PENDOLARI A PIEDI: CHIUDE LA FERROVIA ROMA-PANTANO
La soc. Metro ha annunciato la chiusura definitiva dal prossimo 1
luglio di tutto il tratto oltre Giardinetti della ferrovia Roma-Pantano.
L’Associazione Utenti del Trasporto Pubblico ed il Comitato Spontaneo
Roma-Pantano contestano duramente questa decisione e preannunciano
denunce alla magistratura e alla Corte dei Conti.
Quel tratto di linea era stato riaperto solo nel febbraio 2006, con
grande inaugurazione in pompa magna del sindaco Veltroni, dopo nove
anni di lavori, ammodernata e raddoppiata con ingente spesa di denaro
pubblico (300 miliardi fondi F.I.O.); ora dopo soli due anni si
richiude per sempre, è un’ennesimo spreco di risorse.
Che senso ha -contestano l’UTP e il Comitato- chiudere oggi una
ferrovia che trasporta migliaia di persone in vista di una metro C che
ad oggi non esiste, solo da pochi giorni sono iniziati gli scavi, e
sarà pronta chissà quando?
Intanto il servizio viene eliminato subito sine die, lasciando i
pendolari senza alternative valide; è assurdo pensare di eliminare una
linea esistente senza aspettare quanto meno che la famigerata metro C
sia pronta, è un salto nel buio. Insomma, intanto si chiude, poi “si
vedrà”, ma la metropolitana non arriverà prima di alcuni anni.
L’Associazione Utenti del Trasporto Pubblico peraltro da tempo aveva
già contestato l’assurda decisione di smantellare la Ferrovia
Roma-Pantano per fare una metropolitana nello stesso posto anziché con
tracciati indipendenti, con possibilità di servire l’interno dell’area
di Tor Vergata: una nuova infrastruttura è nuova se si aggiunge a
quelle esistenti, non se le elimina.
L’UTP e il Comitato lamentano la completa indifferenza della nuova
Amministrazione Comunale ai gravissimi disagi derivanti dalla
immninente chiusura della tratta terminale della ferrovia, la quale non
prende minimamente in considerazione le problematiche che avranno i
cittadini del quadrante sud-est dell’VIII Municipio (collasso della
Casilina e aumento dell’inquinamento atmosferico).
A tutt’ora l’Atac ha in mente soltanto il potenziamento del 105 e del
106 –che per giunta manterrà il capolinea a Torrenova, senza neppure
arrivare al previsto termine della ferrovia a Giardinetti-, e non è
stato realizzato il nodo di scambio a Giardinetti, quindi collasso
della Casilina e difficoltà della cittadinanza nel muoversi (tra
Torrenova e Pantano sono stati stimati 20.000 passeggeri), che fine
fanno?
Il sindaco Alemanno ha dichiarato di volere rivedere gli errori
contenuti nei progetti per le nuove metropolitane; l’UTP e il Comitato
chiedono di cominciare proprio dal più grave di tutti, cioè lo
smantellamento della ferrovia per fare la metro C nello stesso posto,
nominando una commissione di saggi, come per la realizzazione del
parcheggio sotterraneo del Pincio, con il compito di verificare se il
progetto è sostenibile da un punto di vista economico e tecnico,
soprattutto alla luce di alcuni ritrovamenti archeologici (Centocelle e
Torre Maura).
Peraltro il rischio è che alla fine la metro C si ridurrà al solo
tratto in cui va a sostituire la ferrovia già esistente. A Parco di
Centocelle si dovrà trasbordare sul "vecchio trenino" (come lo chiamano
loro), con immensa rottura di carico. Tanto lavoro solo per introdurre
un trasbordo dove prima si andava diretti, lasciando a piedi i
pendolari per almeno quattro anni.
Associazione Utenti del Trasporto Pubblico
Comitato Spontaneo Roma-Pantano