Ho già inviato una precedente e-mail ma non so se è stata ricevuta.
Sta nascendo un movimento per cercare di fare qualcosa per la scuola pubblica
attraverso iniziative alternative allo sciopero che come abbiamo già visto non
porta a nessun risultato tangibile. La proposta è questa:
Portare i Collegi dei Docenti a deliberare la non realizzazione di qualsiasi
attività che possa riguardare il turismo scolastico (realizzazione di gite,
viaggi d'istruzione,.................) facendo pervenire direttamente al
ministero le specifiche delibere.
Il giro d'affari che sta dietro al turismo scolastico è enorme, dietro ad ogni
gita, ad ogni uscita didattica sono coinvolte agenzie di viaggio, operatori
turistici, pulmans, treni, aerei, navi, alberghi, ristoranti, musei, guide
turistiche, economie locali,.................... un giro d'affari che se
bloccato significherebbe la paralisi di una grossa fetta dell'economia del
nostro paese, che d'un tratto si troverebbe in ginocchio. Sfido chiunque a
trovare un pulmans fra aprile e giugno, tutto esaurito e indovinate perchè?
Tutti sono impegnati con le scuole.
Si badi di bene non è sicuramente intezione alcuna creare problemi ad altri
lavoratori che come noi (soprattutto in un particolare momento di crisi) si
alzano tutte le mattine per portare a casa un modesto e onesto salario per
cercare di andare avanti, ma se tutto ciò succedesse, quasi sicuramente il
governo sarebbe sicuramente costretto a dover dare non poche spiegazioni ad
altre categorie di lavoratori e a cercare di risolvere problemi economici non
indifferenti in un settore che non è quello della scuola ma che su di essa vive.
Penso che a quel punto molto probabilmente sarebbe costretto anche a dare
risposte alla scuola e con particolare attenzione a dispetto di qualunque
sciopero.
Spero di leggere commenti, suggerimenti e quant'altro da parte dei colleghi.
Vincenzo Tumminello
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
L´INAUGURAZIONE. Ribadita la necessità di far marciare l´istruzione con la
rapida evoluzione del mondo del lavoro
Un patto con le imprese per dare fiato alla scuola
Elena Cardinali
L´assessore regionale Donazzan:«Il nostro Paese è dominato da una
gerontocrazia» E da Italia 2020 esce un disallineamento tra mondo formativo e
richieste di mercato
Venerdì 27 Novembre 2009 CRONACA, pagina 8
Una scuola che dovrà essere sempre più in sinergia con il mondo del lavoro ma
che deve anche riscoprire la sua vocazione educativa come formatrice di futuri
cittadini, di persone cioè in grado di condividere le regole del vivere civile,
e di lavoratori responsabili, in grado di modellarsi alle dinamiche del mondo
del lavoro. In poche parole, una scuola in grado di cogliere i grandi
cambiamenti in atto nella società e far crescere una società e una classe
dirigente adeguate. Grandi intenti e ottime intenzioni negli auspici che hanno
accompagnato il convegno inaugurale di Job&Orienta, edizione numero 19, la
rassegna dedicata alla scuola, all´orientamento e al lavoro, aperta in Fiera
fino a domani, che ha esordito con la presentazione di «Italia 2020», il piano
di azione per l'occupabilità dei giovani.
Un documento, siglato lo scorso settembre dai ministri del Lavoro Maurizio
Sacconi e dell´Istruzione Mariastella Gelmini, che, andando oltre gli
specifici ambiti d´intervento, scelgono di lavorare insieme a strategie e
azioni sistematiche per affrontare alcune evidenti «vulnerabilità» che pesano
sul futuro dei nostri giovani. Rispetto ai coetanei di altri Paesi, infatti, i
giovani italiani incontrano il lavoro in età troppo avanzata e con conoscenze
poco spendibili. Manca un vero contatto con il mondo lavorativo e sono quasi
assenti moderni servizi di collocamento e orientamento che possano agevolare una
più celere transizione al mercato del lavoro. Prima dell´inizio dei lavori si
è esibita l´orchestra giovanile provinciale di Vibo Valentia, diretta sa
Antonella Barbarossa, formata da giovani tra i 12 e i 18 anni,i di scuole
diverse, che si sono esibiti con grande bravura in brani di tango e colonne
sonore.
Claudio Valente, vicepresidente della Fiera, ha sottolineato la necessità che
«la scuola formi giovani in grado di prendersi le loro responsabilità e anche
di fare sacrifici», mentre l´assessore regionale all´Istruzione, Elena
Donazzan ha ricordato che «la crisi si può subire oppure aggredire e che in
Veneto c´è una grande capacità di reagire». Ma ha anche sottolineato la
necessità di svecchiare il Paese «dominato da una gerontocrazia
imprenditoriale». La dirigente dell´Ufficio scolastico regionale, Carmela
Palumbo ha ricordato «l´esempio virtuoso delle università venete che hanno
saputo prendere accordi con il territorio per non perdere risorse per strada» e
ha lanciato un appello al direttore della segreteria tecnica del ministro
Gelmini, Gianni Bocchieri, affinchè «nella suddivisione dei futuri licei
musicali, 40 in tutta Italia, si tenga conto delle esperienze maturate».
Michele Tiraboschi, consigliere del ministro del
Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali ha sottolineato il valore dello
stage e dell´apprendistato,«canali professionalizzanti che danno opportunità
di crescita e di orientamento».
Le azioni indicate dal Piano partono dalle proiezioni al 2020 che vedono
l´Italia in forte carenza di competenze elevate e intermedie legate ai nuovi
lavori e un disallineamento dell´offerta formativa rispetto alle richieste del
mercato del lavoro. Se non saranno introdotti dei correttivi persisteranno gli
attuali alti livelli di dispersione scolastica e universitaria.
Dai corsi sui diritti umani
al robot anti sabotaggio
Venerdì 27 Novembre 2009 CRONACA, pagina 8
Gli studenti che si aggirano tra i due padiglioni che racchiudono le oltre 450
realtà presenti, ciascuna con un proprio stand, al XIX Salone di
«Job&Orienta» non hanno davvero che l'imbarazzo della scelta: la presenza di
istituzioni, scuole, università, aziende, enti pubblici e privati è tale da
costituire uno spaccato completo della società attuale, con l'opportunità
però di risultare raggruppata per aree tematiche, in modo appunto da agevolare
"l'orientamento".
FORZE DELL'ORDINE. Agli studenti in visita a Job questa sezione piace molto,
come dimostrava l'affollamento negli spazi allestiti da polizia di Stato,
polizia penitenziaria, Marina militare, Guardia di Finanza, carabinieri. C'è
chi assiste alla dimostrazione del «robot anti sabotaggio», un dispositivo per
operazioni pericolose e disinnesco degli ordigni, chi vuole salire sull'auto dei
carabinieri, chi ascolta le lezioni di prevenzione e legalità, chi incuriosito
si avvicina ai fuochi d'artificio che la polizia espone per sensibilizzare i
giovani sull'importanza di fare attenzione nelle prossime festività.
REGIONE VENETO. Il grande stand della Regione Veneto riunisce realtà
differenti, affiancando per esempio la scuola di moda a quella di cucina, (con
un vero e proprio laboratorio in cui i cuochi in erba preparavano tortellini,
spezzatino, cotechino e polenta), allo spazio riservato alla protezione civile e
alle nanotecnologie.
Qui per i tre giorni di Job sono stati attivati anche una serie di laboratori
sui diritti umani e la cooperazione internazionale, animati dalle associazioni
di volontariato con le quali l'assessorato alle Relazioni internazionali della
Regione ha lavorato durante un intero anno nelle scuole di tutto il Veneto: si
gioca con le carte e si dibatte per spiegare il valore della cultura della pace.
La Cooperativa La Rondine e Ctm Altromercato hanno spiegato la situazione dei
paesi del Sud del mondo e le opportunità di trovare impiego nel settore del
sociale.
PIANETA UNIVERSITA'. Sono circa 70 le Università che uno studente può
«incontrare» a Job, comprese alcune Università della Svizzera, della Spagna a
perfino dell'Australia. Si va dalle facoltà umanistiche a quelle scientifiche e
tecnologiche, con un ventaglio molto vasto di indirizzi anche un po' fuori dagli
schemi più tradizionali.
E poiché uno dei maggiori problemi resta quello dell'accesso all'Università, a
Job ancora oggi e domani è possibile mettersi alla prova con simulazioni del
test d'ingresso di varie facoltà.
TOPJOB. Imparare a cercare lavoro: difficile «mestiere» per chi ha terminato
il ciclo di studi. Nel padiglione 6 di Job c'è un'area apposita, appunto
TobJob, in cui i giovani che si affacciano per la prima volta al mondo del
lavoro possono trovare personale qualificato che li indirizza e consiglia su
come orientare e svolgere la loro ricerca, e su come preparare un curriculum,
nella consapevolezza che proprio il passaggio dal mondo della scuola a quello
del lavoro resta il momento più difficile.
BLOCCO STUDENTESCO. «Ho saputo che studenti del Blocco Studentesco hanno
intenzione di consegnarmi alcune proposte per la legge sulla scuola del Veneto,
e non posso che accogliere l´iniziativa con favore». Commenta così
l´assessore regionale Elena Donazzan la comunicazione che il movimento Blocco
Studentesco regionale, le consegnerà questa mattina, venerdì, un documento con
alcune proposte per la Legge sulla Scuola del Veneto.
«Leggerò il documento- ha aggiunto - e se ci saranno spunti e proposte
interessanti, li inserirò sicuramente nella legge regionale». A.G.
Il Lams in cattedra,
già pronto per la riforma
Venerdì 27 Novembre 2009 CRONACA, pagina 8
Tra gli incontri previsti a «Job & Orienta» in Fiera, oggi dalle 15 alle 17,
in Sala Rossini, si terrà un convegno intitolato «La musica e la professione
della musica». Interveranno musicisti, musicologi, docenti, nonché Luigi
Berlinguer, Presidente del Comitato nazionale per l'apprendimento pratico della
musica. Si parlerà di educazione musicale, della prossima istituzione del liceo
musicale e coreutico, di musica come professione, di attività musicali come
fattore di sviluppo culturale ed economico, di rispetto della creatività.
