverbi tra i suoi inquilini. E poi c'è chi dice sì. Fermamente, decisamente, sì. Sì al partito unico, oppure alla federazione, o anche a tutti e due, purché si guardi avanti, si rinnovi la destra e non si perda terreno rispetto all'Unione e al Partito Democratico. Forzisti e una parte di Alleanza Nazionale non hanno dubbi: un nuovo soggetto s'ha da fare. Eccoli i favorevoli, i contrari, e le loro ragioni.
di Elisa Borghi
Favorevoli
Fabrizio Cicchitto (FI)
Prima di tutto dobbiamo consolidare l'opposizione e ricostruire l'unità politica fra Forza Italia, An, Lega e Udc. Poi va definito un programma di governo che offra un'alternativa positiva sul terreno di un progetto riformista, liberale e garantista. La prospettiva del partito unitario se essa è tale, oltre a Forza Italia e An deve coinvolgere l'Udc e altre forze e deve essere in grado di realizzare un patto federativo con la Lega. .
Francesco Giro (FI)
Stiamo già rafforzano il partito, grazie ai congressi che facciamo ovunque. È evidente che bisogna dar vita ad un progetto unitario serio ma senza colonizzare nessuno e senza essere colonizzati: c'è bisogno di un confronto con gli alleati. In ogni caso, niente federazione. o Cdl o partito unico.
Altero Matteoli (An)
Tifo per il partito unico, male che va mi auguro che si faccia almeno la federazione. C'è molto da discutere, perché qui è come la tela di Penelope quello che di giorno si crea la notte lo si disfa. Il 14 ottobre è una data importante, è la nascita del Partito democratico e dovrebbe stimolare anche noi.
Enrico Nan (FI)
Io credo che il futuro del centrodestra non sia il Partito unico, né la federazione di partiti. A destra ci sono troppi distinguo ed identità, l'idea vincente è quella di creare un nuovo grande partito europeo, simile a Forza Italia ma più ampio, che raccolga tutti coloro che non si identificano nella sinistra. Anche Alleanza Nazionale dovrebbe convergere, o almeno una sua parte, suppongo che Storace ed Alemanno non condivideranno il progetto, ma Fini sì.
Stefania Craxi (FI)
Credo che la via maestra sia quella di lavorare per mettere insieme un grande partito della libertà, un partito di tutti quegli italiani che vogliano sentirsi liberi e costruire con le proprie mani il proprio futuro. La nuova forma politica dovrebbe essere laica e cristiana, solidale e liberale, popolare e riformista.
Contrari
Lorenzo Cesa (Udc)
Siamo contrari alla Federazione e al partito unico del centrodestra, perché i progetti politici non nascono a tavolino, ma solo dopo dei processi che sono lunghi e complessi. Quello che accade nel Partito democratico è la prova che si cerca di fondere due identità e poi non si e' in grado di assumere una posizione univoca sui Dico, sulla riforma delle pensioni, sulla politica economica. I processi non possono cominciare dalla coda, ma dalla testa.
Roberto Maroni (Lega)
Abbiamo piene le tasche di queste chiacchiere. Siamo stufi di parlare sempre delle stesse cose. Sono stanco di ripetere ancora una volta la sua posizione sulla Federazione e il futuro Partito della Libertà. La nostra linea e' chiarissima: no alla Federazione e no al partito unico del centrodestra. Facciano quello che vogliano e lo facciano in fretta noi preferiamo occuparci di cose più importanti. E cioé delle questioni legate all'emergenza immigrazione
Maurizio Ronconi (Udc)
Tarda drammaticamente a organizzarsi una coalizione alternativa alla sinistra. Nel centrodestra non potrà essere il partito unico, una indistinta federazione e nemmeno la riproposizione di modelli ormai vecchi di dieci anni; non sarà neppure sufficiente declinare un ricambio generazionale per vincere le prossime elezioni. Quella che tarda è una elaborazione programmatica condivisa che non potrà essere definita sino a quando non si chiarirà la natura organizzativa della coalizione. Il rischio è di non poter proporre una alternativa credibile ad un centrosinistra che pure si sta radicalmente riorganizzando.
Roberto Formigoni (FI)
Dobbiamo mantenere a tutti i costi con forza l'unità della Casa delle Libertà. Non mi sembra questo il momento di parlare di partiti unici o unitari. Dobbiamo mantenere l'unità tra tutte le forze della Cdl. Forme di unità maggiore, come partiti unici, non vanno bene quando per esempio comportano la perdita dell'Udc.
____________________________--
Beh, con questo (s)Governo diviso su tutto fa davvero star male vedre che anche la cdl continua non non brillare affatto per compattezza e coesione ma continui ad esser divisa su tutto.
Fino a quando il popolo italiano, quello della RIVOLUZIONE LIBERALE "incompiuta" sarà disposto ad accettare tutto ciò? Noi, francamente ci stiamo sempre di più arrabbiando e stiamo maturando la decisione di cercare nuove strade per la salvezza del paese, contro la partitocrazia e i poteri forti, per i valori dell'Occidente, per dare un futuro ai nostri figli, per costruire la "REPUBBLICA DEI CITTADINI e DELLE LIBERTA'". SCHIAVI DI ROMA? No Grazie, abbiamo già dato!
E voi?
UpL
Unione per le Libertà _ITALIA MODERATA
Costituente per il "Partito delle Libertà"
www.upl.ilcannocchiale.it www.circolodellalibertà.it www.ilgiulivo.com
Si può essere più furbo di un altro, ma non più furbo di tutti gli altri.François de La Rochefoucauld
Push the button! Crea il tuo blog e fatti vedere! Windows Live Spaces
Proteggiti da virus e spyware e ottimizza il tuo PC… Provalo Gratis! Windows Live OneCare
politica interna