OLTRE LA PADELLA E OLTRE LA BRACE:
ALLEANZA STRATEGICA COI BRICS E RIVOLTA POPOLARE
La padella berlusconiana da cui stiamo uscendo si è caraterizzata per: aumento
del debito pubblico, agevolazioni e impunità fiscale per le classi benestanti,
economia clientelare, illegale e criminale, spese militari e guerre, contributi
al Vaticano, involuzione culturale generale della società, dalle contraddizione
di genere a quelle individuo/società, con l'aggiunta di localismo quando era
necessaria una dimensione internazionale.
Le braci in cui stiamo cadendo sono quelle dei capitalisti BCE e
anglo-americani, con la Goldman Sachs in sala regia: ad entrambi interessa
saccheggiare quel che resta dell'apparato industriale italiano (il secondo in
Europa), e privatizzare i beni comuni, dopo aver già ridimensionato la presenza
e le commesse italiane in Libia. Le braci sono: la svendita dell'apparato
industriale italiano, a cominciare da ENI, Enel, Finmeccanica, Fincantieri (in
particolare l'assalto strategico all'Eni, quindi anche al gasdotto SouthStream,
rientra nella manovra di accerchiamento della Russia-Paese dei Brics); la
privatizzazione delle aziende di servizi pubblici, esattamente in senso
contrario all'esito del referendum (per i "prestiti all'Irlanda una clausola
della BCE ha preteso l'obbligo di installazione dei contatori a domicilio per il
pagamento dell'acqua). Le braci sono la pensione a 67 anni per tutti,
l'inevitabile aumento delle tariffe pubbliche, la sostituzione dei contratti di
lavoro nazionali con quelli aziendali, più precariato e più facilità di
licenziamento, un calo dei salari reali tra il 10 e il 30%. Se la BCE (che tra
l'altro è privata ed in mano alle principali banche franco-tedesche) avesse
veramente voluto il risanamento e non il saccheggio dell'Italia, avrebbe preteso
nella sua lettera una legislazione severa contro l'evasione fiscale, il lavoro
nero, la criminalità organizzata, tasse patrimoniali e sulla rendita. Ma nulla
di tutto ciò: solo scarnificare la manifattura, l'economia italiana ed i redditi
dei lavoratori. Le braci sul piano culturale saranno più sofisticate: tecnicismi
economici, siamo sulla stessa barca, fare quadrato intorno la civiltà
occidentale, le guerre come operazioni umanitarie (bombardamenti su Belgrado= la
"difesa avanzata" di D'Alema; guerra in Afghanistan=mandiamo a scuola le bambine
afghane; bombardamenti sulla Libia= "non siamo in guerra" di Napolitano).
Per chi si illude di un cambiamento economico in meglio dopo l'uscita di scena
di Berlusconi, occorre ricordare che, con il cambio di governo e l'intervento e
gli "aiuti" della BCE, nessun Paese dei Pigs ha visto ridursi gli interessi dei
titoli di Stato che, anzi, si sono ulteriormente alzati. Il "risanamento"
dell'Italia viene affidato ad ex- impiegati della Goldman Sachs: Monti, Draghi,
e contigui tra le ombre, Prodi, Letta, Amato. Una nota su Draghi: responsabile
della Goldman Sachs per l'Europa, ha in prima persona aiutato il governo greco a
camuffare i conti e ad indebitarsi, con l'esito che abbiamo sotto gli occhi. Una
nota su Monti: rappresentante della Trilaterale (una potente e feroce cupola del
capitalismo occidentale, con Rockfeller e Kissinger), consulente della Goldman
Sachs e del FMI, ultra-liberista. A chi pensa che il FMI possa aiutare l'Italia,
basti ricordare che tutto il Sudamerica sfugge da tempo dai suoi aiuti, dopo la
devastante esperienza dei due decenni passati, in particolare di Venezuela ed
Argentina (approfondimento:
http://selvasorg.blogspot.com/2011/11/il-venezuela-una-lezione-per-loccidente.ht\
ml#more ).
Come è quindi possibile che risanino il bilancio italiano le stesse forze che
hanno guidato l'attacco economico all'Euro, alla Grecia, alla Spagna,
all'Irlanda, al Portogallo e alla stessa Italia?
La governance franco-tedesca dell'Europa, già divisa sulla questione libica, non
sembra all'altezza di sostenere l'attacco delle multinazionali anglo-americane
all'Europa e all'Euro, e tutto lascia intendere la fine politica di questo
esperimento di autonomia europea, con la frantumazione dell'Euro o l'uscita
della Germania da questa area monetaria. Solo un forte sostegno dei Paesi Brics
poteva contenere questo imponente attacco dell'area dollaro e proteggere l'Euro,
ma Brasile Russia India Cina si sono giustamente defilati: sono appena stati
cacciati a suon di bombe dalla Libia da una coalizione comprendente gli europei,
perchè mai dovrebbero aiutarli? I paesi Brics presentano il conto all'Europa
della sconsiderata partecipazione all' aggressione imperialista. Quando si
comincerà a fare un bilancio dei costi politici, oltrechè economici ed umani,
della partecipazione alla Nato ed alle sue guerre, allora saranno maturi i tempi
per riconsiderare le alleanze internazionali. A mio parere solo una coraggiosa
uscita dalla Nato ed un cambio di alleanze internazionali a fianco dei Brics, e
un processo di reindustrializzazione con loro concordato, potranno aprire degli
orizzonti meno cupi. Per intanto non ci resta che imitare la Grecia, preparare
pazientemente scioperi generali, la paralisi del Paese e la rivolta della
popolazione al programma di lacrime e sangue che i Papandreu italiani stanno
mettendo a punto. Anche quanto successo nella americana Oakland può fare scuola:
sciopero generalizzato auto.organizzato e paralisi della città. Il debito
pubblico, creato dai nostri capitalisti per assorbire la loro sovraproduzione e
salvaguardare i loro profitti, va pagato da quel 10 % della popolazione che ha
accentrato oltre metà del reddito nazionale. Anche a rate.
Luigi Ambrosi
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