Periodico "LIBERALE" controcorrente. n. del 5.7.2008
Dal blog dell'UpL una selezione dei post dell'ultima settimana. Buona lettura. Graditi i vs. commenti e suggerimenti.
Info importantissima per i ns. associati: stiamo chiudendo una importante convenzione per farvi risparmiare su Luce e Gas.
Nei prossimi giorni saremo più precisi e dettagliati.
Dobbiamo cominciare, oggi più che mai, in periodi di grave crisi economica, come quella che stiamo vivendo sulla nostra pelle, a difenderci facendo lobbies e sfruttando tutto ciò che il mercato ci mette a disposizione, nel nostro interesse.
O il "ceto medio" tra poco sarà davvero spazzato via. Quindi l'imperativa deve essere fare squadra, fare sinergia, sfruttare le potenzialità e la professionalità di ogni uno di noi mettendola al "servizio" degli altri soci.
Buona lettura e buon w.end a tutti voi
Una saluto LIBERALE.
HASTA LA LIBERTAD, SIEMPRE!
Unione per le Libertà _Gente Libera per l' ITALIA LIBERA(le)
L I B E R A L I nel P . d . L .
Costituente per il "Popolo della Libertà"
www.upl.ilcannocchiale.it
"I governi diventano liberali solo quando vi sono costretti dai cittadini"
POLITICA permalink | inviato da UpL il 5/7/2008 alle 9:56 |
POLITICA "Non ci impressionano attacchi giudici"
Berlusconi:"Fango su me e ministri"
"Nonostante tutto questo fango che, senza fondamento e senza base, viene gettato sul governo e su singoli ministri, i sondaggi ci premiano e continua a crescere la fiducia degli italiani". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, criticando i giornali che sono "occupati da pettegolezzi senza fondamento". Il premier ha parlato poi delle toghe: "Non ci lasceremo impressionare dagli attacchi di certi magistrati".GIUSTIZIA
"Non voglio più acuire la polemica al di là di quanto sia produttivo per tutti''. Ha detto il premier parlando del tema della giustizia, in conferenza stampa a Palazzo Chigi. ''Dal 1994 hanno inventato contro di me accuse fasulle. Faceva comodo questo fango mediatico. Rinuncio a ogni vantaggio, non ho bisogno di nuove norme giudiziarie. Mi sono sempre difeso nei processi e sono il recordman dei processi con 2.500 udienze". E sulla contestata norma blocca-processi, Berlusconi ha aggiunto: ''Non si tratta di norme salvapremier ma di norme salvatutti: ormai il premier si salva da solo, per il suo grado di credibilità". Il Presidente del Consiglio ha poi ribadito come ci siano dei giudici ''che non accettano il verdetto delle urne'' e nel corso degli anni ''hanno sempre tentato di farlo cadere''. ''Poi però - ha concluso - la gente ha capito".
EMERGENZA RIFIUTI
Entro la fine del mese Napoli sarà completamente pulita. Lo assicura il premier, che spiega: "Nei prossimi 15 giorni rimuoveremo interamente i rifiuti da tutte le strade della Campania, di Napoli e provincia. Entro il 20 luglio non ci saranno più giacenze in strada con l'assoluto impegno di non farle accumulare più".
MANOVRA
Il piano triennale di finanza pubblica è ''stata una rivoluzione nel sistema delle finanziarie'', dice Berlusconi. Il premier rivendica infatti la programmazione di lunga durata e inoltre spiega come i provvedimenti ''siano stati concertati con i singoli ministri prima del varo definitivo''. Un metodo che ha consentito un via libera lampo in Consiglio dei ministri. E sulla cosiddetta "Robin tax", il Capo del governo spiega: ''E' una tassa che serve per redistribuire ai pensionati e alla persone che hanno più bisogno''.
NORME SU ADOZIONE
In tema di adozione, il premier ha poi annunciato che "in collaborazione col ministero per le Pari opportunità e con il sottosegretario Carlo Giovanardi, stiamo lavorando per modificare le norme di un tema molto rilevante e molto sentito dai cittadini".