Proprio in vista dei cambiamenti che, dal 2010/11, sono stati introdotti in
merito al ruolo dei Conservatori, nei giorni scorsi il Lams di Verona
(Laboratorio delle Arti Musica e Spettacolo) ha stipulato una convenzione con il
Conservatorio di Vicenza, che lo qualifica come unico canale di accesso - per
ora - al conservatorio in questione a seguito delle nuove norme. Dall'anno
prossimo, infatti, i Conservatori cesseranno di proporre i corsi tradizionali,
attuando soltanto quelli di Alta Formazione, equiparabili ai Trienni e Bienni di
Laurea universitaria.
Il Lams consentirà agli aspiranti musicisti di frequentare i cosiddetti Corsi
di Base necessari e precedenti alla formazione accademica. Le certificazioni
d'esame, ufficialmente riconosciute, potranno seguire due percorsi, quello più
tradizionale orientato alla musica classica, e un altro al Jazz e alle Musiche
del Nostro Tempo. B.M.
http://media.athesiseditrice.it/GiornaleOnLine/Arena/index.php?pagina=&id_artico\
lo=
Job&Orienta PROGRAMMA CULTURALE
(...)
ore 14.30 - 16.30 Auditorium Verdi
UNA SCELTA PER CRESCERE
a cura di Cosp Verona
in collaborazione con Ufficio scolastico provinciale di Verona
saluti GIOVANNI PONTARA, dirigente Ufficio scolastico provinciale di Verona o
MARCO LUCIANI, assessore alle Politiche per l´Istruzione e della Famiglia
Provincia di Verona o ALBERTO BENETTI, assessore all´Istruzione e alle
Politiche giovanili Comune di Verona
TAVOLA ROTONDA
intervengono CLAUDIO GENTILI, direttore Confindustria per l´Education o
KATIA PROVANTINI, psicologa autrice del libro "Orientarsi dopo la terza
media" o CINZIA GIULIANA ALBERTINI, presidente Cosp Verona o STEFANIA
ZERBATO, Pagroup, "io ho cambiato", un´esperienza personale o LAURA
LONGO, antropaleontologa "fin da piccola ho scavato", un´esperienza
personale o LAURA DONÀ, dirigente scolastico responsabile interventi
educativi Usp Verona o LUCA MANFREDINI, direttore Cfp Istituto Canossiano e
coordinatore Crov o EMANUELE TAGETTO, direttore Cosp Verona "La valigia del
genitore"
coordina ALESSIA ROTTA, giornalista Dibattito con il pubblico
In chiusura saranno consegnati "La strada per il futuro" e "La valigia dei
genitori"
(...)
http://fair.veronafiere.it/joborienta/prog_culturale.html
Un caro saluto, Flavio
http://www.edscuola.it/famiglie.html
> Sportello Genitori Studenti e Scuola
Stamattina ho mandato in diretta sul sito della mia scuola, da JOB&Orienta
di Verona, la discussione sul riordino degli istituti professionali. Sono
intervenuti Aprea, Nardiello, Salatin, Nicoli , dirigenti scolastici e
insegnanti.
Qui la registrazione:
http://www.delfo.fc.it/irisversari/art_visualizza.asp?ID=2381
Tavolo regionale della Toscana per la difesa della scuola statale*
Incontro con l'Assessore Regionale al bilancio Giuseppe Bertolucci
Venerdì¬ 27 novembre p.v. alle ore 17
Firenze- Circolo Arci Via delle Porte Nuove n. 33
L'incontro con l'assessore regionale è stato previsto sulla base del documento
allegato per valutare gli interventi finanziari della Regione toscana per la
scuola e per formulare eventuuali proposte in vista della prossime scadenze
istituzionali.
Alleghiamo il documento di base approvato nell'incontro del 28 ottobre e vi
preghiamo di garantire la presenza. p. il Tavolo Sebastiano Busia
**Hanno aderito finora al tavolo regionale: Sinistra per la Costituzione, La
Sinistra Firenze, Sinistra e Libertà , Rifondazione Comunista, PdCI, VERDI, Per
un’altra città , Pd della Versilia, IdV di Grosseto, Sinistra Unita e Plurale
di Firenze ( SUP), FLC CGIL Firenze, Cobas di Firenze, Unicobas, Gilda, Gruppo
consiliare reg.le di Sinistra Democratica, Circolo UAAR di Firenze, Comitato di
Firenze "Per la scuola della Repubblica", CIPì- Comitato Insegnanti Precari
Inoccupati, ed inoltre i rappresentanti dei Comitati genitori-insegnanti di
Firenze, Empoli, Fiesole, Pontassieve, Londa,Dicomano, Scandicci, Sesto
Fiorentino, Bagno a Ripoli,Versilia, Prato, Arezzo, Grosseto, Livorno e Pistoia
e M. Luisa Moretti, Assessore P.I. del Comune di Fiesole.
 
 
 
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ore 14.30 - 16.30 Auditorium Verdi
UNA SCELTA PER CRESCERE
a cura di Cosp Verona
in collaborazione con Ufficio scolastico provinciale di Verona
saluti
GIOVANNI PONTARA, dirigente Ufficio scolastico provinciale di Verona o MARCO
LUCIANI, assessore alle Politiche per l´Istruzione e della Famiglia Provincia
di Verona o
ALBERTO BENETTI, assessore all´Istruzione e alle Politiche giovanili Comune di
Verona
TAVOLA ROTONDA
intervengono CLAUDIO GENTILI, direttore Confindustria per l´Education o
KATIA PROVANTINI, psicologa autrice del libro "Orientarsi dopo la terza
media" o
CINZIA GIULIANA ALBERTINI, presidente Cosp Verona o
STEFANIA ZERBATO, Pagroup, "io ho cambiato", un´esperienza personale o
LAURA LONGO, antropaleontologa "fin da piccola ho scavato", un´esperienza
personale o
LAURA DONÀ, dirigente scolastico responsabile interventi educativi Usp Verona
o
LUCA MANFREDINI, direttore Cfp Istituto Canossiano e coordinatore Crov o
EMANUELE TAGETTO, direttore Cosp Verona "La valigia del genitore"
coordina ALESSIA ROTTA, giornalista
Dibattito con il pubblico
In chiusura saranno consegnati "Le strade per il futuro" e "La valigia dei
genitori"
http://fair.veronafiere.it/joborienta/convegni_ist.html
Invito
http://it.groups.yahoo.com/group/famiglie-edscuola/files/C_O_S_P/
Un caro saluto. Flavio
http://www.edscuola.it/famiglie.html
> Sportello Genitori Studenti e Scuola
RITMIA all'Istituto Yoga "Surya Chandra Marga"
Alla pagina
http://www.metodo-ritmia.com/suryachandra.html
è pubblicata un'ampia documentazione fotografica della lezione
di RITMìA condotta dalla Prof.ssa Sonia Simonazzi presso
la Scuola di Yoga "Surya Chandra Marga"
di Gabriella Cella Al Chamali
da un gruppo di donne e insegnanti leccesi una proposta per il 25 novembre
giornata internazionale di lotta e presa di parola a livello mondiale
contro la violenza sessista sulle donne
§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§
La violenza sessista e familiare colpisce nel mondo milioni di donne
''Principalmente ho fiducia di me stessa ...
In quei giorni io non ero sola,
nel mio cuore c'erano la mia famiglia ed ricordi felici
e un giorno ho giurato a me stessa che sarei diventata piu' grande e forte
per potermi liberare.
Ho, in certo qual modo, stretto un patto con il mio Io futuro
che sarebbe venuto a liberare la piccola bambina di 12 anni''
Natascha Kampush
Marzo 2006
Siamo donne e insegnanti, operiamo in una Città, in un Paese ed in un Mondo che
appaiono spettatori di atti di crescente, inaudita, quotidiana gravità e
crudelta', assistiamo al degrado delle politiche istituzionali,
all'imbarbarimento dei codici comunicativi, alla brutalita' mediatica come in un
ininterrotto reality-show che giunge ad inquinare la socialità, ma siamo anche
testimoni della crescita sempre piu' significativa, che attraversa ormai piu'
generazioni di donne, di coscienza e pratiche segnate dal pensiero femminile.
Mercoledi' 25 novembre, giornata internazionale di lotta e presa di parola a
livello mondiale, contro la violenza sessista perpetrata in modalita' feroci e
diverse vogliamo dare voce nelle nostre scuole alle storie di tante donne che
hanno subito violenza e che, spesso nella relazione con altre, ne hanno
raccontato i silenzi, le disperazioni, i percorsi di denuncia e possibile
superamento.
Porteremo nelle nostre scuole queste testimonianze, leggendole e commentandole
con i nostri alunni perchè siamo convinte che, se si tratta di libertà, di
rispetto e di dignità femminile, la parola, il giudizio e l'iniziativa spettino
a Lei.
Le insegnanti leccesi riunitesi il giorno 20 novembre 2009
presso la Casa delle Donne di Lecce
VI INVITIAMO AD ADERIRE E CONDIVIDERE L'INIZIATIVA
per contatti:
http://www.facebook.com/casadelledonne.lecce
e-mail: liberafederazionedonne.lecce@...
Dopo le 19 dei giorni 23 e 24 presso la Casa delle Donne
ex Liceo Musicale - Viale dell'Università a Lecce
Proponiamo in particolare il testo
di: Addis Saba, Cristiana di San Marzano, Elena Doni, Paola Gaglianone, Claudia
Galimberti, Elena Gianini Belotti,
Lia Levi, Dacia Maraini, Maria Serena Palieri, Francesca Sancin, Mirella Serri,
Simona Tagliaventi, Chiara Valentini
Amorosi assassini
Storie di violenze sulle donne
Qui l'introduzione:
http://www.laterza.it/leggi_brano.asp?id=595
Per chi e' di lecce ci sono delle copie disponibili presso la Libreria delle
donne Evaluna di lecce
per altre indicazioni e scambi di materiali siamo domani e dopodomani alla Casa
delle Donne di Lecce
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Ma...quale film hai visto?
Vallej
----- Original Message -----
From: alice3
To: didaweb@yahoogroups.com
Sent: Saturday, November 21, 2009 11:05 PM
Subject: [didaweb generale] No ai nuovi barbari nella scuola!
giro da fb
Saverio Fanigliulo
No ai nuovi barbari nella scuola!
