Il Sistema Economico PROUT
L’insieme dei principi delineati nel capitolo precedente fornisce alcune linee guida per massimizzare il benessere individuale e sociale, non solo in un particolare momento storico, ma per il tempo a venire. Massimizzare la produttività individuale e collettiva di tutte le risorse materiali e non materiali, in qualsiasi momento, assicura l’efficienza statica in tutti i tre aspetti dell’esistenza umana- fisica, mentale e spirituale -, mentre il principio del costante e progressivo adeguamento nell’utilizzo delle risorse mira all’efficienza dinamica. Purtroppo l’attuale sistema economico mondiale non è in grado di tradurre in pratica questi principi. Manca infatti quell’adeguata atmosfera intellettuale e morale nella quale ciò possa avvenire. Il Prout espone, di conseguenza, il proprio sistema economico, che permettera’ di dare espressione ai postulati dei principi fondamentali menzionati.
Lo scopo di tutta la ricchezza, secondo il Prout, è la soddisfazione dei bisogni e delle necessità umane. La ricchezza è necessaria per il consumo attuale e futuro, ma non per l’accumulazione privata o il profitto. Il profitto e l’accumulazione non dovrebbero essere perciò i motivi alla base della produzione di beni e servizi. La motivazione fondamentale dovrebbe essere il ‘consumo’. Il Prout sostiene un’economia basata sul consumo. Si fa notare come sia da scoraggiare l’accumulazione individuale privata, a causa delle negative ripercussioni sociali, mentre debba essere incoraggiata l’accumulazione sociale della ricchezza, per aumentare gli investimenti e per la ricerca in tutti i campi dello sviluppo umano.
L’enfasi posta oggi sul consumo per il consumo, o sulla piena soddisfazione dei propri bisogni, non ha molto senso. In molti paesi sviluppati, vi è una prosperità che non ha precedenti nella storia. Le loro economie soddisfano adeguatamente i bisogni materiali dei propri cittadini, ma soffrono anche di disuguaglianze senza precedenti nella distribuzione dei redditi e della ricchezza; di conseguenza è sempre presente una minoranza stabile di poveri.
Un’economia basata sul consumo, invece, dà la priorità al soddisfacimento dei bisogni della fascia più povera della popolazione.
Nei paesi sviluppati l’unica motivazione alla produzione è il profitto, elemento ammissibile nel settore privato, ma non nel settore pubblico. Gli investimenti nei beni di consumo, di cui abbisognano i poveri è rischioso, perché i poveri non hanno sufficiente capacità di acquisto. Come risultato i loro bisogni non sono adeguatamente soddisfatti. I ricchi continuano a investire in industrie dalle quali possono ricavare profitti, venendo incontro alle esigenze della classe media e ricca. Producono nuovi gadget per soddisfare i già soddisfatti bisogni e così la ricchezza coesiste con la povertà. Se i nuovi gadget non si riescono a vendere, perché i bisogni della classe media sono già stati soddisfatti dall’acquisto nel passato di beni durevoli, i produttori investono milioni di dollari per convincere il pubblico a buttare il vecchio e comperare il nuovo, magari di minore qualità, ma più di moda.
Tutto ciò corrisponde a una cattiva allocazione delle risorse mondane e sopramondane. La colpa è dei ricchi? In realtà no, a nessuno piace infatti perdere denaro, ma è solo per avarizia che non riescono a dare parte del proprio denaro per sfamare i poveri. La vera colpa è del sistema, che permette ad alcuni di diventare super ricchi, mentre non garantisce, per nulla, le necessità basilari di molti altri.
La stessa cosa vale per i paesi in via di sviluppo, inclusa l’India dove l’opulenza si contrappone alla penuria delle masse. Deve essere garantito perciò che, nell’interesse del benessere sociale, l’allocazione delle risorse debba essere fondata sulla soddisfazione dei bisogni umani, non della ingordigia umana.
Viene presentato di seguito come il Prout potrà assicurare la realizzazione di un tale obiettivo.