Saluti,
Albino Bordieri
Il
termine “termovalorizzatore” è inappropriato e fuorviante tanto che
anche la Comunità Europea è intervenuta sull'argomento diffidando le
amministrazioni del nostro Paese a utilizzare una simile locuzione. Ben
sanno a
Bruxelles che in un inceneritore viene valorizzato ben poco ... e tu ?
Quante bugie conosci sugli
inceneritori ?
I^ Bugia: dalla
combustione dei rifiuti con gli inceneritori, si recupera energia
elettrica.
Smentita: Questi
impianti hanno un rendimento energetico molto basso e di conseguenza
anche il
recupero di energia è molto basso. Ciò è dovuto al fatto che il
combustibile (i
rifiuti) utilizzato dagli inceneritori è molto eterogeneo e per
mantenere
elevata la temperatura del forno è necessario immettere del
combustibile
fossile. In Italia 52 inceneritori attivi producono solo lo 0,85%
dell'energia
immessa in rete (Fonte Enel). Troppo poco se si dovesse fare una seria
analisi
dei costi/benefici. Non dimentichiamo, per esempio, che il mancato
recupero di
materiale, l'elevato livello di inquinamento prodotto dalla combustione
con
relativi costi sanitari a carico della popolazione basterebbero per far
precipitare in un profondo “rosso” la gestione economica di questi
impianti.
Caso unico in Europa i costi di produzione con questa tecnica sono
mascherati
dai forti stanziamenti pubblici e senza questi contributi (i CIP6...
una vera
manna) gli inceneritori diventerebbero subito “archeologia
industriale”.
II^
Bugia: se non si utilizzano gli
inceneritori occorre aprire nuove discariche
Smentita: posta in questi termini la questione, che
ha un vago
sapore ricattatorio, denota invece una notevole debolezza di pensiero
perché
non tiene in alcun conto che il riciclaggio è una realtà nota oramai da
parecchi anni. E' stato ampiamente dimostrato che i cittadini si sono
fatti carico
del problema passando in tempi rapidissimi da una raccolta pressoché
indifferenziata ad un sistema porta-a-porta con risultati di eccellenza
vicini
al 75 %. Adesso tocca ai politici-amministratori dar prova di essere
all'altezza della situazione attuando dei piani di riciclo che possono
raggiungere livelli attorno al 95% come dimostrato dal Comune di Ponte
nelle
Alpi. L'obiettivo finale è quello di raggiungere, nel volgere di pochi
anni, il
traguardo dei “Rifiuti Zero” che consentirebbe di eliminare le
discariche se
anche le industrie cominciassero a fare la propria parte progettando
imballaggi
e sistemi totalmente riciclabili.
III^
Bugia: gli
inceneritori risolvono definitivamente il problema dei rifiuti
togliendo dalla
vista lo spettacolo indecoroso di materiali putrescenti.
Smentita: “Nulla si crea, Nulla si distrugge,
Tutto si
trasforma”.
Anche i rifiuti non sfuggono a questa legge e quindi ... si
“trasformano” in
qualcosa di molto inquietante. L'atmosfera viene usata come discarica a
cielo
aperto e grazie alle sue caratteristiche i fumi contaminanti (6300
mc/ton) si
possono diffondere in un'area vastissima con buona pace di tutti coloro
che
abitando ad una certa distanza da questi impianti pensano di esserne
risparmiati. Inoltre le ceneri della combustione, pari ad un terzo dei
rifiuti
in entrata, sono tossico nocive e devono essere poste in discariche
speciali oppure
inviate in appositi impianti di trattamento che in una infernale
girandola di
camion alla fine si ritroveranno sempre delle scorie pericolosissime da
smaltire. Ne consegue che affermare pubblicamente che gli inceneritori
eliminano le discariche è “millantato credito” (reato penale)
perché è
esattamente vero il contrario…
IV^
Bugia: siamo
in
emergenza: se non si fanno inceneritori le discariche si esauriranno
nel giro
di poco tempo
Smentita: se emergenza c'è stata, c'è
o ci sarà, è in buona parte dovuta a coloro
che adesso vogliono gli inceneritori, che hanno visto e continuano a
vedere nei
rifiuti una ghiotta occasione di guadagno e di carriera. Guardando i
telegiornali tutti hanno avuto modo di constatare che il
fenomeno
dell'emergenza si è verificato in zone geograficamente vessate dalla
malavita e
dal malgoverno. L'emergenza è quindi un chiaro segnale che indica la
presenza
di una infiltrazione criminale nel territorio. C'è un altro particolare
non
insignificante che denota la malafede di simili argomentazioni: per
costruire
un inceneritore ci vogliono diversi anni quindi non è di certo una
soluzione
indicata per risolvere emergenze a cui non si dovrebbe mai arrivare se
viene
subito adottata una corretta politica di gestione come già descritto.