Oggi alle 18.59
La scuola non ha bisogno di insegnanti "tecnologi"( da non confondersi con gli
insegnanti di Tecnologia). Ormai, se ci guardiamo intorno, alcuni colleghi sono
immersi in una spirale tecnologica che li costringe a dimenticare qual è il vero
ruolo dell'insegnante nella società attuale. Abbiamo bisogno di educatori che
ridiano senso e valore alle parole, ai numeri, ai gesti , ai segni, che mettano
al centro del loro fare scolastico quotidiano la persona umana.
I "tecnologi",invece, hanno la pretesa di trasmettere ai discenti, e spesso
anche ai colleghi, fatti,certezze,meccanismi,competizione,in realtà costoro
trasmettono soltanto povertà culturale, disprezzo per la diversità,l'originalità
e la creatività,solitudine,ipocrisie,demotivano il confronto e l'incontro. Cerco
di essere più chiaro: in questi ultimi anni mi è capitato di incontrare docenti"
tecnologizzati" senza anima,che prendono tutto, tutto ciò che può dare
visibilità e anche qualche euro . Si tratta di individui che hanno dimenticato
l'essenza dell'essere insegnante. Nei consigli sbraitano, oppure tacciono,
invece di confrontarsi, ignorano gli elementi di base della pedagogia, della
valutazione e della funzione docente, non si aggiornano per niente, possono
anche aggredire fisicamente, sono "barbari" che pensano di conoscere un pò più
degli altri "la macchina"( intendo riferirmi ad alcune abilità
pseudoinformatiche che costoro posseggono).Non hanno a cuore gli alunni, non
hanno a cuore i nostri figli, specie quelli più deboli.Pensano che bocciare sia
necessario per incentivare merito ed eccellenza. Occorre guardarsi bene da
costoro, pensano di stare in un partito politico, non a scuola,possono diventare
maggioranza (sono già maggioranza in alcune scuole), possono salire fino ai
vertici,imporre il loro modo di essere e di fare, svuotare ancor più la scuola
di idee, di contenuti e di significati.
Pensando di essere stato, ormai, dimenticato, Cristian si avvicinò ad un mio
collega seduto insieme a me al bar e, rivolgendogli la parola, gli disse: " Ciao
professore, io sono Cristian, quello bocciato".
Ancora oggi ci penso sempre e, non ci crederete, mi commuove molto.
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
giro da fb
Saverio Fanigliulo
No ai nuovi barbari nella scuola!
Oggi alle 18.59
La scuola non ha bisogno di insegnanti "tecnologi"( da non confondersi con gli
insegnanti di Tecnologia). Ormai, se ci guardiamo intorno, alcuni colleghi sono
immersi in una spirale tecnologica che li costringe a dimenticare qual è il vero
ruolo dell'insegnante nella società attuale. Abbiamo bisogno di educatori che
ridiano senso e valore alle parole, ai numeri, ai gesti , ai segni, che mettano
al centro del loro fare scolastico quotidiano la persona umana.
I "tecnologi",invece, hanno la pretesa di trasmettere ai discenti, e spesso
anche ai colleghi, fatti,certezze,meccanismi,competizione,in realtà costoro
trasmettono soltanto povertà culturale, disprezzo per la diversità,l'originalità
e la creatività,solitudine,ipocrisie,demotivano il confronto e l'incontro. Cerco
di essere più chiaro: in questi ultimi anni mi è capitato di incontrare docenti"
tecnologizzati" senza anima,che prendono tutto, tutto ciò che può dare
visibilità e anche qualche euro . Si tratta di individui che hanno dimenticato
l'essenza dell'essere insegnante. Nei consigli sbraitano, oppure tacciono,
invece di confrontarsi, ignorano gli elementi di base della pedagogia, della
valutazione e della funzione docente, non si aggiornano per niente, possono
anche aggredire fisicamente, sono "barbari" che pensano di conoscere un pò più
degli altri "la macchina"( intendo riferirmi ad alcune abilità
pseudoinformatiche che costoro posseggono).Non hanno a cuore gli alunni, non
hanno a cuore i nostri figli, specie quelli più deboli.Pensano che bocciare sia
necessario per incentivare merito ed eccellenza. Occorre guardarsi bene da
costoro, pensano di stare in un partito politico, non a scuola,possono diventare
maggioranza (sono già maggioranza in alcune scuole), possono salire fino ai
vertici,imporre il loro modo di essere e di fare, svuotare ancor più la scuola
di idee, di contenuti e di significati.
Pensando di essere stato, ormai, dimenticato, Cristian si avvicinò ad un mio
collega seduto insieme a me al bar e, rivolgendogli la parola, gli disse: " Ciao
professore, io sono Cristian, quello bocciato".
Ancora oggi ci penso sempre e, non ci crederete, mi commuove molto.
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Tavolo regionale della Toscana per la difesa della scuola statale*
?
Incontro con l'Assessore Regionale al bilancio Giuseppe Bertolucci
Venerdì 27 novembre p.v. alle ore 17
Firenze- Circolo Arci Via delle Porte Nuove n. 33
L'incontro con l'assessore regionale è stato previsto sulla base del documento
allegato per valutare gli interventi finanziari della Regione toscana per la
scuola e per formulare eventuuali proposte in vista della prossime scadenze
istituzionali.
Alleghiamo il documento di base approvato nell'incontro del 28 ottobre e vi
preghiamo di garantire la presenza. p. il Tavolo Sebastiano Busia
**Hanno aderito finora al tavolo regionale: Sinistra per la Costituzione, La
Sinistra Firenze, Sinistra e Libertà, Rifondazione Comunista, PdCI, VERDI, Per
un'altra città, Pd della Versilia, IdV di Grosseto, Sinistra Unita e Plurale di
Firenze ( SUP), FLC CGIL Firenze, Cobas di Firenze, Unicobas, Gilda, Gruppo
consiliare reg.le di Sinistra Democratica, Circolo UAAR di Firenze, Comitato di
Firenze "Per la scuola della Repubblica", CIPì- Comitato Insegnanti Precari
Inoccupati, ed inoltre i rappresentanti dei Comitati genitori-insegnanti di
Firenze, Empoli, Fiesole, Pontassieve, Londa,Dicomano, Scandicci, Sesto
Fiorentino, Bagno a Ripoli,Versilia, Prato, Arezzo, Grosseto, Livorno e Pistoia
e M. Luisa Moretti, Assessore P.I. del Comune di Fiesole.
?
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[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Firmate, fate firmare, inoltrate e stampate questa lettera di Alex
Zanotelli.
Chi vuole aderire alla Lettera di Zanotelli scriva un'email all'indirizzo:
<mailto:beni_comuni@...> beni_comuni@...
con la scritta: aderisco.
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Si allega documento Liceo scientifico sperimentale Virgilio di Milano a difesa
delle sperimentazioni (fatto proprio anche dal Liceo di Livorno)
Livorno , 15/11/2009
Documento a difesa delle sperimentazioni nei licei
--------------------------------------------------------------------------
di Docenti Liceo Scientifico Enriques di Livorno
Questo documento, redatto dal Liceo Virgilio di Milano, è stato discusso e
approvato anche dai lavoratori della scuola, dai genitori e dagli studenti del
Liceo Scientifico "F. Enriques" di Livorno. Esso è stato posto all'attenzione
dell'USR, dell'USP, degli enti locali della Regione Toscana, della stampa e dei
sindacati CGIL e UNICOBAS. Si invitano le scuole di tutta Italia ad approvare e
rilanciare questo documento o altri analoghi, per la difesa delle
sperimentazioni.
La bozza di Regolamento sui licei (1/06/09) ci preoccupa come insegnanti,
genitori, studenti; qualora essa entrasse in vigore, produrrebbe una perdita di
qualità e ricchezza dell'offerta formativa che fino ad oggi è stata garantita
dal Liceo Scientifico "Enriques" di Livorno e dalle altre scuole del territorio.
In generale, più che di una riforma si tratta di fatto di un provvedimento
di contenimento della spesa pubblica all'interno della legge finanziaria (art.
64 legge 133/08).
I tagli previsti diminuiscono le ore di lezione settimanali erogate dal
Liceo Enriques, riducendole, per il biennio da 30 a sole 27 ore e per il
triennio, da 31 a 30 ore di lezione.
Quel che più conta non è tanto, o non solo, la quantità, bensì la scelta
della distribuzione del monte ore all'interno delle diverse discipline, e la
scomparsa o il forte ridimensionamento di alcune discipline nei diversi
indirizzi: tali cambiamenti implicano appunto il peggioramento della qualità
dell'offerta formativa.
In pratica, questo eventuale nuovo Regolamento comporterebbe per i licei
dell'autonomia, come l'Enriques, un disconoscimento di decennali sperimentazioni
di successo (il Piano Nazionale per l 'informatica, il potenziamento delle
Scienze, il bilinguismo), con conseguenze gravi quali:
- perdita dell'identità didattica e culturale dell'Istituto
- impoverimento dell'offerta formativa con la riduzione sensibile del
monte ore per molte discipline
- fine di ogni autonomia reale con una ricaduta negativa sulla qualità
dell'insegnamento e dei progetti culturali proposti nell'arco di questi anni dal
nostro Istituto.
Le iniziative intraprese dal Ministero non stanno seguendo un iter
legislativo chiaro, ne consegue quindi una mancanza di informazione reale che
non permette, al di là dei proclami mediatici, un confronto delle istituzioni
dello stato, con docenti, studenti e genitori.
I tagli previsti nella bozza di Regolamento appaiono privi di un reale
valore didattico e non contribuiscono all'innalzamento del livello culturale
degli studenti. Del resto, persino il Consiglio Nazionale della Pubblica
Istruzione ha espresso parere negativo sul progetto di riforma, in data 9
ottobre 2009.
Noi lavoratori della scuola, studenti e genitori dell'Enriques troviamo
sconcertante la liquidazione, senza alcuna possibilità di un confronto pubblico,
delle esperienze didattiche che, come quella del nostro istituto, si sono
attuate nell'arco dell'ultimo decennio, nel panorama immobile della scuola
italiana.
Inoltre, consideriamo inaccettabile che, ad anno scolastico iniziato, le
famiglie non dispongano di una visione chiara dei diversi indirizzi scolastici
tra cui poter scegliere e, peggio ancora, che sia minacciata anche la scelta
compiuta nel precedente anno scolastico, all'atto dell'iscrizione alla prima
classe.
