ITALIA_LIBERA n. 7/2008
Periodico d'informazione LIBERALE e CONTROCORRENTE
Verso le Elezioni, verso la Libertà
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n°7/2008Torino, 25 febbraio 2008
Referendum per il programma del PDLRoma - La macchina organizzativa del Popolo della libertà si è già messa in moto per la manifestazione di sabato e domenica prossimi. L’1 e il 2 di marzo, infatti, i simpatizzanti del centrodestra saranno chiamati ad esprimersi sulle priorità del programma che, come preannunciato dal leader Silvio Berlusconi, sarà presentato tra due settimane.
«Il Popolo della libertà - spiega Maurizio Lupi, responsabile coordinamento territoriale di Forza Italia - dovrà indicare quale dei punti previsti dal nostro programma su tre grandi temi, famiglia, sicurezza e tassazione, dovranno essere realizzati prima». Insomma, non si tratta di ricominciare la stesura del progetto di governo del Pdl, ma di definire i punti-chiave che l’esecutivo, in caso di vittoria alle elezioni, dovrà affrontare da subito. Gli italiani che non si riconoscono nella sinistra potranno recarsi nei gazebo che saranno allestiti all’uopo in tutta Italia. «Saranno tra gli 8 e i 10mila - anticipa Lucio Malan, responsabile della propaganda azzurra - ma possibilmente cercheremo di incrementarne il numero visto il successo delle ultime manifestazioni». Mercoledì prossimo si svolgerà un vertice organizzativo tra i coordinatori regionali delle forze che compongono il Pdl alla presenza di Silvio Berlusconi, di Gianfranco Fini e degli altri leader.La consultazione si svolgerà fornendo agli elettori tre schede. Su ciascuna di esse saranno elencati i cinque punti esemplificativi del programma relativamente al tema specifico (vedi grafico a fianco). I simpatizzanti dovranno indicare, riferendosi a una scala da 1 a 5, quale proposta ritengano prioritaria rispetto alle altre. Ad esempio, per quanto riguarda il tema sicurezza, anticipato da Berlusconi sabato scorso, si dovrà segnalare l’iniziativa da realizzare al più presto tra diffusione dei poliziotti di quartiere, nuovi fondi per le forze dell’ordine, rafforzamento del contrasto all’immigrazione clandestina, certezza della pena e costruzione di nuove carceri.
Lo stesso vale per il tema della famiglia (abolizione dell’Ici sulla prima casa, bonus bebè, deduzione delle spese per figli disabili e anziani, introduzione del quoziente familiare e sostegno alla libera scelta tra scuola pubblica e privata). Idem per il tema cruciale dello sviluppo dove i simpatizzanti del Pdl dovranno decidere che cosa sia da attuare quanto prima tra detassazione integrale degli straordinari, detassazione graduale delle tredicesime, obbligo del versamento Iva solo dopo l’incasso delle fatture, riduzione graduale dell’Iva sul turismo e rilancio delle grandi opere, partendo dal ponte sullo Stretto. In fondo a ogni scheda, infine, vi sarà uno spazio ad hoc per le segnalazioni dei cittadini che potranno suggerire, di volta in volta, le misure che vorrebbero vedere messe in pratica. Una sorta di contributo individuale alla messa a punto del programma di governo. «È un’iniziativa - argomenta Lupi - che si incardina sull’idea stessa dalla quale è nato il Pdl dove la gente è protagonista». Una differenza sostanziale, conclude, con il Pd di Veltroni dove i cittadini sono chiamati a ratificare il fatto compiuto e «non sono mai protagonisti».Gian Maria De Francesco, Il Giornale
