Entra
Nuovo su Yahoo! Gruppi? Registrati
dueminutiperlavita · "Due minuti per la vita" - NEWSLETTER
? Già Iscritto? Entra su Yahoo!

Suggerimenti

Lo sapevi che...
Puoi imposatare la cronologia dei messaggi? Clicca nel link datea. le tue preferenze verranno salvate.

Messaggi

  Messaggi Aiuto
Avanzata
Messaggi 1 - 33 di 83   Più nuovo  |  < Più recente  |  Meno recente >  |  Più vecchio
Messaggi: Mostra riassunti messaggi   (Raggruppa per argomento) Disponi per data v  
#33 Da: "Due minuti per la vita - Newsletter" <newsletter@...>
Data: Dom 2 Mar 2008 12:35 am
Oggetto: Nuove adesioni!
dueminutiper...
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Cari amici di DUE MINUTI PER LA VITA,
siamo felici di comunicarVi che:
 
- hanno recentemente aderito all'iniziativa di preghiera in difesa della vita nascente: il Centro Culturale Giovanni Paolo II il Grande (di Barcellona Pozzo di Gozzo), la sezione di Torino dell'Associazione Medici Cattolici Italiani (AMCI), il gruppo mariano di preghiera "Giovanni Paolo II" presso la parrocchia San Nicoló di Bagnone (MS), il Movimento Gospa presso il Monastero delle Carmelitane di Milano, l'Associazione Centro Progressi Caritas;
- la presentazione dei Due minuti per la vita é ospitata nella Bacheca del portale Giovani.org e sul sito dell'Associazione Luci sull'Est (cfr. http://www.lucisullest.it/dett_news.php?id=2828) - quest'ultima ha anche rilanciato i nostri ultimi comunicati - che ringraziamo sentitamente.
 
Continuiamo con fiducia nella preghiera e nella diffusione dell'iniziativa, senza stancarci mai!
 
Buona domenica!
 
Vi porgiamo cordiali saluti in Gesú e Maria.
 
Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA

#32 Da: dueminutiperlavita@yahoogroups.com
Data: Sab 1 Mar 2008 10:08 pm
Oggetto: File - Due minuti per la vita_presentazione.pdf
dueminutiperlavita@yahoogroups.com
Invia email Invia email
 
File:        Due minuti per la vita_presentazione.pdf
Descrizione: Volantino di presentazione dell'iniziativa di preghiera dei DUE
MINUTI PER LA VITA

#31 Da: "Due minuti per la vita - Newsletter" <newsletter@...>
Data: Sab 23 Feb 2008 12:07 pm
Oggetto: Segnalazione su Fides.org
dueminutiper...
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Cari amici,
Vi informiamo che ieri venerdí 22 febbraio l'Agenzia Fides (www.fides.org), della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, ha segnalato l'iniziativa di preghiera di due minuti per la vita nelle notizie presenti sul proprio sito Internet ed all'interno della newsletter inviata agli iscritti.
 
La notizia é presente sul sito dell'Agenzia tra le news di febbraio, e precisamente al link http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=16085.
 
Segnaliamo anche che oggi la medesima Agenzia Fides ha messo a disposizione un dossier dal titolo La pillola "del giorno dopo" e quella "del mese dopo", liberamente scaricabile ed utilizzabile.
 
Vi porgiamo i nostri migliori auguri per un buon fine settimana!
 
In Gesú e Maria.
 
Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA

#30 Da: "Due minuti per la vita - Aggiornamento" <newsletter@...>
Data: Gio 21 Feb 2008 4:28 pm
Oggetto: Nuovo sito!!
dueminutiper...
Offline Offline
Invia email Invia email
 

Cari amici,

siamo lieti di informarVi che il nostro nuovo link di riferimento è www.dueminutiperlavita.info. Si tratta di un blog (per le nostre esigenze di comunicazione non necessitiamo di un vero e proprio sito) con dominio personalizzato.
 
Abbiamo infatti deciso di abbandonare la piattaforma di Splinder perché essa ospita, e sponsorizza in homepage, numerosi blog con contenuto pornografico!

 

Vi segnaliamo le novità più interessanti:

·        sottofondo musicale: quando accederete su www.dueminutiperlavita.info potrete ascoltare la canzone "Does God see this child", composta da Susan Piper, cantante americana pro-life. Per interrompere la riproduzione della canzone è sufficiente premere Esc dalla propria tastiera;

·        santo del giorno: ogni giorno sarà presente sul nostro sito il santo del giorno (servizio offero da www.santiebeati.it, che ringraziamo!);

·        locandina di due minuti per la vita: dall'homepage potete scaricare direttamente la locandina di presentazione dell'iniziativa di preghiera in difesa della vita nascente, per poterla diffondere tra i Vostri amici e conoscenti;

·        servizio di file sharing: dalla colonna di destra, alla voce File condivisi – grazie al widget di box.net – potrete scorrere (cliccando sulla freccia in basso lampeggiante), visionare e scaricare i file che di volta in volta mettiamo in condivisione; segnaliamo in particolare la locandina di presentazione ed il paragrafo n. 58 dell'Evangelium Vitae

·        newsletter: grazie al box di Yahoo è possibile iscriversi direttamente alla nostra newsletter; dopo aver inserito il Vostro indirizzo email ed aver cliccato sul bottone "Yahoo Gruppi – Entra", per confermare la Vostra iscrizione, dovrete rispondere all'email di conferma inviata in automatico da Yahoo.

 

Ringraziamo, in particolare, i volontari che si sono fatti carico di trasferire tutti i post dal vecchio blog al nuovo dominio.
 
Saremo contenti se vorrete farci pervenire le vostre considerazioni sul nuovo sito!
 
Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA

#29 Da: "Due minuti per la vita - Newsletter" <newsletter@...>
Data: Ven 15 Feb 2008 11:45 pm
Oggetto: Censura su Wikipedia! - Comunicato di aggiornamento
dueminutiper...
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Comunicato 004/2008 - 15 febbraio 2008
 
Si segnala una grave censura verificatasi in queste ore da parte degli amministratori di Wikipedia.it - la sedicente enciclopedia libera - nei confronti dei sottoscritti.
 
La voce "Due minuti per la vita" è stata reiteratamente cancellata - ed ogni volta dopo pochi minuti di esistenza - in quanto inizialmente ritenuta una voce di "promozione ideologica" (sic et simpliciter!) e poi sotto la motivazione (pretestuosa, e lo si dimostra di seguito) che si sarebbe trattato di una trovata esclusivamente pubblicitaria! La voce era stata scritta nel primo pomeriggio di ieri, giovedí 14 febbraio, per presentare l'omonima iniziativa di preghiera in difesa della vita nascente, che si sta diffondendo in Italia ormai da due anni e mezzo e che ha ricevuto oltre 10.000 adesioni nazionali ed internazionali.
 
Al link http://www.box.net/shared/yftp2skwsg é liberamente consultabile e scaricabile tutto il materiale che é stato possibile salvare prima dell'ultima cancellazione avvenuta stamattina alle ore 10.58. I file messi a disposizione sono costituiti da: 5 screenshot (cioé "fotografie" dello schermo), e 1 stampata .pdf della pagina internet della voce medesima.
 
Tali documenti testimoniano come:
  • la voce fosse stata fatta in maniera pulita ed ordinata, seguendo lo standard delle voci di Wikipedia;
  • la voce non fosse, da una persona in buona fede, qualificabile come mezzo di promozione personale o associativa. Si trattava, da parte della realtá di "Due minuti per la vita" di una ragionevole, doverosa e legittima presenza in un'enciclopedia libera! L' "enciclopedicitá" (secondo il gergo di Wikipedia) di "Due minuti per la vita" consiste nel fatto che si tratta di un gruppo ormai fisicamente radicato sul territorio nazionale con migliaia di aderenti e di simpatizzanti, e che ha ricevuto l'approvazione e l'incoraggiamento di molti sacerdoti, religiosi e religiose, fedeli laici, nonché uomini e donne di buona volontá;
  • la voce non contenesse nulla di sconveniente, volgare, offensivo;
  • non fosse presente, a parere di chi scrive, nessuno dei requisiti indicati come motivo determinante la cancellazione;
  • non fosse vera la "motivazione promozionale", cioé di pubblicitá, che é stata addotta dagli amministratori nel giustificare la cancellazione, con riferimento al fatto che nella versione originaria della voce (cfr. file "4.bmp" su http://www.box.net/shared/7kt5tw8owc) fossero stati indicati (e giustamente, facciamo presente!) i siti delle associazioni e dei gruppi aderenti all'iniziativa di preghiera. Tale motivazione é chiaramente infondata: infatti nella mattina di oggi, anche dopo che la voce era stata ripubblicata senza l'indicazione dei siti, é sopraggiunta ugualmente la cancellazione!
  • l'intraprendenza censoria abbia determinato, e questa volta in maniera veramente ridicola, l'impossibilitá (al momento cui il presente messaggio viene scritto) di modificare in un qualsivoglia modo la voce "Due minuti per la vita": é stata bloccata tuot court.
 
Ma cosa ha spinto a tutto questo? La veritá pare essere che non si poteva sopportare di leggere dell'esistenza di un'iniziativa di preghiera i cui promotori invitano a pregare per i bambini abortiti, cioé uccisi! Questo é l'unico motivo che ha determinato la cancellazione della voce! Di ció rimane palese traccia nella seconda cancellazione di ieri (ne sarebbero giunte altre 4), quella delle ore 14.39 (cfr. http://www.box.net/shared/0telam8w0s) , giustificata da un amministratore di Wikipedia in un fin troppo esplicito binomio di parole: "promozione ideologica".
 
Sarebbe interessante sapere in quale ideologia sono stati catalogati gli oltre 10.000 aderenti alla preghiera per la vita da parte di questi censori del web che - ben celati ed elegantemente agghindati nei loro costumi di paladini del "libero sapere" e del "libero pensiero" - impersonificano ancora una volta l'intelloranza e la dittatura del relativismo! 
Non sará forse che pregare per i milioni di bambini uccisi ogni anno nel mondo con l'aborto sia indice, nella mente di chi ci ha censurato, di appartenere a quella reazionaria ed oscurantista schiera di chi difende la vita dal concepimento alla morte naturale perché ritiene che essa sia sacra in quanto dono di Dio? 
 
In tal caso non ci lamentiamo di dove ci hanno collocato e non ci vergogniamo di ricordare sempre ed a tutti, opportune et importune, che la vita viene da Dio e solo Lui puó toglierla! Non ci resta che rispondere: hic manebimus optime!
 
Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA
 
ps. a conclusione e come spunto di riflessione si consiglia di pregare e meditare sui nn. 68-74 dell'Evangelium Vitae

#28 Da: "Due minuti per la vita - Aggiornamento" <newsletter@...>
Data: Gio 14 Feb 2008 2:22 pm
Oggetto: Vergogna su Wikipedia.it
dueminutiper...
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Cari amici di DUE MINUTI PER LA VITA,
siamo qui ad informarVi che la voce di "Due minuti per la vita" è stata tristemente cancellata, dopo pochi minuti di esistenza, dall'Enciclipedia di Wikipedia.it in quanto ritenuta "voce ideologica" (sic et simpliciter)!
 
Prendiamo atto di questa assurda decisione e Ve la segnaliamo accompagnata dalla triste constastazione di come, molto spesso, i sedicenti fautori del libero pensiero e del libero sapere siano solo degli ipocriti e patetici censori!
 
Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA

#27 Da: "Due minuti per la vita - Newsletter" <newsletter@...>
Data: Mer 13 Feb 2008 11:03 pm
Oggetto: Il senso di Dio come orizzonte etico nella lotta per la vita
dueminutiper...
Offline Offline
Invia email Invia email
 

L'analisi dell'Arcivescovo di Belo Horizonte (MG)

di Alexandre Ribeiro - Zenit.org - 13 febbraio 2008
 
il testo integrale dell'intervento di Monsignor Azevedo (v. oltre)
 
***
 
BELO HORIZONTE, mercoledì, 13 febbraio 2008 (ZENIT.org).- L'Arcivescovo di Belo Horizonte (Minas Gerais, Brasile), monsignor Walmor Oliveira de Azevedo, crede che uno dei segreti della lotta in difesa della vita sia ripristinare il senso di Dio nella cultura, come orizzonte etico che illumina la vita.

Monsignor Azevedo, che è anche presidente della Commissione Episcopale per la Dottrina della Fede della CNBB (Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile), ha spiegato che nella società si è imposta una cultura anti-vita come frutto di “una mentalità edonista e individualista”.

“E' una mentalità alimentata da una concezione distorta della scienza, causando e fomentando violazioni contro la vita”, ha sottolineato in un articolo inviato a ZENIT venerdì scorso.

Una cultura che privilegia gli “idoli del potere, della ricchezza e del piacere effimero” ha come conseguenza “la relativizzazione del valore e della dignità della persona”.

Quando questi idoli “diventano la norma di base nel funzionamento e nell'organizzazione sociale”, ha spiegato l'Arcivescovo, i valori sono compromessi e le dignità negate.

Si tratta, ha osservato, del risultato di opzioni che mettono da parte “il senso etico e morale come riferimento determinante di scelte e comportamenti”.

Secondo monsignor Azevedo, è in questo ambito che si gioca la “lotta specifica” “dei processi e dei tentativi di legislazione che permettono attentati contro la vita, come l'aborto”.

I gruppi abortisti e molte persone presentano come argomentazioni a favore dei loro interessi particolari la laicità dello Stato e il rispetto delle libertà, ma queste argomentazioni, nel contesto della violazione della dignità della persona, “sono assurde”.

Di fronte a questo, l'Arcivescovo sottolinea la necessità di seguire da vicino l'operato dei Parlamenti, “per non permettere passi che rendano possibile l'istituzione della cultura della morte”.

Monsignor Azevedo crede che la difesa della vita includa necessariamente “la promozione di un'adeguata comprensione della vita come dono di Dio”.

Include anche, “come capitolo centrale della preoccupazione per la dignità umana, la lotta e l'impegno permanenti nella promozione e garanzia delle condizioni perché si viva secondo la grandezza di questa dignità”.

L'Arcivescovo sottolinea che il cammino della difesa della vita non si percorre “prescindendo da Dio”, perché “la lettura e l'interpretazione della realtà che prescindono da Dio sono ottuse e mutilate”.

“E' imprescindibile ricomporre il senso di Dio nella cultura contemporanea come orizzonte etico che illumina la vita”, ha concluso monsignor Azevedo.

