IRIS Ceramiche di Sassuolo chiude a Gennaio 2009.
Circa 750 operai nei tre stabilimenti.
L'IRIS secondo il giornalista economico Gabrielli Franzini, che ha curato anche le notizie del Crac parmalat, l'IRIS non è in crisi, anzi vanta circa 300 milioni di liquidità. Problema: il suo proprietario Romano Minozzi è proprietario di 3 società nel Lussemburgo, tutte allo stesso indirizzo. LAUDO, FORTIFER, .. dalle quali dipende l'IRIS.
Gli operai dicono che le Ceramiche IRIS sono un bene del territorio, non di una sola persona.
Se gli operai perdono il lavoro, automaticamente perderanno anche l'appartamento di proprietà dell'IRIS.
Ancora una volta, come per la crisi Parmalat, vi è la necessità di sottolineare che è necessario creare lavoro e che la democrazia economica dovrebbe essere introdotta come risposta alla crisi stessa.
Il Governo si dovrebbe accollare l'acquisto della IRIS in liquidazione, e consegnarla ai lavoratori/trici per la gestione.
I sindacati dovrebbero fare qualche consa in merito. Ma vi è troppa paura.
Dovrebbero educare i lavoratori/trici che piuttosto di dipendere da 1 imprenditore, che spesso non ha la possibilità di prendersi la responsabilità anche per gli altri, sarebbe meglio che ognuno si prendesse la resposnabilità per il proprio sostentamento economico, appoggiati certamente dalle politiche governative.
Il governo avrebbe tutto da guadagnarci sostenendo la partecipazione dei lavoratori/trici sia nella genstione che nella proprietà dell'azienda.
Altrimenti sembra che dalla crisi non si potrà uscire, se non con il 20%-30% di disoccupazione e una sicura rivolta sociale.
Saluti
p.i. Tarcisio Bonotto
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