"IL GOVERNO HA LAVORATO, ORA VUOLE FARLO SAPERE"
"Abbiamo fatto un grande lavoro, che solo chi viene dal mondo dell'impresa poteva fare. Purtroppo però sui giornali è andata solo la vuota polemica politica priva di contenuti. Noi però finora abbiamo lavorato, ora vogliamo farlo sapere ai cittadini''. Berlusconi, infine, ha concluso così la conferenza stampa di bilancio di questi primi 40 giorni di attività di governo, prima di volare in Giappone.
politica estera “Il nostro scopo” ha detto Bruno Mellano dell’associazione province, comuni e regioni per il Tibet “non è di boicottare le Olimpiadi ma di ottenere che la Cina riapra il Tibet alla stampa straniera senza restrizioni, accetti una delegazione dell’Unione Europea, liberi i prigionieri politici e dedichi diversa attenzione ai diritti umani” . Il folto gruppo ha scandito ripetutamente slogans come “Tibet libero”, mentre sventolavano bandiere tibetane.
Numerosi erano i
parlamentari presenti dell’intero schieramento politico italiano :
Pagano, Mecacci, Gramazio, Malan, Marcenaro, Vanalli, Marsilio,
Alessandri, Perduca, Bernardini e Luzzi del consiglio regionale. Diversi gli
interventi a favore della libertà e dell’autodeterminazione del popolo
tibetano. Anche il Ministro Bossi ed il Ministro Meloni che, a causa di
precedenti impegni non hanno potuto intervenire personalmente, hanno inviato
dei messaggi di solidarietà.
Il Reverendo Lobsang, rappresentante della Comunità Tibetana in Italia, ha
ringraziato tutti i presenti per la loro solidarietà verso il Tibet e ha
chiesto che il Governo Italiano non vada alla cerimonia di apertura delle
Olimpiadi. Il Reverendo ha anche informato i presenti riguardo l’attuale
repressione in Tibet. In Tibet vi sono
almeno 24 campi Laogai dove migliaia
di Tibetani vengono detenuti, costretti al lavoro forzato e spesso
uccisi. Drapchi, Chushur, Bomi/Powo, la prigione di Lhasa e Shengyebo
sono alcuni tra i tanti Laogai in Tibet.
In una precedente corrispondenza in aprile, l’On. Berlusconi, ora primo
ministro, ha dichiarato che “la linea dell’autonomia amministrativa del
Tibet proposta dal Dalai Lama mi sembra, al momento, la più percorribile. Il
nostro impegno andrà nella direzione di renderla praticabile”, ha
ricordato Toni Brandi, presidente della Laogai Reseasrch Foundation.
Brandi ha concluso
ringraziando tutti i senatori e deputati presenti per avere partecipato alla
manifestazione nonostante le aule parlamentari siano in ferie e ha ricordato
che “ciò che accade in Tibet è contrario a tutte le leggi scritte e morali ed è
anche contrario ai principi olimpici che si basano, innanzitutto, sui
principi etici universali e la dignità umana, quella dignità umana che il
regime di Pechino, oggi, nega al popolo Tibetano” ed ha concluso con una
accorato appello ai deputati e senatori presenti che si battino “affinchè il
popolo tibetano abbia finalmente giustizia ed i martiri tibetani possano
riposare in pace”.
Per informazioni :
Toni Brandi
cell +39 345 4388867
permalink | inviato da UpL il 4/7/2008 alle 19:1 |
ECONOMIA Il prezzo reale del petrolio è aumentato in un anno del 150%, più o meno come ai tempi della shock petrolifero degli anni '70. La stagflazione è in atto e c'è chi predice l'avvento di una crisi sul modello della Grande depressione del '29. Il Fondo Monetario Internazionale ha stimato che l'impennata vertiginosa produrrà un rallentamento dell'economia americana del 4 per cento. Apocalittici e integrati a parte. Il New Scientist lancia un allarme: cosa succederebbe se fossero bloccati gli snodi mondiali attraverso cui il petrolio viene istradato nei circuiti produttivi? Un attentato terroristico mirato, una calamità naturale potrebbe avere conseguenze nefaste su scala globale. La maggior parte del petrolio è concentrato nelle mani di sette Paesi: Arabia Saudita, Russia, Stati Uniti, Iran, Cina, Venezuela e Canada. Malgrado le previsioni dei sostenitori delle riserve nascoste, i giacimenti petroliferi in grado di produrre un milione di barili al giorno sono solo quattro. Fino a venti anni fa erano 15. Analisti internazionali e studiosi dei giacimenti notano come le riserve stiano scarseggiando e in ogni caso non siano più sufficienti a coprire la produzione. I geologi sostengono che il picco del petrolio, il preludio della fase discendente è vicinissimo. Al ritmo di estrazione attuale la fine dell'economia del petrolio sarebbe imminte, e la profezia di Miller un'avvisaglia dei problemi di natura energetica che si potranno generare.
