Intanto non ti ho dato del comunista, ma del socialista. E detto a
uno che vuole votare per i socialisti alle prossime elezioni... non
mi pare che sia una cosa tanto campata in aria.
E poi ti trovo a scrivere paginate intere per tirar fuori la Cina o
il Cile, come se chiedere meno tasse e meno Stato in Italia
implicasse il chiedere dittature di stampo sudamericano o post-
comunista cinese.
E poi sarei io quello che da del comunista a chi non la pensa come
lui...
Per il resto, definisciti pure come vuoi.
Ciao,
Gionata
--- In dellavedova2006@yahoogroups.com, "Giovanni" <multioffice@...>
ha scritto:
>
> Ringrazio ancora "Gionata"; solo alcune osservazioni in breve e poi
> da parte mia chiudo una discussione che rischia di "appassionare"
> solo noi due e pertanto ove si voglia proseguire (da parte mia
> volentieri) consiglierei uno scambio più ristretto.
> Mi pare che la tua vis polemica superi di gran lunga la tua voglia
di
> discutere, così come l'uso disinvolto e confuso di "etichette" mi
> pare più utile per sollevare cortine fumogene che per provare a
> ragionare.
> Se vogliamo evitare lo stile comiziante del berlusca per cui
chiunque
> la pensi diversamente da lui è un comunista (qualche volta
succederà
> anche a Fini; del resto la discendenza non è solo nazional ma mi
> pare di ricordare sia "nazional-qualcosaltro") nonchè andare oltre
il
> catechismo stile "ragionpolitica", possiamo continuare altrimenti
> diventa inutile; ho piacere a discutere e soprattutto con chi la
> pensa diversamente; ma appunto a discutere, altrimenti -scusa- ma
non
> ho tempo da perdere, nè da farti perdere.
> Ribadisco che non sono liberalsocialista bensì liberale e se vuoi
> proprio aggiungere qualcosa questo può essere liberaldemocratico
> perchè mi interessa non la libertà ristretta di qualcuno ma la
> libertà diffusa di ognuno.
> Lecito un liberalismo monocratico (su sè stessi, però!) ma mi
sembra
> che sia sul piano individuale e non politico; lecito un liberalismo
> aristocratico e più verosimilmente oligocratico, ma sul piano
> politico non mi interessa e non mi piace; alla fine la libertà di
uno
> solo o di pochi, nell'indifferenza di opportunità e di libertà per
> ognuno, ove sia una scelta politica (perchè è della sfera politica
> che stiamo parlando e non di filosofia o di scelte di vita
> individuali) non mi appassiona più di tanto e mi sembra del tutto
> distante ed esterno dal liberalismo politico.
> Circa il contenuto del liberalismo mi pare assodato che non si
occupa
> di una sola libertà e quindi non di sola libertà economica (credo
sia
> il campo del liberismo che tra l'altro ha varie scuole economiche e
> di pensiero; addirittura è fungibile in regimi abbastanza diversi
tra
> loro (Cile di Pinochet e Cina del dopo Mao-Tze-Dong) e quindi tanto
> coevo al solo liberalismo proprio non mi pare; aggiungerei, citando
> Sen, che il mero liberismo può essere teoricamente antitetico al
> liberalsimo; nulla di così tragico ma occorre quindi solo una
maggior
> prudenza ed opzioni poliitche complesse che non sono riducibili a
> facili slogan ed a etichette, anche belle e di effetto ma poco
utili
> o controproducenti per capirsi, per conoscere i problemi e quindi
> (einaudianamente) per deliberare.