Infine, ci preoccupa la riduzione delle risorse destinate alla scuola
pubblica che implica sempre di più che ogni singolo istituto debba recuperare
tali risorse gravando sulle famiglie con la richiesta di ulteriori contributi
"volontari".
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Sabato 21 novembre 2009 h.9.30
ASSEMBLEA APERTA
SU
"Il futuro del Virgilio e dei Licei Sperimentali"
presso l'Aula Magna dell'Istituto Virgilio, in piazza Ascoli 2, Milano.
L'assemblea avrà un carattere INFORMATIVO molto approfondito sugli effetti
che il regolamento ministeriale, oggi non ancora approvato, porterà sull'offerta
formativa del Virgilio.
Sarà l'occasione per RACCORDARSI con altre scuole superiori di Milano e
provincia, licei sperimentali in particolare, di cui sono state invitate
delegazioni di genitori e docenti.
Avrà inoltre un carattere ORGANIZZATIVO per continuare nella ricerca del
confronto con le autorità scolastiche preposte che si è iniziato a chiedere
nell'assemblea del 26/10.
Queste autorità sono comunque state invitate a partecipare all'Assemblea
del 21/11 e, nella speranza di una loro presenza, ci si augura che si possa
realizzare un primo confronto costruttivo, dialettico e civile, sulla realtà del
Virgilio che vogliamo salvaguardare.
Sui seguenti link (e se non funzionassero, si possono reperire nella
sezione File) si può accedere a:
a.. Invito assemlea Virgilio 21 novembre 2009.doc -Invito esplicativo
all'Assemblea del 21/11 DA DIFFONDERE A TUTTI I VOSTRI CONTATTI INTERNI AL
VIRGILIO.... Ma anche a GENITORI e DOCENTI di altri licei, per aumentare le
possibilità di confronto e raccordo su quello che sta succedendo nelle altre
scuole.
b.. Locandina sulla giornata dedicata alla SCUOLA realizzata dal
Comitato scuola di Zona 3 di cui l'Assemblea del Virgilio è uno degli
appuntamenti qualificanti.
Grazie per l'attenzione
I genitori e i docenti del Virgilio che stanno organizzando la giornata
del 21/11
Sabato 21 novembre alle ore 9.30
ASSEMBLEA APERTA
"IL FUTURO dei Licei Sperimentali e della Scuola dell'Autonomia"
presso l'Aula Magna della sede di Piazza Ascoli 2 a Milano.
a cui sono invitati tutti i genitori e i docenti del Virgilio, DELEGAZIONI
DI GENITORI E DOCENTI DI TUTTE LE SCUOLE SUPERIORI DI MILANO E PROVINCIA E DELLE
SCUOLE DI ZONA 3 DI MILANO, nonchè il Ministro Mariastella Gelmini; la Direzione
Generale degli ordinamenti scolastici e per l'autonomia scolastica presso il
MIUR; la Direzione Generale dell'Ufficio Scolastico Regionale; la Direzione
dell'Ufficio Scolastico Provinciale; l'Assessore regionale all'istruzione,
formazione e lavoro della Regione Lombardia e l'Assessore provinciale
all'istruzione e all'edilizia scolastica della Provincia di Milano.
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From: <GenitoriVirgilio@...>
Subject: INVITO ASSEMBLEA del 21 NOVEMBRE
Cari genitori,
è confermata l'assemblea di sabato 21 novembre sul 'Futuro del Virgilio e
dei Licei sperimentali' nell'orario tra le 9.30 e le 11.30.
Tale assemblea avrà un carattere INFORMATIVO molto approfondito sugli
effetti che avrebbe il regolamento ministeriale, oggi non ancora
approvato,
sull'offerta del Virgilio. Sarà l'occasione per RACCORDARSI con altre
scuole superiori di Milano e
provincia, licei sperimentali in particolare, di cui stiamo invitando
delegazioni di
genitori e docenti. Avrà inoltre un carattere ORGANIZZATIVO per continuare
nella ricerca del
confronto con le autorità scolastiche preposte che abbiamo iniziato a
chiedere
nell'assemblea del 26/10.
Queste autorità sono comunque state invitate a partecipare all'Assemblea
del
21/11 e, nella speranza di una loro presenza, auspichiamo che si possa
realizzare un primo confronto costruttivo, dialettico e civile, sulla
realtà del
Virgilio che vogliamo salvaguardare.
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Il giorno 15/nov/2009, alle ore 09.12, luisar2it ha scritto:
> Tecnica della scuola
> "I dirigenti scolastici si rimbocchino le maniche"
> di R.P.
> 15-11-2009
>
> "I capi di istituto - sottolineano ancora i sindacati - sono
> abituati a rimboccarsi le maniche ogni giorno per risolvere
> situazioni e problemi continui rispondendo di ciò che fanno alle
> famiglie degli alunni e all'Amministrazione e assumendosi i rischi
> in prima persona pur di far funzionare al meglio le scuole".
E questo è l'errore. Dei presidi e soprattutto degli insegnanti:
colmare col volontariato il baratro finanziario voluto dai precedenti
ma soprattutto dall'attuale (mal)governo; salvare l'istituzione dalla
paralisi economica; nascondere alle famiglie e ai ragazzi i veri
obiettivi della destra televisiva e cialtrona.
Bisogna rispettare sino in fondo la normativa e fare al meglio delle
proprie possibilità tutto ciò che la legge impone alla professione
docente. Ma nulla, assolutamente nulla, di più.
A cominciare, come proponeva Vincenzo Tumminello qualche giorno fa,
dalle uscite scolastiche, dalle gite lunghe e brevi, dalla
partecipazione alle commissioni interne, da tutta la pletora di
attività che non siano d'ufficio. Basterebbe questo, solo questo -
altro che "blocchi a oltranza degli scrutini"!- per paralizzare la
scuola e far cadere la maschera di chi la vuole distruggere.
Ma negli insegnanti italiani vive un singolare amalgama di senso di
colpa (per che cosa?), forza di inerzia e volontà missionaria che
contribuisce -alla pari della ignoranza del Supremo Bottegaio e dei
suoi servi- alla riduzione della scuola al miserabile luna park che è
diventato.
Ciao,
Alberto G. Biuso
www.biuso.eu
Tecnica della scuola
"I dirigenti scolastici si rimbocchino le maniche"
di R.P.
15-11-2009
Le sofferenze finanziarie delle scuole continuano a far discutere e creare
preoccupazione fra i dirigenti scolastici e gli organi collegiali delle scuole.
Preoccupazioni che stanno aumentando soprattutto dopo la diffusione di notizie
relative ai contenuti della legge finanziaria per il 2010 che non promettono
nulla di buono: i fondi della legge 440 destinanti a sostenere l'autonomia
scolastica i piani dell'offerta formativa delle scuole saranno ulteriormente
ridotti e scenderanno a 130miloni di euro per assestarsi a poco più di 99miloni
a partire dal 2011 (quest'anno il fondo è di 140milioni, lo scorso anno superava
i 170).
Ma le "lamentele" delle scuole non piacciono affatto al Ministro che in più
circostanze è intervenuta per sottolineare che i dirigenti scolastici devono
sapere far quadrare i conti e far funzionare le scuole con quello che c'è.
E anche a livello regionale la musica non cambia.
In Piemonte, per esempio, l'Asapi (l'Associazione delle scuole autonome) sta
promuovendo da tempo iniziative di protesta per segnalare la gravità della
situazione nelle scuole della regione.
Iniziative sulle quali il direttore regionale Francesco de Sanctis ha trovato
parecchio da ridire commentando: "I dirigenti Scolastici non devono lamentarsi,
ma far fronte alle necessità con le risorse disponibili"; il direttore
regionale, anzi, ha apertamente invitato i dirigenti scolastici a "rimboccarsi
le maniche".
Le dichiarazioni di de Sanctis non sono passate inosservate ai sindacati che
adesso chiedono al direttore generale un incontro urgente anche in vista di una
serie di conferenze di servizio in programma per i prossimi giorni, rispetto
alle quali i sindacati mettono le mani avanti fin da ora: "Auspichiamo che gli
incontri siano finalizzati a fornire e ricevere informazioni concrete e non si
trasformino, invece, in un atto di accusa verso i dirigenti".
"I capi di istituto - sottolineano ancora i sindacati - sono abituati a
rimboccarsi le maniche ogni giorno per risolvere situazioni e problemi continui
rispondendo di ciò che fanno alle famiglie degli alunni e all'Amministrazione e
assumendosi i rischi in prima persona pur di far funzionare al meglio le
scuole".
E sulla questione della collaborazione respingono le accuse al mittente e
scrivono al direttore generale: "Ci spiace ricordare che il problema fu posto un
anno fa e che ben due riunioni sindacali dell'Area V (a dicembre 2008 e a
gennaio 2009) furono dedicate alle difficoltà finanziarie che affliggevano le
scuole, ma l'USR non fornì in quell'occasione né risposte, né collaborazione
concreta".
Indire e Invalsi, ecco il loro futuro
Con il decreto di riordino degli enti di ricerca approvato ieri in Consiglio dei
Ministri, si hanno importanti conseguenze anche per quegli organismi che
riguardano la scuola. In particolare, l'Indire, l'Istituto nazionale di
documentazione, innovazione e ricerca educativa, viene ripristinato, con gli
obiettivi di garantire la formazione in servizio del personale della scuola,
promuovere l'innovazione, soprattutto tecnologica, concorrere alla gestione dei
principali programmi di cooperazione internazionale nel settore scolastico,
universitario e della ricerca.
L'Indire rinasce sulle ceneri dell'Ansas (Agenzia nazionale per lo sviluppo
dell'autonomia scolastica) che aveva assorbito, durante il precedente governo,
le funzioni del preesistente Indire.
L'Istituto diventa ora ancora più snello (già aveva subito un taglio di circa il
50%) poiché si prevede che dal primo settembre 2010 25 persone "distaccate"
(otto direttori e 17 collaboratori scolastici) rientrino in servizio presso la
scuola con conseguenti risparmi: 203.137 euro nel 2010 e 609.410 euro dal 2011.
I risparmi aumentano, se si considera anche il "costo" dei supplenti chiamati a
sostituirli nel frattempo. Il personale attualmente in servizio verrà mantenuto
fino all'immissione in servizio dei vincitori di appositi concorsi (entro il 31
agosto 2011).