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FATTO GRAVE DA DENUNCIAREIeri sera, NOI, Circoli della Libertà, e la nostra presidentessa Nazionale Michela Vittoria Brambilla, siamo stati duramente attaccati in uno dei programmi di approfondimento di La7, ITALIAN JOB VICENDE E TRUFFE ALL'ITALIANA, un viaggio nell'Italia degli imbroglioni e degli opportunisti, il cui titolo è molto indicativo riguardo alla gravità dell'accaduto.In questo programma, Paolo Calabresi, coadiuvato da un team di giornalisti, affronta un viaggio sconcertante e a tratti comico, nell'Italia degli imbroglioni e degli opportunisti. ITALIAN JOB, racconta l'Italia dei furbi e del malaffare, l'Italia di gente poco seria, degna, forse, di quell'immagine con la quale, con eccessiva leggerezza, all'estero ci hanno sempre disegnato: pizza, furbizia, mafia e 'volemose bene'; questo è il taglio della trasmissione e come gli autori descrivono il programma.Mentre all'interno del centro destra si è intenti a pestarsi i piedi a destra e a manca e a candidare ridicoli e inappropriati personaggi, l'armata di Veltroni e soci (la battuta "e compagni" non va più di moda visto che sono separati in casa con i comunisti doc) è già all'opera con i suoi accurati strumenti di falsificazione e persuasione.In questo momento, più che mai, dovremmo affidarci al "metus hostilis" per cercare di ritrovare quella coesione necessaria per vincere le elezioni, primo vero scoglio da superare per poi, con maggior tempo e tranquillità, pensare pian piano di far valere le nostre ragioni.Il fatto che vi siano delle tensioni all'interno del Centro destra, a causa del sistema di scelta delle candidature, non deve farci perdere di vista la priorità di battere il baraccone arruginito del PD.Non possiamo permetterci alcuna distrazione. Forse ci siamo dimenticati come Prodi sia riuscito a ritornare al Governo del Paese ?!!I poteri che hanno aiutato il Prode Romano sono gli stessi che soffiano il vento nelle vele del "buon" Veltroni.Evitiamo di essere autolesionisti.Per concludere, rispondendo a Paolo Calabresi che con un elaborato servizio ha voluto insinuare che i Circoli non esistono e che quei pochi associati "deficienti" che ci girano intorno non sanno cosa devono fare, posso testimoniargli che i sottoscritti, assieme ada latri Circoli di Torino e del Piemonte erano presente al Meeting di Roma del 6 ottobre dopo 8 ore di pulmann, (il CASSELLA con 39 di febbre!), sorretti dalla determinazione e dalla chiarezza delle idee che ci accomunano alle altre 15 mila persone che erano presenti a quello stesso evento, e alle oltre 2 milioni scese in piazza a Roma il 2 dicembre 2006. E ai 10 milioni dei GAZEBO della LIBERTA'. E' questa l'Italia che voi deridete, l'Italia in cui crediamo, l'Italia che lavora e che produce ricchezza, l'Italia dei CITTADINI onesti. E che merita rispetto, non di essere imbrogliata, tiranneggiata, vessata.
Andiamo avanti e non perdiamoci in chiacchiere, ma difendiamo con ogni mezzo il RINNOVAMENTO, quello vero, xchè con i vecchi modi di far politica e con i "parrucconi" NOI NON VOGLIAMO AVERE NULLA A CHE FARE !!! Perchè per NOI dei "CIRCOLI" la RIVOLUZIONE LIBERALE, quella di P.S.BABILA o del PREDELLINO, è iniziata 16 mesi prima. E per questo, essendo la VOCE della gente, meritiamo, ci ripetiamo, rispetto, e pretendiamo in nome del principio meritocratico di essere coinvolti in prima persona nelle scelte che si andranno a compiere per il bene del paese.
E non accettiamo che FI e AN in molte realtà locali (sicuramente a livello nazionale è diverso, ma la politica la si fa sul territorio, giorno per giorno, e certi atteggiamenti di supponenza altrui sono inaccettabili), ci snobbino, fingano che non esistiamo, perchè diamo fastidio, xchè il nostro modo di intendere la politica spesso non coincide con il loro.
Noi siamo il nuovo, noi siamo i fondatori, gli "antesegnani del' POPOLO della LIBERTA'.
Dunque AVANTI con coraggio. ITALIA RIALZATI, col nostro impegno, il nostro credo, UNA GRANDE RIVOLUZIONE LIBERALE, insieme, è ancora possibile.