> Parliamo di mercato e ci capiremo meglio: concordo che è un ottimo
> strumento per il benessere individuale e sociale, non ritengo che
sia
> autosufficiente, nè ritengo sia una divinità su cui immolare tutto
e
> tutti. Ribadisco che è uno strumento, allo stato delle cose il
> migliore anche per lo sviluppo delle libertà, ma tutt'altro che
> perfetto ed ottimo; ritengo che ci siano livelli di intervento
> necessari per evitare che produca storture economiche (anche contro
> sè stesso: vedi monopoli ed oligopoli)e politiche illiberali. Se
> funziona ok; ma quando non va bisogna intervenire al fine di farlo
> restare uno strumento utile (ripeto il migliore) al benessere
diffuso
> ed al liberalismo diffuso, nonchè last but not least alla vita nel
> pianeta attuale ed anche per le prossime generazioni (non mi basta
> che chi inquina paga, ma occorrono politche preventive e repressive
> non solo la licenza -pur costosa- di rovinare la sfera di interesse
> sociale o pubblico; così come non mi basta che chi commette un
reato
> paghi penalmente o civilmente, ma occorre una politica preventica -
ad
> esempio in materia di controllo sulle armi- oltre che repressiva).
> Scusa se mi sono dilungato ma credo sia utile a capirsi meglio;
> Infine sul discorso del bilanciamento delle libertà pensavo di aver
> detto una cosa chiara a tutti i liberali, ma pare che così non sia:
> provo a spiegare meglio cosa intendevo:
> Non c'è una sola libertà, ma tante forme di libertà: ti risparmio
> l'elenco perchè sono sicuro che tu lo conosci e che (stante che ti
> definisci liberale) lo apprezzi; ti cito solo a mò di esempio
> estremamente esemplificato solo per evocare libertà tra lor in
> conflitto: la libertà di opinione e la libertà di non essere
> ingiuriati; i liberali che non cercano solo una qualche libertà o
una
> libertà di pochi a discapito del complesso delle libertà di ognuno
> sanno che la risposta sta nell'equilibrio tra le varie forme di
> libertà; i liberali vorrei aggiungere hanno riconoscito allo stato
> anche il potere-dovere di intervento in simili questioni,
> riconoscendogli anche la piena legittimità di uso della forza
> (pubblica) e quindi della coercizione per simili questioni; la
stessa
> Costituzione e le costituzioni in generale prevedono il valore
> supremo della libertà, ne prevedono il bilanciamento tra i suoi
vari
> aspetti ed affidano alla legge -statale- il mantenimento
> dell'impantio delle libertà; a proposito di costituzioni ti rinvio
a
> Sartori ed a Matteucci per trovare la definizione del
> costituzionalismo (strumento eminentemente statale) come
liberalismo
> che precede ogni forma di liberalismo.
>
> Quindi più libertà ed ove confliggenti (tra loro, o tra ibertà di
un
> individuo in conflitto con uguale od altra libertà di altro
> individuo) vanno bilanciate. Un liberista direbbe ottimizzate,
perchè
> anche lì c'è da bilanciare tra cose diverse talvolta antagoniste e
> c'è anche da discutere su cosa metti tra le cose da bilanciare per
> ottenere l'ottimalità.
>
> Spero di essere stato in grado di farmi meglio capire: quindi da
> liberale, se vuoi da liberaldemocratico e non da liberalsocialsita,
> ma neanche da "liberista e basta" (anche se non c'è un pensiero
unico
> a riguardo, andando da regimi totalitari statalisti e non sino ai
> minarchici, giusto per citare gli estremi) e tantomeno da anarco-
> capitalista o libertarians (poi quali: i right-libertarians i left-
> libartarians o i centrist-libertarians?)ti propongo di meglio
> riconsiderare le altrui opinioni e alla fine tutti dovremmo
> riconsiderarre se questi nostri discorsi centrano con l'azione
> parlamentare e di governo futura di chicchessia
>
> Ciao da Giovanni e ringrazio tutti per la pazienza e per le
> inevitabili approssimazioni di un discorso che non può essere così
> facilmente sintetizzato, avendo solo provato ad uscire da etichette
> autoreferenziali e slogan da letture condensate in stile reader's
> digest, ma non al necessario approfondimento. Del resto ripeto un
> tale approfondimenti a quale pro? centra con la politic italiana
> odierna? temo che siamo solo allo slogan che si vede sugli autobus
> urbani e cioè "non disturbare il manovratore"; vorrei evitare
> perlomeno da parte nostra e parlando da liberale a libertario di
> dover recitare il ruolo che i vari manovratori vorrebbero
assegnarci
> riassumibile nello slogan di "credere, obbedire, combattere",
questo
> si che mi fa veramente e profondamente schifo.
>