Ecco... ti rispondi da solo: per te le libertà econiche sono una "tra
le tante libertà, da comprendere e bilanciare se confliggenti". Da
bilanciare con cosa? Con l'oppressione dello Stato, ovviamente.
Le libertà econominche non vanno "bilanciate", ma vanno CONQUISTATE!!!
La tassazione per i lavoratori dipendenti è ben oltre il 60%! A
quanto deve salire perché smettiate di parlare di "bilanciare" e
iniziate a definirvi finalmente liberali E LIBERISTI invece che
liberalsocialisti? E uno può definirsi liberale, ossia uno che lotta
per le libertà individuali, se non lotta contro lo Stato che toglie
in modo coercitivo agli individui il 60% di quello che guadagnano con
il loro lavoro?
--- In dellavedova2006@yahoogroups.com, "Giovanni" <multioffice@...>
ha scritto:
>
> Ringrazio tutti (Gionata, Jinzo, Italia laica) per le repliche e
per
> le osservazioni. desidero evidenziare che
> 1) ritengo di essere un liberale e contrariamente a chi ritiene che
> vi sia un solo liberalismo (il suo) e quindi un solo liberale al
> mondo (lui stesso o qualche suo replicante) vi sono varie forme di
> liberalismo (se si entra nello specifico tutti necessitante del lib-
> qualcos'altro); tale caratteristica deriva dal non essere un
pensiero
> unico da non avere una discendenza da un dio unico (ne un unto del
> signore) dal non essere dogmatico, il liberalismo ha certamente dei
> punti fermi e da queste tante riflessioni, risposte e un ampio
> bagaglio di opzioni politiche; aggiungo che non sono un
> liberalsocialista (che mi pare una dignitoso opzione politica più
che
> una risposta filosofica che potrebbe essere ossimorica; ma la
> poltiica ha esigenze diverse dalla filosofia e dalle speculazioni
> intellettuali iperuraniche)
> 2) opto per il voto liberale ma se questo non c'è (a mio parere
> ovviamente, opto per quanto mi esprime meglio per alcune opzioni
> essenziali, o meno peggio, o anche come voto tattico; le elezioni
> hanno regole che talvolta impongono un tale comportamento;
> 3) la confusione tra chi si batte per le sole libertà economiche e
> tra chi si batte per il liberalismo (libertà econiche comprese, tra
> le tante libertà da comprendere e bilanciare se confliggenti) la
> lascio ad altri: antistatalisti, libertari e neo-conservatori;
> Grazie ancora per l'attenzione e sempre un caro saluto
> Giovanni
>
> --- In dellavedova2006@yahoogroups.com, "Giovanni" <multioffice@>
> ha scritto:
> >
> > Allo stato delle cose credo proprio che, da liberale, per una
serie
> > di motivi in negativo ed in positivo, a queste elezioni politiche
> non
> > mi resta che votare per il p.s.
