C'è veramente gioia nell'iniziare una lotta contro l'ingiustizia, e quella gioia è parte integrante della scienza estetica.
(Prabhat Ranjan Sarkar).
Il Movimento per la Democrazia Economica è una associazione politica che si propone di agire in campo politico e sociale per diffondere e sostenere quattro diritti economici fondamentali:
Diritto ad avere una condizione economica dignitosa
Diritto a migliorare la propria condizione economica
Diritto a controllare i mezzi di produzione
Diritto alla sovranità economica nel territorio in cui si vive
Ci proponiamo di agire facendo coincidere l'azione sociale con i nostri ideali, attraverso la promozione di Gruppi di Acquisto Solidali, Cooperative di consumo e di produzione, e qualunque iniziativa promuova la collaborazione diretta fra i produttori e i consumatori sviluppando le economie locali e la decentralizzazione del potere economico. Tutto questo affiancato alla nostra proposta politica, che è attuata attraverso forme di democrazia partecipativa.
I principi di Massima Utilizzazione e Distribuzione Razionale guidano la realizzazione della Democrazia Economica.
La Massima Utilizzazione è l’uso delle risorse e delle potenzialità materiali, mentali e spirituali dell’ambiente e della società, per ottenere il massimo beneficio collettivo con il minimo dispendio di energie e materiali.
La Distribuzione Razionale prevede la garanzia delle minime necessità per tutti e la gratificazione delle capacità individuali.
grazie dell'invito, se ci fossero riunioni del movimento per la democrazia economica, sarei ben lieta di partecipare. Il giorno 21 giugno 2009 14.18, GAS MDE
Il Gruppo d'Acquisto Solidale Democrazia Economica, in collaborazione con il Movimento per la Decrescita Felice ti invita a partecipare ad un incontro a Paese
Sull'intervento del rabbino sottolineo che questa persona parlò IN IRAN e nel 2006. Tre anni fa e a 1000 km dal problema. Non è ne un progetto di mediazione
Questa lettera all'indirizzo del Presidente della CEI p.i. Tarcisio Bonotto Lettera di Don Paolo Farinella* Egregio sig. Cardinale, viviamo nella stessa città