[Traduzione dal portoghese di Roberta Sciamplicotti]

***

Defesa da vida - Dom Walmor Oliveira de Azevedo* - Fonte: Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile > Articoli dei Vescovi (http://www.cnbb.org.br/index.php?op=pagina&chaveid=010c0000130)

 

A defesa da vida é a grande luta que se trava, neste momento, no coração da cultura contemporânea. Não se pode fechar os olhos e tratar com naturalidade, quando se considera “a liberalização e banalização das práticas abortivas que são crimes abomináveis, como também a eutanásia, a manipulação genética e embrionária, ensaios médicos contrários à ética, a pena de morte e tantas outras maneiras de atentar contra a vida e a dignidade do ser humano” (DA 467). A luta em defesa da vida é, pois, uma batalha na contramão desta cultura anti-vida que se estabeleceu na sociedade, fruto de uma mentalidade hedonista e individualista. É uma mentalidade fecundada por uma concepção distorcida da ciência, causando e fomentando violações contra a vida.

Nesta batalha, o Documento de Aparecida sublinha também que o compromisso de todos os que crêem em Cristo, autenticamente, seus discípulos e discípulas, é o compromisso primordial da “fidelidade ao Evangelho que exige que proclamemos a verdade sobre o ser humano e sobre a dignidade de toda pessoa humana, em todos os espaços públicos e privados do mundo de hoje e a partir de todas as instâncias da vida e da missão da Igreja” (DA 390). É muito fácil constatar, sem nenhum sentido de pessimismo, que a cultura atual, facilmente, propõe estilos de ser e viver contrários à natureza e a dignidade do ser humano. Esta é uma conseqüência dos impactos produzidos pelos ídolos do poder, da riqueza e do prazer efêmero. A conseqüência terrível é a relativização do valor e da dignidade da pessoa. Estes ídolos se tornam a norma máxima no funcionamento e na organização social, comprometendo valores, negando dignidades. É o resultado da opção por encaminhamentos e normatizações que descartam, de modo funesto, o sentido ético e moral como referência determinante de escolhas e de comportamentos.

Neste âmbito está travada uma luta específica em se tratando dos processos e tentativas de legislações que venham a permitir atentados contra a vida, como o aborto. As argumentações da laicidade do estado e o respeito a liberdades são absurdos que revelam grupos, nos seus interesses particulares, e muitas pessoas, com responsabilidade de representação na sociedade, advogando procedimentos e normatizações que ferem o sentido intocável da dignidade da pessoa. È, pois, de grande importância acompanhar os desdobramentos no mundo da política, os movimentos nos parlamentos e casas legislativas, de olho nos representantes do povo para não permitir passos que possibilitem o estabelecimento da cultura da morte. Por isso, quem crê em Cristo Jesus tem, no exercício de sua cidadania, o compromisso de participação política e o dever de lutar contra a aprovação de políticas que atentam contra a vida.

O princípio fundamental nesta luta é a defesa da vida desde o seu primeiro momento, na concepção, até o último na morte natural. A Igreja Católica está nesta luta, de corpo e alma, contando com seus discípulos e discípulas missionários na defesa da vida. A Campanha da Fraternidade 2008, “Fraternidade e Defesa da Vida”, é um confronto com esta mentalidade contemporânea, fecundada por um relativismo ético perigoso, resultado das idolatrias do poder, da riqueza e do prazer. É clara a luta contra o aborto e contra a eutanásia, luta iluminada pela compreensão que se baseia na certeza de que “a vida nova de Jesus Cristo atinge o ser humano por inteiro e desenvolve em plenitude a existência humana em sua dimensão pessoal, familiar, social e cultural” (DA 356). É uma luta contra a corrente do consumismo hedonista e individualista que coloca a vida humana em função de um prazer imediato e sem limites, obscurecendo e degradando o sentido verdadeiro da vida.

A defesa da vida inclui, pois, a promoção de uma adequada compreensão da vida como dom de Deus, exigindo de todos o empenho comprometido na luta contra o aborto, conscientizando a população e criando condições de apoio para que seja concreto o apreço pela vida; inclui, como capítulo central da preocupação pela dignidade humana, a luta e empenho permanentes na promoção e garantia das condições para que se viva segundo a grandeza desta dignidade. O Papa João Paulo II sublinhou que “converter-se ao Evangelho, para o povo cristão que vive na América, significa revisar todos os ambientes e dimensões de sua vida, especialmente tudo o que pertence à ordem social e à obtenção do bem comum”.

A defesa da vida é uma luta para substituir a cultura da morte pela cultura da vida. Este caminho não se percorre, recorda o Papa Bento XVI, no seu discurso inaugural da Conferência de Aparecida, prescindindo de Deus. A leitura e a interpretação da realidade que prescindem de Deus são obtusas e mutiladas. É imprescindível recompor o sentido de Deus na cultura contemporânea como horizonte ético iluminador da vida.

 

*Dom Walmor Oliveira de Azevedo, 53, arcebispo de Belo Horizonte (MG)


#26 Da: "Due minuti per la vita - Newsletter" <newsletter@...>
Data: Lun 11 Feb 2008 8:10 am
Oggetto: Superate le 10.000 adesioni! - Buona Festa della Madonna di Lourdes!
dueminutiper...
Offline Offline
Invia email Invia email
 
 
11 febbraio 2008
Festa della Madonna di Lourdes
 
 
Cari amici di DUE MINUTI PER LA VITA,
siamo estremamente lieti di comunicarVi che da quando é iniziata, il 7 ottobre 2005 - in occasione e sotto la protezione della Beata Vergine del Rosario - l'iniziativa di preghiera ha raggiunto e superato le 10.000 adesioni!
Gli aderenti sono per la maggior parte italiani, ma sono giunte adesioni anche dal Messico, dagli Stati Uniti d'America cosí come da alcuni paesi europei.
 
Ringraziamo la Vergine Maria, Regina della Vita e Madre dei viventi, per questo importante traguardo che ci ha voluto donare e la preghiamo di mantenerci sempre umili ed instancabili testimoni del Vangelo della Vita!
 
Per l'occasione Vi inoltriamo (v. oltre), previa autorizzazione ricevuta, le lettere di stima e di incoraggiamento pervenuteci da P. Angelo Serra S.J. genetista di fama internazionale, professore emerito di Genetica Umana all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e membro della Pontificia Accademia per la Vita  che ringraziamo con riconoscenza per l'affetto che ci ha dimostrato e che continua a dimostrarci.

«Oportet semper orare et non deficere» (Lc 18,1).
Insieme alla richiesta di continuare ogni giorno a pregare per la vita ed a diffondere l'iniziativa (in allegato), ricordiamo a tutti che é possible aderire alla preghiera dei DUE MINUTI PER LA VITA e farsene promotori a livello di: singoli, famiglie, movimenti ecclesiali, associazioni laicali, circoli culturali, gruppi di preghiera, comunitá parrocchiali, comunitá di vita religiosa...
 
Attualmente hanno aderito all'iniziativa di preghiera e la promuovono a livello di gruppi, tra gli altri: l'associazione Alleanza Cattolica - www.alleanzacattolica.org, l'associazione Amici di Lazzaro www.amicidilazzaro.it, l'Azione Cattolica di San Filippo Neri di Putignano (BA), il gruppo e la mailing list di Bioetica e Famiglia - www.bioeticaefamiglia.it, il Carmelo di Piacenza, il Centro Cattolico di Documentazione di Marina di Pisa - www.rassegnastampa.totustuus.it, il Circolo culturale Jacques Maritain di San Martino in Rio (RE) - www.circolomaritain.it, il Circolo dei Medici Cattolici di Monaco di Baviera - www.katholische-aerzte-muenchen.de/index.html, il Comitato Scienza & Vita di Bergamo, l'associazione Difendere la vita con Maria - www.advm.org, la Federazione dei Movimenti per la Vita e dei Centri di Aiuto alla Vita del Piemonte e della Valle d'Aosta - www.federvitapiemonte.it, la Federazione Ligure Exallieve ed Exallievi delle Figlie di Maria Ausiliatrice - www.exallieve-ifmaliguria.org, le suore dell'Istituto dell'Immacolata Concezione di Milano, il gruppo di preghiera Medjugorie e Santo Volto di Milano, il Movimento per la vita di Torino - www.vitatorino.org, il Movimento con Cristo per la vita - www.fuocovivo.org/movimento.vita.htm, la parrocchia di San Giuseppe ai Leoni di Palermo - www.sangiuseppeaileoni.arcidiocesi.palermo.it, la chiesa di S. Maria delle Grazie di Vittoria (Rg) - www.santamariagrazie-vittoria.org, il gruppo del Rinnovamento nello Spirito dell'Umbria - www.rns-umbria.it, l'Unione Cattolica Farmacisti Italiani - www.assofanti.it/UCFI/homepag.htm, l'Unione Cattolica Italiana Insegnanti Medi (UCIIM), sede di Bergamo - www.uciim-bergamo.it
 
***
Lettera del 12 luglio 2006, in seguito al ricevimento dell'email di presentazione dei DUE MINUTI PER LA VITA:
«[...]
La mia risposta non è che di piena gratitudine per l'iniziativa così importante di invitare alla preghiera - breve ma costante - per impetrare misericordia per quanti trasgrediscono il comandamento di Dio: «non uccidere», e  ottenere - per quanto sarà possibile in questo «tempo di satana» - il ritorno atteso all'obbedienza di Dio.
Per parte mia cercherò di partecipare questo invito a persone che potranno contribuire a questa iniziativa, che vivo ogni giorno nel grande dono del Sacerdozio che Dio mi ha fatto.
[...]
P. Angelo Serra S.I.»
 
 
Lettera del 19 gennaio 2008, in seguito alla notizia del raggiungimento delle 10.000 adesioni:
«[...] benedica il nostro Maestro Gesù, che ha trovato in Lei un apostolo, tutta la Sua attività che ha portato a Gesù, che vive tra noi nel tabernacolo, dieci mila discepoli. Se lo ritiene bene e utile, disponga pure come crede della mia breve lettera.
Mentre la ringrazio della bellissima locandina, di cui ne faccio copia, Le assicuro il mio ricordo quotidiano nella celebrazione Eucaristica perchè Gesù benedica la sua famiglia e tutta la sua attività.
Con fraterno affetto
P. Angelo Serra S.I.»
***
 
Quanto a noi affidiamo il nostro piccolo apostolato e la nostra preghiera in difesa della vita nascente a Maria Santissima, che oggi festeggiamo nel 150esimo anniversario dalle apparizioni di Lourdes: a Lei chiediamo con fiducia e devozione di figli di intercedere presso Dio affinché voglia toccare il cuore delle donne che sono sotto la tentazione di abortire e voglia concedere loro la grazia della conversione ed il miracolo dell'apertura alla Vita, nella consapevolezza che «la gravità morale dell'aborto procurato appare in tutta la sua verità se si riconosce che si tratta di un omicidio.». (Evangelium Vitae, n. 58)!
 
In Gesú e Maria.
 
 
Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA
 
***

La presente newsletter viene inviata a quanti hanno aderito alla preghiera dei due minuti per la vita e a coloro che hanno chiesto informazioni ed aggiornamenti sull'iniziativa stessa.

 

Se il Vostro indirizzo è stato inserito per errore ci scusiamo del disagio arrecatoVi. Per chi non desiderasse ricevere nostre ulteriori comunicazioni è sufficiente inviare un messaggio a  info@... avente per oggetto " cancellazione".

 

Se il presente messaggio Vi fosse giunto in duplice copia Vi chiediamo di segnalarcelo e provvederemo a cancellare l'indirizzo doppio dal nostro indirizzario.


#25 Da: "Due minuti per la vita - Newsletter" <newsletter@...>
Data: Mer 6 Feb 2008 11:39 pm
Oggetto: Buona Quaresima!
dueminutiper...
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Cari amici,
auguriamo a tutti Voi un buon inizio del cammino quaresimale sotto la guida di Maria, Madre di Dio e della Chiesa, e Regina della Vita!
 
Con l'occasione segnaliamo che dal sito www.preghieravita.splinder.com é ora piú agevole iscriversi direttamente alla newsletter di aggiornamento e scaricare la locandina di presentazione dell'iniziativa, per la quale chiediamo un'indefessa e costante diffusione.
 
Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA
 
***
Mercoledí delle Ceneri, 6 febbraio 2008
 
 
Cari fratelli e sorelle,
 
quest’oggi, Mercoledì delle Ceneri, riprendiamo, come ogni anno, il cammino quaresimale animati da un più intenso spirito di preghiera e di riflessione, di penitenza e di digiuno. Entriamo in un tempo liturgico “forte” che, mentre ci prepara alle celebrazioni della Pasqua – cuore e centro dell’anno liturgico e dell’intera nostra esistenza – ci invita, anzi potremmo dire ci provoca, a imprimere un più deciso impulso alla nostra esistenza cristiana. Poiché gli impegni, gli affanni e le preoccupazioni ci fanno ricadere nell’abitudine, ci espongono al rischio di dimenticare quanto straordinaria sia l’avventura nella quale Gesù ci ha coinvolti, abbiamo bisogno, ogni giorno, di iniziare nuovamente il nostro esigente itinerario di vita evangelica, rientrando in noi stessi mediante pause ristoratrici dello spirito. Con l’antico rito dell’imposizione delle ceneri, la Chiesa ci introduce nella Quaresima come in un grande ritiro spirituale che dura quaranta giorni.
 
Entriamo dunque nel clima quaresimale, che ci aiuta a riscoprire il dono della fede ricevuta con il Battesimo e ci spinge ad accostarci al sacramento della Riconciliazione, ponendo il nostro impegno di conversione sotto il segno della misericordia divina. In origine, nella Chiesa primitiva, la Quaresima era il tempo privilegiato per la preparazione dei catecumeni ai sacramenti del Battesimo e dell’Eucaristia, che venivano celebrati nella Veglia di Pasqua. La Quaresima veniva considerata come il tempo del divenire cristiani, che non si attuava in un solo momento, ma esigeva un lungo percorso di conversione e di rinnovamento. A questa preparazione si univano anche i già battezzati riattivando il ricordo del Sacramento ricevuto, e disponendosi a una rinnovata comunione con Cristo nella celebrazione gioiosa della Pasqua. Così, la Quaresima aveva, ed ancor oggi conserva, il carattere di un itinerario battesimale, nel senso che aiuta a mantenere desta la consapevolezza che l’essere cristiani si realizza sempre come un nuovo diventare cristiani: non è mai una storia conclusa che sta alle nostre spalle, ma un cammino che esige sempre un esercizio nuovo.
 