Galagano PALAFERRI
Presidente
B. CassellaCircolo della Libertà Città di Torino Luigi Einaudi
La Russa : I Circoli primo segnale che il PDL era possibile"I Circoli della libertà sono stati il segnale che l'operazione Pdl era possibile. Coloro che hanno aderito ai Circoli sono spesso persone che avevano più chiaro l'orizzonte di quell'unico grande soggetto della politica che gli stessi elettori avevano percepito, voluto e manifestato almeno dal dicembre 2006. Il contributo della Brambilla è stato molto importante in questo senso. Ha saputo coagulare e organizzare coloro che ritenevano ormai inadeguate le forme di partito esistenti". Così Ignazio La Russa fa il punto sul ruolo chei Circoli hanno giocato nella nascita del Pdl. "Chi viene da esperienze di movimento è più naturalmente a suo agio nella nuova formazione del Pdl."- chiarisce- "Come è il caso dei Circoli della Libertà promossi dall'amica Michela Vittoria Brambilla". Il presidente dei deputati di Alleanza Nazionale prosegue dicendo: La Russa spiega poi che quello del Pdl, per An, "è un progetto antico: dal referendum per l'abolizione della quota maggioritaria della legge elettorale, a quello proposto da Guzzetta, An ha sostenuto la necessità di grandi aggregazioni che facessero venire meno la necessità dei vecchi simboli di partito. Anche Fini aveva sempre sollecitato la nascita di una federazione. A rallentare era Casini, era l'Udc. E abbiamo visto com'è andata". A proposito di Veltroni e della sua proposta di novità, La Russa commenta: "Ma quale novità! Questo è nuovismo. Ha ragione Berlusconi: quello che nel programma di Veltroni è buono, non è nuovo; e quello che è nuovo, non è buono".
Parenti e Serpenti : La nuova fronda dei partitiniGettare un occhio nel "backstage" delle campagne elettorali è sempre cosa istruttiva e divertente. È solo lì che le espressioni del volto e le reazioni emotive di certi candidati si possono vedere veramente "nature", senza le incipriate di sorrisi rassicuranti utili per la scena. Ed ecco un gustoso episodio da retro bottega. 20 febbraio. Alle luci del tramonto viene portata a Pierferdi, vezzeggiativo usato dagli amici per il candidato premier dell'Udc, Pierferdinando Casini, una striscia di dichiarazione che, contro il progetto politico che egli sta tentando di realizzare, è una specie di ukaze. Il succo del messaggio è questo: un nuovo partito di centro che faccia perno sulla riunificazione dei cattolici in politica oggi non ha senso. Ne ha avuto in passato quando la mobilitazione dei cattolici era stata spinta e legittimata dal comunismo internazionale, dalla guerra fredda e dal muro di Berlino ma ora il contesto è diverso. Insomma le idee di Casini sono,a giudizio del dichiarante,acqua fresca. E perché, nel leggere queste cose, possono essere forse saltati i nervi a Pierferdi? Perché a pronunciare il drastico verdetto è nientemeno che Giulio Andreotti, l'ottantanovenne parente&serpente democristiano più inveterato ma anche più lucido che oggi ci sia su piazza. Immaginate pure gli amletici dubbi che sono subito venuti ai dirigenti Udc che hanno seguito sia pure con passo incerto Casini in quest'avventura: e se poi Andreotti che, in fatto di previsioni, non ha mai fino ad ora sbagliato un colpo, avesse proprio ragione? Ma anche all'interno di un pullman verde che sta scorazzando per l'Italia sono accadute cose turche. Mentre Walter Veltroni illustra con fervore i 12 punti del suo programma tutti concentrati sullo slogan dolcificante del "meno tasse per tutti", ecco arrivargli fra capo e collo un improvviso ukaze da parte di Antonio Di Pietro, partner apparentato in extremis su consiglio di chi - e questo prova che i parenti serpenti dentro il Pd proprio non mancano - si era fatto bene i conti su cosa volesse dire andare da soli. Ed è una rovina, perché l'ex poliziotto-magistrato frombola come un matto contro Silvio Berlusconi e tutto il sistema radiotelevisivo. Argomento che l'ex sindaco di Roma aveva deciso, invece, di non toccare, per motivi di fair play o forse per altre recondite ragioni che oggi non sono ancora del tutto chiare. Allora che si fa? Si ferma il pullman e si smentisce. Ma la cena, nella piazzola di sosta, va di traverso a tutti perché se questa è l'antifona dipietresca, cosa accadrà poi nel proseguo della campagna elettorale? Risposta: gatte da pelare continue in quel partito che dal "vado da solo" oggi rischia di procedere al fianco di cattive compagnie. Quel che poi accadrà, nel retrobottega del Pd, dopo la decisione di inserire nelle sue liste anche molti esponenti del Partito radicale, è un'altra gustosa storia ancora tutta da raccontare. Un altro "backstage"è dedicato alla "cosuccia bianca" che sta nascendo sotto l'ala dell'ex segretario della Cisl, Pezzotta. Qui i parenti&serpenti si annidano addirittura in Vaticano dove, proprio perché la politica si fa sul serio, non si vedono certo di buon occhio le piccole crociate che, se va bene, possono portare sotto le mura di Gerusalemme solo qualche manipolo di adepti. E, difatti, l'avvedutissimo segretario di Stato,Bertone,pur chiudendo un occhio su quel che va scrivendo il quotidiano della Cei, si guarda bene dal dare stimoli e aperto sostegno all'avventura pezzottiana.Sul problema della 194 (legge sull'aborto) come su tutto il resto. Ma siamo solo ai primi maneggi. Il bello di questa campagna elettorale deve ancora venire.