Un attacco terroristico, una calamità che prendesse di mira i canali di distribuzione dell'oro nero sarebbe un dramma epocale, visto il fabbisogno e la dipendenza crescenti dell'economia globale, come conferma l'Aie (Agenzia internazionale dell'energia). Di fatto non esiste un prodotto o servizio sulla terra che non sia collegato al petrolio. La crescita economica è esclusivamente lagata alla presenza di grosse disponibilità petrolifere. L'esaurimento del petrolio potrebbe essere il presagio dell'Apocalisse rimandata, di cui parla Dario Fo nel suo ultimo libro. Apocalittici e integrati a parte, il vero problema è che non si profila alcuna soluzione all'orizzonte.
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BEH, SOLUZIONI CI SAREBBERO:
1. BOICOTTARE CONCRETAMENTE LE 7 SORELLE (PIENO ALLE CD. POMPE BIANCHE);
2. ANDARE A PIEDI;
3. RIDURRE LE ACCISE.
GOVERNO BERLUSCONI, SE CI SEI, BATTI UN COLPO. GRAZIE AL MINISTRO TREMONTI CHE QUALCOSA STA FACENDO, CONTRO GLI SPECULATORI, MA NON E' ANCORA ABBASTANZA VEDI SOPRA PUNTO 3).
UpL
ECONOMIA La denuncia arriva dalle associazioni dei consumatori.
Per difendersi le famiglie possono ricorrere all’intesa Abi-governo o utilizzare lo strumento della surroga
La Banca centrale europea ha tirato diritto, non cedendo alle pressioni dei governi, e ha aumentato il costo del denaro di 25 punti base. Il tasso passa, ora, dal 4 al 4,25%. Un balzo in avanti che ha fatto registrare l’ennesimo grido d’allarme delle associazioni dei consumatori.
L’aumento porterà per chi ha un mutuo di 100mila euro, ad un aggravio della rata di 14 euro al mese, pari a 168 euro all’anno. A tracciare questo quadro è stata l’Adusbef, una delle sigle dei consumatori, sulla base della media Euribor, cioè il tasso medio con cui avvengono le transazioni finanziarie delle maggiori banche europee.
Calcoli che fatti sulla lunghezza del mutuo danno risultati da brividi. Per i mutui da 100.000 euro gli aumenti varieranno tra i 1.588 euro (per i decennali) ai 2.000 l'anno (per i trentennali), ben maggiore sarà la stangata per quelli da 200.000 euro. Si parla, infatti, di un aggravio minimo (per i decennali) di 3.177 euro l'anno, fino ad arrivare, per i trentennali, ad un +3.950. Gli aumenti sono la conseguenza dell'ascesa vertiginosa che, dal 2005, interessa il tasso di riferimento della Bce. Dal 2,25%, si è arrivati al 4,25%, esattamente 2 punti percentuali in più. Parallelamente anche il tasso Euribor, calcolato sul trimestre, si è attestato, dal 2,488% del 2005, all'attuale 5,208%.
Come può difendersi una famiglia? Attualmente ci sono due strade. La prima è quella di utilizzare il mercato. Ciò significa negoziare con la banca uno spread più basso oppure puntare sulla surroga, cioè il trasferimento a un altro istituto che offre condizioni migliori.
La seconda alternativa è rappresentata dalla recente intesa tra governo e Abi, che consente di rinegoziare il mutuo a tasso variabile al valore medio dei tassi d’interesse del 2006.
POLITICA
SOCIETA' | CHI HA PIU' TERRORISMO ISLAMISTA, L'EUROPA O L'AMERICA? |
di Daniel Pipes
Jerusalem Post
3 luglio 2008
http://it.danielpipes.org/article/5726
Pezzo in lingua originale inglese: Which Has More Islamist Terrorism, Europe or America?