Imponendo sul capo le ceneri il celebrante dice: “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai” (cfr Gen 3,19), oppure ripete l’esortazione di Gesù: “Convertitevi e credete al Vangelo” (cfr Mc 1,15). Entrambe le formule costituiscono un richiamo alla verità dell’esistenza umana: siamo creature limitate, peccatori bisognosi sempre di penitenza e di conversione. Quanto è importante ascoltare ed accogliere questo richiamo in questo nostro tempo! Quando proclama la sua totale autonomia da Dio, l’uomo contemporaneo diventa schiavo di sé stesso e spesso si ritrova in una solitudine sconsolata. L’invito alla conversione è allora una spinta a tornare tra le braccia di Dio, Padre tenero e misericordioso, a fidarsi di Lui, ad affidarsi a Lui come figli adottivi, rigenerati dal suo amore. Con sapiente pedagogia la Chiesa ripete che la conversione è anzitutto una grazia, un dono che apre il cuore all’infinita bontà di Dio. Egli stesso previene con la sua grazia il nostro desiderio di conversione e accompagna i nostri sforzi verso la piena adesione alla sua volontà salvifica. Convertirsi vuol dire allora lasciarsi conquistare da Gesù (cfr Fil 3,12) e con Lui “ritornare” al Padre.
 
La conversione comporta quindi porsi umilmente alla scuola di Gesù e camminare seguendo docilmente le sue orme. Illuminanti sono al riguardo le parole con cui Egli stesso indica le condizioni per essere suoi veri discepoli. Dopo aver affermato che “chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà”, aggiunge: “Che giova infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima”? (Mc 8,35-36). La conquista del successo, la bramosia del prestigio e la ricerca delle comodità, quando assorbono totalmente la vita sino ad escludere Dio dal proprio orizzonte, conducono veramente alla felicità? Ci può essere felicità autentica a prescindere da Dio? L’esperienza dimostra che non si è felici perché si soddisfano le attese e le esigenze materiali. In realtà, la sola gioia che colma il cuore umano è quella che viene da Dio: abbiamo infatti bisogno della gioia infinita. Né le preoccupazioni quotidiane, né le difficoltà della vita riescono a spegnere la gioia che nasce dall’amicizia con Dio. L’invito di Gesù a prendere la propria croce e a seguirlo in un primo momento può apparire duro e contrario a quanto noi vogliamo, mortificante per il nostro desiderio di realizzazione personale. Ma guardando più da vicino possiamo scoprire che non è così: la testimonianza dei santi dimostra che nella Croce di Cristo, nell’amore che si dona, rinunciando al possesso di se stesso, si trova quella profonda serenità che è sorgente di generosa dedizione ai fratelli, specialmente ai poveri e ai bisognosi. E questo dona gioia anche a noi stessi. Il cammino quaresimale di conversione, che oggi intraprendiamo con tutta la Chiesa, diventa pertanto l’occasione propizia, “il momento favorevole” (cfr 2 Cor 6,2) per rinnovare il nostro abbandono filiale nelle mani di Dio e per mettere in pratica quanto Gesù continua a ripeterci: “Se qualcuno vuole venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Mc 8,34), e così si inoltri sulla strada dell’amore e della vera felicità.
 
Nel tempo quaresimale la Chiesa, facendo eco al Vangelo, propone alcuni specifici impegni che accompagnano i fedeli in questo itinerario di rinnovamento interiore: la preghiera, il digiuno e l’elemosina. Nel Messaggio per la Quaresima di quest’anno, pubblicato pochi giorni fa, ho voluto soffermarmi “sulla pratica dell’elemosina, che rappresenta un modo concreto di venire in aiuto a chi è nel bisogno e, al tempo stesso, un esercizio ascetico per liberarsi dall’attaccamento ai beni terreni” (n. 1). Noi sappiamo quanto purtroppo la suggestione delle ricchezze materiali pervada in profondità la società moderna. Come discepoli di Gesù Cristo siamo chiamati a non idolatrare i beni terreni, ma ad utilizzarli come mezzi per vivere e per aiutare gli altri che sono nel bisogno. Indicandoci la pratica dell’elemosina, la Chiesa ci educa ad andare incontro alle necessità del prossimo, ad imitazione di Gesù, che, come nota san Paolo, si è fatto povero per arricchirci della sua povertà (cfr 2 Cor 8,9). “Alla sua scuola - ho scritto ancora nel citato Messaggio – possiamo imparare a fare della nostra vita un dono totale; imitandolo riusciamo a renderci disponibili, non tanto a dare qualcosa di ciò che possediamo, bensì noi stessi”. Ed ho aggiunto: “L’intero Vangelo non si riassume forse nell’unico comandamento della carità? Ecco allora che l’elemosina, praticata con profondo spirito di fede, diviene un mezzo per capire e realizzare meglio la nostra stessa vocazione cristiana. Quando infatti, gratuitamente offre se stesso, il cristiano testimonia che non è la ricchezza materiale a dettare le leggi dell’esistenza, ma l’amore” (n. 5).
 
Cari fratelli e sorelle, chiediamo alla Madonna, Madre di Dio e della Chiesa, di accompagnarci nel cammino quaresimale, perché sia cammino di vera conversione. Lasciamoci condurre da Lei e giungeremo, interiormente rinnovati, alla celebrazione del grande mistero della Pasqua di Cristo, rivelazione suprema dell’amore misericordioso di Dio.
 
Buona Quaresima a tutti!
The Holy See
back up
Search
riga

MESSAGGIO DI SUA SANTITÀ
BENEDETTO XVI
PER LA QUARESIMA 2008

 

"Cristo si è fatto povero per voi" (2 Cor 8,9)

Cari fratelli e sorelle!

1. Ogni anno, la Quaresima ci offre una provvidenziale occasione per approfondire il senso e il valore del nostro essere cristiani, e ci stimola a riscoprire la misericordia di Dio perché diventiamo, a nostra volta, più misericordiosi verso i fratelli. Nel tempo quaresimale la Chiesa si preoccupa di proporre alcuni specifici impegni che accompagnino concretamente i fedeli in questo processo di rinnovamento interiore: essi sono la preghiera, il digiuno e l’elemosina. Quest’anno, nel consueto Messaggio quaresimale, desidero soffermarmi a riflettere sulla pratica dell’elemosina, che rappresenta un modo concreto di venire in aiuto a chi è nel bisogno e, al tempo stesso, un esercizio ascetico per liberarsi dall’attaccamento ai beni terreni. Quanto sia forte la suggestione delle ricchezze materiali, e quanto netta debba essere la nostra decisione di non idolatrarle, lo afferma Gesù in maniera perentoria: “Non potete servire a Dio e al denaro” (Lc 16,13). L’elemosina ci aiuta a vincere questa costante tentazione, educandoci a venire incontro alle necessità del prossimo e a condividere con gli altri quanto per bontà divina possediamo. A questo mirano le collette speciali a favore dei poveri, che in Quaresima vengono promosse in molte parti del mondo. In tal modo, alla purificazione interiore si aggiunge un gesto di comunione ecclesiale, secondo quanto avveniva già nella Chiesa primitiva. San Paolo ne parla nelle sue Lettere a proposito della colletta a favore della comunità di Gerusalemme (cfr 2 Cor 8-9; Rm 15,25-27).

2. Secondo l’insegnamento evangelico, noi non siamo proprietari bensì amministratori dei beni che possediamo: essi quindi non vanno considerati come esclusiva proprietà, ma come mezzi attraverso i quali il Signore chiama ciascuno di noi a farsi tramite della sua provvidenza verso il prossimo. Come ricorda il Catechismo della Chiesa Cattolica, i beni materiali rivestono una valenza sociale, secondo il principio della loro destinazione universale (cfr n. 2404).

Nel Vangelo è chiaro il monito di Gesù verso chi possiede e utilizza solo per sé le ricchezze terrene. Di fronte alle moltitudini che, carenti di tutto, patiscono la fame, acquistano il tono di un forte rimprovero le parole di san Giovanni: “Se uno ha ricchezze di questo mondo e vedendo il proprio fratello in necessità gli chiude il proprio cuore, come dimora in lui l’amore di Dio?” (1 Gv 3,17). Con maggiore eloquenza risuona il richiamo alla condivisione nei Paesi la cui popolazione è composta in maggioranza da cristiani, essendo ancor più grave la loro responsabilità di fronte alle moltitudini che soffrono nell’indigenza e nell’abbandono. Soccorrerle è un dovere di giustizia prima ancora che un atto di carità.

3. Il Vangelo pone in luce una caratteristica tipica dell’elemosina cristiana: deve essere nascosta. “Non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra”, dice Gesù, “perché la tua elemosina resti segreta” (Mt 6,3-4). E poco prima aveva detto che non ci si deve vantare delle proprie buone azioni, per non rischiare di essere privati della ricompensa celeste (cfr Mt 6,1-2). La preoccupazione del discepolo è che tutto vada a maggior gloria di Dio. Gesù ammonisce: “Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli” (Mt 5,16). Tutto deve essere dunque compiuto a gloria di Dio e non nostra. Questa consapevolezza accompagni, cari fratelli e sorelle, ogni gesto di aiuto al prossimo evitando che si trasformi in un mezzo per porre in evidenza noi stessi. Se nel compiere una buona azione non abbiamo come fine la gloria di Dio e il vero bene dei fratelli, ma miriamo piuttosto ad un ritorno di interesse personale o semplicemente di plauso, ci poniamo fuori dell’ottica evangelica. Nella moderna società dell’immagine occorre vigilare attentamente, poiché questa tentazione è ricorrente. L’elemosina evangelica non è semplice filantropia: è piuttosto un’espressione concreta della carità, virtù teologale che esige l’interiore conversione all’amore di Dio e dei fratelli, ad imitazione di Gesù Cristo, il quale morendo in croce donò tutto se stesso per noi. Come non ringraziare Dio per le tante persone che nel silenzio, lontano dai riflettori della società mediatica, compiono con questo spirito azioni generose di sostegno al prossimo in difficoltà? A ben poco serve donare i propri beni agli altri, se per questo il cuore si gonfia di vanagloria: ecco perché non cerca un riconoscimento umano per le opere di misericordia che compie chi sa che Dio “vede nel segreto” e nel segreto ricompenserà.

4. Invitandoci a considerare l’elemosina con uno sguardo più profondo, che trascenda la dimensione puramente materiale, la Scrittura ci insegna che c’è più gioia nel dare che nel ricevere (cfr At 20,35). Quando agiamo con amore esprimiamo la verità del nostro essere: siamo stati infatti creati non per noi stessi, ma per Dio e per i fratelli (cfr 2 Cor 5,15). Ogni volta che per amore di Dio condividiamo i nostri beni con il prossimo bisognoso, sperimentiamo che la pienezza di vita viene dall’amore e tutto ci ritorna come benedizione in forma di pace, di interiore soddisfazione e di gioia. Il Padre celeste ricompensa le nostre elemosine con la sua gioia. E c’è di più: san Pietro cita tra i frutti spirituali dell’elemosina il perdono dei peccati. “La carità - egli scrive - copre una moltitudine di peccati” (1 Pt 4,8). Come spesso ripete la liturgia quaresimale, Iddio offre a noi peccatori la possibilità di essere perdonati. Il fatto di condividere con i poveri ciò che possediamo ci dispone a ricevere tale dono. Penso, in questo momento, a quanti avvertono il peso del male compiuto e, proprio per questo, si sentono lontani da Dio, timorosi e quasi incapaci di ricorrere a Lui. L’elemosina, avvicinandoci agli altri, ci avvicina a Dio e può diventare strumento di autentica conversione e riconciliazione con Lui e con i fratelli.

5. L’elemosina educa alla generosità dell’amore. San Giuseppe Benedetto Cottolengo soleva raccomandare: “Non contate mai le monete che date, perché io dico sempre così: se nel fare l’elemosina la mano sinistra non ha da sapere ciò che fa la destra, anche la destra non ha da sapere ciò che fa essa medesima” (Detti e pensieri, Edilibri, n. 201). Al riguardo, è quanto mai significativo l’episodio evangelico della vedova che, nella sua miseria, getta nel tesoro del tempio “tutto quanto aveva per vivere” (Mc 12,44). La sua piccola e insignificante moneta diviene un simbolo eloquente: questa vedova dona a Dio non del suo superfluo, non tanto ciò che ha, ma quello che è. Tutta se stessa.

Questo episodio commovente si trova inserito nella descrizione dei giorni che precedono immediatamente la passione e morte di Gesù, il quale, come nota san Paolo, si è fatto povero per arricchirci della sua povertà (cfr 2 Cor 8,9); ha dato tutto se stesso per noi. La Quaresima, anche attraverso la pratica dell’elemosina ci spinge a seguire il suo esempio. Alla sua scuola possiamo imparare a fare della nostra vita un dono totale; imitandolo riusciamo a renderci disponibili, non tanto a dare qualcosa di ciò che possediamo, bensì noi stessi. L’intero Vangelo non si riassume forse nell’unico comandamento della carità? La pratica quaresimale dell’elemosina diviene pertanto un mezzo per approfondire la nostra vocazione cristiana. Quando gratuitamente offre se stesso, il cristiano testimonia che non è la ricchezza materiale a dettare le leggi dell’esistenza, ma l’amore. Ciò che dà valore all’elemosina è dunque l’amore, che ispira forme diverse di dono, secondo le possibilità e le condizioni di ciascuno.

6. Cari fratelli e sorelle, la Quaresima ci invita ad “allenarci” spiritualmente, anche mediante la pratica dell’elemosina, per crescere nella carità e riconoscere nei poveri Cristo stesso. Negli Atti degli Apostoli si racconta che l’apostolo Pietro allo storpio che chiedeva l’elemosina alla porta del tempio disse: “Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina” (At 3,6). Con l’elemosina regaliamo qualcosa di materiale, segno del dono più grande che possiamo offrire agli altri con l’annuncio e la testimonianza di Cristo, nel Cui nome c’è la vita vera. Questo periodo sia pertanto caratterizzato da uno sforzo personale e comunitario di adesione a Cristo per essere testimoni del suo amore. Maria, Madre e Serva fedele del Signore, aiuti i credenti a condurre il “combattimento spirituale” della Quaresima armati della preghiera, del digiuno e della pratica dell’elemosina, per giungere alle celebrazioni delle Feste pasquali rinnovati nello spirito. Con questi voti imparto volentieri a tutti l’Apostolica Benedizione.

