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dellavedova2006 · Della Vedova 2006
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FW: Con Rutelli? Roma ladrona & la STA   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #1076 di 1134 |




PER ALEMANNO SINDACO.
 L'ITALIA S'E' RIALZATA.
FAMO RIALZARE ANCHE ROMA!
FAR GIRARE, SPECIE AI CONTATTI DE' ROMA!

Galgano P.

CIRCOLO DELLA LIBERTA' CITTA' DI TORINO LUIGI EINAUDI



<6 Dicembre 2004 Origini e dossier de "il Caso Sta">
 
 
Venerdì 18 Aprile 2008
Chi sta con Rutelli? La Roma ladrona & la STA
No a Rutelli Sindaco di Roma:
Rutelli e la sua ex Giunta condannati a pagare 10 miliardi e mezzo di lire all'Erario
Cosa ne è stato della condanna della Corte dei Conti a risarcire l'Erario di ben 10 miliardi e mezzo di lire?
Chi ha pagato per Rutelli e la sua Giunta?
 Le sentenze in dettaglio - Le multe - La Giunta Rutelli - Le documentazioni - I commenti della stampa
"IL CASO S.T.A"

11 Marzo 2004 I parcheggi d'oro di Roma
La STA è la società interamente controllata dal Comune di Roma che gestisce i parchimetri e gli ausiliari del traffico. Le inchieste della Corte dei Conti hanno già visto la condanna della Giunta Rutelli alla restituzione degli emolumenti versati ai suoi consulenti e l'apertura d'un procedimento nei confronti della STA a ragione di quello che sembra essere uno sperpero del denaro incassato dai parchimetri. Dal suo canto la moglie di Rutelli, la giornalista Barbara Palombelli, stando a quanto si è letto sui giornali, dovrebbe saperne sulla vicenda. La Corte dei Conti aveva citato la Sta e la Compagnia romana parcheggi, unitamente all'ex assessore alla mobilità Walter Tocci, per danni all'erario quantificati in circa 10 miliardi e mezzo di lire. Le varie inchieste della Corte dei Conti sulla gestione Rutelli hanno già visto la incolpazione della Giunta Rutelli e la richiesta della restituzione degli emolumenti versati ai suoi consulenti nonché l'apertura d'un procedimento nei confronti della STA a ragione di quello che sembra essere uno sperpero del denaro incassato dai parchimetri.
La Cassazione a sezioni unite ha stabilito che chi maneggia soldi pubblici, anche se si traveste da società, deve renderne conto al pubblico; ha deciso che i soldi dei parchimetri servono per migliorare il funzionamento dei parcheggi. Sembrano elementari verità, la scoperta dell'acqua calda, eppure ci son voluti i troppo spesso bistrattati parrucconi della Suprema Corte.
La Corte dei conti può e deve verificare la gestione del denaro pubblico riscosso dalla Sta, la società trasporti automobilistici a cui il Comune ha affidato la gestione dei proventi della sosta a pagamento. E gli utili sono vincolati alla costruzione di nuovi parcheggi, alla "realizzazione di opere pubbliche" hanno puntualizzato i supremi giudici. Tutti i soggetti che abbiano "di fatto maneggio di pubblico denaro" sono sottoposti alla lente d'ingrandimento della magistratura contabile, anche se si tratta di società private come la Sta. Non ci sono dubbi - dicono i giudici - circa la natura privatistica di questa società, ma il regime privatistico del soggetto non significa che esso non possa venire considerato agente contabile e quindi soggetto al giudizio per resa di conto. Questo vincolo di destinazione - è scritto nella sentenza 12367 - non può venir meno "per il fatto che il servizio sia esercitato attraverso una società". Dovrà, dunque, superare l'esame dei giudici contabili anche l'utilizzazione che è stata fatta delle somme ricavate dalle auto in sosta e che - in base al nuovo Codice della strada - devono essere impiegate per l'"installazione, costruzione e gestione di parcheggi in superficie, sopraelevati o sotterranei, e al loro miglioramento". Mentre le somme "eventualmente eccedenti" devono servire ad "interventi per migliorare la mobilità urbana". Insomma, la Corte di Cassazione respinge la questione e dà pieno titolo all'indagine della magistratura riguardo la gestione degli introiti della Compagnia romana parcheggi che, fino al '98 ha riscosso per conto della Sta, i soldi delle soste a pagamento. L'inchiesta seguita dall'allora vice procuratore generale Angelo Canale, mirava ad accertare quali sono i costi reali per la gestione dei parcheggi e soprattutto dove finiscono le duemila lire l'ora che il cittadino sborsa per sostare nelle strisce blu. Secondo la Corte dei Conti i soldi non sono finiti dove avrebbero dovuto e ora su questa vicenda sta indagando anche la procura penale sotto la supervisione del procuratore aggiunto Maria Cordova.
Regimi Fatti&misfatti
Le cambiali di Rutelli "Se Maria Cordova indaga ha scovato il sorcio"  -  http://www.virusilgiornaleonline.com/occhio_28.htm
I parcheggi a pagamento ed altre storie romane, la "Santa" Alleanza tra Sta & Sita ma la Cassazione da' torto alla Sta
Corte dei conti: Le sentenze e le condanne alla Giunta Rutelli
La Palombelli in tribunale: Diffamata
E la Cassazione da' torto alla Sta
Che si chiamino Sita o che si chiamino Sta per me pari sono
La Corte dei conti Condanna i suddetti appellanti a pagare a favore del Comune di Roma
P.Q.M. LA CORTE DEI CONTI Sezione Giurisdizionale per la Regione Lazio, definitivamente pronunciando, respinta ogni contraria istanza ed eccezione, CONDANNA
BILANCI AI RAGGI X "La Corte dei Conti indaghi sulla Sta"
La Cassazione: la magistratura può e deve verificare la gestione degli incassi dei parcometri
I sopracitati articoli su
Inoltre
La condanna. La Corte dei Conti ribadisce: 5 milioni di penale per la Sta
 