V^ Bugia: Gli
inceneritori
di ultima generazione sono talmente sofisticati da non emettere
sostanze
tossiche. Infatti il monitoraggio all'uscita dal camino con le
apparecchiature
più sofisticate non rivela tali sostanze.
Smentita:
Questa è una favola bella e buona. Come già spiegato, con la
combustione i
rifiuti non svaniscono nel NULLA e materiali inerti, come la
plastica, si
trasformano in sostanze tossiche (es.diossina). Poiché non esistono
filtri che
possano fermare del tutto queste sostanze, una buona parte (non una
piccola
parte) viene immessa in atmosfera con buona pace di tutte le
apparecchiature
disponibili. Difatti se non vuoi rilevare una sostanza metti degli
apparecchi
di misurazione poco sofisticati e sensibili che non sono in grado di
rilevare
la presenza di sostanze pericolose all'uscita dai camini poiché sono
diluite in
enormi quantità di gas; se invece utilizzate le stesse apparecchiature
poco
sensibili a controllare l'accumulo di sostanze nocive nelle vicinanze
degli
inceneritori vi accorgerete che ne potrete rilevare la cospicua
presenza. Ciò è
risaputo da chi dovrebbe tutelare la salute della popolazione ed è
stato
confermato dai rilevamenti eseguiti dall'ARPAV a Pederobba (TV).
VI^ Bugia: i comitati ambientalisti terrorizzano i
cittadini sulla
questione degli inceneritori.
Smentita: i comitati reputano di
dover supplire a quanto non viene fatto dalle
istituzioni per contrastare le informazioni inesatte e ambigue, se non
mendaci,
che riguardano gli inceneritori e su cui poggia l'incastellatura
politica ed
economica che sostiene la loro costruzione adducendo il pretesto
dell'emergenza. I comitati reputano principalmente che il “Principio
di
Precauzione” sia un diritto irrinunciabile su questioni che
riguardano la
salute di centinaia di migliaia di persone ... chi prenderà delle
decisioni “irreversibili”
quali l'incenerimento dovrà essere considerato come persona informata
sui fatti e di conseguenza ne dovrà rispondere prima o poi.
VII^ Bugia: molto
si sta facendo per il problema dei rifiuti, anche in termini di
sensibilizzazione dell'opinione pubblica, al fine di minimizzare la
quantità
dei rifiuti e le dimensioni degli impianti di incenerimento.
Smentita: il danaro pubblico viene
stanziato per piani in cui la spesa più grossa è quella destinata
all'incenerimento, una minore (spesa) alle tecniche di riciclaggio, ed
una
assolutamente nulla nelle tecniche di informazione e di produzione di
beni
durevoli, considerate, invece, primarie dalla Comunità Europea. Le
cifre della
bugia: ben l'80% della cifra stanziata è destinata agli inceneritori
attraverso
i contributi CIP6 e quant'altro ... Solo il resto, considerato invece
obiettivo
primario dalla CE, è destinato alle tecniche di riduzione dei rifiuti
da
smaltire. NULLA è destinato alla ricerca medica in questo
settore. NULLA
è destinato ai piani di monitoraggio della salute dei cittadini posti
nelle
vicinanze degli inceneritori. NULLA è destinato all'istituzione
di un
fondo per le spese mediche eventualmente sostenute dai cittadini. I
banchetti
di informazione ed eventuali conferenze vengono realizzati
esclusivamente su
base VOLONTARIA e con esborsi quasi sempre personali.
VIII^
Bugia
(molto grave): gli
inceneritori non nuocciono alla salute.