> > I motivi in negativo sono in primo luogo:
> > - la mancanza di una credibile lista liberale;
> > i gruppi accreditabili come liberali (ad esempio la FdL –
> Federazione
> > dei liberali) non saranno presenti, mentre credo che c'è ne sarà
> una
> > denominata PLI ma sulla sua includibilità tra quanti pretendano
> > riferimenti di personaggi liberali per politiche liberali non vi
> sono
> > molte certezze; dopo aver fatto da oggetto lasciato nel
ripostiglio
> > delle scartoffie inutili ed inutilizzate del Cavaliere, ci
vorrebbe
> > ben altro che l'aver forse riscattato il marchio scimmiottante
> quello
> > del pli storico che -ricordo si è chiuso col 1994; lieto se sarò
> > smentito non da dichiarazioni ma da fatti;
> > - la improponibilità per un liberale (di qualsiasi tendenza,
anche
> > per i c.d. liberal-conservatori e per i liberal-liberisti
classici)
> > di votare PdL e ciò per diversi motivi: la confluenza di AN in
FI
> > che già per un liberale (e quindi antifascista) è più che
> > sufficiente; il riferimento al ppe (conservatori e
democristiani),
> > altro motivo in sé e per sé sufficiente; la lontananza ed
> avversione
> > a politiche liberali anche di tendenza non progressista,
> > ma "classica", elenco sinteticamente quattro punti di
impossibilità
> > del voto liberale al PdL o a FI:
> > 1) improponibile per chi aderisca al principio della separazione
> dei
> > poteri (l'informazione è il IV potere e va trattata alla pari
della
> > separazione tra i poteri legislativo, esecutivo, giudiziario);
> > similarmente improponibile per l'adesione alle politiche di
> contrasto
> > di posizione dominante di mercato nel campo della comunicazione;
> > 2) improponibile per la posizione antiliberista di tale parte
> > politica, nonostante le apparenze e autoinvestiture (anche nella
> > visione hayekiana del mercato, a maggior ragione per quella
> > keynesiana); anche in senso lato: la libertà
> contrattuale "asserita"
> > per l'impresa (poi solo per qualche impresa, in posizione già
forte
> e
> > dominante, quindi oligopolista) ma non per i contratti dei
rapporti
> > civili (possiamo dire che il Berlusca è caduto sul pisello);
> > 3) improponibile per la estraneità ad una concezione liberale, od
> > anche più semplicemente democratica, della politica e delle
> > istituzioni (vedasi alcune sue interviste non smentite),
> l'insistenza
> > sul partito unico piuttosto che unitario (reminescenza di altro
> > ventennio rispetto a quello che si vorrebbe instaurare), la
valenza
> > della costituzione, i partiti come marchio, i parlamentari
> come "yes
> > men" o "pianisti" utili in misura non superiore ad una trentina,
> ecc.
> > ecc.
> > 4) improponibile per l'antinomia politica di un miscuglio che
vede
> > unito il voto di secessionisti e xenofobi, di istanze pseudo
> > meridionaliste ed isolane che in realtà vogliono solo fondi dallo
> > stato e soprattutto vogliono la intermediazione di tali fondi, di
> > paternalismi sociali e clericali, di antipolitica e moralismo;
> > - la distanza politica di formazioni quali "la Sinistra -
> > l'Arcobaleno" o l'UDC di Casini o il suo progetto di costituente
di
> > centro democristiano; qui il distinguo netto è puramente politico
> > (verso formazioni che vedono rispettivamente nostalgie verso una
> > filosofia totalitaria sconfitta dalla storia ed un fare
> l'occhiolino
> > a settori violenti di "sinistra antagonista" pur assieme a
istanze
> > liberali ben presenti e -spero -ormai consolidate), nonché verso
> una
> > formazione con nostalgie verso una concezione socialcristiana
> incline
> > al clericalismo di facciata e a far da sponda alle istanze
> temporali
> > vaticane, oltre che ad un tradizionalismo politico
> rispettabilissimo
> > ma non necessariamente da condividere; va dato atto e va ammirata
e
> > rispettata la scelta casiniana di affrancarsi dal signoraggio
> > berlusconiano: non tutti l'avrebbero fatto e non tutti l'hanno
> fatto
> > (singoli o gruppi di –ex – riformisti, socialisti, repubblicani,
> > liberali e radicali pro berlusconi, ad esempio );
> > - la impossibilità di prendere in considerazione formazioni quali
> la
> > la "Sinistra critica" o la "Destra" storiaciana-santachetiana
(che
> > avrà i voti da postfascisti e neo fascisti e da similari "forze
> > nuove", da chi vuole un ordine sociale garantito dalla polizia e
da
