Questo Papa, a differenza del suo predecessore, ha la delicatezza
diplomatica e politica di un elefante...
Saluti.
Paolo Baldassarre
>From: "Tarcisio Bonotto" <
tarcisio.bonotto@...>
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democraziaeconomica@yahoogroups.com
>To: <
democraziaeconomica@yahoogroups.com>
>Subject: [mde] Forti reazioni alla visita del Papa
>Date: Tue, 22 May 2007 15:45:04 +0200
>
>Forti reazioni alla visita del Papa
>Dopo la visita di Benedetto XVI in America Latina, in cui il Papa ha
>affermato che la Chiesa Cattolica non ha mai imposto l’evangelizzazione
>delle civiltà precolombiane, sono state fortissime e da più fronti le
>reazioni in tutto il continente. Chávez chiede al Papa le scuse ufficiali.
>
>“Il Papa Benedetto XVI deve scusarsi con i popoli indigeni sudamericani per
>aver negato l’Olocausto avvenuto durante l’evangelizzazione dell’America
>Latina”. Queste le dichiarazioni di Hugo Chávez, presidente venezuelano,
>alle sconcertanti affermazioni del Papa che volevano negare l’imposizione
>delle religione cattolica perpetrata dai Conquistadores cinque secoli fa.
>“Siamo stati vittime di un massacro molto grave, forse anche più dell’
>Olocausto della seconda guerra mondiale, e nessuno si può permettere di
>negarci questa verità, (…). Neanche sua Santità può permettersi di negare
>questo olocausto aborigeno.”
>
>Forti hanno tuonato le parole del cattolicissimo Chávez in difesa della
>dignità indigena: “Come capo di Stato, ma con l’umiltà di un contadino
>venezuelano, invito il Pontefice a pubbliche scuse nei confronti di tutti i
>popoli latinoamericani”.
>
>Era normale che le sconvolgenti dichiarazioni di Benedetto XVI scatenassero
>questo tipo di reazione. Se però quelle dell’eterno provocatore Chávez sono
>rimbalzate nei quotidiani di tutto il mondo, ci sono state anche molte
>altre
>risposte all’interno di tutto il continente latinoamericano che invece non
>hanno trovato spazio.
>
>Sempre in Venezuela, ad esempio, la ministra dei popoli indigeni, Nizia
>Maldonado, ha criticato fortemente l’inopportuna uscita del Papa,
>rimarcando
>come “l’invasione imperiale abbia portato al genocidio più grande della
>storia sudamericana”. “Mi piacerebbe che un sacerdote rispondesse al Papa,
>esprimendo la vergogna che si prova ascoltando che i popoli indigeni erano
>in attesa dell’evangelizzazione”. La Maldonado ha anche sottolineato come
>l’
>obiettivo di imporre alle culture indigene la cultura cristiana non è
>purtroppo ancora scomparso, ricordando come esempio “l’operato dei
>missionari che operano alla frontiera tra Venezuela e Brasile”.
>
>Anche dalla Bolivia ci sono state pubbliche risposte a Benedetto XVI,
>Mauricio Arias, leader (Apu Mallku, in lingua aymara) del Consiglio
>Nazionale di Ayllus ha tenuto a sottolineare: “La religione cattolica è
>stata imposta con la forza e la repressione, nonostante le nostre credenze
>e
>la nostra fede”.
>
>Mentre dalla Colombia, Luis Evelis, leader della ONIC(Organizzazione
>Nazionale Indigena Colombiana), ha precisato: “Come popoli indigeni,
>sebbene
>credenti, non possiamo tollerare che la Chiesa pretenda negare le sue
>responsabilità con la negazione delle sue responsabilità
>nell’annilichimento
>della nostra identità e della nostra cultura”.
>
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