Smentita: è la principale menzogna
che viene detta da cinquanta anni a questa
parte quando si vuole costruire un inceneritore proponendolo come una
novità
tecnologica. Molte ricerche sull'impatto sanitario provocato dagli
inceneritori
sono state fatte anche in Italia. Nel 2006 il Notiziario della
Federazione
Italiana Medici di Medicina Generale riportava: “Gli inceneritori
producono
ceneri e immettono nell'atmosfera milioni di metri cubi al giorno di
fumi
inquinanti, contenenti polveri costituite da nanoparticelle di metalli
pesanti,
idrocarburi policiclici, policloro- bifenili, benzene, diossine
estremamente
pericolose perché persistenti ed accumulabili negli organismi viventi”.
Per
questioni di spazio ne ho citato solo una ma una raccolta di dozzine di
pubblicazioni, i cui titoli sono stati inviati ai Ministri
dell'Ambiente e
della Sanità, smentisce la più grossa e pericolosa bugia: quella che
gli
inceneritori sicuramente non fanno male. Problemi di respirazione, asma
e
cancro non sono certo resi minimi con la presenza di inceneritori. Questa
bibliografia è a disposizione di tutti, sanitari, cittadini e politici.
IX^
Bugia: molti
studiosi di prestigio sostengono
che non esiste alcuna correlazione tra inceneritori e tumori.
Smentita:
attualmente gli studiosi favorevoli all'incenerimento traggono il
vantaggio di
occupare le posizioni di prestigio nei consigli di amministrazione di
enti ed
istituzioni che si occupano e controllano l'ambiente; per contro
occorre far
notare che chi è contrario senza ambiguità, non e' mai presente
in modo
significativo in queste posizioni. I siti su cui costruire gli
inceneritori
sono i più dannosi per la salute. Infatti l'iter burocratico legato
alle leggi
attuali identifica i siti in aree senza interesse agro-silvo-pastorale,
dove
siano già presenti servizi (acqua, luce, gas, etc.) e viabilità, in
zone
industriali preferibilmente dismesse. Ciò corrisponde, nella maggior
parte dei
casi, nelle periferie delle città o nelle grandi cinture cittadine, in
aree
fortemente abitate ma soprattutto inquinate. E' facile in
questi casi
addossare di volta in volta la colpa di emissioni nocive al traffico,
al
riscaldamento domestico e a fabbriche con forte impatto ambientale. I
criteri
di correttezza e trasparenza sono solo legati agli atti pubblici che ,
come
abbiamo già visto non contemplano il principio di precauzione né
tantomeno l'accumulo delle sostanze nocive nel terreno.
X^
Bugia: comunque
in ogni momento la popolazione è invitata
a controllare i progetti e verificare l'efficienza e la sicurezza degli
impianti.
Smentita: Qui rasentiamo l'ipocrisia
perché il controllo dei progetti ,
dell'efficienza e della sicurezza, è effettuato da istituzioni che non
sono
tenute in alcun caso a sottoporlo a chiunque ne faccia richiesta ed è
dimostrato dal fatto che molti incidenti verificatesi hanno trovato
impreparati
perfino gli addetti ai lavori. E' già molto difficile immaginare un
cittadino
che in una visita guidata possa porre delle domande pertinenti,
figuriamoci lo
stesso cittadino che si metta a controllare i progetti e verificare gli
impianti. Poche persone accuratamente selezionate vi sono ammesse a
queste
visite. Tale tecnica di persuasione è oggetto di approfonditi studi di
psicologia e scienze politiche ed è adottata comunemente al solo fine
dell'approvazione burocratica degli impianti. Anche ammesso che fossero
ritenuti pericolosi dalla popolazione durante il funzionamento, non
esiste ALCUN
strumento giuridico in grado di fermare un inceneritore neanche per
pochi
giorni. Ad hoc è stata approvata una legge che punisce coloro che
denunciano la
pericolosità addebitando loro tutti i costi di fermata dell'impianto.
Quindi
una volta innescato un inceneritore si è vincolati a non spegnerlo più
dati gli
enormi interessi in gioco. Ciò ci fa capire che il profitto fine a se
stesso è
di gran lunga più importante della salute dei cittadini. D'altronde
questa è la
tipica mentalità del capitalismo all'italiana che privatizza i profitti
e
socializza le perdite. Questo è il futuro che alcuni politici e
patrioti
nostrani immaginano per noi.
www.moglianoinceneritorizero.wordpress.com