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FW: NewsLetter Mario Segni   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #1089 di 1134 |


Com'è ovvio non condivido quanto scritto da SEGNI al 100% ma la sua analisi a grandi linee è esatta. E preoccupa.
Il cittadino, che già così conta sempre meno nella scelta dei propri rappresentanti da mandare n Parlamento (si è passati dagli "eletti" ai "nominati") rischia di essere ulteriormente aggravata dall'introduzione di liste bloccate anche per le europee e dalla ulteriore ingessatura dei nuovi partiti che stanno prendendo corpo: il pd e il pdl. Nè meno preoccupante è lo straripare della "magistratura" verso ruoli "politici" che non le competono. Per non parlare del solito "di Pitro" giustizialista e del Grillo populista e fomentatore d'odio (assieme all'ex pm) che rischiano veramente di rendere il nostro paese un stato delle banane minando ogni residuo di credibilità a facendolo precipitare definitivmente nel baratro.
E es il buon giorno si vede dal mattino c'è davvero di che preoccuparci.
Soprattutto per chi, come noi, ha fatto del "metodo liberale" una scelta di vita.
Sarà bene cominciare a riflettere seriamente su tutto ciò e dare il nostro contributo perchè ciò non accada. Perchè il fututo dipende anche dalle nostre scelte, dalla nostra capacità di mobilitazione per una Italia LIBERA.

Dott. Galgano PALAFERRI

 Unione per le Libertà _Gente Libera per l' ITALIA LIBERA(le) 
                        L I B E R A L I   nel   P . d . L .
                               Costituente   per   il   "Popolo  della  Libertà                             
                                           www.upl.ilcannocchiale.it

"I governi diventano liberali solo quando vi sono costretti dai cittadini"

                                                                                                                  Ludwig von Mises






 




From: mailinglist@...
To: upl@...
Subject: NewsLetter Mario Segni
Date: Thu, 3 Jul 2008 17:12:10 +0200


giovedì 3 luglio 2008
'LISTE "BLOCCATE" E PARTITI-LEADER: ANCHE IL PD SCEGLIE IL CENTRALISMO'
Di seguito, l'articolo di Mario Segni pubblicato oggi sul Sole 24 Ore, in merito alla riforma della legge elettorale per il rinnovo del Parlamento Europeo ed al dibattito interno al Partito Democratico.

Liste "bloccate" e partiti-leader: anche il PD sceglie il centralismo
di Mario Segni


Voglio entrare nel dibattito del Partito democratico. Non appartengo a quel partito ad alcun tiolo, sia ben chiaro. Entro nel dibattito da italiano, non da uomo di partito, perché i problemi sollevati da Parisi riguardano temi che toccano il cuore del sistema democratico. E lo faccio perché vedo in Italia una involuzione profonda e pericolosa (non mi interessa se possa essere definita regime), una reale diminuzione degli spazi di libertà e democrazia.

Non mi riferisco alle iniziative di Berlusconi sulla giustizia e sull'informazione, contro le quali ho condotto sempre una battaglia (anche dal Parlamento europeo) talvolta solitaria.

Voglio denunciare invece una degenerazione gravissima, di cui si parla poco per la semplice ragione che in essa è coinvolta anche gran parte della sinistra: la assenza di legalità nella vita interna dei partiti, e la esclusione del cittadino da una serie di scelte politiche. Mali antichi dell'Italia, ma sui quali oggi registro un pericoloso arretramento.
L'Italia non ha mai conosciuto regole che garantiscano legalità dentro i partiti, come sarebbe richiesto dalla Costituzione. Per decenni il centralismo democratico escludeva per principio nel PCI, il secondo partito, ogni forma di democrazia. L'altro grande partito, la DC, dopo un periodo in cui le regole erano garantite dalla qualità della classe dirigente, conobbe una degenerazione che ne accelerò il crollo. Alla fine degli anni 80 questo fenomeno, unito al proporzionale, determinò la concentrazione del potere in gruppi ristrettissimi senza alcun vero controllo democratico. E' contro questo sistema che nacque il movimento referendario. Il suo obiettivo non era solo la efficienza e la capacità decisionale, ma il vero potere di scelta del cittadino. Lo slogan del sindaco d'Italia indicava sia la stabilità, sia la riconquista dell'elettore di una scelta che i partiti gli avevano espropriato. La elezione diretta del sindaco e il collegio uninominale furono gli strumenti che sancivano questo potere.
La vittoria era incompleta perché in assenza di regole interne ai partiti i soprusi erano possibili e si verificarono. La vita dei partiti si inaridiva sempre più, a sinistra per minore partecipazione, a destra perchè Forza Italia concentrava sul fondatore ogni potere. Il controllo chiaro del cittadino (si votava su un nome) poneva però un freno. La svolta si ebbe con la famigerata legge Calderoli che cancellò ogni diritto di scelta del cittadino, inaugurò la cooptazione, e fece sì che per due volte il Parlamento venisse nominato da quattro o cinque leaders.
Il Partito democratico, nato dalla primarie per Prodi, dallo straordinario successo di quei quattro milioni che inaspettatamente si recarono a votare avrebbe dovuto rappresentare l'alternativa. Conosco personalmente parecchi che, non essendo affatto di sinistra, votarono proprio per affermare il principio della partecipazione. Altre esperienze esaltanti, come quella di Vendola in Puglia, dettero l'impressione di una nuova stagione di onquiste democratiche che fatalmente avrebbero contagiato anche l'altra parte.
Quella stagione sembra morta. Gli apparati provenienti dal PCI e dalla DC, portatori della più gelosa ideologia partitocratrica, sono ferreamente contrari a primarie e innovazioni che garantiscano una vera democrazia dal basso. Anzi D'Alema rilancia il sistema tedesco, proporzionale che ridarebbe ai partiti il potere di scelta del suo governo e del suo capo. Del resto l'opposizione alle liste bloccate fu quasi per tutti di facciata, e nei due anni di governo il centro sinistra si guardò bene dal ritoccarle. Ma il dramma è rappresentato da Veltroni, dal quale era lecito attendersi slanci e aperture, e che invece ha inaugurato il più rigido centralismo.
La maggioranza proporrà, pare, la estensione delle liste bloccate per le elezioni europee. Il partito democratico farà, come molti prevedono, una opposizione di facciata? Se così fosse l'Italia farebbe un passo enorme verso una democrazia controllata. Un paese già ingessato sancirebbe come principio generale della politica la cooptazione dall'alto, il contrario di ogni regola di merito e di rinnovamento. Non sono molte le forze che resistono a questa tendenza. L'opinione pubblica, impaurita e ritratta, sembra pronta a scambiare un bel pezzo di libertà per vantaggi (presunti) economici e di sicurezza. Nella maggioranza Brunetta lancia con coraggio la meritocrazia, ma nessuno ricorda che se la politica non è meritocratica e competitiva difficilmente lo sarà la pubblica amministrazione. Personalmente credo che su questo terreno il PD possa giocare una delle poche carte che gli rimangono. Ma assai più del futuro di quel partito, mi interessa il futuro dell'Italia. Perché se la dentro non nascerà una seria resistenza a questa china, vedo per la prima volta un futuro oscuro per la nostra democrazia.



newsletter inviata giovedì 3 luglio 2008 alle 16.53
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