L'Indire sarà dotato di una sua autonomia finanziaria, gestionale e scientifica
e avrà sul territorio un'articolazione regionale. Le disposizioni relative
all'Indire verranno inserite nel collegato alla Finanziaria.
Nel decreto sul riordino degli enti di ricerca vengono anche chiarite meglio le
finalità dell'Invalsi, l'Istituto nazionale per la valutazione del sistema di
istruzione, che ha tra le principali competenze la predisposizione di prove a
carattere nazionale per gli esami di Stato, la promozione di periodiche
rilevazioni nazionali sugli apprendimenti degli studenti e la collaborazione in
iniziative per la valorizzazione del merito scolastico.
tuttoscuola.com venerdì 13 novembre 2009
Appello per la salvaguardia dell'unico corso di Peace Studies in Italia:
il corso di laurea in Scienze per la Pace dell'Università di Pisa
per firmare
http://firmiamo.it/salviamoscienzeperlapace
Il corso di laurea di Pisa, ormai unico in Italia, è nato come esigenza di una
cultura internazionale della pace, sorta nel secondo dopoguerra, insieme a tutti
gli altri istituti e Università di Peace Studies, con brillanti esempi negli
Stati Uniti e nel nord Europa, e tutt'oggi operanti. I nostri studi offrono
l'opportunità, sempre più necessaria, di trovare una soluzione alternativa e
nonviolenta alla risoluzione dei conflitti. La caratteristica di
interdisciplinarietà del nostro approccio di studi è fondamentale per acquisire
uno sguardo completo alla realtà odierna. La pace non è assenza di conflitto, ma
costruzione propositiva di una realtà migliore. La ricerca della pace è, quindi,
studio scientifico e strategico di proposte e metodi concreti.
Pensiamo che il nostro Paese abbia bisogno di continuità culturale al pensiero
nonviolento dei filosofi e maestri che tutto il mondo studia e ci riconosce:
Aldo Capitini, Danilo Dolci, Lanza dal Vasto, Lorenzo Milani, Tonino Bello,
Ernesto Balducci. Questa continuità culturale deve rimanere negli ambienti
accademici universitari italiani. La didattica e la formazione sono necessari
affinché i processi culturali di filosofia e pratica della nonviolenza non
tramontino oggi. Essi contraddistinguono il nostro percorso universitario e sono
gli unici strumenti di un autentico cambiamento sociale. Se Scienze per la Pace
scomparisse verrebbe meno quell'idea di pace che ormai da sola cerca di farsi
strada in mezzo ad altre: parliamo di una lotta a difesa delle istituzioni
democratiche nel nostro paese e nel mondo esclusivamente senz'armi. Questo tipo
di studi non può non essere compreso e non avere pari dignità all'interno del
sistema universitario italiano. L'Università italiana ha bisogno di un percorso
completo che crei una nuova grammatica ed etica della politica e dell'agire
sociale.
Inseriti in un contesto italiano ed europeo sempre più sordo alle esigenze dei
popoli al di là del Mediterraneo, in cui la recente crisi finanziaria ed
economica non può avere risposta se non con un alternativo modello di sviluppo,
assistiamo da tempo ad una precarizzazione della cultura, che è e sempre sarà
critica sociale; ad un attacco a qualsiasi voce fuori dal coro, un mondo in cui
la parola "Pace" viene depauperata del proprio significato. Ma qualcuno a Pisa è
riuscito, negli anni, a creare un centro di studi "fuori dal coro", in cui gli
studenti possano cimentarsi nella ricerca di un'alternativa. Oggi questo corso
rischia di essere dimezzato, vanificandone sostanzialmente il progetto. I motivi
sono molteplici, dai tagli economici degli ultimi governi alla mancanza di
sostegno politico affinché un corso del genere esista.
I laureati in passato e coloro che si laureeranno prossimamente, saranno
condannati a un'esistenza puramente testimoniale di questo percorso formativo.
L'Ateneo di Pisa, così come il Comune di Pisa proclamatosi "Comune per la Pace",
si sono vantati in passato della presenza di questo fiore all'occhiello e del
prestigio che Scienze per la Pace ne dava. Ora, noi studenti siamo i promotori
di una difesa di questo patrimonio culturale che rischia di estinguersi. Per
questo vogliamo dare concretezza a ciò che studiamo, lottando senza violenza,
affinché il corso non sia chiuso né resti a metà. La completezza degli studi,
data soltanto dal percorso quinquennale, è garanzia di un approccio serio e
scientifico alla nostra ricerca.
Il potere ha sempre temuto le critiche. Ma se uniamo le nostre voci, se facciamo
sentire che siamo in tanti e che questo corso è necessario, siamo sicuri che
riusciremo ad evitare qualsiasi pericolo.
Alleghiamo il sostegno all'appello e le sottoscrizioni nazionali e
internazionali raccolte.
L'Assemblea degli studenti di Scienze per la Pace.
Cari colleghi,
invio questa mia proposta nella speranza che possa trovare adesioni, perchè solo
con un grande coinvolgimento forse potrebbe portare a risultati tangibili.
Tutti sappiamo di come la scuola pubblica sia ormai allo sfascio e non mi
dilungherò sicuramente sulle varie problematiche che ovviamentre tutti
conosciamo benissimo (dalla situazione dei precari ormai destinati a dimenticare
il mondo scuola, dal danno provocato dalla "ristrutturazione" del tempo
prolungato nella scuola secondaria di primo grado che ha visto scomparire le ore
di tutte le discipline coinvolte nelle attività proprie del tempo prolungato ad
eccezzione di Italiano e Matematica, al destino che avrà il tempo prolungato
quando le famiglie non sceglieranno più questa possibilità e si vedranno
scomparire anche intere cattedre di Italiano e Matematica, alla situazione dei
colleghi di sostegno, alla situazione della scuola primaria,...............) ma
cercherò di andare subito al dunque.
Le diverse azioni di lotta messe in atto soprattutto dai vari sindacati (e primo
fra tutti lo sciopero) non hanno sortito e non sortiranno alcun effetto (si
pensi solo al massiccia adesione allo sciopero di non molto tempo fa) e riguardo
a tentativi di dialogo o di proclami di ogni tipo neanche a parlarne, e allora
che fare restare a guardare?
Vivo in Sicilia e già da un pò di tempo ho cominciato a far girare la mia
proposta che sta riscontrando una totale adesione da parte dei Collegi dei
docenti di diverse scuole: fare in modo che per protesta ogni collegio dei
docenti deliberi la non realizzazione di qualsiasi attività che coinvolga la
scuola o le famiglie ad intervenire economicamente per la realizzazione di gite,
viaggi d'istruzione e quant'altro possa riferirsi al concetto di turismo
scolastico, facendo pervenire direttamente al ministero le specifiche delibere.
Forse neanche immaginiamo quanto sia grande il giro d'affari che sta dietro al
turismo scolastico, dietro ad ogni gita, ad ogni uscita didattica sono coinvolte
agenzie di viaggio, operatori turistici, pulmans, treni, aerei, navi, alberghi,
ristoranti, musei, guide turistiche, economie locali,.................... un
giro d'affari a dir poco enorme che se bloccato significherebbe la paralisi di
una grossa fetta dell'economia del nostro paese, che d'un tratto si troverebbe
in ginocchio. Sfido chiunque a trovare un pulmans fra aprile e giugno, tutto
esaurito e indovinate perchè? Tutti sono impegnati con le scuole.
Si badi di bene non è sicuramente intezione alcuna creare problemi ad altri
lavoratori che come noi (soprattutto in un particolare momento di crisi) si
alzano tutte le mattine per portare a casa un modesto e onesto salario per
cercare di andare avanti, ma se tutto ciò succedesse, se la mia fosse accolta da
una straganza maggioranza di scuole, il governo sarebbe sicuramente costretto a
dover dare non poche spiegazioni ad altre categorie di lavoratori e a cercare di
risolvere problemi economici non indifferenti in un settore che non è quello
della scuola ma che su di essa vive. Penso che a quel punto molto probabilmente
sarebbe costretto anche a dare risposte alla scuola e con particolare attenzione
a dispetto di qualunque sciopero.
E che dire se al turismo scolastico si affiancassero anche delibere a non
procedere a nuove adozioni di libri di testo per il nuovo anno scolastico? Si ha
idea di quale giro d'affari sta dietro alle case editrici e a quanti lavoratori
anche in questo caso il governo sarebbe costretto a dare delle risposte?
Forse la mia proposta non è del tutto originale ma vogliamo svegliarci e cercare
di fare qualcosa di concreto e di alternativo? Mi auguro di avere delle risposte
da parte vostra e soprattutto di adesione all'iniziativa; portate nelle vostre
scuole la proposta discutendola nei vari collegi e diffondentela in altre
scuole: se saremmo in tanti forse...........
Ringraziandovi per l'attenzione e scusandomi per essermi dilungato molto resto
in attesa di vostre notizie.
Vincenzo Tumminello
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Non contribuisco alla lista dei sottoscrittori con denaro, ma con questa mia
piccola considerazione in versi:
IN OCCASIONE DELLA SENTENZA DELLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL´UOMO
CHE PROIBISCE L´ESPOSIZIONE DEL CROCEFISSO NELLE SCUOLE D´ITALIA
Oh santi presuli
di santa Chiesa,
vescovi emeriti
dello Stivale ...
Che vi è servito, dite,
il vostro ondivagare?
Lasciaste l´Evangelo
per la Costituzione,
e la Democrazia,
codesta invenzione
di anticristi massoni
benedetta col sangue
(fonte battesimale
di Place de la Concorde)
faceste vostra ...
Gli immortali principi
che furono mortali
ai santi di Vandea
preso hanno il luogo del Decalogo
in vostre sciape omelie domenicali
onde chiamasi dialogo
di nostra Fede
la svendita totale.
Ora nel nome
di questi bei principi
che avete predicato,
perché non sia violato
il diritto del giovane ateo,
del bimbo mussulmano,
levansi i crocifissi di nostre scuole.
Non vale piangere
miei santi presuli,
vescovi emeriti,
frati ecumenici,
preti operai...
non vale piangere
sul latte versato.
Questo voi raccogliete
che avete seminato.
Milano, 3 novembre 2009-11-03
Alfonso Indelicato
----Messaggio originale----
Da: luigiambrosi@...
Data: 12/11/2009 16.06
A: <didaweb@yahoogroups.com>
Ogg: [didaweb generale] 10 100 1000 cause
----Messaggio originale----
Da: luigiambrosi@...
