Antonio, la precisazione è da "manuale"...:-)
...ma non cambia i termini della questione. Semmai, visto cos'è Prodi,
l'aggrava. Perchè se almeno si confidasse in Prodi come persona, sarebbe
imbarazzante ma almeno giustificabile, con una ubriacante dose di ottimismo,
diciamo. Ma l'utopia prodiana, quella davvero, non esiste, e se esiste, è una
specie di carta carbone di quella bertinottian-noglobal-comunistarda.
Non credo fosse a questo Prodi nè a questa utopia che, tatticamente, Marco
intendeva riferirsi in tempi, ormai, lontanissimi.
Piuttosto, Emma mi pare più che mai l'ultima geisha di questa finanziaria (e
anche delle "utopie" padoaschioppianviscose).
> >"l'ultimo giapponese" di Prodi?
>
> per la precisione: l'ultimo giapponese della "utopia prodiana" ;-)
>
> Antonio B.
>
> ----- Original Message -----
> From: Gionata Pacor
> To: dellavedova2006@yahoogroups.com
> Sent: Saturday, October 07, 2006 7:15 PM
> Subject: [dellavedova2006] Il tavolo dei volonterosi di Daniele
>
>
> L'iniziativa di Daniele suscita in me reazioni contrastanti. Leggendo
> commenti di diversa provenienza in giro per Internet devo dire che le
> reazioni, sia a destra che a sinistra, sono anch'esse varie.
>
> Intanto devo dire che non sono d'accordo con il post di Ennio, perché
> non siamo in America e quindi bisogna giocare con le regole che
> abbiamo, non con quelle che vorremmo avere, e poi perché credo che
> contro una finanziaria del genere, se si sa che il proprio voto non è
> sufficiente a non farla passare, si debba fare qualcosa di più
> che "non votarla".
>
> D'altra parte, almeno in questa occasione, non me la sento di cantare
> le lodi di Daniele, e per un motivo abbastanza crudele: si meriterà
> delle lodi o delle critiche a seconda di come la faccenda andrà a
> finire.
> Aprire una "coalition of the willings" su di un tema importante come
> la finanziaria è di sicuro un atto di coraggio, a meno che tutto ciò
> non serva solo a conquistarsi pannellianamente qualche titolo sui
> giornali come in occasione dell'ospitalità. In quest'ultimo caso
> Daniele farebbe una pessima figura.
>
> Ma diamo fiducia aDaniele e poniamo che voglia davvero andare fino in
> fondo e non solo comparire sui giornali.
> Gli scenari che si presentano sono i seguenti:
> - La coalition of the willings non raggiunge una dimensione tale da
> essere determinante (ipotesi da tenere in considerazione anche se al
> senato bastano pochissimi parlamentari per arrivare almeno ad una
> situazione di stallo). In tal caso una pacca sulla spalla a Daniele,
> che ci ha provato.
>
> Se la coalition of the willings riesce ad essere determinante in
> entrambe i rami del parlamento o anche in uno solo di essi. In questo
> caso le persone che si sono sedute a quel tavolo proporranno degli
> emendamenti signigicativi alla finanziaria.
> In sostanza a quel tavolo si decideranno le sorti della finanziaria,
> del governo e della maggioranza:
> - della finanziaria nel caso in cui gli emendamenti siano
> migliorativi ma destinati ad essere votati da questa maggioranza più
> eventualmente alcuni membri della coalition. In questo caso si
> avrebbe una vittoria per Daniele, che sarebbe riuscito a migliorare
> la finanziaria, ma ne uscirebbe con un'immagine da democristiano, uno
> che ha inciuciato con l'opposizione solo per bloccarne
> l'ostruzionismo e modificare una legge perversa che andrebbe respinta
> in blocco.
> - si decideranno le sorti del governo nel caso in cui gli emendamenti
> siano tanto significativi da costringere il governo a mettere la
> fiducia e da obbligare la parte "di maggioranza" della coalition of
> the willings a decidere del destino del governo Prodi. In questo
> caso, che è forse lo scenario più probabile, si potrebbe avere la
> rottura della coalition of the willings, e quindi una sconfitta per
> Daniele, oppure la caduta del governo. Un salto nel buio che ci
> potrebbe portare a nuove elezioni, ad un governo tecnico, ad una
> Große Koalition ma anche ad un rimpasto con la stessa maggioranza
> esistente.
> - si decideranno quindi anche le sorti della maggioranza. Vedremo
> cosa succederà al tavolo della Coalition of the willings (se si farà
> davvero) quando i willings dell'opposizione presenteranno degli
> emendamenti pensati per raccogliere in Parlamento i voti dell'attuale
> opposizione. Di sicuro a quel tavolo sarà sempre presente l'opzione
> di una nuova maggiornaza "attuale opposizione + coalition of the
> willings". A maggior ragione se la coalition fosse determinante in
> entrembe i rami del parlamento. In questo caso ci sarebbe un
> ribaltone.
>
> Che giudizio dare di un politico che fa cadere un governo (o, magari,
> che avvia un'iniziativa che porta ad un ribaltone) dopo aver
> assicurato all'elettorato che sarà "l'ultimo giapponese" di Prodi?
> Dimostrerebbe di essere fedele alle sue idee, ma poco fedele ai suoi
> compagni di coalizione. Sarebbe di sicuro un giudizio complesso, non
> semplice.
>
> Concludendo: sinceramente spero che tra gli scenari possibili si
> avveri uno di quelli che comporta la caduta del governo ed un cambio
> di maggioranza. E di sicuro tanto di cappello a Daniele, che sta
> sparigliando le carte in modo interessante.
>
> Ma, per il momento, nessuna lode, nessuna critica, nessun giudizio:
> prima voglio vedere come va a finire.
>
>
>
>
>
ho-ba-la-là
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