Dal Vaticano, 30 ottobre 2007

BENEDICTUS PP. XVI

 

© Copyright 2007 - Libreria Editrice Vaticana

top

#24 Da: "Due minuti per la vita - Newsletter" <newsletter@...>
Data: Sab 2 Feb 2008 1:14 am
Oggetto: Pregare e digiunare per salvare la vita
dueminutiper...
Offline Offline
Invia email Invia email
 

L'invito del fondatore del Centro di Aiuto alla Vita di Trento

di Antonio Gaspari - www.zenit.org - 1 febbraio 2008

Padre Angelo dell’Annunciazione, carmelitano scalzo, fondatore e animatore del Centro di Aiuto alla Vita di Trento, afferma che per sostenere la moratoria sull’aborto serve, come indicato dall’enciclica “Evangelium vitae”, “una grande preghiera per la vita che attraversi il mondo intero”.

Padre Angelo ha spiegato in una intervista a ZENIT che da trent’anni “il pensiero abortista, ha innalzato muri di inganni e menzogne, li ha puntellati e difesi con ogni mezzo pur di impedire che anche una sola pietra di questi muri di iniquità venisse rimossa”.

“Ma ora che Giuliano Ferrara ha aperto una breccia, destinata, io spero, ad allargarsi fino a far cadere l’intero muro – ha continuato – è più che mai urgente una grande preghiera per la vita, che attraversi il mondo intero”.

Secondo il padre carmelitano, è decisivo che “da ogni comunità cristiana, si elevi una supplica appassionata a Dio, Creatore e amante della vita”, perché “Gesù stesso ci ha mostrato col suo esempio che preghiera e digiuno sono le armi principali e più efficaci contro le forze del male (cfr. Mt 4, 1-11) e ha insegnato ai suoi discepoli che alcuni demoni non si scacciano se non in questo modo (Mc 9, 29)”.

Padre Angelo ha poi ricordato le parole di san Pietro detto il Crisologo, Vescovo di Ravenna, (406 – 450) , secondo cui “tre sono le cose, tre, o fratelli, per cui sta salda la fede, perdura la devozione, resta la virtù: la preghiera, il digiuno, la misericordia. Ciò per cui la preghiera bussa, lo ottiene il digiuno, lo riceve la misericordia. […] Perciò preghiera, digiuno, misericordia, siano per noi un’unica forza mediatrice presso Dio, siano per noi un’unica difesa, un’unica preghiera sotto tre aspetti”.

Il chierico carmelitano ha salutato con grande favore la ventata di speranza nuova “suscitata dall’iniziativa di Ferrara, che personalmente si è impegnato a seguire una dieta speciale per la moratoria sull’aborto”.

“Sollecitati dal suo esempio – ha sottolineato padre Angelo – ritroviamo, dunque, l’umiltà e il coraggio di pregare e digiunare, per ottenere la forza che viene dall’Alto”.

Perché, ha concluso, “nei disegni misteriosi e misericordiosi di Dio, l’iniziativa di un laico può ben essere al servizio del suo Regno, in modo da far tornare almeno qui in Italia, dopo 30 anni di esilio legale, il riconoscimento e il rispetto della sacralità della vita umana sin dal concepimento”.


#23 Da: dueminutiperlavita@yahoogroups.com
Data: Ven 1 Feb 2008 9:11 pm
Oggetto: File - Due minuti per la vita_volantino.pdf
dueminutiperlavita@yahoogroups.com
Invia email Invia email
 
File:        Due minuti per la vita_volantino.pdf
Descrizione: Volantino di presentazione dell'iniziativa di preghiera di DUE
MINUTI PER LA VITA

#22 Da: "Due minuti per la vita - Newsletter" <newsletter@...>
Data: Ven 1 Feb 2008 1:38 pm
Oggetto: Studenti pro moratoria censurati a Napoli
dueminutiper...
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Esprimiamo i nostri sentimenti di stima e di solidarietá ai ragazzi del Liceo Classico "Quinto Orazio Flacco" di Portici (NA) ai quali il vice-preside ha in malo modo impedito di distribuire tra gli studenti - durante l'assemblea di istituto - dei volantini per la raccolta firme sulla moratoria sull'aborto lanciata da Ferrara su Il Foglio lo scorso 19 dicembre.
 
A loro il nostro augurio: continuate con coraggio ad annunciare il Vangelo della Vita, opportune et importune (2 Tm 4, 2), e non lasciateVi silenziare facilmente da chi non tollera di ascoltare le voci che, anche lontanamente, gli ricordano quella della propria coscienza.
 
Sono disponibili  il testo dell'appello per la raccolta delle firme diffuso nel liceo e la lettera inviata dagli studenti a Il Foglio e pubblicata in data odierna.
 
Lo staff di DUE  MINUTI PER LA VITA
 

«Difenditi, postero mio.

[...]

Impara a detestare, nel tuo intimo, tutto ciò che è collettivo.

Collettivismo significa umiliazione dei migliori ed esaltazione dei peggiori.

Il collettivismo è per i vili che vogliono sottrarsi alla responsabilità individuale

per rifugiarsi nell'ombra della irresponsabilità collettiva.»

 

 (Guareschi G., Mondo Candido 1953-1958, Candido n. 51, 16-12-1956)


#21 Da: "Due minuti per la vita - Newsletter" <newsletter@...>
Data: Gio 31 Gen 2008 10:50 pm
Oggetto: Il Magistero della Chiesa su questioni bioetiche
dueminutiper...
Offline Offline
Invia email Invia email
 
31 gennaio 2008
 

«[...] Vi invito inoltre, carissimi, a seguire con particolare attenzione i problemi difficili e complessi della bioetica. Le nuove tecnologie biomediche, infatti, interessano non soltanto alcuni medici e ricercatori specializzati, ma vengono divulgate attraverso i moderni mezzi di comunicazione sociale, provocando attese ed interrogativi in settori sempre più vasti della società. Il Magistero della Chiesa certamente non può e non deve intervenire su ogni novità della scienza, ma ha il compito di ribadire i grandi valori in gioco e di proporre ai fedeli e a tutti gli uomini di buona volontà principi e orientamenti etico-morali per le nuove questioni importanti. I due criteri fondamentali per il discernimento morale in questo campo sono a) il rispetto incondizionato dell’essere umano come persona, dal suo concepimento fino alla morte naturale, b) il rispetto dell’originalità della trasmissione della vita umana attraverso gli atti propri dei coniugi. Dopo la pubblicazione nel 1987 dell’Istruzione Donum vitae, che aveva enunciato tali criteri, molti hanno criticato il Magistero della Chiesa, denunciandolo come se fosse un ostacolo alla scienza e al vero progresso dell’umanità. Ma i nuovi problemi connessi, ad esempio, con il congelamento degli embrioni umani, con la riduzione embrionale, con la diagnosi pre-impiantatoria, con le ricerche sulle cellule staminali embrionali e con i tentativi di clonazione umana, mostrano chiaramente come, con la fecondazione artificiale extra-corporea, sia stata infranta la barriera posta a tutela della dignità umana. Quando esseri umani, nello stato più debole e più indifeso della loro esistenza, sono selezionati, abbandonati, uccisi o utilizzati quale puro “materiale biologico”, come negare che essi siano trattati non più come un “qualcuno”, ma come un “qualcosa”, mettendo così in questione il concetto stesso di dignità dell’uomo?

Certamente la Chiesa apprezza e incoraggia il progresso delle scienze biomediche che aprono prospettive terapeutiche finora sconosciute, mediante, ad esempio, l’uso delle cellule staminali somatiche oppure mediante le terapie volte alla restituzione della fertilità o alla cura delle malattie genetiche. Nel contempo essa sente il dovere di illuminare le coscienze di tutti, affinché il progresso scientifico sia veramente rispettoso di ogni essere umano, a cui va riconosciuta la dignità di persona, essendo creato ad immagine di Dio. Lo studio su tali tematiche, che ha impegnato in special modo la vostra Assise in questi giorni, contribuirà certamente a promuovere la formazione della coscienza di tanti nostri fratelli, secondo quanto afferma il dettato del Concilio Vaticano II nella Dichiarazione Dignitatis humanae: “I cristiani... nella formazione della loro coscienza devono considerare diligentemente la dottrina sacra e certa della Chiesa. Infatti per volontà di Cristo la Chiesa cattolica è maestra di verità, e il suo compito è di annunziare e di insegnare in modo autentico la verità che è Cristo, e nello stesso tempo di dichiarare e di confermare con la sua autorità i principi dell'ordine morale che scaturiscono dalla stessa natura umana” (n. 14).»


#20 Da: "Due minuti per la vita - Newsletter" <newsletter@...>
Data: Mer 30 Gen 2008 12:50 am
Oggetto: Ferrara risponde a Zagrebelsky
dueminutiper...
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Benvenuto moratorio al Gran Giurista
Un ipocrita Zagrebelsky converge sulla sostanza: procediamo, dunque

di Giuliano Ferrara - (C) IL FOGLIO - 29 gennaio 2008 - prima pagina
 
Norberto Bobbio fu giurista insigne e pubblicista torinese con molte idee confuse, ma una chiara sull'aborto: "Esiste un diritto a nascere da difendere con intransigenza in nome dello stesso principio per cui si è contrari alla pena di morte". Non altrettanto chiaro il pensiero del giurista torinese Gustavo Zagrebelsky.

Commentando ieri la moratoria sull'aborto, e la "stringente analogia" tra questa battaglia e quella per la sospensione della pena di morte di cui ha parlato qualche giorno fa il cardinale Angelo Bagnasco, il professor Zagrebelsky si lancia nel solito bla bla bla di anatemi e insinuazioni e mezzi insulti, che viene raccolto in un titolo osceno ("Moratoria, ultima violenza contro le donne" - pubblicato su Repubblica, 28 gennaio 2008, ndr) certamente composto in tipografia da quella figura demenziale che è il Giornalista Collettivo. Per principio, per poter stare a proprio agio nei salotti bene dove ci si piace quando si ragiona liberal, bisogna dire che la moratoria è intimidazione, colpevolizzazione, violenza contro le donne, e che i suoi facinorosi fautori in realtà vogliono abrogare la 194, imporre il parto obbligatorio con le manette, e che non capiscono l'immensa serie di ragioni umane, personali, coscienziali che stanno dietro il dramma dell'aborto di una donna. Miserie, queste, del tipo peggiore, quello narcisista e fazioso. Miserie alle quali, sebbene con linguaggio forbito e obliquo, il professore non si sottrae, offendendoci e chiamandoci disonesti come una Bonino qualsiasi, ne andrebbe della sua onorabilità mondana.

La forza della moratoria, tuttavia, sta nel fatto che è irrecusabile. Logicamente ed eticamente irrecusabile.
La si può combattere davvero soltanto se si affermi il diritto di sopprimere la vita o peggio [...] il sopprimere la vita come un diritto di autodeterminazione, e questo è un po' troppo anche per le conversazioni mondane sui giornali. Ecco allora che il professor Zagrebelsky, per trarsi d'impaccio, cita un premio Nobel e una sua dichiarazione di tanti anni fa, con una soluzione meno ingombrante della citazione di Bobbio, che come giurista torinese sarebbe da ascrivere tra i suoi maestri: "Una cosa è chiedere alle Nazioni Unite di condannare i paesi che usano l'aborto come strumento di controllo demografico e di selezione 'di genere'. Un celebre scritto del premio Nobel Amartya Sen, pubblicato sulla New York Review of Books del 1991, ha richiamato l'attenzione sul fatto che 'più di cento milioni di donne mancano all'appello'. (...) Le ragioni sono economiche, sociali e culturali molto profonde, radicate e differenziate. Le cause immediate, però, sono l'aborto selettivo e l'infanticidio a danno delle bambine, oltre che l'abbandono nei primi anni di vita. In quanto però vi siano politiche pubbliche di incentivazione o, addirittura, dì imposizione, la richiesta di 'moratoria' ha certamente un senso. Si interromperebbe la catena della violenza al livello della cosiddetta biopolitica, con effetti liberatori". Ecco. Dopo un paio di insulti maldestri a chi propone quella "moratoria con effetti liberatori per interrompere la catena della violenza", non nel 1991 sulla New York Review of Books ma sul Foglio di ieri oggi e domani, ci è arrivato anche il Gran Giurista, che scrive sotto il titolo "moratoria, ultima violenza contro le donne". Benvenuto all'ipocrita.

#19 Da: "Due minuti per la vita - Newsletter" <newsletter@...>
Data: Mar 29 Gen 2008 12:03 am
Oggetto: Messaggio dei Vescovi Italiani per la 30esima Giornata Nazionale per la Vita
dueminutiper...
Offline Offline
Invia email Invia email
 
I figli sono una grande ricchezza per ogni Paese: dal loro numero e dall’amore e dalle attenzioni che ricevono dalla famiglia e dalle istituzioni emerge quanto un Paese creda nel futuro. Chi non è aperto alla vita, non ha speranza. Gli anziani sono la memoria e le radici: dalla cura con cui viene loro fatta compagnia si misura quanto un Paese rispetti se stesso.
 
La vita ai suoi esordi, la vita verso il suo epilogo. La civiltà di un popolo si misura dalla sua capacità di servire la vita. I primi a essere chiamati in causa sono i genitori. Lo sono al momento del concepimento dei loro figli: il dramma dell’aborto non sarà mai contenuto e sconfitto se non si promuove la responsabilità nella maternità e nella paternità. Responsabilità significa considerare i figli non come cose, da mettere al mondo per gratificare i desideri dei genitori; ed è importante che, crescendo, siano incoraggiati a “spiccare il volo”, a divenire autonomi, grati ai genitori proprio per essere stati educati alla libertà e alla responsabilità, capaci di prendere in mano la propria vita.
 
Questo significa servire la vita. Purtroppo rimane forte la tendenza a servirsene. Accade quando viene rivendicato il “diritto a un figlio” a ogni costo, anche al prezzo di pesanti manipolazioni eticamente inaccettabili. Un figlio non è un diritto, ma sempre e soltanto un dono. Come si può avere diritto “a una persona”? Un figlio si desidera e si accoglie, non è una cosa su cui esercitare una sorta di diritto di generazione e proprietà. Ne siamo convinti, pur sapendo quanto sia motivo di sofferenza la scoperta, da parte di una coppia, di non poter coronare la grande aspirazione di generare figli. Siamo vicini a coloro che si trovano in questa situazione, e li invitiamo a considerare, col tempo, altre possibili forme di maternità e paternità: l’incontro d’amore tra due genitori e un figlio, ad esempio, può avvenire anche mediante l’adozione e l’affidamento e c’è una paternità e una maternità che si possono realizzare in tante forme di donazione e servizio verso gli altri.
 
