Ringrazio tutti (Gionata, Jinzo, Italia laica) per le repliche e per
le osservazioni. desidero evidenziare che
1) ritengo di essere un liberale e contrariamente a chi ritiene che
vi sia un solo liberalismo (il suo) e quindi un solo liberale al
mondo (lui stesso o qualche suo replicante) vi sono varie forme di
liberalismo (se si entra nello specifico tutti necessitante del lib-
qualcos'altro); tale caratteristica deriva dal non essere un pensiero
unico da non avere una discendenza da un dio unico (ne un unto del
signore) dal non essere dogmatico, il liberalismo ha certamente dei
punti fermi e da queste tante riflessioni, risposte e un ampio
bagaglio di opzioni politiche; aggiungo che non sono un
liberalsocialista (che mi pare una dignitoso opzione politica più che
una risposta filosofica che potrebbe essere ossimorica; ma la
poltiica ha esigenze diverse dalla filosofia e dalle speculazioni
intellettuali iperuraniche)
2) opto per il voto liberale ma se questo non c'è (a mio parere
ovviamente, opto per quanto mi esprime meglio per alcune opzioni
essenziali, o meno peggio, o anche come voto tattico; le elezioni
hanno regole che talvolta impongono un tale comportamento;
3) la confusione tra chi si batte per le sole libertà economiche e
tra chi si batte per il liberalismo (libertà econiche comprese, tra
le tante libertà da comprendere e bilanciare se confliggenti) la
lascio ad altri: antistatalisti, libertari e neo-conservatori;
Grazie ancora per l'attenzione e sempre un caro saluto
Giovanni
--- In dellavedova2006@yahoogroups.com, "Giovanni" <multioffice@...>
ha scritto:
>
> Allo stato delle cose credo proprio che, da liberale, per una serie
> di motivi in negativo ed in positivo, a queste elezioni politiche
non
> mi resta che votare per il p.s.
> I motivi in negativo sono in primo luogo:
> - la mancanza di una credibile lista liberale;
> i gruppi accreditabili come liberali (ad esempio la FdL –
Federazione
> dei liberali) non saranno presenti, mentre credo che c'è ne sarà
una
> denominata PLI ma sulla sua includibilità tra quanti pretendano
> riferimenti di personaggi liberali per politiche liberali non vi
sono
> molte certezze; dopo aver fatto da oggetto lasciato nel ripostiglio
> delle scartoffie inutili ed inutilizzate del Cavaliere, ci vorrebbe
> ben altro che l'aver forse riscattato il marchio scimmiottante
quello
> del pli storico che -ricordo si è chiuso col 1994; lieto se sarò
> smentito non da dichiarazioni ma da fatti;
> - la improponibilità per un liberale (di qualsiasi tendenza, anche
> per i c.d. liberal-conservatori e per i liberal-liberisti classici)
> di votare PdL e ciò per diversi motivi: la confluenza di AN in FI
> che già per un liberale (e quindi antifascista) è più che
> sufficiente; il riferimento al ppe (conservatori e democristiani),
> altro motivo in sé e per sé sufficiente; la lontananza ed
avversione
> a politiche liberali anche di tendenza non progressista,
> ma "classica", elenco sinteticamente quattro punti di impossibilità
> del voto liberale al PdL o a FI:
> 1) improponibile per chi aderisca al principio della separazione
dei
> poteri (l'informazione è il IV potere e va trattata alla pari della
> separazione tra i poteri legislativo, esecutivo, giudiziario);
> similarmente improponibile per l'adesione alle politiche di
contrasto
> di posizione dominante di mercato nel campo della comunicazione;
> 2) improponibile per la posizione antiliberista di tale parte
> politica, nonostante le apparenze e autoinvestiture (anche nella
> visione hayekiana del mercato, a maggior ragione per quella
> keynesiana); anche in senso lato: la libertà
contrattuale "asserita"
> per l'impresa (poi solo per qualche impresa, in posizione già forte
e
> dominante, quindi oligopolista) ma non per i contratti dei rapporti
> civili (possiamo dire che il Berlusca è caduto sul pisello);
> 3) improponibile per la estraneità ad una concezione liberale, od
> anche più semplicemente democratica, della politica e delle
> istituzioni (vedasi alcune sue interviste non smentite),
l'insistenza
> sul partito unico piuttosto che unitario (reminescenza di altro
> ventennio rispetto a quello che si vorrebbe instaurare), la valenza
> della costituzione, i partiti come marchio, i parlamentari
come "yes
> men" o "pianisti" utili in misura non superiore ad una trentina,
ecc.
> ecc.