Data: 12/11/2009 16.06
A: <didaweb@yahoogroups.com>
Ogg: [didaweb generale] 10 100 1000 cause
10 100 1000 cause legali per togliere il monosimbolo religioso ?
C'è voluta una italo-finlandese per vedere dall'esterno la singolarità
italiana dell' "imposizione" in classe di un mono-simbolo religioso.
L'involuzione sociale e culturale in Italia è ormai così accelerata che
comincia a "stonare" anche rispetto l'occidentale Europa. Già come ateo o come
non cattolico non riesco a digerire che parte del "mio" denaro pubblico sia
usato per mantenere il clero cattolico, per pagare gli insegnanti di religione
cattolica (a proposito, perchè non li paga il Vaticano con l' 8 per mille ?),
in un contesto di grandi agevolazioni fiscali per le aziende "ecclesiastiche".
Scuola pubblica laica è, punto. Al massimo dovrebbe valere il principio o tutti
o nessuno; Meglio nessuno, altrimenti che lo Stato metta/permetta l'esposizione
in classe degli altri simboli religiosi. Questa classe dirigente che tra escort
e coca, tra divorzi e gravidanze pre-matrimoniali si scopre radicalista
cattolica e si erge a difesa dell' imposizione del crocefisso in luoghi
pubblici, merita di pagare la propria ipocrisia.
Cinque mila euro per ognuno che farà causa sentendosi imposto il crocefisso !
E' possibile, siamo pronti ? E tante cause individuali o una serie di
class-action? C'è un avvocato per Provincia pronto e disponibile? Apriamo in
rete una lista di sottoscrittori della causa di indenizzo?
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
-->
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
10 100 1000 cause legali per togliere il monosimbolo religioso ?
C'è voluta una italo-finlandese per vedere dall'esterno la singolarità italiana
dell' "imposizione" in classe di un mono-simbolo religioso. L'involuzione
sociale e culturale in Italia è ormai così accelerata che comincia a "stonare"
anche rispetto l'occidentale Europa. Già come ateo o come non cattolico non
riesco a digerire che parte del "mio" denaro pubblico sia usato per mantenere il
clero cattolico, per pagare gli insegnanti di religione cattolica (a proposito,
perchè non li paga il Vaticano con l' 8 per mille ?), in un contesto di grandi
agevolazioni fiscali per le aziende "ecclesiastiche". Scuola pubblica laica è,
punto. Al massimo dovrebbe valere il principio o tutti o nessuno; Meglio
nessuno, altrimenti che lo Stato metta/permetta l'esposizione in classe degli
altri simboli religiosi. Questa classe dirigente che tra escort e coca, tra
divorzi e gravidanze pre-matrimoniali si scopre radicalista cattolica e si erge
a difesa dell' imposizione del crocefisso in luoghi pubblici, merita di pagare
la propria ipocrisia.
Cinque mila euro per ognuno che farà causa sentendosi imposto il crocefisso ! E'
possibile, siamo pronti ? E tante cause individuali o una serie di class-action?
C'è un avvocato per Provincia pronto e disponibile? Apriamo in rete una lista
di sottoscrittori della causa di indenizzo?
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Sulla questione ho ricevuto anche la breve lettera che copio qui sotto.
Ponendosi dal punto di vista dei cristiani (che dunque non è il mio;
www.biuso.eu/paganesimo/2009/11/crocifissi-e-crociati/
), mi sembra più plausibile di altre considerazioni che vengono da
quella stessa parte.
Ciao,
Alberto G. Biuso
www.biuso.eu
=============
Lo Stato può imporre la presenza nei locali pubblici dei simboli
dell'identità nazionale italiana, la bandiera o il ritratto del
Presidente della Repubblica, ma non può imporre la presenza di un
simbolo religioso, senza contraddire la sua laicità. Può accettarne la
presenza quando essa esprima un sentimento condiviso o quanto meno
rispettato anche dal non credente.
I cristiani ormai sanno che il pluralismo religioso dell'Europa di
oggi e di domani non è una provvisoria sfortuna da cui pregare di
essere liberati, ma la condizione concreta entro cui dar ragione della
propria speranza. Sanno che alla spada sguainata da Pietro, Gesù
preferì il cammino verso la Croce. Voler di nuovo rendere obbligatorio
ciò che è il segno radicale della gratuità, delle braccia spalancate
verso tutti, ci appare profondamente anti -evangelico.
Sulla questione della presenza dei simboli religiosi nei luoghi
pubblici leggi le diverse riflessioni sul nostro sito: www.cuoredilombardia.it
=============
Il giorno 12/nov/2009, alle ore 10.45, Settimio Carmignani Caridi casa
fst ha scritto:
> Egregi,
> segnalo solo che la sentenza è scritta con i piedi (leggere per
> credere). E rappresenta l'unico caso (a memoria d'uomo) di sentenza
> criticata persino da Di Pietro.
Egregi,
segnalo solo che la sentenza è scritta con i piedi (leggere per credere). E
rappresenta l'unico caso (a memoria d'uomo) di sentenza criticata persino da Di
Pietro.
Penso che portando alle estreme conseguenze il ragionamento della CEDH si
dovrebbe fare come nella Turchia di Ataturk... Coprire le facciate di tutti i
luoghi di culto (anche del duomo di Milano e quello di Orvieto, tanto per
capirci) e vietare ai ministri di culto di andare vestiti in modo religiosamente
caratterizzato (perché altrimenti queste cose visibili sulle strade pubbliche
lederebbero il principio di laicità). La qual cosa sarebbe una scemenza.
Forse si potrebbe pensare che ci sono oggetti che semplicemente significano una
storia ed una identità e non stare a romperci le scatole sopra.
D'altro canto se non fosse stato per i bei campioni della laicità che hanno
sollevato questi problemi per finire sotto le luci dei riflettori (non potendo
evidentemente andare né a Uomini e Donne né al Grande Fratello), i crocifissi
sarebbero scomparsi definitivamente da tempo.
Ringraziamo l'Imam Smith e l'ineffabile "atea" finlandese per essere riusciti a
farli ritornare a furor di popolo nella stragrande maggioranza delle scuole
dalle quali erano stati tolti di fatto ad ogni "ritinteggiatura" delle pareti.
Tanto per fare un esempio: prima che scoppiasse questo casino la Corte
costituzionale si è interrogata - una decina di anni fa - sul perché nella
propria aula di udienza ci fosse un grande crocifisso ligneo, ed i giudici si
sono accorti che non c'era nessuna norma che lo prevedesse... anche perché nella
Corte non valgono i regolamenti non adottati dalla Corte stessa... ergo il
Crocifisso fu rimosso e sostituito dal quadro di una natività del '400 messo a
disposizione dalla Soprintendenza romana.. e nessuno ha avuto nulla da ridire...
Lasciatemi finire con una battuta (che riprendo da una bella vignetta comparsa
giorni fa su Il Fatto Quotidiano)... il povero Nazareno, si rimette la croce in
spalla ed esce dalla scuola... dicendo qualcosa del tipo "questo è il destino
dei precari in questa scuola italiana"... evidentemente anche Lui è rimasto per
decenni nella scuola "sine titulo" :-)
Settimio
P.S. Il problema si è posto anni fa per il crocifisso nelle aule dei tribunali.
Un grande giurista laico lo difese affermando: "E' bene che il giudice possa
tener sempre davanti agli occhi cosa può succedere agli innocenti se lui si
dovesse lasciar condizionare nel proprio giudizio".
E poi, quell'immagine di un uomo straziato in una agonia orribile impostagli
dall'occupante imperialista in combutta con il locale potere religioso è ciò che
di più "laico" e rivoluzionario si possa immaginare (anche qui rimando alle
belle parole di Marco Travaglio al riguardo).
----- Original Message -----
From: Alberto G. Biuso
To: didaweb@yahoogroups.com
Sent: Thursday, November 12, 2009 9:44 AM
Subject: Re: [didaweb generale] La sentenza di Strasburgo:un'offesa al "buon
senso"?
Il giorno 11/nov/2009, alle ore 22.54, Comitato per la scuola della
Repubblica ha scritto:
> Ora però bisogna fare scelte coerenti e concrete; laicità dello
> Stato significa, come ha affermato la Corte Costituzionale, non
> indifferenza dello Stato rispetto al fenomeno religioso, ma libertà
> per tutti (anche per gli agnostici e laici) ed uguale trattamento da
> parte delle istituzioni pubbliche per tutti.
>
> Per questa ragione nessuno contesta l'alto valore religioso e/o
> morale del Crocifisso, come di tanti altri simboli religiosi o
> laici; lo Stato deve rispettare tutti i simboli religiosi, ma non
> può farne proprio nessuno senza violare il principio della libertà
> religiosa e della laicità. Cosi come non c'è più la Religione di
> Stato, in uno Stato che si proclama laico non può esserci il
> Crocifisso di Stato.
>
> Questa è l'unica soluzione che "il buon senso" può suggerire ed è
> una soluzione rispettosa del diritto. Corrado Mauceri ( Comitato "
> per la scuola della Repubblica)
Osservazioni di puro "buon senso", quelle di Mauceri, e come tali da
me per intero condivise :-)
(Le prime uscite di Bersani sono la conferma della inconsistenza dell'
"opposizione"; inconsistenza culturale -appunto- e per questo anche
politica).
Ciao,
Alberto G. Biuso
www.biuso.eu
------------------------------------------------------------------------------
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Versione: 8.5.425 / Database dei virus: 270.14.55/2490 - Data di rilascio:
11/08/09 19:39:00
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Il giorno 11/nov/2009, alle ore 22.54, Comitato per la scuola della
Repubblica ha scritto:
> Ora però bisogna fare scelte coerenti e concrete; laicità dello
> Stato significa, come ha affermato la Corte Costituzionale, non
> indifferenza dello Stato rispetto al fenomeno religioso, ma libertà
> per tutti (anche per gli agnostici e laici) ed uguale trattamento da
> parte delle istituzioni pubbliche per tutti.
>
> Per questa ragione nessuno contesta l'alto valore religioso e/o
> morale del Crocifisso, come di tanti altri simboli religiosi o
> laici; lo Stato deve rispettare tutti i simboli religiosi, ma non
> può farne proprio nessuno senza violare il principio della libertà
> religiosa e della laicità. Cosi come non c'è più la Religione di
> Stato, in uno Stato che si proclama laico non può esserci il
> Crocifisso di Stato.