"A partire dall'11 settembre, in Europa, sono stati effettuati 2.300 arresti legati al terrorismo islamista di contro alla sessantina compiuti negli Stati Untiti". Così scrive Marc Sageman nel suo autorevole volume fresco di stampa Leaderless Jihad: Terror Networks in the Twenty-First Century (edito University of Pennsylvania Press).Questo paragone statistico induce Sageman, in un capitolo da lui titolato "Lo Spartiacque Atlantico", a trarre le generiche conclusioni riguardo al maggior numero di casi legati ai musulmani d'America. "La percentuale pro capite di arresti per accuse di terrorismo fra i musulmani è sei volte maggiore in Europa rispetto agli Stati Uniti". Il motivo di questa discrepanza, arguisce l'autore, "sta nel grado di radicalizzazione di queste rispettive comunità musulmane". Sageman elogia "l'eccellenza culturale americana", esorta i governi europei "a non commettere degli errori che potrebbero condurre alla perdita della buona volontà presente nelle comunità musulmane" e invita gli europei a trarre insegnamento dagli americani.
Marc Sageman, Leaderless Jihad: Terror Networks in the Twenty-First Century (University of Pennsylvania Press). |
In effetti, i numeri forniti da Sageman sono vergognosamente imprecisi.
Gli arresti europei. Le cifre prodotte da Sageman riguardo l'Europa sono gonfiate. L'Europol, l'Ufficio europeo di polizia, ha diffuso i dati statistici che mostrano che, nel 2007, 201 islamisti sono stati fermati nell'Unione europea (oltre che in Gran Bretagna) per accuse legate al terrorismo di contro a 257 fermi del 2006. Le precedenti statistiche dell'Europol sono meno chiare, ma un'accurata indagine condotta per mio conto da Jonathan Gelbart della Stanford University dimostra che nel 2005 sono stati compiuti 234 arresti, nel 2004 ne sono stati effettuati 124 e, nel 2003, 137. In tutto, l'ammontare complessivo degli arresti per reati di terrorismo effettuati nell'Europa Occidentale sembra essere inferiore ai 1.400 fermi.
Gli arresti americani. Secondo il dipartimento di Giustizia statunitense, le cifre prodotte da Sageman riguardo l'America sono troppo basse per un indice di circa dieci. Il portavoce del dipartimento Sean Boyd, secondo un reportage di Fox News, ha rivelato che "527 imputati sono stati incriminati per terrorismo oppure sono stati riconosciuti colpevoli in processi legati al terrorismo in seguito ad indagini principalmente condotte dopo l'11 settembre. Tali processi hanno portato a 319 verdetti di colpevolezza, con altre 176 cause pendenti". Inoltre, come da me documentato nell'articolo "Negare il terrorismo [islamista]", i politici, le forze dell'ordine e i media sono riluttanti ad ammettere gli episodi di terrorismo, pertanto le cifre reali degli arresti per terrorismo sono decisamente più elevate.
Visto che la popolazione musulmana presente negli Stati Uniti è di circa un settimo della sua controparte presente in Europa Occidentale (3 milioni contro 21 milioni), servirsi delle cifre che rilevano 527 arresti negli Stati Uniti e 1.400 in Europa denota che la percentuale pro capite degli arresti di musulmani accusati di terrorismo in America è 2,5 volte maggiore rispetto all'Europa e non, come asserito da Sageman, di 6 volte inferiore. In effetti, Sageman (al quale è stata offerta la possibilità di replica a questo articolo, ma senza successo) è fuori di un indice di circa 15.
Il suo errore ha delle importanti implicazioni. Se negli Stati Uniti il terrorismo pro capite è di 2,5 volte maggiore rispetto all'Europa, malgrado i musulmani presenti godano di una posizione socio-economica decisamente migliore, è improbabile che i miglioramenti socio-economici risolvano i problemi del Vecchio Continente.
Questa conclusione include un argomento più vasto, vale a dire che l'islamismo ha poco a che fare con questioni di natura economica e non solo. Detto in maniera diversa, le idee rivestono più importanza delle condizioni personali. Come da me asserito nel 2002: "I fattori che inducono l'Islam militante al declino o al progresso sembrano avere molto più a che fare con questioni legate all'identità piuttosto che all'economia". Chiunque accetti la visione islamista (o comunista oppure fascista) – che sia ricco o povero, giovane o vecchio, uomo o donna – accetterà altresì l'infrastruttura ideologica che in fieri conduce alla violenza, incluso il terrorismo.