Servire la vita significa non metterla a repentaglio sul posto di lavoro e sulla strada e amarla anche quando è scomoda e dolorosa, perché una vita è sempre e comunque degna in quanto tale. Ciò vale anche per chi è gravemente ammalato, per chi è anziano o a poco a poco perde lucidità e capacità fisiche: nessuno può arrogarsi il diritto di decidere quando una vita non merita più di essere vissuta. Deve, invece, crescere la capacità di accoglienza da parte delle famiglie stesse. Stupisce, poi, che tante energie e tanto dibattito siano spesi sulla possibilità di sopprimere una vita afflitta dal dolore, e si parli e si faccia ben poco a riguardo delle cure palliative, vera soluzione rispettosa della dignità della persona, che ha diritto ad avviarsi alla morte senza soffrire e senza essere lasciata sola, amata come ai suoi inizi, aperta alla prospettiva della vita che non ha fine.
 
Per questo diciamo grazie a tutti coloro che scelgono liberamente di servire la vita. Grazie ai genitori responsabili e altruisti, capaci di un amore non possessivo; ai sacerdoti, ai religiosi e alle religiose, agli educatori e agli insegnanti, ai tanti adulti – non ultimi i nonni – che collaborano con i genitori nella crescita dei figli; ai responsabili delle istituzioni, che comprendono la fondamentale missione dei genitori e, anziché abbandonarli a se stessi o addirittura mortificarli, li aiutano e li incoraggiano; a chi – ginecologo, ostetrica, infermiere – profonde il suo impegno per far nascere bambini; ai volontari che si prodigano per rimuovere le cause che indurrebbero le donne al terribile passo dell’aborto, contribuendo così alla nascita di bambini che forse, altrimenti, non vedrebbero la luce; alle famiglie che riescono a tenere con sé in casa gli anziani, alle persone di ogni nazionalità che li assistono con un supplemento di generosità e dedizione. Grazie: voi che servite la vita siete la parte seria e responsabile di un Paese che vuole rispettare la sua storia e credere nel futuro.
 
Roma, 2 ottobre 2007
Memoria dei Santi Angeli Custodi
 
                                                                                                Il Consiglio Permanente
                                                                                    della Conferenza Episcopale Italiana

#18 Da: "Due minuti per la vita - Newsletter" <newsletter@...>
Data: Dom 27 Gen 2008 9:13 pm
Oggetto: Contro il tabú dell'aborto legale!
dueminutiper...
Offline Offline
Invia email Invia email
 

di Claudia Navarini - www.zenit.org - 27 dicembre 2008

* * *

Il risveglio di coscienze iniziato in Italia nel periodo del dibattito referendario sulla legge 40, fra il 2004 e il 2005, continua a produrre i suoi effetti in campo bioetico presso l'opinione pubblica, accrescendosi anzi di sorprendenti e insperati appelli a difesa della vita umana.

La proposta di moratoria contro l'aborto lanciata prima di Natale dal direttore del quotidiano "Il Foglio", Giuliano Ferrara, ha mostrato laicamente l'assoluta rilevanza del problema, ovvero il fatto che - nonostante sembrasse fino a pochi anni fa una questione tristemente archiviata - c'è ancora molto da dire e da fare per sensibilizzare tutti a ripensare alla tragedia dell'aborto, quale crimine abominevole che può e deve essere fermato attraverso l'azione culturale e la riforma legislativa.

Molti hanno infatti compreso, in questi straordinari anni della nostra storia, che si può ancora fare corretta informazione e sana formazione delle coscienze, che scienza ed etica non sono affatto incompatibili, ma che anzi procedono in un imprescindibile e profondo - anche se a volte nascosto - accordo. Quando ciò non risulta chiaro alla nostra intelligenza si tende (ancora) ad invocare il relativismo morale (e non a mettere in discussione la teoria scientifica del momento), affermando che le contraddizioni apparenti fra scienza ed etica derivano dal fatto che "ognuno ha la sua verità" e che "ci sono molte etiche". Troppo poco ancora si pensa che il problema risieda in realtà proprio nella "scienza", o meglio nello scientismo, che vede come certo e irrevocabile ciò che in fondo è solamente ipotetico e tentativo. 

La scienza sperimentale procede infatti per ipotesi, e ogni tanto sbaglia, oppure non comprende bene, o presenta lacune e incertezze. Lo hanno spiegato per secoli i filosofi della scienza. Al contrario, la verità sull'uomo e sulla sua natura non derivano da meri dati empirici e da teorie falsificabili, ma da dati e riflessioni meta-empiriche che si radicano nell'essere immutabile e necessario dell'uomo, e che pertanto presentano ben altra affidabilità e stabilità. In altre parole, la coerenza fra scienza ed etica è una certezza morale prima ancora di essere un'evidenza razionale.

In tema di aborto, tale profonda coerenza emerge con particolare limpidezza nella questione contesa dell'inizio della vita umana, che per molti versi ha segnato l'ingresso nelle legislazioni di tutto il mondo della liceità dell'aborto. Nessuna legge ha potuto affermare che il bambino non nato non è ancora vita umana, o non possiede dignità personale, ma tutte hanno ignorato volutamente il problema, considerandolo "non rilevante" ai fini normativi. 

Un abuso della logica, senza dubbio, che finalmente è uscito dalla condizione di tabù per divenire un argomento razionale rispettabile. Anche i più incalliti abortisti, almeno in Italia in questi mesi, prendono sul serio le argomentazioni dei pro life su questo punto, e puntano su altro per difendere le loro posizioni. Proviamo dunque a sintetizzare per sommi capi la questione.

Intanto è essenziale ribadire che solo partendo da ciò che accade effettivamente con l'aborto (cfr. www.abortionno.org, ndr) si può valutare eticamente la sua rilevanza e intervenire nel giudizio sulle formulazioni giuridiche in materia. Lo statuto dell'embrione umano è un dato di realtà da cui non si può in alcun modo prescindere. Contrariamente a quanto affermano le ideologie, infatti, è la realtà ad avere il primato sull'idea, e solo osservando la realtà e cercando sinceramente di comprenderla è possibile agire in modo retto.

Dunque non è banale e scontato tornare a chiedersi chi sia l'embrione. Dal punto di vista biologico, la domanda ha già trovato risposta da tempo: è un essere umano, una vita umana. Da quando esattamente? Anche questo si evince facilmente dalla biologia: dall'istante del concepimento, cioè dall'irruzione dello spermatozoo nel citoplasma dell'ovulo. Tale momento, cruciale e misterioso, produce un cambiamento irrevocabile nel sistema, ovvero la trasformazione di due cellule in una nuova cellula, essenzialmente diversa dalle precedenti sebbene da queste derivata, poiché si tratta della prima cellula di un nuovo individuo (zigote), dotata della capacità intrinseca e autonoma di sviluppo (cfr. C. Navarini, Procreazione assistita? Le sfide culturali: selezione umana o difesa della vita, Portalupi, Casale Monferrato 2005). 

Tutte le condizioni esterne che sono necessarie a tale sviluppo non costituiscono, a quel punto, cause dello sviluppo medesimo, bensì semplici fattori condizionanti di tipo ambientale, come tanti di simile importanza ne ritroviamo disseminati lungo tutta la vita degli organismi. Se questa è la risposta della biologia, che spazza via in un attimo tutte le pseudo-teorie sull'inizio posticipato della vita umana (pre-zigote, pre-embrione), la riflessione filosofica ha ancora molto da dire. Possiamo infatti chiederci ora quale sia il valore di questa vita umana nelle prime fasi, se sia lo stesso della "vita adulta" oppure se esista qualcosa come la "dignità graduata" negli esseri umani. Si invoca in questo senso il concetto di persona, come termine che identifica la piena dignità umana, e ci si chiede se ogni essere umano sia per ciò stesso anche persona.

La soluzione al dilemma si può trovare procedendo per absurdum. Infatti, se si nega la possibilità di tale identificazione, si cade in contraddizioni insanabili. È impossibile isolare una caratteristica la cui "manifestazione" o attuazione sia causa della dignità personale. La dimensione personale, per quanti tentativi si facciano di catturarla, non si trova empiricamente in nessuna delle manifestazioni tipiche dell'uomo. Che è quanto dire: non si identifica con nessuna caratteristica umana storicamente data e visibile, anche se ne spiega - e per certi versi comporta - l'esistenza. 

Non a caso una delle definizioni più celebri di ‘persona', quella boeziana, fa riferimento ad elementi non visibili, non empirici, ma necessari all'uomo in quanto uomo: sostanza individuale di natura razionale. La nozione di sostanza individuale si può qui considerare intuitiva e tale da non richiedere commenti. L'appello alla natura razionale, invece, riveste qui grande interesse perché addita, appunto, ad un livello meta-empirico, o se si preferisce metafisico. Non equivale all'esercizio della razionalità, come alcuni vogliono credere, ma alla particolare essenza o natura che mette l'individuo in grado, nelle dovute condizioni, di esercitare la razionalità, cioè di parlare, di fare discorsi intelligenti, di capire, di amare, di volere, ecc.

Gli atti razionali, di nuovo, non sono la causa della razionalità, ma il suo effetto, così come l'organo dell'intelligenza non è il cervello (che rappresenta piuttosto la condizione materiale di sviluppo e di esercizio della facoltà) ma l'essenza o natura propria dell'individuo, che è appunto la natura razionale. Tutti gli esseri umani, dunque, godono della dignità personale al di là delle loro manifestazioni, anche se sono ancora molto piccoli, o se non sono più coscienti, o se sono colpiti per tutta la vita disabilità mentale grave. 

Se lo statuto dell'embrione umano non può essere invocato a supporto di qualsivoglia legge a favore dell'aborto, la questione della salute delle donne e del loro diritto all'autodeterminazione diventa invece decisiva, al punto da produrre la curiosa posizione di coloro che si dichiarano personalmente contrari all'aborto ma favorevoli ad una legge che consenta di abortire a chi la pensa diversamente.

Parrebbe infatti che un ostacolo insormontabile ad una battaglia integralmente contraria alla legalizzazione sia questo: il diritto della donna ad avere, laddove proprio non riesca ad evitarlo, un "aborto sicuro". Per qualcuno, anche di impostazione generalmente antiabortista, la fecondazione artificiale sarebbe un male intrinseco, mentre l'aborto un male "relativo", perché, in questo caso, esisterebbero i "diritti inalienabili della donna all'autodeterminazione" e la condizione speciale di "simbiosi" mamma-figlio che potrebbero portare, in taluni casi, ad un "conflitto di interessi" tale da giustificare la soppressione del bimbo in grembo.

Si denuncia con veemenza, di recente, la superficialità e frequenza nel ricorso all'aborto procurato, che avrebbero trasformato la tragedia personale e sociale di un atto occisivo ("estrema ratio") in una pratica comunemente e impunemente accettata, magari nella forma più nascosta e ancora più insidiosa dell'aborto chimico. L'accusa rivolta da questi pensatori è che il problema dell'aborto, giudicato in fondo "inevitabile", derivi dall'applicazione selvaggia e indiscriminata della legge194, che pure, sempre secondo questa linea di pensiero, avrebbe avuto dei meriti, fra cui quello di difendere almeno in parte la maternità e la vita nascente, di avere contribuito alla riduzione del numero degli aborti complessivi, di avere finalmente debellato la piaga dell'aborto clandestino, che si pratica raramente e per cui "non si muore più". 

In queste affermazioni c'è molto da rivedere. A cominciare dalla stessa espressione di diritto alla salute che, attribuito alle donne o meno, risulta ambiguo. A rigore, infatti, nessuno può rivendicare un diritto ad essere sano, dal momento che il bene salute è sempre instabile, fin dagli albori dell'esistenza, minacciato di continuo da quella strutturale finitezza dell'uomo che un giorno, volenti o nolenti, ci condurrà alla morte. La salute, specialmente quando intesa come "stato di completo benessere fisico e psichico", come recita una nota definizione ONU, è una pura astrazione, dipende solo parzialmente dagli interventi dell'uomo, e non è mai prevedibile. Tale diritto ha senso solo se inteso come diritto alle cure (alle migliori cure disponibili) e come diritto alla tutela della propria salute, per quanto è umanamente e socialmente possibile.

Ora, posto che l'uccisione di un bambino innocente, pur situato nel corpo della donna, pur indesiderato, pur malato, non può mai divenire una forma di "terapia" (diritto alle cure), resta da vedere se la soppressione del medesimo bambino possa essere intesa come tutela della propria salute, ovvero se si possa vedere nella semplice sussistenza in vita di un bambino una minaccia per la salute della mamma. Anche qui, questa eventualità può essere data solo se si considera tale minaccia in senso molto generico. Infatti, già un banale - e comunque insufficiente - confronto di diritti dovrebbe portare a ritenere non comparabile il diritto alla salute della madre con quello alla vita del bambino, quest'ultimo essendo più fondamentale del primo. 

Ma il valore di minaccia per la propria salute (anche della propria vita) da parte della vita altrui è ulteriormente ridimensionato da semplici, ancorché paradossali, osservazioni tratte dall'esperienza comune, in cui molto del nostro benessere è compromesso a causa di altri: il bambino già nato che mi costringe ad alzarmi di notte per nutrirlo mi fa perdere preziose ore di sonno, e ciò indebolisce le mie difese immunitarie, con il risultato che mi ammalo di più; il carattere iroso dei figli, del coniuge o del vicino di casa provocano in me attacchi di bile che mi fa salire la pressione, e questo a lungo andare avrà conseguenze nefaste sul mio sistema cardiocircolatorio; la cucina di mia madre, piena di grassi, mette a repentaglio la mia linea, con evidenti problemi relazionali, e mi predispone a futuri terribili squilibri metabolici; ancora, il disservizio dei trasporti mi obbliga ad attendere l'autobus per un tempo smisuratamente lungo rispetto a quanto programmato, e nelle mattine più fredde ciò si trasforma in un sicuro raffreddore.

Molto peggio: la guida irresponsabile causa una grande quantità di incidenti, la malasanità fa un sacco di morti, l'inquinamento abbassa la durata e la qualità di vita. E via di questo passo. Di fatto, noi non interveniamo eliminando sistematicamente coloro che sono causa di mali per noi, nemmeno quando lo sono volontariamente. Per questo è parsa a tutti giustificata la moratoria internazionale voluta dall'ONU sulla pena di morte. Ma tanto più dovrà essere giustificata allora una grande moratoria internazionale sull'aborto, che dica chiaramente come gli eventuali problemi legati ad una gravidanza non possono ricadere sul diritto inalienabile del bambino a vivere. 

