Cari amici,
vorrei rispondere ai dubbi dell'amico Franco sulle cooperative. Adoperare il termine cooperative rosse è molto riduttivo, sembra copiato dal lessico berlusconiano condividendone tutti i presupposti.
Usando un concetto un pò semplicistico le cooperative, avendo presente la loro matrice di nascita si possono suddividere in bianche (cattoliche), rosse (fondate da socialisti e comunisti) e verdi (repubblicane). Ora affermare, generalizzando, che le cooperative rosse, quindi tutte, siano quasi dei lager mi sembra sbagliato e fuorviante. Che ci siano delle cooperative, anche rosse, che funzionino male e abbiano perso i valori che tale forma di impresa dovrebbe avere e senz'altro possibile. Comunque ogni statuto prevede le funzioni dell'assemblea dei soci (una testa un voto) dove tutti i problemi possono essere discussi e risolti democraticamente secondo le indicazioni della maggioranza.
Per farsi un'idea di una cooperativa, anche se di consumatori e forse nata rossa, suggerirei a tutti e all'amico Franco di visitare il sito di coopfirenze.it.
Nell'occasione allego alla presente copia del depliant, che l' Unicoop Firenze ha inviato ai soci insieme al proprio mensile "Informatore" del Giugno 2008. Nel depliant ci sono interessanti risposte ad alcune domande che riguardano il mondo delle cooperative ed in particolare ai loro supposti e famigerati privilegi fiscali.
Saluti.
Mario