Vittorio Bruno, Il Giornale della Libertà, 22/02/08
E ora Bruxelles stanga Prodi
Il commissario agli affari economici e monetari dell'Ue, Joaquin Almunia non avrebbe potuto essere più impietoso nei confronti della gestione dell'economia fatta dal governo nel corso di quest'ultimo anno ed il suo è un giudizio che cade come una trave anche sul Pd di Walter Veltroni che fino ad ora ha difeso a spada tratta l'operato di Romano Prodi. Primo, dice Almunia, la crescita del Pil, nel 2008, non supererà lo 0,7% cioè meno della metà della media europea, previsione già attestata, del resto, dall'aumento vicino allo zero - solo uno 0,1% - registrato nei primi tre mesi di quest'anno. Secondo, è difficile che l'inflazione ora arrivata al 3% possa essere ridotta perché al caro benzina si è aggiunta una politica di aumento delle tariffe che, per famiglie ed imprese, si sta rivelando troppo onerosa. E dire che Prodi, nelle sue, per fortuna, sempre più rade sortite, continua a sostenere le grandi performance realizzate, in economia, dal suo governo. E sarebbe ora che il leader del Pd, Veltroni non lo seguisse più su questa linea. Perché, se perseverasse, gli cadrebbero molte tegole sulla testa.
Le false pomesse, i buoni propositi
Il Popolo della Libertà (Pdl) ha compiuto un passo decisivo: distinguere coloro che vogliono imboccare la strada del cambiamento, da quelli che restano legati ai simboli (e alle poltrone) di un passato che nessuno vuole rivedere. Pertanto, speravo che questa campagna elettorale potesse essere, per tutti i soggetti coinvolti, all'insegna della chiarezza nelle scelte e della concretezza dei programmi, che poi erano i presupposti di quella svolta che, fino a qualche settimana fa,sembrava essere ormai dietro l'angolo. Devo dire, invece, che il partito democratico di Walter Veltroni, già in questa fase di avvio, mi ha purtroppo deluso su entrambi i fronti. La scelta del Pd non doveva essere, infatti, quella di correre da solo marcando così,in modo netto, il distacco da gruppi e movimenti che, in Parlamento, avessero connotati e programmi diversi dal suo? Ma ecco che questa scelta è durata solo lo spazio di un mattino perché l'apparentamento fatto in extremis e per ragioni di mero calcolo elettorale con l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro ha cancellato quello che, per il Pd, era stato sbandierato come un assioma. E fosse stato solo questo. Perché l'ex magistrato giustiziere, messo in tasca l'accordo, ha poi impiegato meno di 24 ore a redigere un programma che, tutto rivolto alla demolizione di Mediaset e dell'intero sistema televisivo non ha, con quello presentato da Veltroni, nulla a che fare. E questa sarebbe chiarezza nelle scelte? Ha voglia Anna Finocchiaro di cercare di metterci una toppa dicendo che,da parte di Di Pietro, è stato solo "un momento di intemperanza", cioè parole al vento di cui poi non rimarrà alcuna traccia...