Se anche la cosiddetta "interruzione" potesse ristabilire uno stato di salute - fisica o psichica - per la donna o "risolvere" le difficoltà che una gravidanza provoca (problemi economici, di lavoro, logistici, di solitudine, ecc.), ciò non sarebbe motivo sufficiente per sopprimere un innocente, che altra colpa non ha se non quella di essere stato chiamato, senza avere chiesto nulla, all'esistenza.

Le donne vanno pertanto aiutate a superare i motivi che rendono gravosa una gravidanza, e difficile la vita di una famiglia numerosa, ma tra i modi per farlo l'aborto non dovrebbe essere un'opzione percorribile. Anche perché, in genere, la sofferenza provocata nell'interiorità della donna dall'aborto è devastante, indelebile, profonda e porta molti più problemi di quanti si vanti di risolverne. Coloro che aiutano da anni le donne a non abortire confermano di non avere mai incontrato persone che si sono pentite di avere tenuto il loro bambino, mentre numerose sono quelle che non vorrebbero mai avere abortito.

Infine, i pericoli dell'aborto clandestino. Negli anni Settanta l'aborto clandestino è stato sventolato come uno spauracchio davanti all'opinione pubblica per indurla a pensare che vi fosse un'emergenza nazionale, da fermare con l'aborto legale quale "male minore". Numeri spaventosi numeri vengono ancora oggi citati, purtroppo a sproposito. Illuminante a questo proposito è l'articolo di Antonio Socci, apparso su "Libero" il 6 gennaio 2008, che mostra come - dati ufficiali alla mano - i milioni di aborti clandestini denunciati in Italia prima della legge vadano realisticamente ricondotti attorno ai 15-20 mila l'anno (e non sono certo pochi), e le morti femminili ad esso conseguenti, contate all'epoca in varie decine di migliaia, vadano verosimilmente ridotte a qualche decina l'anno. 

Come osserva Socci, "una cifra certo triste (umanamente anche una singola morte è una tragedia) ma non un'emergenza nazionale". Oggi, a trent'anni da quella legge, il numero degli aborti clandestini non sembra essere diminuito (nel 2005 erano ancora 20 mila). In fondo è logico: una legge, per quanto permissiva, avrà sempre dei limiti che escluderanno qualcuno dai "nuovi diritti", e questo qualcuno, a maggior ragione in un contesto che ammette la liceità dell'aborto, sarà portato a violare clandestinamente tali limiti. Oltre ai persistenti aborti clandestini, però, abbiamo anche 130mila aborti legali l'anno (ed in questo novero non sono conteggiati gli innumerevoli aborti tramite "piccola del giorno dopo", spirali, ... !, ndr). Un bilancio davvero poco onorevole.

In questo mare di indifferenza e di dolore, in questo abominio silenzioso, si diffonde la portata eugenetica dell'aborto. La legge 194, teoricamente, non la ammette (e dunque è disapplicata su questo punto). Tuttavia, senza ombra di dubbio, è la legalizzazione dell'aborto in quanto tale a favorire una mentalità eugenetico/selettiva. Inoltre, non si può negare che già nelle intenzioni la 194 aprisse alla prospettiva eugenetica, per le oggettive ambiguità e aperture che conteneva fin dall'inizio. Non è un caso che l'aborto abbia portato, nel tempo, ad una riduzione drastica dei disabili, non per miglioramento delle cure ma per eliminazione dei disabili stessi, ritenuti portatori di "vite senza valore". Un valore sempre più spietatamente e titanicamente legato a criteri di efficienza e di perfezione, per un eugenismo dal volto rassicurante ma non per questo meno desolato. 

[...] è evidente che la verità su tale norma non va taciuta. Come ha chiaramente ribadito il Card. Bagnasco nella sua Prolusione al Consiglio Permanente della CEI: "[I]l delitto di aborto è, come avverte il Concilio Vaticano II (GS n. 51), abominevole di per sé, ed è un'ingiustizia totale. Come non valutare benefica la discussione che, nel nostro Paese, si è aperta nel corso delle ultime settimane, e come non essere grati a chi per primo, da parte laica, ha dato evidenza pubblica alla contraddizione tra la moratoria che c'è e quella che fatichiamo tanto a riconoscere? Il fatto che, a trent'anni dall'approvazione della legge 194 che rende giuridicamente lecito l'aborto, la coscienza pubblica non abbia "naturalizzato" ciò che naturale non è, è un risultato importante (...) Per questo occorre razionalmente non escludere almeno l'aggiornamento di qualche punto della legge, pur continuando noi Vescovi a dire che non ci può mai essere alcuna legge giusta che "regoli" l'aborto".

La legge 194 resta una legge profondamente ingiusta e radicalmente minata dall'ipocrisia, che ha legalizzato in Italia la pratica dell'aborto volontario, incentivandone così il ricorso e banalizzandone sempre più il significato. [...] fare chiarezza sulla sua inammissibilità e lavorare alla ricostruzione di una cultura che respinga tale abominio è premessa indispensabile alla liberazione da questa piaga.


#17 Da: "Due minuti per la vita - Newsletter" <newsletter@...>
Data: Dom 27 Gen 2008 4:37 pm
Oggetto: 3 febbraio 2008 - Convegno a Ferrara
dueminutiper...
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Cari amici,
su richiesta del SAV (Servizio di Accoglienza alla Vita) di Ferrara - che ringraziamo per la segnalazione - siamo lieti di inviarVi in allegato la locandina del convegno "1978-2008. Trent'anni di servizio alla Vita" in programma per domenica 3 febbraio, ore 15.30, presso la Sala Estense cittadina.
 
Dopo i saluti dell'Arcivescovo di Ferrara mons. Paolo Rabitti e l'introduzione della Presidente del SAV Alessandra Cescati Mazzanti, la dott.ssa Chiara Mantovani intervisterá la prof. Assuntina Morresi e il dott. Renzo Puccetti.
 
Nella speranza di aver dato una gradita segnalazione porgiamo a tutti Voi in nostri piú cordiali saluti in Gesú e Maria.
 
Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA
www.preghieravita.splinder.com (visitate il sito aggiornato!)

#16 Da: "Due minuti per la vita - Newsletter" <newsletter@...>
Data: Gio 24 Gen 2008 9:54 am
Oggetto: Il Card. Bagnasco sull'aborto
dueminutiper...
Offline Offline
Invia email Invia email
 
al Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana
 
Roma, 21 gennaio 2008
 
«6. [...] Era in qualche modo inevitabile che, votata la moratoria contro la pena di morte comminata dagli Stati come sanzione ai delitti più gravi, si ponesse l’attenzione ad un’altra gravissima situazione di sofferenza del nostro tempo qual è, con l’aborto, l’uccisione di esseri innocenti e assolutamente indifesi. È vero che concettualmente non c’è perfetta identità tra le due situazioni, ma solo una stringente analogia, che tuttavia non fa certo derivare la condanna dell’aborto da quella della pena di morte, giacché il delitto di aborto è, come avverte il Concilio Vaticano II (GS n. 51), abominevole di per sé, ed è un’ingiustizia totale. Come non valutare benefica la discussione che, nel nostro Paese, si è aperta nel corso delle ultime settimane, e come non essere grati a chi per primo, da parte laica, ha dato evidenza pubblica alla contraddizione tra la moratoria che c’è e quella che fatichiamo tanto a riconoscere?
 
Il fatto che, a trent’anni dall’approvazione della legge 194 che rende giuridicamente lecito l’aborto, la coscienza pubblica non abbia “naturalizzato” ciò che naturale non è, è un risultato importante, di cui dobbiamo dare atto a chi − per esempio il Movimento per la vita − mai si è rassegnato. E fin dal primo momento ha cercato di promuovere un’iniziativa amica delle donne che le aiuti nella decisione, talora faticosa, di accettazione dell’esistenza diversa da sé che ormai è accesa in grembo. La Giornata della Vita, che con lungimiranza la nostra Conferenza Episcopale promuove da oltre venticinque anni – è imminente la 30a −, ha certamente contribuito – grazie anche all’apporto dei nostri media − a quell’allerta culturale per la quale la vita umana non può mai, in alcun caso, in alcuna situazione, per alcun motivo, essere disprezzata o negletta. Ha invitato a considerare vita la vita, sempre, fin dall’inizio, e non solo per gli adulti gagliardi ed efficienti.
 
Da parte della Chiesa non esiste alcuna “intenzionalità bellica”: dobbiamo continuare a dire che la vita è dono, e che non è nella disponibilità di alcuno manometterla o soffocarla. E dobbiamo ad un tempo ricordare che l’amore umano è sempre associato a una responsabilità che si esprime anche quando lo si intende come gioco distratto e leggero. Quella della vita è una grande causa, la causa che ci definisce e ci qualifica, alla quale noi Vescovi vorremmo che, prima o poi, si associassero davvero tutti.
 
Chiediamo, almeno come cittadini di questo Paese, che si verifichi ciò che la Legge – intitolata alla “tutela della maternità” − ha prodotto e ciò che invece non si è attivato di quanto prevede, soprattutto in termini di prevenzione e di aiuto alle donne, e dunque alle famiglie. Inoltre, come si può, solo per questa legge, deliberatamente ignorare il portato delle nuove conoscenze e i progressi della scienza e della medicina e non tener conto che oltre le 22 settimane di gestazione c’è già qualche possibilità di sopravvivenza? Per questo occorre razionalmente non escludere almeno l’aggiornamento di qualche punto della legge, pur continuando noi Vescovi a dire che non ci può mai essere alcuna legge giusta che “regoli” l’aborto. Ci permettiamo anche di suggerire che i fondi previsti dalla legge 194, all’art. 3, magari accresciuti da apporti delle Regioni, siano dati in dotazione trasparente ai consultori e ai centri – comunque si chiamino – di aiuto alla vita, giacché l’esperienza insegna che già pochi mezzi forniti per un primo intervento sono talora sufficienti per dare ascolto alle donne, aiutarle a riconoscere la propria forza, a non sentirsi così sole in una comunità che non può continuare a considerare la maternità un lusso privato e l’aborto una forma di risposta sociale. Ovvio che una simile provvista non esonera la politica della famiglia a dare finalmente risposte adeguate. Tuttavia, è sempre possibile lavorare insieme perché forme concrete di solidarietà trovino spazio, e anche nel campo della maternità non prevalga definitivamente la solitudine, l’estraneità sociale, il disinteresse.»

#15 Da: "Due minuti per la vita - Aggiornamento" <newsletter@...>
Data: Sab 12 Gen 2008 1:18 pm
Oggetto: ADESIONE MORATORIA SULL'ABORTO!
dueminutiper...
Offline Offline
Invia email Invia email
 

Cari amici,

siamo lieti di informarVi che su IL FOGLIO quotidiano di oggi, sabato 12 gennaio 2008  (pag. 4 dell'inserto moratoria sull'aborto, seconda colonna), è stata pubblicata la lettera di adesione di DUE MINUTI PER LA VITA (v. allegato) alla moratoria sull'aborto promossa da Giuliano Ferrara in data 19 dicembre 2007.
 
 
Cordiali saluti in Gesù e Maria.
 
Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA
 
 
 
***
La presente newsletter viene inviata a quanti hanno aderito alla preghiera dei DUE MINUTI PER LA VITA ed a coloro che hanno chiesto informazioni ed aggiornamenti sull'iniziativa stessa.

Se il Vostro indirizzo è stato inserito per errore ci scusiamo del disagio arrecatoVi. Per chi non desiderasse ricevere nostre ulteriori comunicazioni è sufficiente inviare un messaggio a  info@... avente per oggetto " cancellazione".

 

Se il presente messaggio Vi fosse giunto in duplice copia Vi chiediamo di segnalarcelo e provvederemo a cancellare l'indirizzo doppio dal nostro indirizzario.


#14 Da: "Due minuti per la vita - Newsletter" <newsletter@...>
Data: Mer 9 Gen 2008 9:33 pm
Oggetto: Ma l'embrione davvero qualcuno? Sí, e Agnoli lo spiega bene!
dueminutiper...
Offline Offline
Invia email Invia email
 

Ecco di chi stiamo parlando

 

Dall’atomo primitivo alla nascita e dall’esplosione vitale alla vita del feto.

L’embrione è qualcosa o qualcuno? Prima di rispondere leggete qui

 

Francesco Agnoli - © IL FOGLIO - 21 dicembre 2007

 

"L'atomo primitivo" della Genesi. Nel XII secolo un vescovo francescano di nome Roberto Grossatesta, studiando attentamente il libro della Genesi e quello della natura, ipotizzò che l'universo intero fosse nato da un minuscolo puntino di luce-energia creato da Dio e destinato a espandersi immensamente sino a dar vita a un cosmo incredibilmente grande, ordinato e complesso.

 

Probabilmente, se non fosse stato un vescovo, un grande studioso della luce, degli specchi e dell'arcobaleno, e non avesse avuto un certo ruolo nella costruzione dei primi occhiali da vista, qualcuno avrebbe potuto accusarlo di essere un po' matto. Come? L'incredibile molteplicità delle forme viventi, il mondo minerale, vegetale, animale, ognuno così complesso al suo interno, tutto da un miserabile puntino indistinto? L'immensamente grande dall'incredibilmente piccolo? Eppure parecchi secoli dopo, nel Novecento, un altro sacerdote, un filosofo tomista, l'abate Lemaître, avrebbe sostenuto la nascita dell'universo da un singolo "atomo primitivo", dando vita alla teoria che verrà detta del "Big Bang", ancor oggi ritenuta, da molti, assai attendibile.


Del resto già Galileo Galilei aveva puntato il cannocchiale verso i cieli immensi, facendo notevolissime scoperte; ma aveva anche spiegato l'importanza di guardare ciò che è piccolo, costruendo il cosiddetto "occhialino", l'antenato del moderno microscopio. Ebbene il parallelo tra l'universo fisico e l'uomo si impone spontaneamente. Per i medievali infatti l'uomo è un microcosmo, analogo, per molti aspetti, al macrocosmo: è, idealmente, il centro del mondo, in quanto "luogo"in cui la vita acquista autocoscienza, consapevolezza, spirito e pensiero. Anche l'uomo, al pari del creato intero, nasce per così dire da una stupenda "esplosione", da un Big Bang, semplicissimo e complessissimo a un tempo. L'unione di due persone che si amano, uomo e donna, genera infatti una creatura nuova, che eredita parte del patrimonio genetico del padre e parte della madre, costituendo però un nuovo individuo, assolutamente unico, originale e irripetibile. C'è già, in questo rapporto, una "esplosione", che ben esprime quel mistero grande che si intravede dietro l'amore: la sua capacità di creare. L'amore, infatti, dicevano sempre i filosofi medievali, è "diffusivo di se stesso": tende a irradiarsi come la luce del sole, che si diffonde ovunque, velocissima, penetrando e vivificando, donando i colori, scaldando e facendo crescere.