>
> Questa è l'unica soluzione che "il buon senso" può suggerire ed è
> una soluzione rispettosa del diritto. Corrado Mauceri ( Comitato "
> per la scuola della Repubblica)
Osservazioni di puro "buon senso", quelle di Mauceri, e come tali da
me per intero condivise :-)
(Le prime uscite di Bersani sono la conferma della inconsistenza dell'
"opposizione"; inconsistenza culturale -appunto- e per questo anche
politica).
Ciao,
Alberto G. Biuso
www.biuso.eu
Per la Scuola della Repubblica
Comitato di Firenze
La sentenza di Strasburgo sul Crocifisso: un'offesa al "buon senso"?
1. La Corte di Strasburgo composta da sette giudici di sette Paesi diversi, ha
affermato un'ovvietà: la libertà religiosa implica il rispetto e l'uguale
trattamento di tutte le confessioni religiose (ed anche dei non credenti); di
conseguenza gli Stati che hanno sottoscritto la Convenzione Europea sui diritti
fondamentali dell'uomo che prevede appunto il diritto alla libertà religiosa,
non possono affiggere nelle aule delle scuole pubbliche i simboli di una
confessione religiosa; una tale scelta sarebbe discriminatoria per coloro che
non professano tale religione e quindi sarebbe lesiva della libertà religiosa.
Gli stati membri dell'UE non possono quindi privilegiare alcuna confessione
religiosa .
Tale ovvio principio che trae fondamento Convenzione Europea dei diritti
fondamentali dell'uomo, trova peraltro riscontro nella nostra Costituzione che,
come ha precisato la Corte Costituzionale (sentenza n.203/89), ha affermato che
nel nostro ordinamento costituzionale vige il principio supremo della laicità
dello Stato.
Quindi massimo rispetto, anzi anche sostegno per tutte le confessioni religiose,
ma massima libertà ed uguaglianza di tutte le confessioni e dei non credenti.
2. I commenti alla decisione della Corte di Strasburgo sono stati i più
svariati; il mondo politico e culturale italiano ha offerto un'immagine,
piuttosto squallida, di personaggi che per mal celato opportunismo hanno fatto a
gara nella difesa del Crocifisso di Stato (negli stessi giorni però a Firenze
Don Santoro che ha praticato i valori del cristianesimo è stato dal suo vescovo
cacciato dalla sua comunità delle Piagge senza alcuna reazione dei difensori
nostrani del crocifisso nelle scuole).
Non è il caso di contestare le tante idiozie espresse da più parti (il top come
solito l'hanno raggiunto due ferventi "cristiani" come Massimo Cacciari e
Vittorio Sgarbi); preoccupano invece le dichiarazioni del neo-segretario del PD
Bersani e più in generale le reazioni che a tali dichiarazioni si ispirano:
"qualche volta il buon senso finisce di essere vittima del diritto" ed inoltre
"antiche tradizioni come quella del crocifisso non possono essere offensive per
nessuno".
Evidentemente una tale dichiarazione, volutamente ambigua è stata dettata da
motivazioni politiche ed opportunistiche che condannano la sinistra ad una
subalternità culturale sempre più regressiva e che sono divenute però
insopportabili.
Con tale frase il neo segretario del PD riconosce che la sentenza della Corte di
Strasburgo è giuridicamente corretta e che cioè il principio di libertà
religiosa è incompatibile con l'affissione da parte dello Stato nelle scuole
pubbliche dei simboli di una religione; Bersani ritiene però che tale principio,
giuridicamente corretto, dovrebbe cedere, con "il buon senso", alle "antiche
tradizioni" del Crocifisso di Stato..
Si deve ricordare al Segretario del PD che queste "antiche tradizioni" che
consentivano l'affissione dei crocifissi nelle scuole erano lo Statuto Albertino
del 1848 che prevedeva la Religione Cattolica come Religione di Stato ed i
regolamenti fascisti del 1924 e 1927; senza dubbio "antiche tradizioni" che però
con la Resistenza e la Costituzione del 1948 sono state cancellate.
Il "diritto" (nel caso specifico la Costituzione Repubblicana e la Convenzione
Europea dei diritti dell'uomo) ha affermato il principio della libertà religiosa
che implica l'uguale trattamento da parte dello Stato di tutte le confessioni
religiose (ma anche dei non credenti); la libertà religiosa non implica la
negazione delle tradizioni culturali e storiche di ciascuna realtà, ma implica
un'apertura verso una società inclusiva in cui le tradizioni antiche, depurate
dall'uso improprio che delle religioni hanno fatto i regimi autoritari, possano
convivere con le nuove esigenze ed esperienze. Uno Stato democratico e laico
deve essere il garante di questa nuova dimensione inclusiva della società
rispettosa di tutte le sensibilità e tradizioni.
Prima di affermare che il "diritto" deve cedere al " buon senso" bisogna
attentamente e con senso di responsabilità considerare che in una realtà come
quella italiana in cui la Costituzione è ogni giorno violata, la logica del
"buon senso" dovrebbe invece suggerire una maggiore intransigenza nel rispetto
del diritto, soprattutto quando si tratta di principi costituzionali.
Purtroppo con la logica del "buon senso" nel 1984 il PCI accettò il mantenimento
(sia pure facoltativo) dell'insegnamento della religione cattolica nelle scuole
pubbliche; con "il buon senso" si è accettato che un insegnamento facoltativo
come l'IRC fosse inserito nell'ambito orario scolastico obbligatorio ,
vanificandone la facoltatività; con "il buon senso" l'allora Ministro P.I.
Berlinguer fece approvare una legge di "parità" che non solo prevedeva
finanziamenti pubblici alle scuole private, ma collocava le scuole private nel
sistema scolastico nazionale, riconoscendo ad esse la stessa funzione pubblica
delle scuole statali; con il "buon senso" il Ministro Fioroni con la finanziaria
del 2007 che (è bene ricordarlo) ha avviato la politica dei tagli alla spesa per
la scuola statale, ha previsto nello stesso tempo un incremento dei
finanziamenti pubblici per le scuole paritarie; con il "buon senso" in molte
scuole si interrompono le lezioni per consentire le cd "visite pastorali" e le
messe pasquali; sempre con "il buon senso" nelle cerimonie civili si riconosce
un ruolo ufficiali alle cd "autorità religiose" intendendo per tali le gerarchie
della Chiesa Cattolica; e l'elenco potrebbe continuare.
In sostanza "con il buon senso" si è consentito che la Religione Cattolica sia
nel "senso comune" considerata ancora la Religione dello Stato Italiano e che di
conseguenza le opinioni delle gerarchie della Chiesa Cattolica fossero
considerate "valori" da osservare e praticare, anche se in contrasto con le
leggi dello Stato.
Con "il buon senso" si è in sostanza svuotato di contenuto e significato il
principio supremo di laicità affermato nella Costituzione; non è un caso che
tutti si dichiarino laici purché siano mantenuti i privilegi e le prerogative
della Chiesa Cattolica.
Ora però bisogna fare scelte coerenti e concrete; laicità dello Stato significa,
come ha affermato la Corte Costituzionale, non indifferenza dello Stato rispetto
al fenomeno religioso, ma libertà per tutti (anche per gli agnostici e laici) ed
uguale trattamento da parte delle istituzioni pubbliche per tutti.
Per questa ragione nessuno contesta l'alto valore religioso e/o morale del
Crocifisso, come di tanti altri simboli religiosi o laici; lo Stato deve
rispettare tutti i simboli religiosi, ma non può farne proprio nessuno senza
violare il principio della libertà religiosa e della laicità. Cosi come non c'è
più la Religione di Stato, in uno Stato che si proclama laico non può esserci il
Crocifisso di Stato.
Questa è l'unica soluzione che "il buon senso" può suggerire ed è una soluzione
rispettosa del diritto. Corrado Mauceri ( Comitato " per la scuola della
Repubblica)
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Mi dispiace, ma le interpretazioni qui sostenute sono fuorvianti e
giuridicamente infondate. Bene ha fatto il sindaco di Scarlino ad applicare le
Leggi italiane, le sole alle quali devano rispondere i Dirigenti Scolastici. Mi
auguro che molti Sindaci ne seguano l'esempio. E che anche i Dirigenti
Scolastici di altre città ne seguano le indicazioni, visto che sono tenuti ad
applicare le Leggi del nostro paese anche senza bisogno di ordinanze specifiche.
Tra l'altro, è anche quanto chiedono con insistenza le numerosissime
democratiche dimostrazioni, composte ma decise, di studenti, che vanno
moltiplicandosi i n tutta Italia.
L'assenza del crocifisso dalle aule, oltre che illegale, sarebbe una grave
perdita educativa e culturale.
Giuseppe Manzoni di Chiosca
----- Original Message -----
From: Comitato per la scuola della Repubblica
To: Undisclosed-Recipient:;
Sent: Sunday, November 08, 2009 7:43 PM
Subject: [didaweb generale] Arbitraria Ordinanza del Sindaco di Scarlino
Per la scuola della Repubblica
Comitato di Firenze
Il crocifisso nelle scuole: lo zelante sindaco PD di Scarlino con un
arbitraria ordinanza invoca i regolamenti fascisti e falsifica una sentenza
della Corte Costituzionale.
Nella crociata a difesa del crocifisso nelle scuole statali (ovviamente in
coerenza con il principio supremo di laicità dello Stato affermato nella
Costituzione) si è distinto il Sindaco PD di Scarlino, tale Maurizio Bizzarri,
che ha subito disposto con una ordinanza del 5.11.us. l'obbligo di affiggere il
crocifisso nelle scuole del Comune di Scarlino minacciando agli eventuali
trasgressori una sanzione amministrativa di ?500,00.
Con tale ordinanza, che si allega, lo zelante Sindaco è riuscito a realizzare
un concentrato di illegittimità e di falsità che dovrebbe indurre i dirigenti
del PD, quanto meno a dissociarsi pubblicamente.
In sintesi:
1.. Invoca i regolamenti fascisti del 1924 e 1927 che come ha precisato la
Corte Costituzionale nella sentenza n. 389 del 13.12.2004, non hanno alcun
valore di legge;
2.. Il riferimento al crocefisso è contenuto nel solo RD 965/24 all'art. 118
che afferma: " ogni istituto ha la bandiera nazionale, ogni aula l'immagine del
crocifisso ed il ritratto del Re" (Il Sindaco di Scarlino pretenderà anche
l'affissione del ritratto del Re?)
