Se sei liberale ma per te sono tutti improponibili, al limite sta a
casa e non votare. Se voti socialista vuol dire che non sei liberale.
Così come non è liberale la FDL, che è fatta di socialisti che non
hanno il minimo interesse per le libertà economiche. Vivono con la
testa nel 1800 e non si sono accorti che il più grande nemico della
libertà è lo Stato, che ci toglie con tasse e imposte molto più della
metà di quello che produciamo con il nostro lavoro.
E questa non è una newsletter dei socialisti, ma di un gruppo che ha
abbandonato i radicali proprio mentre questi stavano andando con i
socialisti.
Ti consiglierei di iniziare i tuoi interventi con "da socialista", e
non con "da liberale".
I Riformatori Liberali hanno deciso di confluire nel PDL, quindi
invitano a votare PDL, nelle cui liste sarà candidato Benedetto Della
Vedova.
Saluti,
Gionata Pacor
Direttivo dei Riformatori Liberali
--- In dellavedova2006@yahoogroups.com, "Giovanni" <multioffice@...>
ha scritto:
>
> Allo stato delle cose credo proprio che, da liberale, per una serie
> di motivi in negativo ed in positivo, a queste elezioni politiche
non
> mi resta che votare per il p.s.
> I motivi in negativo sono in primo luogo:
> - la mancanza di una credibile lista liberale;
> i gruppi accreditabili come liberali (ad esempio la FdL –
Federazione
> dei liberali) non saranno presenti, mentre credo che c'è ne sarà
una
> denominata PLI ma sulla sua includibilità tra quanti pretendano
> riferimenti di personaggi liberali per politiche liberali non vi
sono
> molte certezze; dopo aver fatto da oggetto lasciato nel ripostiglio
> delle scartoffie inutili ed inutilizzate del Cavaliere, ci vorrebbe
> ben altro che l'aver forse riscattato il marchio scimmiottante
quello
> del pli storico che -ricordo si è chiuso col 1994; lieto se sarò
> smentito non da dichiarazioni ma da fatti;
> - la improponibilità per un liberale (di qualsiasi tendenza, anche
> per i c.d. liberal-conservatori e per i liberal-liberisti classici)
> di votare PdL e ciò per diversi motivi: la confluenza di AN in FI
> che già per un liberale (e quindi antifascista) è più che
> sufficiente; il riferimento al ppe (conservatori e democristiani),
> altro motivo in sé e per sé sufficiente; la lontananza ed
avversione
> a politiche liberali anche di tendenza non progressista,
> ma "classica", elenco sinteticamente quattro punti di impossibilità
> del voto liberale al PdL o a FI:
> 1) improponibile per chi aderisca al principio della separazione
dei
> poteri (l'informazione è il IV potere e va trattata alla pari della
> separazione tra i poteri legislativo, esecutivo, giudiziario);
> similarmente improponibile per l'adesione alle politiche di
contrasto
> di posizione dominante di mercato nel campo della comunicazione;
> 2) improponibile per la posizione antiliberista di tale parte
> politica, nonostante le apparenze e autoinvestiture (anche nella
> visione hayekiana del mercato, a maggior ragione per quella
> keynesiana); anche in senso lato: la libertà
contrattuale "asserita"
> per l'impresa (poi solo per qualche impresa, in posizione già forte
e
> dominante, quindi oligopolista) ma non per i contratti dei rapporti
> civili (possiamo dire che il Berlusca è caduto sul pisello);
> 3) improponibile per la estraneità ad una concezione liberale, od
> anche più semplicemente democratica, della politica e delle
> istituzioni (vedasi alcune sue interviste non smentite),
l'insistenza
> sul partito unico piuttosto che unitario (reminescenza di altro
> ventennio rispetto a quello che si vorrebbe instaurare), la valenza
> della costituzione, i partiti come marchio, i parlamentari
come "yes
> men" o "pianisti" utili in misura non superiore ad una trentina,
ecc.
> ecc.
