L'invito del fondatore del Centro di Aiuto alla Vita di Trento
di Antonio Gaspari - www.zenit.org - 1 febbraio 2008
Padre Angelo dell’Annunciazione, carmelitano scalzo, fondatore e animatore del Centro di Aiuto alla Vita di Trento, afferma che per sostenere la moratoria sull’aborto serve, come indicato dall’enciclica “Evangelium vitae”, “una grande preghiera per la vita che attraversi il mondo intero”.
Padre Angelo ha spiegato in una intervista a ZENIT che da trent’anni “il pensiero abortista, ha innalzato muri di inganni e menzogne, li ha puntellati e difesi con ogni mezzo pur di impedire che anche una sola pietra di questi muri di iniquità venisse rimossa”.
“Ma ora che Giuliano Ferrara ha aperto una breccia, destinata, io spero, ad allargarsi fino a far cadere l’intero muro – ha continuato – è più che mai urgente una grande preghiera per la vita, che attraversi il mondo intero”.
Secondo il padre carmelitano, è decisivo che “da ogni comunità cristiana, si elevi una supplica appassionata a Dio, Creatore e amante della vita”, perché “Gesù stesso ci ha mostrato col suo esempio che preghiera e digiuno sono le armi principali e più efficaci contro le forze del male (cfr. Mt 4, 1-11) e ha insegnato ai suoi discepoli che alcuni demoni non si scacciano se non in questo modo (Mc 9, 29)”.
Padre Angelo ha poi ricordato le parole di san Pietro detto il Crisologo, Vescovo di Ravenna, (406 – 450) , secondo cui “tre sono le cose, tre, o fratelli, per cui sta salda la fede, perdura la devozione, resta la virtù: la preghiera, il digiuno, la misericordia. Ciò per cui la preghiera bussa, lo ottiene il digiuno, lo riceve la misericordia. […] Perciò preghiera, digiuno, misericordia, siano per noi un’unica forza mediatrice presso Dio, siano per noi un’unica difesa, un’unica preghiera sotto tre aspetti”.
Il chierico carmelitano ha salutato con grande favore la ventata di speranza nuova “suscitata dall’iniziativa di Ferrara, che personalmente si è impegnato a seguire una dieta speciale per la moratoria sull’aborto”.
“Sollecitati dal suo esempio – ha sottolineato padre Angelo – ritroviamo, dunque, l’umiltà e il coraggio di pregare e digiunare, per ottenere la forza che viene dall’Alto”.
Perché, ha concluso, “nei disegni misteriosi e misericordiosi di Dio, l’iniziativa di un laico può ben essere al servizio del suo Regno, in modo da far tornare almeno qui in Italia, dopo 30 anni di esilio legale, il riconoscimento e il rispetto della sacralità della vita umana sin dal concepimento”.