In termini politici, gli americani non hanno motivo di compiacersi. Sì, è vero, gli europei dovrebbero in effetti trarre insegnamento dagli Stati Uniti per migliorare l'integrazione della loro popolazione musulmana, ma non dovrebbero aspettarsi che così facendo questo mitigherà altresì i loro problemi con il terrorismo. Al contrario, ciò potrebbe peggiorarli.
permalink | inviato da UpL il 3/7/2008 alle 15:43 |
SOCIETA'
Da: La NazioneFosse un film potremmo intitolarlo: 'Il ritorno dell’Imperatore'. Si chiama Luigi Bruschelli, ha 40 anni ma a Siena tutti lo conoscono come Trecciolino. Fino a qualche tempo fa era considerato invincibile sul tufo: 32 palii corsi, dal 1996 ogni anno riportava a casa almeno una vittoria nelle due carriere stagionali. L’apice nel 2005, quando le vinse tutte e due, una con il Bruco l’altra con la Torre. Dieci vittorie in totale: l’unico in grado di intaccare la leggenda di Aceto. Poi, da quel fantastico bis, qualcosa si era inceppato. Altri quattro palii corsi quasi sempre da favorito della vigilia ma tutti finiti male. Con brutte figure che avevano fatto mormorare Siena.
Sembrava che qualcosa si fosse rotto dentro di lui. Ieri il ritorno sul trono. Con prepotenza. In sella a un castrone di 6 anni che scendeva per la prima volta in piazza, Già del Menhir, e per i colori dell’Istrice, Trecciolino ha vinto il suo undicesimo palio, quello di Provenzano edizione 2008. Meglio: lo ha stravinto.
Partito in testa dopo una mossa nervosa, l’accoppiata Trecciolino-Già del Menhir ha fatto il vuoto da subito. Nei tre giri della carriera, nessuno è mai riuscito a mettere in discussione la sua vittoria. Solo la Torre con Salasso ha tentato a tratti di ostacolare la cavalcata prepotente dell’Imperatore. Tre giri a nerbare Elfo di Montalbo, mentre Trecciolino controllava con sicurezza, lasciando andare in scioltezza il suo cavallo. La rincorsa impossibile di Salasso si è conclusa all’ultimo Casato, quando ha urtato contro il colonnino finendo sul tufo. Era già successo al Nicchio e al Montone, disarcionati al primo San Martino. Dietro Trecciolino è dunque arrivata a debita distanza l’Aquila, con Paride de Mauro detto Tiburzi alla sua prima apparizione. Niente altro.
Così si è concluso un Palio a suo modo storico. La prima carriera ad alta densità senese: c’era un tempo in cui fra i canapi si parlava solo il sardo, ieri in piazza su dieci fantini, cinque erano nati a Siena. Senesi con storie particolari. Come Treccolino l’'Imperatore', appunto, il re della Piazza del terzo millennio che, dopo 11 palii vinti, si è rimesso alla caccia del record di Aceto con le sue 14 vittorie.
Senesi come Lo Zedde, che nonostante le buone doti dimostrate ancora non è invece mai riuscito a passare per primo davanti al bandierino; come Alessio Migheli, detto Girolamo, ieri al suo esordio sul tufo, come Andrea Mari detto Brio, due volte in trionfo. O come Alberto Ricceri detto Salasso. Corsa difficile quella di ieri per lui. E non solo per la caduta finale. Nato nell’Onda, per uno strano incrocio del destino Salasso era chiamato a sostenere i colori della rivale acerrima, la Torre. Raccontano che quando il babbo ha saputo della scelta del figlio, per qualche giorno non ha voluto rispondere al telefono e parlare con lui.
Siena è fatta così. Per gli altri, per quelli che da fuori arrivano a vedere la corsa (ieri affacciati ai balconi di Piazza del Campo c’erano fra gli altri il miliardario saudita Adnan Khashoggi e l’allenatore della Roma Luciano Spalletti) il Palio è spettacolo, tradizione, storia. Per i senesi no. Per i senesi è vita. Punto. Difficile spiegarlo. Difficile raccontare la loro passione, il loro rispetto profondo per la tradizione. Difficile persino capire il senso ostico delle loro polemiche. Come quella che, alla vigilia della corsa, ha visto protagonista una delle contrade più potenti, quella dell’Oca.