L'embrione umano: qualcosa o qualcuno? Ma l'esplosione non è solo, per così dire, metaforica, un'esplosione d'amore: è anche fisica, proprio come per l’“atomo primitivo” di Lemaître. Ogni uomo infatti inizia a esistere come embrione monozigote, cioè come creatura di una sola cellula, capace di svilupparsi ed evolvere sino a dar vita a una persona completa. In origine, dunque, tutto il mondo in un atomo, tutto l'uomo in una cellula. Chi amasse la filosofia potrebbe capire già da queste osservazioni come si possa giustificare, filosoficamente, il monoteismo creazionista: tutto deriva dall'uno, come scriveva già Galilei, che è per così dire il numero più piccolo, perché dà vita a tutti gli altri, ma anche il più grande, perché, in origine, li contiene tutti. Oppure, usando un'altra immagine, si potrebbe dire che l'universo, come anche il corpo umano, è un unico grande quadro, pieno di figure e di elementi diversi che concorrono a una rappresentazione unitaria: dietro questa unità nella molteplicità si può postulare la mano intelligente di un unico pittore. Ma rimaniamo nel campo del visibile: che cosa vediamo osservando la cellula iniziale che darà vita a un uomo completo di arti, organi, apparati eccetera? La rivista scientifica Newton (n. 3, 2004) riporta questa descrizione: “All'inizio è solo una microscopica cellula, alla fine saranno milioni e milioni di cellule organizzate che pesano oltre un miliardo di volte quella iniziale. In mezzo ci sono giorni e giorni di lavoro scandito da tappe precise. Prima, ventitrè stadi per lo sviluppo dell'embrione, sessanta giorni perché dalla cellula fecondata si arrivi a un esserino dalla testa arrotondata con il tronco e gli arti ben formati. Poi, il periodo fetale, molto più lungo del precedente, che prosegue per altre ventinove settimane circa. Un cammino avventuroso e ricco di colpi di scena che dura 266 giorni, giorno più giorno meno”.

 

Tutto a partire da un puntino di pochi millimetri, in cui esiste già un'"intelligenza"intrinseca, che permette un graduale sviluppo ordinato e finalizzato che porta alla formazione di organi e apparati, così diversi l'uno dall'altro, eppure armonizzati in unità. Questa "intelligenza"intrinseca, paragonata spesso al programma di un computer, è il cosiddetto Dna, ovverosia un "lungo e sottilissimo filamento che trasmette tutte le informazioni che servono a costruire quell'unico, particolare, nuovo essere umano". Tale programma, per uno dei suoi più grandi studiosi, lo scienziato Erwin Chargaff, ci rimanda, evidentemente, all'esistenza non del "Signor Caso", autore involontario di qualcosa di sensato, ma di un programmatore intelligente. Infatti, come nessuna musica degna di essere definita tale può incidersi da sola, casualmente, sul nastro di una cassetta, analogamente è difficile affermare che la melodia infinitamente più grandiosa della vita, nei vari momenti della sua esplicitazione, possa derivare dall'assoluta mancanza di cause, e cioè dalla assenza di un compositore.

"Ecco, l'eredità del Signore sono i figlioli: la sua ricompensa il frutto del seno. Quali frecce nella mano dell'eroe, tali sono i figli della giovinezza". (Salmo 126)

 

* * *


L'alba dell'Io. Tornando alla rivista citata, Newton, essa ci informa, tramite un accurato servizio fotografico a cura del ginecologo tedesco Rainer Jonas, che a quattro settimane "l'embrione non raggiunge i sei millimetri di lunghezza e pesa un centesimo di grammo… sono però già evidenti gli abbozzi delle braccia e delle gambe, mentre su ogni lato del viso è riconoscibile una protuberanza, il primo accenno di occhi. Il cuore comincia a battere e, soprattutto, ha inizio un grandioso progetto: il cervello". Tra la quinta e la sesta settimana, "l'embrione si presenta con una grossa testa reclinata in avanti… il palmo delle manine è ben definito": potremmo già prendere le impronte digitali, così incredibilmente uniche e originali. Alla settima settimana, l'embrione è "lungo 17 millimetri, pesa appena 7 centesimi di grammo ed è già in grado di provare sensazioni, anche se primitive". Alla nona settimana, infine, c'è un esserino ormai completo, in cui addirittura crescono le unghie delle mani e dei piedi. Dimostra già "gusti precisi": "L'ecografia rivela che iniettando nel liquido amniotico delle sostanze dolci il feto fa dei movimenti di suzione e deglutizione, mentre in presenza di sostanze amare fa delle smorfie accompagnate dal tentativo di chiudere la bocca". Che cosa succeda in seguito lo sappiamo: il bimbo continua a crescere, senza soluzione di continuità, mentre la natura si "concentra su dettagli e dimensioni". La sua vita è già così intensa che scalcia, nuota come un astronauta nel liquido amniotico, percepisce i rumori e i suoni provenienti dall'esterno, sino ad affezionarsi al battito del cuore della madre. Il Corriere della Sera del 29/6/2004 ci informa addirittura che con una nuova ecografia tridimensionale a ultrasuoni si è scoperto che "a 26 settimane il feto riesce addirittura a esprimersi in modi diversi: sbadigliando, sfregandosi gli occhi, piangendo, succhiando e sorridendo". Sono le stesse considerazioni esposte in vari scritti dal dottor Carlo Bellieni, neonatologo di fama internazionale, che ha studiato attentamente il suo paziente tipico, e cioè proprio il feto, per comprenderne le caratteristiche, anche in vista di eventuali cure prenatali. Nel suo "Se questo non è un uomo" (Ancora, 2004) ci racconta che in utero il feto "ascolta, gusta i sapori, sente i movimenti, sente gli odori. Alla base del cranio fetale c'è un organo, detto organo vomeronasale che serve appunto per sentire gli odori nel mezzo acquatico, e che si atrofizzerà dopo la nascita… Dalla ventiduesima settimana il feto ha una reazione di soprassalto quando gli viene proposta una musica ad alto volume attraverso la parete uterina. Sappiamo poi che il feto sa abituarsi agli stimoli: se il feto ascolterà più volte la stessa musica attraverso la parete uterina, dopo alcune volte non sussulterà più, anzi i battiti cardiaci inizieranno a diminuire, come fa un adulto quando ascolta una cosa che lo interessa".


Nei vari capitoletti del suo libro Bellieni analizza quindi "la memoria del feto", "il piacere del feto", la possibilità che egli possa in qualche modo sognare, e la sua percezione del dolore. Nel suo "L'alba dell'io" ci dà altre informazioni preziose, che così riassume: "A 23 settimane il feto distingue la voce materna dalle altre, riconosce i suoni. Secondo uno studio pubblicato su Lancet, i neonati riconoscono le musiche delle telenovele ascoltate dalla mamma. Le melodie udite in utero calmano il pianto del bambino… in generale lo calma tutto ciò che riproduce la sua situazione prenatale: i figli delle ballerine per esempio vogliono essere cullati vigorosamente, abituati come sono al movimento".

 

* * *


Parola di abortista. Anche un celebre ginecologo come Carlo Flamigni, docente universitario a Bologna, collaboratore del quotidiano l'Unità e sostenitore agguerrito della liceità dell'aborto e della fecondazione artificiale, concorda con queste osservazioni: "Lontano dall'essere un ospite inerte, il feto svolge un ruolo attivo nell'andamento della gravidanza, controlla vari aspetti del suo sviluppo ed è capace di rispondere a vari stimoli uditivi, visivi e tattili provenienti dall'ambiente esterno. Alcuni psicologi parlano di 'personalità' del feto prima della nascita. Queste supposizioni sono confortate da vari racconti di individui in ipnosi che hanno ricordato esperienze vissute nel periodo prenatale o l'esperienza della nascita. In base quindi al presupposto che il feto possa essere cosciente, consapevole e capace di memoria, è anche stato ipotizzato che le esperienze che vive durante il periodo prenatale possano influire sullo sviluppo della sua emotività e sulla sua mente"("Avere un bambino", Mondadori). E altrove: "Il mondo del bambino in utero comincia solo adesso ad aprirsi allo studio e alla conoscenza. Sappiamo che il feto dorme e che in alcuni momenti il suo sonno si accompagna a movimenti oculari rapidi (sonno Rem), come il sonno dell'adulto che sogna…".

 

* * *


Il protagonismo biologico dell'embrione. Ebbene, in tutto questo processo, che ci è ancora per moltissimi aspetti sconosciuto, dall'embrione, al feto, al neonato, la nuova vita è incredibilmente protagonista. Per dirla con un altro ginecologo di fama, Pino Noia, "l'embrione è un attivo orchestratore che dirige il suo impianto e il suo destino futuro". Del resto, già nel lontano 1947, il famoso biologo Jean Rostand, in "L'avventura umana dal germe al neonato", scriveva che "dal momento della fecondazione la parte più importante della costituzione fisica è determinata. Per il solo fatto che l'uovo ha ricevuto quei dati cromosomi, nulla potrebbe impedire, se esso si sviluppa, che produca un individuo di un dato sesso, con una data qualità di capelli, una data forma di cranio, un dato colore di occhi…: un pittore onnisciente potrebbe derivare l'immagine di qualsiasi individuo dal semplice esame dei cromosomi dell'uovo fecondato dal quale nascerà". Ciò comporta appunto che la nuova vita, meccanicamente isolata dall'organismo materno grazie a una membrana mucopolisaccaridica prima e al trofoblasto poi, ha già in sé tutto ciò che gli serve allo sviluppo e alla sua evoluzione: "Conserverà sempre la sua singolarità genetica, perché non usufruirà di nessun apporto di materiale genetico organizzato che intervenga dall'esterno a modificarlo"(Giorgio Carbone, "L'embrione umano: qualcosa o qualcuno?", ESD). L'embrione, dunque, non è, come la statua fatta da un falegname, plasmata a suo piacere, nel tempo voluto e secondo un suo personale disegno, che può essere tranquillamente considerata una proprietà e un "brevetto" del falegname stesso.

 

* * *


Il rapporto con la madre. Questo non significa, però, che il nascituro non abbia bisogno di aiuto, e cioè della generosa ospitalità della madre. A lei infatti è richiesto di sopportare le nausee, il mutamento del proprio fisico, la stanchezza e la debilitazione, e, infine, il dolore del parto: l'amore materno si rivela subito, anche fisicamente, come un amore basato sul sacrificio e sulla dedizione completa, che rimarrà caratteristica della madre anche negli anni a venire. Del resto, tale indissolubile legame, spirituale e fisico, ha origine già nei primissimi giorni, allorché l'embrione e la madre intraprendono un dialogo intensissimo, in cui la madre è chiamata, solitamente, a dare, e, più raramente, a ricevere. Sin dal concepimento infatti si instaura tra l'embrione che risale la tuba e la donna che si prepara ad accoglierlo il cosiddetto "colloquio crociato". Tale colloquio viene abitualmente definito "talk cross"ed è, come scrive Flamigni, uno "scambio di informazioni chimiche": "L'inizio dell'impianto della blastocisti (particolare stadio dell'embrione, ndr) e l'invio di messaggi specifici alla madre sono contemporanei a profonde modificazioni dell'utero (la mucosa si trasforma e si ispessisce; aumentano i vasi sanguigni; la muscolatura diviene più soffice ed elastica) e della blastocisti stessa, le cui cellule iniziano a differenziarsi e a costruire i propri sistemi di ancoraggio nei confronti della mucosa, sistemi che serviranno anche per lo scambio di sostanze chimiche". Insomma: l'embrione dialoga con la madre e la madre con lui, con finalità che sono benefiche e preparatorie per entrambi. Questo colloquio è essenziale, tanto è vero che continuerà nel tempo: madre e figlio non smetteranno di comunicare con "messaggi misteriosi", "messaggi impalpabili che la biochimica ufficiale non riesce né a percepire né a quantificare"(op. cit.). Gli studi più recenti ci spingono ad andare oltre, e cioè a ritenere che vi sia una interazione profonda tra madre e figlio, già in utero, anche dal punto di vista psicologico. Lo hanno sottolineato parecchi medici, allarmati dalla sempre maggior ansietà con cui la società accoglie i suoi figli. Sembra infatti che le indagini prenatali, tralasciando ogni altra considerazione, come pure l'obbligo sociale del figlio sano e bello a tutti i costi, siano in qualche modo percepiti dal figlio stesso, quasi avvertisse la precarietà del suo destino e l'ansia di colei che lo ospita. E' sempre Flamigni a spiegarci che "vari studi hanno dimostrato che l'attitudine della madre verso il feto ha un forte impatto sulla salute sia fisica sia psichica del nascituro. I bambini nati da madri 'ambivalenti', cioè con difficoltà ad accettare la gravidanza anche se apparentemente felici, presentano spesso problemi comportamentali e somatici, quali disturbi gastrointestinali. Le cosiddette 'cool mothers', madri cioè che per problemi di carriera o finanziari non vogliono una gravidanza, hanno più spesso figli inizialmente letargici e apatici. Il bambino prima della sua nascita è strettamente legato alle esperienze fisiche, mentali ed emotive della madre. E'stato coniato il termine 'toxic womb' a sottolineare l'importanza dell'influenza degli stress emotivi, fisici e psicologici dei genitori e in particolare della madre. Diversi autori hanno suggerito che la gravidanza e la nascita sono eperienze formative non solo per i genitori, ma anche per il bambino. Durante i nove mesi di gestazione, i genitori possono essere felici, ambivalenti, arrabbiati, o senza speranza e allo stesso modo il bambino si può sentire benvenuto o respinto". Per questo, conclude Flamigni, "il compito di essere genitori non inizia con la nascita o uno o due anni dopo, ma già durante la gravidanza, quando il grembo materno diviene una scuola che tutti i bambini frequentano e in cui i genitori sono gli insegnanti".

