ciao albino. leggo adesso quanto scrivi, sulla nuova economia. sono d'accordo
con te, sono queste idee che dobbiamo far circolare.
io da parte mia stampo questo foglio e lo faccio circolare tra i miei colleghi
di scuola, specialmente gli insegnanti di diritto ed economia.
i commenti sono interessanti
ciao
Franco
> Personalmente sono pensieri che sostengo il più possibile anche nei
fatti,penso che stamperò la tua lettera e la distribuirò al mio mercatino ( dove
vendo direttamente i prodotti del mio orto )
> Massimo Gangemi
>
>
> ----Messaggio originale----
> Da: albino.bordieri@...
> Data: 09/10/2008 1.14
> A: <democraziaeconomica@yahoogroups.com>,
"tuttigrillini"<grillini@googlegroups.com>, <proutitalia@...>
> Ogg: [mde] La crisi e le soluzioni
>
>
> -->
> L'economia è di tutti.
>
> Partiamo da questo semplice principio: l'economia non deve essere fatta per il
benessere di pochi e non deve essere gestita e interpretata dai super esperti,
nuovi sacerdoti di una religione fasulla.
>
> Tutti noi facciamo economia ogni giorno: comprando, vendendo, scambiando ciò
che ci serve per vivere. Non lasciamoci impressionare da calcoli astrusi e
termini tecnici. Se un sistema economico riduce la gente sul lastrico o crea la
fame, questo sistema è sbagliato. E se è sbagliato dobbiamo toglierlo dalle mani
di chi lo ha ridotto in questo stato pietoso. Il sistema economico è nostro e
dobbiamo riprendercelo.
>
> Detto questo, e supponendo che siate d'accordo, come possiamo fare a
riprenderci il sistema economico? Come possiamo tirarci fuori dalla melma dove
ci hanno trascinato, facendoci promesse di ricchezze e crescita infinita?
>
> Lasciate perdere i super esperti economici, che parlavano del mercato globale
e della globalizzazione promettendoci ricchezza, ora sono gli stessi che
ammettono di essersi sbagliati, gli stessi che propongono a volte l'opposto di
quello che dicevano prima.
>
> Deve esserci un modo, un modo semplice, che anche i non esperti possono
capire. Non so se è quello giusto, ma io un metodo vorrei proporlo, una
soluzione immediata basata su tre principi.
>
> 1) Pensare vicino
> 2) Produrre il necessario
> 3) Sostenere i piccoli
>
> Mi spiego meglio:
>
> Pensare vicino.
>
> Procurarci quello che ci serve più vicino possibile. Non importare nè fare
trasportare da lontano tutto quello che può essere prodotto localmente. Se anche
il prezzo fosse leggermente superiore, sono comunque soldi che aumentano gli
scambi locali, ricchezza che rimane vicino a noi invece che fermarsi in qualche
banca lontana.
> Sono risorse che vanno al nostro vicino, che a sua volta avrà soldi per
richiedere i nostri servizi. Tutto quello che si compra, si scambia o si dona
localmente ci aiuta a sostenere la nostra comunità, i nostri amici, i nostri
vicini e in definitiva noi stessi. Evitare l'inquinamento è solo uno degli
aspetti, ci sono anche i vantaggi dell'occupazione locale, del conoscersi e
confrontarsi localmente, dello scambio di idee e di risorse.
>
> Produrre il necessario.
>
> I super esperti di economia, gli stessi che ci hanno ridotto in uno stato di
incertezza che distrugge la nostra anima oltre che la salute, ci suggeriscono
che il sistema migliore è produrre prodotti di qualità da esportare.
> Sbagliato. C'è bisogno di fare muovere il denaro, e per muovere il denaro
bisogna produrre i beni di più ampio consumo a basso costo. I prodotti di
qualità li possono comprare solo i ricchi, gli stessi che ora hanno in mano
capitali medio grandi e non vogliono investirli per paura di perderli.
> Qual'è la causa principale di una crisi? Poche persone controllano capitali
enormi, queste poche persone perdono la fiducia nei mercati e smettono di
investire.
> Non si può far girare il mercato producendo prodotti per loro. Bisogna
produrre per chi spende il 100% del suo capitale, non per chi lo tiene fermo.
> Quindi produrre beni essenziali, in base alle richieste della gente comune. Se
la gente comune spende, o se fa baratti, o se da lavoro in cambio di merci, i
grandi capitali diventano quello che sono: carta straccia. Carta che non ha un
valore reale.
> Produrre il necessario significa cambiare i paradigmi dell'economia odierna,
dove si produce prima di sapere ciò che serve, dove i costi della pubblicità
sono più alti dei costi di produzione. Significa ristabilire la priorità della
domanda sull'offerta. Si produce solo quello che la gente ha realmente bisogno.
senza sprechi e senza grandi marchi.
>
> Sostenere i piccoli.
>
> Riprendiamoci il nostro potere economico. Lo abbiamo dato ai grandi
capitalisti, alla grande distribuzione, ai grandi marchi che in realtà non
producono niente.
> Come abbiamo fatto? Abbiamo comprato i loro prodotti, ci fidiamo di marchi che
non hanno dietro alcuna produzione propria, diamo soldi a chi ne ha già tanti.
> Sostenere i piccoli significa comprare direttamente dai produttori, sostenere
le piccole imprese, aiutare chi produce piccole quantità.
> Per fare questo possiamo fare gruppi d'acquisto solidali o cooperative di
consumo da una parte e cooperative di produzione e consorzi dall'altra parte.
> Abolire la schiavitù dai marchi, ristabilire il contatto umano con le persone
che lavorano per noi, per fornirci quello che ci serve a vivere.
> Sostenere gli artigiani, i contadini, le piccole imprese di servizi che
possono fornirci prodotti di qualità. Le grandi imprese non fanno altro che
servirsi di queste stesse persone, pagandole pochissimo e rivendendo il loro
lavoro a prezzi stratosferici.
> Aiutare ed organizzare i piccoli produttori è un'impresa difficile, ma fra un
pò sarà l'unica cosa possibile per vivere dignitosamente e consentire agli altri
di fare altrettanto.
>
> Che ne pensate?
> Ciao,
> Albino
>
>
>
>
>
>