Di seguito pubblico un articolo per iniziare a informare sul
referendum, visto che tra poco inizia il periodo di raccolta delle
firme.
Domani preparerò un volantino da distribuire ai due incontri di Roma
(12 aprile) e Milano (programmato per i prossimi giorni) per
informare ed allo stesso tempo raccogliere la disponibilità delle
persone a fare i tavoli per la raccolta delle firme.
Ciao,
Gionata
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L'anno scorso il Comitato promotore ha presentato in Cassazione due
quesiti referendari relativi alla legge elettorale. Sostanzialmente
viene chiesta l'abrogazione del premio di maggioranza a coalizione e
l'attribuzione dello stesso alla lista che prende più voti; inoltre,
è stata chiesta l'abrogazione della candidatura multipla, ovvero la
possibilità di candidarsi in più circoscrizioni. Tecnicamente, i
quesiti presentati sono tre, perché l'abrogazione del premio di
maggioranza alle coalizioni deve essere chiesta in due domande
separate, una per Camera e una per Senato.
E' un referendum - ha detto Mario Segni, membro più anziano del
Comitato promotore - che dà un forte impulso al bipartitismo
italiano". Per Giovanni Guzzetta, presidente del Comitato, questo
referendum garantirà "trasparenza, con l'eliminazione delle
candidature multiple e unità, dando una forte spinta verso
aggregazioni solide e stabili". Un comitato promotore rigorosamente
bipartisan sostiene il referendum sulla legge elettorale. A ben
guardare, però, la spinta "all'accorpamento" delle attuali coalizioni
delle modifiche alla legge elettorale proposte è tale che
alcuni `piccoli' partiti non possono che opporre un netto rifiuto
all'iniziativa. Non a caso, quindi, fra i promotori non ci sono
Rifondazione Comunista, Udeur, Italia del Valori, Pdci, Lega Nord e
Idv. Sostanzialmente, chiarisce Andrea Pastore (Fi), membro del
comitato, "è un'iniziativa dei partiti che vorrebbero dar vita a
partiti unitari, sia di centrodestra che di centrosinistra".
Voci critiche, però, si alzano anche in seno al comitato stesso, con
gli appartenenti a Forza Italia che sostengono soltanto il quesito
relativo al premio di maggioranza e non quello sulle candidature
multiple. Per Forza "il divieto di candidatura multipla dovrebbe
riguardare tutti tranne il leader"; insomma, lo strumento non è
sbagliato in sè, soltanto "se ne è abusato e questo è un male".
Per quanto riguarda i tempi di `maturazione' del referendum, se si
andrà alle urne non sarà prima della primavera del 2008. "Oggi
presentiamo i quesiti in Cassazione - spiega infatti Guzzetta - poi
ci sarà il momento della raccolta delle firme (90 giorni nel periodo
compreso fra marzo e settembre 2007, ndr.)". Poi, si dovranno
pronunciare sia la Corte di Cassazione sulle firme che la Corte
Costituzionale sull'ammissibilità dei quesiti e alla fine si andrà
alle urne. "Sempre che prima non intervenga il Parlamento",
aggiungono alcuni esponenti del centrosinistra.