Succede che in questa contrada, chiamata da tutti l’Infamona (nessuna offesa, gli ocaioli stessi si definiscono così) da sempre tutte le scelte vengano fatte senza il voto delle donne. Maschilismo medievale. Siccome i tempi corrono per tutti, due anni fa le donne della contrada posero ufficialmente la questione come problema: "Vogliamo votare anche noi", dissero, chiedendo ai contradaioli di pronunciarsi su ciò. Dopo due anni di dibattito lunghi come un’agonia wagneriana, finalmente qualche settimana fa la gente dell’Oca ha votato. Bocciando la richiesta. Le decisioni dell’Infamona saranno prese anche in futuro con il voto dei soli uomini. Per protesta, qualche donna e anche qualche uomo si sono allontanati dalla contrada. Niente altro. La concezione del diritto che si arrende alla forza straordinaria della tradizione.
E a questo proposito. Proprio alla vigilia di questo Palio è morto Lazzaro Beligni. I senesi lo conoscevano meglio come Giove, fantino che tra il 1954 e il 1975 aveva corso 40 palii con una particolarità straordinaria: non ne aveva mai vinto uno. "Oggi che i fantini sono dei professionisti - ha ricordato il sindaco Cenni in conferenza stampa - questo non sarebbe più possibile perché nessuno potrebbe montare 40 volte un cavallo senza vincere mai". C’era un po’ di amarezza nel dirlo. A ragione.
Stefano Cecchi
SOCIETA' ROMA - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha autorizzato la presentazione alle Camere del disegno di legge in materia di processi penali nei confronti delle alte cariche dello Stato.
A quanto si apprende, punto di riferimento per la decisione del Capo dello Stato è stata la sentenza n. 24 del 2004 con cui la Corte costituzionale dichiarò l'illegittimità costituzionale dell'art. 1 della legge n. 140 del 20 giugno 2003 che prevedeva la sospensione dei processi che investissero le alte cariche dello Stato. A un primo esame - quale compete al Capo dello Stato in questa fase - il disegno di legge approvato il 27 giugno dal Consiglio dei ministri è risultato corrispondere ai rilievi formulati in quella sentenza.
La Corte, infatti, non sancì che la norma di sospensione di quei processi dovesse essere adottata con legge costituzionale. Giudicò inoltre "un interesse apprezzabile" la tutela del bene costituito dalla "assicurazione del sereno svolgimento delle rilevanti funzioni che ineriscono a quelle cariche", rilevando che tale interesse "può essere tutelato in armonia con i principi fondamentali dello Stato di diritto, rispetto al cui migliore assetto la protezione è strumentale", e stabilendo a tal fine alcune essenziali condizioni.
politica estera “Non chiediamo
il boicottaggio dei Giochi Olimpici ma il rispetto degli impegni
presi dalla Cina nel 2001” dichiara Tenzin
Thupten, il presidente della Comunità
Tibetana in Italia. Saremo domani giovedì 3 luglio, dalle 12,00
alle 14,00, davanti al Parlamento per chiedere pace e
giustizia per il Popolo Tibetano.
Durante la manifestazione saranno consegnate Kate della pace e bandiere tibetane ai numerosi parlamentari e
senatori che hanno aderito. In concomitanza con i loro
precedenti impegni anche il Ministro Calderoli
e il Ministro Bossi cercheranno di
partecipare.
Venite numerosi. la manifestazione sarà trasversale e quindi con sole bandiere
e simboli tibetani e nessun simbolo o sigla politica.
Cordialmente
Toni Brandi
Aderiscono alla Manifestazione, come già comunicato, l’Unione per le Libertà_Gente Libera per l’Italia Libera e il CdL Città di Torino Liberali nel PdL “Luigi EINAUDI, che invitano i propri amici, soci e simpatizzanti ad intervenire numerosi e, come sempre, al PASSAPAROLA!
Hasta la L I B E R T A D, siempre!
Galgano PALAFERRI
(il Presidente)Windows Live Messenger Fatti ri…conoscere! Crea e scambia i biglietti da visita di Messenger!
Doretta Doretta ti “cerca”! Vieni a trovarla sul suo Spaces!
Live Search Map Cerchi la strada più breve per andare in ufficio? Chiedila a Live Search Maps!
Windows Live Messenger Firma le tue e-mail con Messenger!