LE SENTENZE
1) \E[s \E[203s PER QUESTI MOTIVI
la Corte dei conti seconda Sezione giurisdizionale centrale
visto il d.l. 15 novembre 1993, n. 453, convertito nella legge 14 gennaio 1994, n. 19;
      vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20; visto il d.l. 23 ottobre 1996, n. 543, convertito con modificazioni con la legge 20 dicembre 1996, n. 639; ogni contraria eccezione o deduzione reietta; definitivamente pronunciando,
previa riunione dei giudizi;
ACCOGLIE PARZIALMENTE
gli appelli proposti da Piero S., R. L., Giovanni B., Francesco R., Esterino M., Sandro D.F., Claudio M., Francesco C.A., Loredana D.P., Amedeo P., Domenico C., Stefania B., Linda L. e Walter T. avverso la sentenza della Sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la regione Lazio n. 1545, depositata il 25 settembre 2000, e per l’effetto, in parziale riforma della predetta sentenza,
CONDANNA i suddetti appellanti a pagare a favore del Comune di Roma
 le somme seguenti:
Piero S. lire 69.014.876 pari ad       E 35.643
 R. L. lire 36.321.012, pari ad             E 18.758  
Giovanni B. lire 41.500.000 pari ad   E  21.432
Francesco R. lire 47.200.000 pari adE 24.376
Esterino M. lire 30.086.579 pari ad   E 15.538
Sandro D.F. lire 6.400.000 pari ad  E 3.305
Claudio M. lire 81.900.000 pari ad    E 42.297
Francesco C.A. lire 17.527.952 pari ad E  9.052
Loredana D.P. lire 28.131.000 pari ad E 14.528
Amedeo P. lire 46.424.276, pari ad     E 23.976
Domenico C. lire 60.036.752 pari ad   E 31.006
Stefania B. lire 6.400.000 pari ad      E 3.305
Linda L. lire 55.844.400 pari ad          E 28.841
Walter T. lire 94.159.776 pari ad         E 48.629
RESPINGE
gli appelli proposti avverso la medesima sentenza da Pietro B., Vincenzo C. C., Fiorella F. e Alberto F., i quali rimangono per l’effetto
CONDANNATI a pagare al Comune di Roma le seguenti somme:
Pietro B.  lire 3.636.363 pari ad  E 1.878
Vincenzo C. C.: lire 15.071.868 pari ad E 7.783
Fiorella F. lire 33.670.201 pari ad  E 17.389
Alberto F. lire 1.111.111 pari ad E 573
Su tali somme, rivalutate alla data del 25 settembre 2000, saranno dovuti, a partire da tale data, interessi legali fino al soddisfo.
Gravano altresì sugli appellanti, in parti uguali, le spese anche del presente grado di giudizio, che ammontano, fino all'originale della presente sentenza,
a Euro 7.555,68 (settemilacinquecentocinquantacinque/68).
Così deciso in Roma, nelle camere di consiglio del 6, 9, 15 e 26 marzo 2002.
ILRELATORE-ESTENSORE F.to Sergio Maria Pisana- IL PRESIDENTE F.to Nicola Soria Deposita in Segreteria il 22 aprile 2002
            IL DIRETTORE DELLA SEGRETERIA
            F.to Mario Francioni\E[s Fine modulo
 2) 
XXI. Per il principio secondo cui le spese seguono la soccombenza, le spese del presente grado di giudizio vanno poste, come quelle del primo grado, a carico degli appellanti, in parti uguali.
\E[s \E[203s P.Q.M. La Corte dei Conti, Sezione II^ giurisdizionale centrale;
Visto il d.l. 15 novembre 1993, n. 453, convertito nella legge 14 gennaio 1994, n. 19;
Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20; Visto il d.l. 23 ottobre 1996, n. 543, convertito con modificazioni con la legge 20 dicembre 1996, n. 639; ogni contraria istanza eccezione e difesa reietta; definitivamente pronunciando, previa riunione degli appelli in un unico giudizio;
DICHIARA
Rinunciato l'appello proposto dal sig. Renzo L.;
ACCOGLIE PARZIALMENTE
gli appelli proposti dai sigg. Francesco R., Fiorella F., Walter T., Linda L., Domenico C., Amedeo P., Piero S., Claudio M., Giovanni B., Pietro B., Vincenzo G.C. e Adriano C. avverso la sentenza n. 1544/00R del 26.5.-4.7.2000/25.9.2000 della Sezione giurisdizionale per il Lazio e, per l'effetto, in parziale riforma della predetta sentenza, condanna
i suddetti appellanti a pagare a favore del Comune di Roma le somme seguenti:
R.F.     L. 77.495.000 pari ad        E 40.022,00
T.W.      L. 31.627.000    “             E 16.333,00
L.          L. 24.310.000    “             E 12.555,00
C. Linda L. 31.627.000   “             E 16.333,00
P.A.      L. 31.627.000    “              E 16.333,00
B.G.    L. 31.627.000      “              E 16.333,00
S.P.     L. 31.627.000      “               E 16.333,00
F.F.    L. 39.600.000       “               E 20.451,00
M.C.    L. 31.627.000      “               E 16.333,00
B.P.     L. 36.800.000     “               E 19.005,00
G.C.V. L. 25.012.000   “     E 12.917,00
C.A.    L.   8.158.000  “    E  4.213,00
Tali somme saranno rivalutate alla data del 25 settembre 2000 e sulle stesse saranno dovuti, a partire da tale data, gli interessi legali sino al soddisfo.
Gravano, altresì, sugli appellanti, in parti uguali, le spese anche del presente grado di giudizio, che fino all'originale della sentenza, ammontano,
a Euro 4.642,64 (quattromilaseicentoquarantadue/64).
Così deciso in Roma, nelle camere di consiglio del 6 e 26 marzo 2002.
Il President F.to Nicola Soria L'Estensore F.to Camillo Longoni
Depositata in Segreteria il 22 aprile 2002. Il Direttore della Segreteria F.to Mario Francioni
 
