PASSAPAROLA!
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Politica Estera
“Non chiediamo
il boicottaggio dei Giochi Olimpici ma il rispetto degli impegni
presi dalla Cina nel 2001” dichiara Tenzin
Thupten, il presidente della Comunità
Tibetana in Italia. Saremo domani giovedì 3 luglio, dalle 12,00
alle 14,00, davanti al Parlamento per chiedere pace e
giustizia per il Popolo Tibetano.
Durante la manifestazione saranno consegnate Kate della pace e bandiere tibetane ai numerosi parlamentari e
senatori che hanno aderito. In concomitanza con i loro
precedenti impegni anche il Ministro Calderoli
e il Ministro Bossi cercheranno di
partecipare.
Venite numerosi. la manifestazione sarà trasversale e quindi con sole bandiere
e simboli tibetani e nessun simbolo o sigla politica.
Cordialmente
Toni Brandi
Aderiscono alla Manifestazione, come già comunicato, l’Unione per le Libertà_Gente Libera per l’Italia Libera e il CdL Città di Torino Liberali nel PdL “Luigi EINAUDI, che invitano i propri amici, soci e simpatizzanti ad intervenire numerosi e, come sempre, al PASSAPAROLA!
Hasta la L I B E R T A D, siempre!
Galgano PALAFERRI
(il Presidente)permalink | inviato da UpL il 2/7/2008 alle 17:25 |
politica estera Gli USA stanno fronteggiando l’avanzata comunista in Corea e così nessuno può aiutare i tibetani che si difendono disperatamente.
L’invasione del Tibet provocò anche tensioni con l’India. Nel 1955 truppe cinesi sconfinarono nel distretto indiano di Garhwal, nell’Uttar Pradesh, ma vennero ritirate senza arrivare ad uno scontro. Le mire cinesi non erano però finite e nel 1957 i cinesi iniziarono la costruzione di una strada che univa la provincia dello Xinjiang al Tibet. Questa strada passava attraverso il territorio dell’Aksai Chin, regione amministrata dall’India. Nel 1959 ci furono scontri non risolutivi che ripresero con più forza nel 1962 quando, dopo inutili trattative, i cinesi si rifiutarono di sgomberare la regione.
Le truppe indiane non solo non riuscirono a riprendersi l’Aksai Chin, ma non erano in grado di arginare quelle cinesi, che avanzarono ancora. Solo la richiesta di soccorso lanciata dall’India agli USA e l’arrivo di una portaerei nel Golfo del Bengala convinse i cinesi a fermare le proprie truppe e dichiarare un cessate il fuoco unilaterale.
Da allora anche questo pezzo di Himalaya è sotto la sovranità di Pechino.
Nel frattempo il Tibet veniva schiacciato dall’oppressione. Le rivolte nel corso degli anni sono state numerose, ma ogni volta la violenta repressione dell’esercito cinese ha avuto la meglio. Uccisioni, deportazioni e la migrazione incoraggiata di migliaia di cinesi hanno ridotto i tibetani ad essere minoranza nel proprio territorio. Non si è trattato solo di eliminazione fisica, ma anche di cancellazione culturale: i templi buddisti sono stati abbattuti oppure saccheggiati e destinati ad altri usi, i testi sacri sono stati bruciati, le immagini sacre distrutte o fuse, se di materiale prezioso. Il regime di Pechino ha ostacolato l’uso della lingua e persino dell’abbigliamento tradizionale tibetano.
Quella di oggi è la rivolta della disperazione, la Cina rispetto agli anni ’50 e ’60 è una potenza vera e nessuno aiuterà gli abitanti del Tetto del Mondo, come del resto nessuno ha aiutato i BIRMANI.
La Cina non può essere abbattuta ma i gerarchi che la governano hanno paura di una cosa: della verità, infatti cercano di censurare tutto il possibile, su questo terreno è necessario muovergli guerra, per far conoscere a milioni di cinesi la verità sul regime che cerca di controllarli.
Negli anni ‘70 in Italia c’era chi sfilava scandendo il nome di Mao, chiedendo le munizioni al Grande Timoniere per fare la guerra civile; molti hanno cambiato idea (del resto Mao è passato di moda anche in Cina e di comunista oggi sono rimasti solo il nome ed i metodi), il dubbio che resta è questo: per cambiare opinione i maoisti italiani ci hanno messo anni, per cambiare atteggiamento e smetterla di stare in cattedra a fare la predica su come funziona il mondo e dare le pagelle di moralità quanto ci vorrà?
permalink | inviato da UpL il 30/6/2008 alle 14:10 |
Unione per le Libertà _Gente Libera per l' ITALIA LIBERA(le)
L I B E R A L I nel P . d . L .
Costituente per il "Popolo della Libertà"
www.upl.ilcannocchiale.it
"I governi diventano liberali solo quando vi sono costretti dai cittadini"
Date: Wed, 2 Jul 2008 15:21:29 +0200
From: toni.brandi@...
To:
Subject: “Non chiediamo il boicottaggio dei Giochi Olimpici ma il rispetto degli impegni presi dalla Cina nel 2001”
“Non chiediamo il boicottaggio dei Giochi Olimpici ma il rispetto degli impegni presi dalla Cina nel 2001” dichiara Tenzin Thupten, il presidente della Comunità Tibetana in Italia. Saremo domani giovedì 3 luglio, dalle 12,00 alle 14,00, davanti al parlamento per chiedere pace e giustizia per il popolo tibetano. Durante la manifestazione saranno consegnate Kate della pace e bandiere tibetane ai numerosi parlamentari e senatori che hanno aderito. In concomitanza con i loro precedenti impegni anche il Ministro Calderoli e il Ministro Bossi cercheranno di partecipare.
Venite numerosi. la manifestazione sar' trasversale e quindi con sole bandiere e simboli tibetani e nessun simbolo o sigla politica.
Cordialmente
Toni Brandi
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