Posso anche capire l'imbarazzo degli esponenti del Pd, anch'essi probabilmente travolti da questa imprevista sortita del loro alleato, ma chi, conoscendo vita, storia e miracoli del leader dell'Idv, può credere ad una frottola del genere? No, per il Pd, frettolosamente approdato a quello che fino ad ieri pareva solo un inopinabile apparentamento, saranno ora soltanto guai. E guai seri anche per gli elettori che vorranno ancora abboccare a questa intesa. Ma, a parte la mina vagante di Di Pietro che per Veltroni sarà assai difficile disinnescare, devo dire che anche il programma enunciato dal partito democratico mi ha delusa per due motivi. Innanzitutto, perché, in molte parti, esso copia quasi alla lettera quel che è stato scritto nei programmi non solo della Casa delle Libertà ma anche in quelli dei partiti liberal democratici di mezz'Europa. Non ci credete? Munitevi di forbici e colla e fate un quadro sinottico mettendo a confronto il programma del Pd con quello del Ppe europeo e penso che mi darete facilmente ragione. Magari Veltroni, tanto che c'era,ha esagerato anche un po' perché alla promessa di ridurre le tasse quasi a tutti, ha aggiunto quel carico di ulteriore suggestione che al Pd serviva per togliersi il marchio di strutturale legame con la sinistra comunista che si portava addosso da fin troppi anni. E poi via dalle liste anche l' impresentabile ministro delle finanze,Visco, perché non si può passare indenni sull'altra sponda caricandosi sulle spalle anche un personaggio oggi fra i più odiati dagli italiani. Ma che c'è di male, direte, se, nello stilare un programma, si cerca di far sognare tutto a tutti? Assolutamente nulla e poi, nel codice della politica, al contrario di quel che accade per le opere letterarie, non è previsto il reato di plagio. Il punto che mi lascia più sconcertata è un altro: giusto promettere ora e con enfasi riduzioni a catena dell'Irpef, detrazioni fiscali per salariati,donne e bambini,1000 euro di stipendio base per ogni lavoro precario e poi, nel contempo, anche tav finalmente attivata, infrastrutture, rigassificatori, 15 mila nuove assunzioni nel pubblico impiego e poi ancora soldi ai ricercatori, più poliziotti per le strade,incentivi a chi usa energia solare e via dicendo. Ma perché allora non chiarire anche,con ampie e dettagliate note a margine, dove, come e quando si potranno trovare tutti i soldi necessari - ed è un botto di almeno 17 miliardi di euro - per realizzare tutto questo ben di Dio? E' vero che si parla di liberalizzazioni, di privatizzazioni di aziende municipalizzate, di accorpamenti nelle strutture pubbliche, di cancellazione di province, etc. ma non si spiegano né i tempi né le modalità di esecuzione di questi progetti di riforma né le risorse che da esse potranno essere davvero recuperate. Due righe di titolo e basta come se, dopo l'allucinante esperienza che abbiamo vissuto, in materia di liberalizzazioni, con il governo Prodi e con un ministro come Bersani, ci fosse ancora qualcuno disposto a prendere per oro colato quattro paginette di promesse. Più concretezza, caro Veltroni, e allora sì che la politica, anche per merito tuo,potrà fare finalmente un passo in avanti e nella giusta direzione.Per ora proprio non ci siamo e quasi ce ne dispiace. Il programma del Popolo della Libertà,al contrario, non è uno specchietto per le allodole. Quando la settimana prossima verrà presentato ufficialmente, indicherà il "che cosa" insieme al "come" e al "quando". Ecco la concretezza di cui gli italiani hanno diritto e bisogno. La campagna elettorale del Popolo della Libertà non cerca colpi di teatro o rincorse. Noi siamo dalla parte dei cittadini, della gente di buon senso, che non ama essere ipnotizzata. Noi siamo quelli che vogliono costruire. E sanno che ogni lavoro richiede tempo. Anche la costruzione di un programma, se si tratta di un programma serio.
Michela Vittoria Brambilla, Il Giornale della Libertà, 22/02/08DIFENSORI DEL VOTO, DIFENSORI DI LIBERTA'
Ci stiamo organizzando affinché alle prossime elezioni tutti i seggi siano presidiati dai Difensori del Voto, i rappresentanti di lista che dovranno presidiare le operazioni di voto e soprattutto il conteggio dei voti, per evitare che si ripetano i tristi episodi avvenuti anche durante le ultime elezioni politiche del 2006.
Se anche tu vuoi diventare un Difensore del Voto, compila il form. Sarai contattato dal responsabile del progetto “DIFENSORI DEL VOTO, DIFENSORI DI LIBERTA’”del nostro Circolo. per definire nel dettaglio il modo in cui potrai fare la tua parte per difendere la regolarità del voto.
DA COMPILARE E RESTITUIRE VIA MAIL a upl@...
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Informiamo che i dati forniti saranno acquisiti da parte del Circolo della Libertà Città di Torino Luigi EINAUDI, attraverso mezzi elettronici.
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I dati non saranno in nessun caso ceduti a terzi.
CIRCOLO DELLA LIBERTA' CITTA’ DI TORINO LUIGI EINAUDI
Riflessione per tutti gli ItalianiVeltroni non avevi detto che il PD correva da solo ?Di Pietro e i Radicali che ci fanno nel PD ?!!I punti di forza della Sinistra :Coerenza, Verità, Affidabilità
Si può ingannare tutti a volte, qualcuno sempre, ma non è possibile ingannare tutti tutte le volte.
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