> 4) improponibile per l'antinomia politica di un miscuglio che vede
> unito il voto di secessionisti e xenofobi, di istanze pseudo
> meridionaliste ed isolane che in realtà vogliono solo fondi dallo
> stato e soprattutto vogliono la intermediazione di tali fondi, di
> paternalismi sociali e clericali, di antipolitica e moralismo;
> - la distanza politica di formazioni quali "la Sinistra -
> l'Arcobaleno" o l'UDC di Casini o il suo progetto di costituente di
> centro democristiano; qui il distinguo netto è puramente politico
> (verso formazioni che vedono rispettivamente nostalgie verso una
> filosofia totalitaria sconfitta dalla storia ed un fare
l'occhiolino
> a settori violenti di "sinistra antagonista" pur assieme a istanze
> liberali ben presenti e -spero -ormai consolidate), nonché verso
una
> formazione con nostalgie verso una concezione socialcristiana
incline
> al clericalismo di facciata e a far da sponda alle istanze
temporali
> vaticane, oltre che ad un tradizionalismo politico
rispettabilissimo
> ma non necessariamente da condividere; va dato atto e va ammirata e
> rispettata la scelta casiniana di affrancarsi dal signoraggio
> berlusconiano: non tutti l'avrebbero fatto e non tutti l'hanno
fatto
> (singoli o gruppi di –ex – riformisti, socialisti, repubblicani,
> liberali e radicali pro berlusconi, ad esempio );
> - la impossibilità di prendere in considerazione formazioni quali
la
> la "Sinistra critica" o la "Destra" storiaciana-santachetiana (che
> avrà i voti da postfascisti e neo fascisti e da similari "forze
> nuove", da chi vuole un ordine sociale garantito dalla polizia e da
> chi vuole un uguale ordine ma che attacca la polizia, e le sue
> caserme con la scusa dello sport del calcio e se capita da addosso
o
> finanche uccide i poliziotti);
> - la scarsa comprensione di cosa sia e cosa vuol fare da grande il
pd
> che allo stato vuole unire in maniera impossibile e similmente -
pur
> se meno gravemente -al pdl altre antinomie quali lavoristi e
> impresisti (senza adeguata buona sintesi, pur possibile, nella
> moderne culture che recepiscono le istanze politiche
> socialdemocratiche e liberaldemocratiche, nonché per i paesi
latini,
> del riformismo cattolico-democratico), quali demosociali e
> liberaldemocratici (anche qui senza adeguata buona sintesi
> possibilissima ed auspicabile e soprattutto senza adeguata presenza
e
> rilevanza di questi ultimi ma tramite una semplice
autoreferenzialità
> che se non è più leninista rimane insopportabilmente spocchiosa),
> quali laici e clericali; su tale ultima questione – fondamentale
> nella politica contemporanea ed a livello internazionale - si è
> impostata una operazione fraudolenta spostando l'attenzione con lo
> spessore politico di un funzionario del Minculpop o di una Wanna
> Marchi, evocando una antinomia tra laici e cattolici che non c'è:
> come vorrei ricordare a Veltroni ma anche ai vari Ferrara ed
> Adornato, la inconciliabilità è tra chi ha una concezione laica
delle
> istituzioni - ed è interno ai fautori della democrazia liberale
anche
> se socialista, liberale, ambientalista, democristiano,
> demomussulmano, demoebraico, demoateista, conservatore. ecc. - e
chi
> ha una concezione clericale o altrimenti totalitaria della politica
> ed è esterno al sistema della democrazia liberale –fascisti post e
> neo, comunisti e post comunisti ancora inclini al leninismo-
marxismo
> piuttosto che a visioni libertarie; cattolici-reazionari che
> farebbero rivoltare nella tomba il cattolico Rosmini, semplicemente
> nostalgici del potere temporale ovvero voglioso di farne gli ascari
e
> che, liberissimi di usare il cilicio sul loro corpo (apprezzo il
> libertinaggio e le pratiche sadomaso, anche se non le pratico più
di
> tanto e soprattutto non le spaccio per esperienze mistico-
religiose),
> non possono imporne l'uso sui corpi altrui; idem per le
rispettabili
> ma non condivisibili e soprattutto non inseribili nel codice penale
> opinioni in materia di lavoro nel giorno festivo, di sessualità e
> riproduzione, di titolarità dei diritti sul proprio corpo;
> .
> I motivi in positivo sono riassumibili in poche "etichette"
> che mi paiono ascrivibili al ps:
> - il costituire un partito di sintesi liberal-socialista;
> - il proporre con una certa credibilità e fermezza una politica
> positiva laica con annessi e connessi (tra cui la fondamentale
> salvaguardia e impegno di promozione qualitativa della scuola
> pubblica) pur non potendo da parte mia dimenticare la scelta
> neoconcordataria assunta a suo tempo;
> - la disponibilità a candidature "laiche" che, opportunamente - pur
> nella cornice del tutto impropria per un liberale del richiamo al
> socialismo-, consentirebbero al ps quel plus necessario per
superare
> le forche caudine della soglia elettorale ed ai liberaldemocratici –
> spero chiaramente indicati per tali - di potersi esprimere in
quanto
> tali e per posizioni chiari e forti. Una opportuna ed utile
alleanza
> elettorale che, nella italietta dei partiti maxi-contenitori,
> salvaguardi, due delle tre culture e posizioni politiche
> significative e significanti a livello internazionale; ad oggi e
per
> un tempo presumibilmente ancora lungo i riferimenti politici
infatti
> i riferimenti principali sono costituiti da socialdemocratici,
> liberaldemocratici e conservatori-democratici; per quanto strano
> possa sembrare ai "democratici veltroniani" ed ai "popolari
> berlusconiani" il mondo non si è fermato ad Arcore ed alle sue
> specularità.
> Non la scelta ideale, dal mio punto di vista, ma una
> soddisfacente opzione per esprimere e far sopravvivere le istanze
> liberaldemocratiche e progressiste che vive e forti nella società,
> vive e forti nel resto d'Europa e del mondo, spero non
> diventino "extraparlamentari" in quest'Italia che non ci piace.
> Giovanni
>