3.. Nessuna legge o atto avente forza di legge (sarà bene spiegare al Sindaco,
che i regolamenti, ancorché emanati nel regime fascista, non avevano ed
ovviamente non hanno forza di legge) prevede l'obbligo dell'affissione del
crocifisso nelle aule scolastiche;
4.. E' assolutamente falso (ed il Sindaco o è incompetente o è in mala fede)
che la Corte Costituzionale con la sentenza n. 389 del 13.12.2004 abbia
dichiarato inammissibile la questione di incostituzionalità dei regolamenti
fascisti: "non violando di fatto i principi di imparzialità e laicità dello
Stato". Tale affermazione non è scritta, però, in alcuna parte della sentenza.
La Corte Costituzionale, al contrario di quanto afferma il fantasioso Sindaco di
Scarlino, dopo aver rilevato che non esiste alcuna norma di legge che preveda
l'obbligo di affissione del crocifisso, poiché "le norme regolamentari
richiamate", norme prive di forza di legge, sulle quali non può essere invocato
un sindacato di legittimità costituzionale, non si è pronunciata sulla questione
ed in nessun modo (nemmeno implicitamente) ha affermato che i regolamenti
fascisti non violano i principi di imparzialità e laicità dello Stato.
5.. E' esatto invece, che la VI Sezione del Consiglio di Stato ha ritenuto non
censurabile l'affissione del crocifisso nelle aule, ma il Sindaco di Scarlino ha
omesso di considerare che la sentenza della Corte dei Diritti dell'uomo deriva
proprio è stata pronunciata con riferimento proprio a tale decisione del
Consiglio di Stato, che l'ha ritenuta infondata.
6.. Il Sindaco di Scarlino per fortuna della scuola italiana non ha alcuna
competenza sulle istituzioni scolastiche e, quindi, l'ordinanza da lui emessa e
le sanzioni minacciate, sono, non solo arbitrarie, ma giuridicamente del tutto
irrilevanti. Trattandosi, però, di un atto che ha senza dubbio una rilevanza
politica è auspicabile che da parte delle forze politiche democratiche ci sia
una chiara e netta posizione contro atti così gravemente irresponsabili
?
Per il Comitato "Per la scuola della Repubblica"
Corrado Mauceri
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Una società democratica è in grado di concedere diritti fintantoché riesce a
sorreggersi sui doveri.
Il primo dovere di ognuno è quello di non creare problemi e dare fastidio ad
altri.
Ognuno a casa sua faccia quel che vuole.
Ma in un luogo pubblico, e le aule scolastiche indubbiamente lo sono, ci si
mantenga composti e neutrali.
Ognuno a casa sua faccia ciò che vuole. Ma non imponga ad altri un bel niente.
Altrimenti poi finisce che non si è più liberi nemmeno a casa propria.
Danilo D'Antonio
Monti della Laga
Appennino Centrale
Non posso accettare queste semplificazioni semplicistiche. Il crocifisso, oltra
ad essere espressione della religione della stragrande maggioranza degli
Italiani, è da secoli un sombolo della cultura e della civiltà di tutto
l'Occidente. Il volerlo togliere dalle aule è un atto decisamente anticulturale
e antieducativo, oltre che di assurda intolleranza religiosa.
Giuseppe Manzoni di Chiosca
----- Original Message -----
From: Alberto G. Biuso
To: didaweb@yahoogroups.com
Sent: Sunday, November 08, 2009 10:42 AM
Subject: Re: [didaweb generale] Crofissi via dalle aule? "Viel Aufregung,
geringe Wirkung"
Il giorno 08/nov/2009, alle ore 09.28, Paolo Bonavoglia ha scritto:
> Per chi non è credente è solo la riproduzione di un'esecuzione
> capitale.
>
> Quanti sarebbero felici di trovarsi appesa sopra la testa la
> riproduzione di una decapitazione o di un impalamento o del rogo di un
> eretico?
>
> Che ne direste se al crocifisso si affiancasse una riproduzione
> realistica del rogo di Giordano Bruno?
Alcuni giorni fa avevo scritto delle brevi considerazioni analoghe a
quelle di Bonavoglia:
www.biuso.eu/paganesimo/2009/11/crocifissi-e-crociati/
Ciao,
Alberto G. Biuso
www.biuso.eu
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Per la scuola della Repubblica
Comitato di Firenze
Il crocifisso nelle scuole: lo zelante sindaco PD di Scarlino con un arbitraria
ordinanza invoca i regolamenti fascisti e falsifica una sentenza della Corte
Costituzionale.
Nella crociata a difesa del crocifisso nelle scuole statali (ovviamente in
coerenza con il principio supremo di laicità dello Stato affermato nella
Costituzione) si è distinto il Sindaco PD di Scarlino, tale Maurizio Bizzarri,
che ha subito disposto con una ordinanza del 5.11.us. l'obbligo di affiggere il
crocifisso nelle scuole del Comune di Scarlino minacciando agli eventuali
trasgressori una sanzione amministrativa di ?500,00.
Con tale ordinanza, che si allega, lo zelante Sindaco è riuscito a realizzare un
concentrato di illegittimità e di falsità che dovrebbe indurre i dirigenti del
PD, quanto meno a dissociarsi pubblicamente.
In sintesi:
1.. Invoca i regolamenti fascisti del 1924 e 1927 che come ha precisato la
Corte Costituzionale nella sentenza n. 389 del 13.12.2004, non hanno alcun
valore di legge;
2.. Il riferimento al crocefisso è contenuto nel solo RD 965/24 all'art. 118
che afferma: " ogni istituto ha la bandiera nazionale, ogni aula l'immagine del
crocifisso ed il ritratto del Re" (Il Sindaco di Scarlino pretenderà anche
l'affissione del ritratto del Re?)
3.. Nessuna legge o atto avente forza di legge (sarà bene spiegare al Sindaco,
che i regolamenti, ancorché emanati nel regime fascista, non avevano ed
ovviamente non hanno forza di legge) prevede l'obbligo dell'affissione del
crocifisso nelle aule scolastiche;
4.. E' assolutamente falso (ed il Sindaco o è incompetente o è in mala fede)
che la Corte Costituzionale con la sentenza n. 389 del 13.12.2004 abbia
dichiarato inammissibile la questione di incostituzionalità dei regolamenti
fascisti: "non violando di fatto i principi di imparzialità e laicità dello
Stato". Tale affermazione non è scritta, però, in alcuna parte della sentenza.
La Corte Costituzionale, al contrario di quanto afferma il fantasioso Sindaco di
Scarlino, dopo aver rilevato che non esiste alcuna norma di legge che preveda
l'obbligo di affissione del crocifisso, poiché "le norme regolamentari
richiamate", norme prive di forza di legge, sulle quali non può essere invocato
un sindacato di legittimità costituzionale, non si è pronunciata sulla questione
ed in nessun modo (nemmeno implicitamente) ha affermato che i regolamenti
fascisti non violano i principi di imparzialità e laicità dello Stato.
5.. E' esatto invece, che la VI Sezione del Consiglio di Stato ha ritenuto non
censurabile l'affissione del crocifisso nelle aule, ma il Sindaco di Scarlino ha
omesso di considerare che la sentenza della Corte dei Diritti dell'uomo deriva
proprio è stata pronunciata con riferimento proprio a tale decisione del
Consiglio di Stato, che l'ha ritenuta infondata.
6.. Il Sindaco di Scarlino per fortuna della scuola italiana non ha alcuna
competenza sulle istituzioni scolastiche e, quindi, l'ordinanza da lui emessa e
le sanzioni minacciate, sono, non solo arbitrarie, ma giuridicamente del tutto
irrilevanti. Trattandosi, però, di un atto che ha senza dubbio una rilevanza
politica è auspicabile che da parte delle forze politiche democratiche ci sia
una chiara e netta posizione contro atti così gravemente irresponsabili
?
Per il Comitato "Per la scuola della Repubblica"
Corrado Mauceri
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Mondo scuola, educazione e formazione
11-12-13 novembre - Genova
Hai diritto all'esonero: scarica il modulo:
http://www.abcd-online.it/ESONERO/esonero.aspx
Il Salone italiano dell'Educazione ABCD si rivolge a studenti, docenti e
dirigenti di scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado, educatori,
insegnanti di scuola e università, ricercatori e operatori della formazione.
ABCD è un evento fieristico unico in Italia nel settore della scuola e
dell'educazione.
- seconda edizione del Forum Nazionale sull'educazione: professionalità e
valutazione dei docenti
- Il Ministro Gelmini presenta la "Scuola Digitale
- 18 milioni di euro per le lavagne interattive
- Valutazione studenti, il documento ufficiale
- 50 milioni di euro per i micro computer per la scuola primaria
- Tutti gli editori per ragazzi
- 2009 anno europeo della creatività e innovazione
Tra i vari eventi, ti segnaliamo:
- 2° Forum associazioni docenti: "Professionalità e valutazione"
- TAVOLA ROTONDA: Formazione: le nuove frontiere della figura dei tutor e il
caso delle LIM
- tecnoclasse: la Lim e l'utilizzo di software didattico libero nelle varie
discipline
in
http://www.anitel.it/anitel/modules/news/article.php?storyid=319
- corsi gratuiti sull'utilizzo della Lavagna Interattiva: stand E6
http://www.ligra.it/NEWS/261009/IMG/PROGRAMMA_ABCD.pdf
VP
Il giorno 08/nov/2009, alle ore 09.28, Paolo Bonavoglia ha scritto:
> Per chi non è credente è solo la riproduzione di un'esecuzione
> capitale.
>
> Quanti sarebbero felici di trovarsi appesa sopra la testa la
> riproduzione di una decapitazione o di un impalamento o del rogo di un
> eretico?
>
> Che ne direste se al crocifisso si affiancasse una riproduzione
> realistica del rogo di Giordano Bruno?
Alcuni giorni fa avevo scritto delle brevi considerazioni analoghe a
quelle di Bonavoglia:
www.biuso.eu/paganesimo/2009/11/crocifissi-e-crociati/
Ciao,
Alberto G. Biuso
www.biuso.eu