Ringrazio ancora "Gionata"; solo alcune osservazioni in breve e poi
da parte mia chiudo una discussione che rischia di "appassionare"
solo noi due e pertanto ove si voglia proseguire (da parte mia
volentieri) consiglierei uno scambio più ristretto.
Mi pare che la tua vis polemica superi di gran lunga la tua voglia di
discutere, così come l'uso disinvolto e confuso di "etichette" mi
pare più utile per sollevare cortine fumogene che per provare a
ragionare.
Se vogliamo evitare lo stile comiziante del berlusca per cui chiunque
la pensi diversamente da lui è un comunista (qualche volta succederà
anche a Fini; del resto la discendenza non è solo nazional ma mi
pare di ricordare sia "nazional-qualcosaltro") nonchè andare oltre il
catechismo stile "ragionpolitica", possiamo continuare altrimenti
diventa inutile; ho piacere a discutere e soprattutto con chi la
pensa diversamente; ma appunto a discutere, altrimenti -scusa- ma non
ho tempo da perdere, nè da farti perdere.
Ribadisco che non sono liberalsocialista bensì liberale e se vuoi
proprio aggiungere qualcosa questo può essere liberaldemocratico
perchè mi interessa non la libertà ristretta di qualcuno ma la
libertà diffusa di ognuno.
Lecito un liberalismo monocratico (su sè stessi, però!) ma mi sembra
che sia sul piano individuale e non politico; lecito un liberalismo
aristocratico e più verosimilmente oligocratico, ma sul piano
politico non mi interessa e non mi piace; alla fine la libertà di uno
solo o di pochi, nell'indifferenza di opportunità e di libertà per
ognuno, ove sia una scelta politica (perchè è della sfera politica
che stiamo parlando e non di filosofia o di scelte di vita
individuali) non mi appassiona più di tanto e mi sembra del tutto
distante ed esterno dal liberalismo politico.
Circa il contenuto del liberalismo mi pare assodato che non si occupa
di una sola libertà e quindi non di sola libertà economica (credo sia
il campo del liberismo che tra l'altro ha varie scuole economiche e
di pensiero; addirittura è fungibile in regimi abbastanza diversi tra
loro (Cile di Pinochet e Cina del dopo Mao-Tze-Dong) e quindi tanto
coevo al solo liberalismo proprio non mi pare; aggiungerei, citando
Sen, che il mero liberismo può essere teoricamente antitetico al
liberalsimo; nulla di così tragico ma occorre quindi solo una maggior
prudenza ed opzioni poliitche complesse che non sono riducibili a
facili slogan ed a etichette, anche belle e di effetto ma poco utili
o controproducenti per capirsi, per conoscere i problemi e quindi
(einaudianamente) per deliberare.
Parliamo di mercato e ci capiremo meglio: concordo che è un ottimo
strumento per il benessere individuale e sociale, non ritengo che sia
autosufficiente, nè ritengo sia una divinità su cui immolare tutto e
tutti. Ribadisco che è uno strumento, allo stato delle cose il
migliore anche per lo sviluppo delle libertà, ma tutt'altro che
perfetto ed ottimo; ritengo che ci siano livelli di intervento
necessari per evitare che produca storture economiche (anche contro
sè stesso: vedi monopoli ed oligopoli)e politiche illiberali. Se
funziona ok; ma quando non va bisogna intervenire al fine di farlo
restare uno strumento utile (ripeto il migliore) al benessere diffuso
ed al liberalismo diffuso, nonchè last but not least alla vita nel
pianeta attuale ed anche per le prossime generazioni (non mi basta
che chi inquina paga, ma occorrono politche preventive e repressive
non solo la licenza -pur costosa- di rovinare la sfera di interesse
sociale o pubblico; così come non mi basta che chi commette un reato
paghi penalmente o civilmente, ma occorre una politica preventica -ad
esempio in materia di controllo sulle armi- oltre che repressiva).
Scusa se mi sono dilungato ma credo sia utile a capirsi meglio;
Infine sul discorso del bilanciamento delle libertà pensavo di aver
detto una cosa chiara a tutti i liberali, ma pare che così non sia:
provo a spiegare meglio cosa intendevo:
Non c'è una sola libertà, ma tante forme di libertà: ti risparmio
l'elenco perchè sono sicuro che tu lo conosci e che (stante che ti
definisci liberale) lo apprezzi; ti cito solo a mò di esempio
estremamente esemplificato solo per evocare libertà tra lor in
conflitto: la libertà di opinione e la libertà di non essere
ingiuriati; i liberali che non cercano solo una qualche libertà o una
libertà di pochi a discapito del complesso delle libertà di ognuno
sanno che la risposta sta nell'equilibrio tra le varie forme di
libertà; i liberali vorrei aggiungere hanno riconoscito allo stato
anche il potere-dovere di intervento in simili questioni,
riconoscendogli anche la piena legittimità di uso della forza
(pubblica) e quindi della coercizione per simili questioni; la stessa
Costituzione e le costituzioni in generale prevedono il valore
supremo della libertà, ne prevedono il bilanciamento tra i suoi vari
aspetti ed affidano alla legge -statale- il mantenimento
dell'impantio delle libertà; a proposito di costituzioni ti rinvio a
Sartori ed a Matteucci per trovare la definizione del
costituzionalismo (strumento eminentemente statale) come liberalismo
che precede ogni forma di liberalismo.
Quindi più libertà ed ove confliggenti (tra loro, o tra ibertà di un
individuo in conflitto con uguale od altra libertà di altro
individuo) vanno bilanciate. Un liberista direbbe ottimizzate, perchè
anche lì c'è da bilanciare tra cose diverse talvolta antagoniste e
c'è anche da discutere su cosa metti tra le cose da bilanciare per
ottenere l'ottimalità.
Spero di essere stato in grado di farmi meglio capire: quindi da
liberale, se vuoi da liberaldemocratico e non da liberalsocialsita,
ma neanche da "liberista e basta" (anche se non c'è un pensiero unico
a riguardo, andando da regimi totalitari statalisti e non sino ai
minarchici, giusto per citare gli estremi) e tantomeno da anarco-
capitalista o libertarians (poi quali: i right-libertarians i left-
libartarians o i centrist-libertarians?)ti propongo di meglio
riconsiderare le altrui opinioni e alla fine tutti dovremmo
riconsiderarre se questi nostri discorsi centrano con l'azione
parlamentare e di governo futura di chicchessia
Ciao da Giovanni e ringrazio tutti per la pazienza e per le
inevitabili approssimazioni di un discorso che non può essere così
facilmente sintetizzato, avendo solo provato ad uscire da etichette
autoreferenziali e slogan da letture condensate in stile reader's
digest, ma non al necessario approfondimento. Del resto ripeto un
tale approfondimenti a quale pro? centra con la politic italiana
odierna? temo che siamo solo allo slogan che si vede sugli autobus
urbani e cioè "non disturbare il manovratore"; vorrei evitare
perlomeno da parte nostra e parlando da liberale a libertario di
dover recitare il ruolo che i vari manovratori vorrebbero assegnarci
riassumibile nello slogan di "credere, obbedire, combattere", questo
si che mi fa veramente e profondamente schifo.