> 4) improponibile per l'antinomia politica di un miscuglio che vede
> unito il voto di secessionisti e xenofobi, di istanze pseudo
> meridionaliste ed isolane che in realtà vogliono solo fondi dallo
> stato e soprattutto vogliono la intermediazione di tali fondi, di
> paternalismi sociali e clericali, di antipolitica e moralismo;
> - la distanza politica di formazioni quali "la Sinistra -
> l'Arcobaleno" o l'UDC di Casini o il suo progetto di costituente di
> centro democristiano; qui il distinguo netto è puramente politico
> (verso formazioni che vedono rispettivamente nostalgie verso una
> filosofia totalitaria sconfitta dalla storia ed un fare
l'occhiolino
> a settori violenti di "sinistra antagonista" pur assieme a istanze
> liberali ben presenti e -spero -ormai consolidate), nonché verso
una
> formazione con nostalgie verso una concezione socialcristiana
incline
> al clericalismo di facciata e a far da sponda alle istanze
temporali
> vaticane, oltre che ad un tradizionalismo politico
rispettabilissimo
> ma non necessariamente da condividere; va dato atto e va ammirata e
> rispettata la scelta casiniana di affrancarsi dal signoraggio
> berlusconiano: non tutti l'avrebbero fatto e non tutti l'hanno
fatto
> (singoli o gruppi di –ex – riformisti, socialisti, repubblicani,
> liberali e radicali pro berlusconi, ad esempio );
> - la impossibilità di prendere in considerazione formazioni quali
la
> la "Sinistra critica" o la "Destra" storiaciana-santachetiana (che
> avrà i voti da postfascisti e neo fascisti e da similari "forze
> nuove", da chi vuole un ordine sociale garantito dalla polizia e da
> chi vuole un uguale ordine ma che attacca la polizia, e le sue
> caserme con la scusa dello sport del calcio e se capita da addosso
o
> finanche uccide i poliziotti);
> - la scarsa comprensione di cosa sia e cosa vuol fare da grande il
pd
> che allo stato vuole unire in maniera impossibile e similmente -
pur
> se meno gravemente -al pdl altre antinomie quali lavoristi e
> impresisti (senza adeguata buona sintesi, pur possibile, nella
> moderne culture che recepiscono le istanze politiche
> socialdemocratiche e liberaldemocratiche, nonché per i paesi
latini,
> del riformismo cattolico-democratico), quali demosociali e
> liberaldemocratici (anche qui senza adeguata buona sintesi
> possibilissima ed auspicabile e soprattutto senza adeguata presenza
e
> rilevanza di questi ultimi ma tramite una semplice
autoreferenzialità
> che se non è più leninista rimane insopportabilmente spocchiosa),
> quali laici e clericali; su tale ultima questione – fondamentale
> nella politica contemporanea ed a livello internazionale - si è
> impostata una operazione fraudolenta spostando l'attenzione con lo
> spessore politico di un funzionario del Minculpop o di una Wanna
> Marchi, evocando una antinomia tra laici e cattolici che non c'è:
> come vorrei ricordare a Veltroni ma anche ai vari Ferrara ed
> Adornato, la inconciliabilità è tra chi ha una concezione laica
delle
> istituzioni - ed è interno ai fautori della democrazia liberale
anche
> se socialista, liberale, ambientalista, democristiano,
> demomussulmano, demoebraico, demoateista, conservatore. ecc. - e
chi
> ha una concezione clericale o altrimenti totalitaria della politica
> ed è esterno al sistema della democrazia liberale –fascisti post e
> neo, comunisti e post comunisti ancora inclini al leninismo-
marxismo
> piuttosto che a visioni libertarie; cattolici-reazionari che
> farebbero rivoltare nella tomba il cattolico Rosmini, semplicemente
> nostalgici del potere temporale ovvero voglioso di farne gli ascari
e
> che, liberissimi di usare il cilicio sul loro corpo (apprezzo il
> libertinaggio e le pratiche sadomaso, anche se non le pratico più
di
> tanto e soprattutto non le spaccio per esperienze mistico-
religiose),
> non possono imporne l'uso sui corpi altrui; idem per le
rispettabili
> ma non condivisibili e soprattutto non inseribili nel codice penale
> opinioni in materia di lavoro nel giorno festivo, di sessualità e
> riproduzione, di titolarità dei diritti sul proprio corpo;
> .
> I motivi in positivo sono riassumibili in poche "etichette"
> che mi paiono ascrivibili al ps:
> - il costituire un partito di sintesi liberal-socialista;
> - il proporre con una certa credibilità e fermezza una politica
> positiva laica con annessi e connessi (tra cui la fondamentale
> salvaguardia e impegno di promozione qualitativa della scuola
> pubblica) pur non potendo da parte mia dimenticare la scelta
> neoconcordataria assunta a suo tempo;
> - la disponibilità a candidature "laiche" che, opportunamente - pur
> nella cornice del tutto impropria per un liberale del richiamo al
> socialismo-, consentirebbero al ps quel plus necessario per
superare
> le forche caudine della soglia elettorale ed ai liberaldemocratici –
> spero chiaramente indicati per tali - di potersi esprimere in
quanto
> tali e per posizioni chiari e forti. Una opportuna ed utile
alleanza
> elettorale che, nella italietta dei partiti maxi-contenitori,
> salvaguardi, due delle tre culture e posizioni politiche
> significative e significanti a livello internazionale; ad oggi e
per
> un tempo presumibilmente ancora lungo i riferimenti politici
infatti
> i riferimenti principali sono costituiti da socialdemocratici,
> liberaldemocratici e conservatori-democratici; per quanto strano
> possa sembrare ai "democratici veltroniani" ed ai "popolari
> berlusconiani" il mondo non si è fermato ad Arcore ed alle sue
> specularità.
> Non la scelta ideale, dal mio punto di vista, ma una
> soddisfacente opzione per esprimere e far sopravvivere le istanze
> liberaldemocratiche e progressiste che vive e forti nella società,
> vive e forti nel resto d'Europa e del mondo, spero non
> diventino "extraparlamentari" in quest'Italia che non ci piace.
> Giovanni
>