*****
P.Q.M. LA CORTE DEI CONTI Sezione Giurisdizionale per la Regione Lazio, definitivamente pronunciando, respinta ogni contraria istanza ed eccezione, CONDANNA
F. RUTELLI, W. TOCCI, L. LANZILLOTTA, E. MONTINO, D. CECCHINI, R. LUSETTI, S. DEL FATTORE, L. DE PETRIS, F. CARDUCCI ARTENISIO, A. PIVA, G. BORGNA, P. SANDULLI, F. FARINELLI, C. MINELLI, P. BARRERA, V. GAGLIANI CAPUTO, S. BIOLCHI, F. LORENZETTI ed A. FENU al pagamento a favore dell'Erario - beneficiario il Comune di Roma - della somma complessiva di lire 2.238.664.265 (due miliardi duecentotrentottomilioni seicentosessantaquattromila duecentosessanta cinque lire) ripartita in quote uguali come segue:
1.- F.RUTELLI e W.TOCCI per la somma di lire 67.349.441 ciascuno; 2.- F.RUTELLI e W.TOCCI per la somma di lire 53.900.000 ciascuno; 3.-F.RUTELLI e W.TOCCI per la somma di lire 10.400.000 ciascuno; 4.- F.RUTELLI ed E.MONTINO per la somma di lire 45.017.699 ciascuno; 5.- F.RUTELLI e D.CECCHINI per la somma di lire 16.769.892 ciascuno; 6.- W.TOCCI, D.CECCHINI, A.PIVA, G.BORGNA, P.SANDULLI, F.FARINELLI, C.MINELLI, L.DE PETRIS, R.LUSETTI, F.ARDUCCI ARTENISIO, S.DEL FATTORE, V.GAGLIANI CAPUTO e S.BIOLCHI per la somma di lire 9.803.769 ciascuno; 7.-F.RUTELLI e D.CECCHINI per la somma di lire 2.664.107 ciascuno; 8.- F.RUTELLI e D.CECCHINI per la somma di lire 1.733.333 ciascuno; 9.- F.RUTELLI e D.CECCHINI per la somma di lire 2.870.019 ciascuno; 10.- F.RUTELLI e D.CECCHINI per lire 82.895.582 ciascuno; 11.- F.RUTELLI e L.LANZILLOTTA per la somma di lire 31.300.000 ciascuno; 12.-L.LANZILLOTTA, D.CECCHINI, A.PIVA,
G. BORGNA, P.SANDULLI, F.FARINELLI, V.GAGLIANI CAPUTO e F.LORENZETTI per la somma di lire 520.625 ciascuno; 13.- F.RUTELLI e L.LANZILLOTTA per la somma di lire 11.607.666 ciascuno; 14.- F.RUTELLI e L.LANZILLOTTA per la somma di lire 11.000.000 ciascuno; 14.- F.RUTELLI e L.LANZILLOTTA per la somma di lire 4.500.000 ciascuno; 16.- F.RUTELLI e L.LANZILLOTTA per la somma di lire 26.740.824 ciascuno; 17.- F.RUTELLI e R.LUSETTI per la somma di lire 6.650.000 ciascuno; 18.- F.RUTELLI e R.LUSETTI per la somma di lire 15.558.323 ciascuno; 19.- F.RUTELLI e R.LUSETTI per la somma di lire 34.974.208 ciascuno; 20.