> > chi vuole un uguale ordine ma che attacca la polizia, e le sue
> > caserme con la scusa dello sport del calcio e se capita da
addosso
> o
> > finanche uccide i poliziotti);
> > - la scarsa comprensione di cosa sia e cosa vuol fare da grande
il
> pd
> > che allo stato vuole unire in maniera impossibile e similmente -
> pur
> > se meno gravemente -al pdl altre antinomie quali lavoristi e
> > impresisti (senza adeguata buona sintesi, pur possibile, nella
> > moderne culture che recepiscono le istanze politiche
> > socialdemocratiche e liberaldemocratiche, nonché per i paesi
> latini,
> > del riformismo cattolico-democratico), quali demosociali e
> > liberaldemocratici (anche qui senza adeguata buona sintesi
> > possibilissima ed auspicabile e soprattutto senza adeguata
presenza
> e
> > rilevanza di questi ultimi ma tramite una semplice
> autoreferenzialità
> > che se non è più leninista rimane insopportabilmente spocchiosa),
> > quali laici e clericali; su tale ultima questione – fondamentale
> > nella politica contemporanea ed a livello internazionale - si è
> > impostata una operazione fraudolenta spostando l'attenzione con
lo
> > spessore politico di un funzionario del Minculpop o di una Wanna
> > Marchi, evocando una antinomia tra laici e cattolici che non c'è:
> > come vorrei ricordare a Veltroni ma anche ai vari Ferrara ed
> > Adornato, la inconciliabilità è tra chi ha una concezione laica
> delle
> > istituzioni - ed è interno ai fautori della democrazia liberale
> anche
> > se socialista, liberale, ambientalista, democristiano,
> > demomussulmano, demoebraico, demoateista, conservatore. ecc. - e
> chi
> > ha una concezione clericale o altrimenti totalitaria della
politica
> > ed è esterno al sistema della democrazia liberale –fascisti post
e
> > neo, comunisti e post comunisti ancora inclini al leninismo-
> marxismo
> > piuttosto che a visioni libertarie; cattolici-reazionari che
> > farebbero rivoltare nella tomba il cattolico Rosmini,
semplicemente
> > nostalgici del potere temporale ovvero voglioso di farne gli
ascari
> e
> > che, liberissimi di usare il cilicio sul loro corpo (apprezzo il
> > libertinaggio e le pratiche sadomaso, anche se non le pratico più
> di
> > tanto e soprattutto non le spaccio per esperienze mistico-
> religiose),
> > non possono imporne l'uso sui corpi altrui; idem per le
> rispettabili
> > ma non condivisibili e soprattutto non inseribili nel codice
penale
> > opinioni in materia di lavoro nel giorno festivo, di sessualità e
> > riproduzione, di titolarità dei diritti sul proprio corpo;
> > .
> > I motivi in positivo sono riassumibili in poche "etichette"
> > che mi paiono ascrivibili al ps:
> > - il costituire un partito di sintesi liberal-socialista;
> > - il proporre con una certa credibilità e fermezza una politica
> > positiva laica con annessi e connessi (tra cui la fondamentale
> > salvaguardia e impegno di promozione qualitativa della scuola
> > pubblica) pur non potendo da parte mia dimenticare la scelta
> > neoconcordataria assunta a suo tempo;
> > - la disponibilità a candidature "laiche" che, opportunamente -
pur
> > nella cornice del tutto impropria per un liberale del richiamo al
> > socialismo-, consentirebbero al ps quel plus necessario per
> superare
> > le forche caudine della soglia elettorale ed ai
liberaldemocratici –
> > spero chiaramente indicati per tali - di potersi esprimere in
> quanto
> > tali e per posizioni chiari e forti. Una opportuna ed utile
> alleanza
> > elettorale che, nella italietta dei partiti maxi-contenitori,
> > salvaguardi, due delle tre culture e posizioni politiche
> > significative e significanti a livello internazionale; ad oggi e
> per
> > un tempo presumibilmente ancora lungo i riferimenti politici
> infatti
> > i riferimenti principali sono costituiti da socialdemocratici,
> > liberaldemocratici e conservatori-democratici; per quanto strano
> > possa sembrare ai "democratici veltroniani" ed ai "popolari
> > berlusconiani" il mondo non si è fermato ad Arcore ed alle sue
> > specularità.
> > Non la scelta ideale, dal mio punto di vista, ma una
> > soddisfacente opzione per esprimere e far sopravvivere le istanze
> > liberaldemocratiche e progressiste che vive e forti nella
società,
> > vive e forti nel resto d'Europa e del mondo, spero non
> > diventino "extraparlamentari" in quest'Italia che non ci piace.
> > Giovanni
> >
>