- F.o RUTELLI, W.TOCCI, L.LANZILLOTTA, A.PIVA, G.BORGNA, P.SANDULLI, C.o MINELLI, D.CECCHINI, F.FARINELLI, V.GAGLIANI CAPUTO e P.BARRERA per la somma di lire 3.636.363 ciascuno; 21.- F.RUTELLI e S.DEL FATTORE per la somma di lire 1.450.000 ciascuno; 22.- F.RUTELLI e C.MINELLI per la somma di lire 100.119.355 ciascuno; 23.-F.RUTELLI e C.MINELLI per la somma di lire 100.119.355 ciascuno; 24.- W.TOCCI, L.LANZILLOTTA, D.CECCHINI, G.BORGNA, P.SANDULLI, F.FARINELLI, C.MINELLI, V.GAGLIANI CAPUTO e A.FENU per la somma di lire 1.111.111 ciascuno; 25.- F.RUTELLI e F.FARINELLI per la somma di lire 15.898.333 ciascuno; 26.- F.RUTELLI e F.FARINELLI per la somma di lire 2.700.000 ciascuno; 27.- F.RUTELLI e L.DE PETRIS per la somma di lire 35.047.500 ciascuno; 28.- F.RUTELLI e F.CARDUCCI ARTENISIO per la somma di lire 18.595.000 ciascuno; 29.- F.RUTELLI e F.CARDUCCI ARTENISIO per la somma di lire 9.224.880 ciascuno; 30.- F.RUTELLI e G.BORGNA per la somma di lire 66.782.030 ciascuno; 31.- F.RUTELLI ed A.PIVA per la somma di lire 56.065.080 ciascuno; 32.- F.RUTELLI e A.PIVA per la somma di lire 14.768.639 ciascuno; 33.- F.RUTELLI e P.SANDULLI per la somma di lire 53.995.080 ciascuno; 34.- F.RUTELLI e P.SANDULLI per la somma di lire 12.528.279 ciascuno; 35.- F.RUTELLI
e P.SANDULLI per la somma di lire 115.300.444 ciascuno.
Tali importi dovranno essere rivalutati fino alla data di deposito della presente sentenza e sulla somma complessiva dovranno essere corrisposti, dalla stessa data, gli interessi legali fino all'intero soddisfo.
CONDANNA altresì, i convenuti al pagamento in parti uguali delle spese di giudizio che fino alla data della presente sentenza vengono liquidate complessivamente in lire 20.299.880. Così deciso in Roma nella Camera di Consiglio del 15 maggio 2000 proseguita il 26 maggio 2000 ed il 4 luglio 2000.
IL CONSIGLIERE ESTENSORE, IL PRESIDENTE
Depositata il 25 settembre 2001.
(La sentenza d'appello ha ridotto ad un quinto le pene pecuniarie, ribadendo però la sussistenza del reato. Rutelli e gli altri condannati hanno annunciato ricorsi).


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Sab 19 Apr 2008 7:43 am

uplto
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galgano palaferri
uplto
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19 Apr 2008
7:43 am
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