 

* * *


Quando il figlio salva la madre. Per concludere si può notare che se è vero che alla madre è richiesto un amore capace di sacrificio e di dedizione al figlio, sin dalla sua primissima comparsa, è anche vero che quest'ultimo non è fonte di gioia e di bene solo a partire dalla sua nascita, quando, con la sua bellezza, riesce a stupire e a consolare la madre di ogni passata sofferenza. Sembra infatti che anche il figlio abbia potenzialità benefiche, a livello fisico, sulla madre, ancora in utero. Diana Bianchi, ricercatrice genetista della Tuft University di Boston, ha dimostrato la possibilità che il "traffico cellulare" tra madre e concepito possa portare, in alcuni casi, alla guarigione di un tumore materno. Ha infatti documentato "un'esperienza molto particolare, notando che le cellule staminali del figlio ancora in grembo avevano circondato un follicolo tiroideo della madre che aveva avuto una tendenza neoplastica trasformandolo in cellule tiroidee. Individuando il tumore, dunque, le cellule staminali fetali si sono differenziate in cellule tiroidee per curare e circoscrivere una lesione materna: hanno quindi la potenzialità di riparare danni a organi della gestante, trasmettendo benefici per la salute" (Noi-Avvenire, 25/1/2004). Inoltre le cellule del nascituro continuano a rimanere per decenni nella madre, e "potrebbero svelare perché, per esempio, le donne sono più longeve dell'uomo" (Il Giornale, 9/10/2004).
"Sei tu che hai creato le mie viscere e mi hai tessuto nel seno di mia madre. Ti lodo perché mi hai fatto come un prodigio; sono stupende le tue opere, tu mi conosci fino in fondo".
(Salmo 139)


#13 Da: "Due minuti per la vita - Newsletter" <newsletter@...>
Data: Mer 9 Gen 2008 11:46 am
Oggetto: Appello, ora la moratoria per l'aborto
dueminutiper...
Offline Offline
Invia email Invia email
 
C’è anche una pena di morte, legale, che riguarda centinaia di milioni di esseri umani. Le buone coscienze che si rallegrano per il voto dell’Onu ora riflettano sulla strage eugenica, razzista e sessista degli innocenti
 
Questo è un appello alle buone coscienze che gioiscono per la moratoria sulla pena di morte nel mondo, votata ieri all'Onu da 104 paesi. Rallegriamoci, e facciamo una moratoria per gli aborti.

Infatti per ogni pena di morte comminata a un essere umano vivente ci sono mille, diecimila, centomila, milioni di aborti comminati a esseri umani viventi, concepiti nell'amore o nel piacere e poi destinati, in nome di una schizofrenica e grottesca ideologia della salute della Donna, che con la donna in carne e ossa e con la sua speranza di salute e di salvezza non ha niente a che vedere, alla mannaia dell'asportazione chirurgica o a quella del veleno farmacologico via pillola Ru486.

Questi esseri umani ai quali procuriamo la morte legale hanno ciascuno la propria struttura cromosomica, unica e irripetibile. Spesso, e in questo caso non li chiamiamo "concepiti" ma "feti", hanno anche le fattezze e il volto, che sia o no a somiglianza di Dio lo lasciamo decidere alla coscienza individuale, di una persona. Qualche volta, è accaduto di recente a Firenze, queste persone vengono abortite vive, non ce la fanno nonostante ogni loro sforzo, soccombono dopo un regolare battesimo e vengono seppellite nel silenzio.

La pena di morte per la cui virtuale moratoria ci si rallegra oggi è di due tipi: conseguente a un giusto processo o a sentenze di giustizia tribale, compresa la sharia. Sono due cose diverse, ovviamente. Ma la nostra buona coscienza ci induce a complimentarci con noi stessi perché non facciamo differenze, e condanniamo in linea di principio la soppressione legale di un essere umano senza guardare ai suoi motivi, che in qualche caso, in molti casi, sono l’aver inflitto la morte ad altri.

Bene, anzi male. Il miliardo e più di aborti praticati da quando le legislazioni permettono la famosa interruzione volontaria della gravidanza riguarda persone legalmente innocenti, create e distrutte dal mero potere del desiderio, desiderio di aver figli e di amare e desiderio di non averli e di odiarsi fino al punto di amputarsi dell’amore. E’ lo scandalo supremo del nostro tempo, è una ferita catastrofica che lacera nel profondo le fibre e il possibile incanto della società moderna. E’ oltre tutto, in molte parti del mondo in cui l’aborto è selettivo per sesso, e diventa selettivo per profilo genetico, un capolavoro ideologico di razzismo in marcia con la forza dell’eugenetica. Rallegriamoci dunque, in alto i cuori, e dopo aver promosso la Piccola Moratoria promuoviamo la Grande Moratoria della strage degli innocenti. Si accettano irrisioni, perché le buone coscienze sanno usare l’arma del sarcasmo meglio delle cattive, ma anche adesioni a un appello che parla da solo, illuministicamente, con l’evidenza assoluta e veritativa dei fatti di esperienza e di ragione.

#9 Da: dueminutiperlavita@yahoogroups.com
Data: Sab 14 Lu 2007 10:56 pm
Oggetto: Festa della Beata Vergine del Carmelo, 16.7.2007, 0:00
dueminutiperlavita@yahoogroups.com
Invia email Invia email
 
Promemoria da:   dueminutiperlavita Yahoo! Gruppi
 
Titolo:   Festa della Beata Vergine del Carmelo
 
Data:   lunedì, 16 luglio 2007
Ora:   Tutto il giorno
Ripetizioni:   Questo evento si ripete ogni anno.
 
Copyright © 2007  Yahoo! Italia S.r.l. Tutti i diritti riservati | Condizioni Generali per l'Utilizzo del Servizio | Yahoo! e la tua privacy

#8 Da: "Due minuti per la vita" <preghieraperlavita@...>
Data: Gio 5 Lu 2007 10:44 pm
Oggetto: No alla liberalizzazione dell'aborto in Africa!
preghieraper...
Offline Offline
Invia email Invia email
 

Monsignor Robert Sarah denuncia un piano per liberalizzare l'aborto in Africa

CITTA' DEL VATICANO, giovedì, 5 luglio 2007 ( ZENIT.org).- Dal 30 giugno al 4 luglio si è svolto presso il Centro Internazionale di Animazione Missionaria, nella Città del Vaticano, il XV Meeting di Missiologia sul tema "Fare missione oggi – fra spiritualità e sfide bioetiche".

L'incontro ideato e animato da padre Giuseppe Buono del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME) e dalla dottoressa Patrizia Pelosi, ha voluto approfondire le sfide etiche quali la lotta contro i piani di riduzione delle nascite, gli aborti e le sterilizzazioni e l'annuncio del Vangelo della Vita nelle terre di missione, in America Latina, Asia e Africa.

Nel suo intervento, monsignor Robert Sarah, Arcivescovo emerito di Conakry (Guinée) e Segretario della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, ha denunciato con forza il tentativo di liberalizzare l'aborto in tutto il continente africano.

Il presule ha ricordato che al Vertice dell'Unione Africana a Maputo, l'11 luglio 2003, i Paesi africani hanno adottato il Protocollo sui Diritti delle Donne in Africa, che all'articolo 14.2c autorizza l'aborto. Il Protocollo di Maputo è entrato in vigore il 26 ottobre 2005 dopo aver raggiunto le necessarie ratifiche da parte di almeno 15 Paesi.

Attualemtne, sono 38 i Paesi che hanno sottoscritto il Protocollo, mentre 16 lo hanno già ratificato. Libia, Rwanda a Senegal hanno ratificato il Protocollo, esprimendo però riserve sull'articolo 14.2c

Secondo il Segretario della Congregazione vaticana, quella di coniugare "la promozione della difesa della vita con la missione è per l'Africa la sfida del terzo millennio".

"L'Africa soffre già di tanti problemi – ha osservato monsignor Sarah – per questo non può vedere la vita calpestata. Gesù è venuto per portare la vita".

Il Segretario della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli ha ricordato che la Santa Sede aveva denunciato "l'imperialismo contraccettivo" già alla Conferenza dell'ONU sulla popolazione che si è svolta a il Cairo nel 1994.

"L'aborto è lontano dalla cultura e dal popolo africano – ha sottolineato monsignor Sarah – e le conferenze episcopali di diversi Paesi stanno criticando il Protocollo di Maputo".

Proteste vigorose contro il Protocollo che autorizza l'aborto sono venute, tra gli altri, dalle Conferenze Episcopali dell'Uganda, del Mozambico e dall'Associazione delle Conferenze Episcopali dell'Africa Centrale (ACEAC).

Secondo quanto riportato dall'agenzia "Fides" i Vescovi di Burundi, Rwanda e Repubblica Democratica del Congo hanno scritto nel corso della loro Nona Assemblea Plenaria (21 e 22 giugno 2007) che "contrariamente a quello che pretende di cercare, la preservazione dei valori africani quali la legalità, la pace, la libertà, la dignità, la giustizia, il Protocollo di Maputo distrugge i valori africani in generale e della donna in particolare".

L'ACEAC afferma che: "In effetti, si vuole allineare l'Africa e le donne africane ad una concezione estranea alla cultura africana: rifiuto della maternità, qualificata come una forma di schiavitù, diritto all'aborto come attentato al diritto alla vita del nascituro, edonismo e libertà sessuale, diritto di gioire liberamente della propria vita sessuale quale che sia il proprio orientamento sessuale".

"Questo Protocollo – hanno concluso i Vescovi dell'ACEAC – costituisce una distruzione lenta ma sicura dei valori africani fondamentali: rispetto della vita, importanza della famiglia, maternità, fecondità, matrimonio, tutti questi valori sono ignorati dal Protocollo".

Monsignor Sarah ha concluso la sua relazione spiegando che "per salvare l'Africa bisogna respingere questi piani di morte, e sostenere il lavoro dei missionari con la preghiera, l'ascolto in silenzio di Dio e l'educazione".

Il Segretario della Congregazione ha infine chiesto aiuto ai Paesi avanzati per lo sviluppo dell'Africa e ai collaboratori romani di aiutarlo nell'informazione e formazione bioetica dei missionari, dei sacerdoti, dei religiosi e religiose che operano nel continente africano.

--
Lo staff di due minuti per la vita
http://www.preghieravita.splinder.com

#7 Da: "Due minuti per la vita" <preghieraperlavita@...>
Data: Mar 3 Lu 2007 10:39 pm
Oggetto: La legalizzazione dell'aborto non fa diminuire la mortalità materna!!
preghieraper...
Offline Offline
Invia email Invia email
 

La diminuzione della mortalità materna non dipende dalla legalizzazione dell'aborto

Un'esperta contesta il Governo brasiliano: l'aborto non è una questione di salute pubblica

BRASILIA, mercoledì, 4 luglio 2007 (
ZENIT.org).- La promozione della legalizzazione dell'aborto da parte del Governo del Brasile, Paese in cui la pratica è limitata ai casi di stupro e rischio di morte per la gestante, è lanciata alla società come una questione di salute pubblica, ma è falso, afferma un'esperta.

Secondo dati utilizzati dal Ministro della Salute brasiliano, José Gomes Temporão, nel corso di un incontro con la stampa, il numero di aborti clandestini nel Paese è stato nel 2005 di 1,040 milioni.

In alcune dichiarazioni recenti al quotidiano "Folha de S. Paulo", il Ministro ha affermato che quella sull'aborto "è una discussione che entra nel campo della religione, della filosofia, della morale, rimane una cosa astratta. Ma non lavoro con astrazioni, lavoro con le 170 donne che sono morte nel 2005 – quarta causa di morte materna".

Secondo Maria Dolly Guimarães, avvocato esperto di famiglia e diritto matrimoniale canonico e presidente della Federazione Paulista dei Movimenti in Difesa della Vita, la diminuzione della mortalità materna non dipende dalla legalizzazione dell'aborto, ma dall'assistenza sanitaria nel periodo prenatale, del parto e successivo al parto.

"I Paesi con una buona assistenza sanitaria hanno una mortalità materna ridotta, mentre i Paesi che non ce l'hanno registrano elevati valori di questo tasso", ha osservato.

"Nel nostro Paese muoiono più donne all'anno (circa 3.000) per contatto con piante e/o animali velenosi che per aborto e finora questa non è una questione di salute pubblica", ha sottolineato.

La Guimarães ha spiegato che la promozione della legalizzazione dell'aborto in Brasile si inserisce nel contesto di un'agenda internazionale che mira a modificare la legislazione principalmente nei Paesi più poveri.

"'L'aborto è una questione di salute pubblica' è stata la tesi delle conferenze del Cairo (1994) e di Pechino (1995), organizzate dall'ONU, che promuove a livello internazionale l'aborto", ha rivelato.

Per contestare l'argomentazione per cui una presunta legalizzazione dell'aborto contribuirebbe a ridurre la mortalità materna, l'esperta ha citato dati di diversi Paesi.

Secondo lei, in Europa, in Paesi in cui l'aborto almeno fino a quest'anno – considerando il caso del Portogallo – era proibito, la mortalità materna è inferiore rispetto ad altri Paesi in cui questa pratica è stata legalizzata da vari anni.

"Il Portogallo (08 morti materne per ogni 100.000 nati vivi), l'Irlanda (05 morti ...) e la Polonia (04 morti...), dove l'aborto è o era proibito fino a quest'anno, registrano una mortalità materna inferiore a quella dell'Inghilterra (13 morti), degli Stati Uniti (17 morti), in cui l'aborto è stato legalizzato decenni fa, e della Russia (67 morti)".

"Avviene lo stesso in America Latina: Cile (31 morti...), Costa Rica (29) e Uruguay (27), dove l'aborto è proibito, hanno una mortalità materna inferiore a Cuba (33 morti) e alla Guyana (170), dove l'aborto è stato legalizzato vari anni fa", ha affermato.

Secondo il presidente della Federazione Paulista dei Movimenti in Difesa della Vita, un'altra affermazione dei promotori dell'aborto che non corrisponde a verità è dire che con la legalizzazione diminuirebbe il numero di aborti.

La Guimarães ha spiegato che, "se questo sta accadendo in alcuni Paesi europei (Francia, Germania, Olanda e Belgio), è perché in questi Paesi sta diminuendo la natalità nel suo insieme, e quindi anche il numero di aborti".

"Nella gran parte delle Nazioni che hanno legalizzato l'aborto, però, il numero di aborti continua ad aumentare o si è stabilizzato su valori ben superiori a quelli che si registravano prima della legalizzazione" , ha constatato.

Secondo l'esperta, esempio tipico sono gli Stati Uniti, dove viene praticato circa un milione di aborti legali ogni anno, mentre prima della legalizzazione non superavano i 200.000. "La stessa cosa si verifica in Inghilterra, Canada, Spagna, Russia, Cuba, Australia e Nuova Zelanda".

"Sarà che chi lotta per la salute pubblica non si sta facendo influenzare da altre motivazioni, che utilizzano la salute pubblica come mezzo di propaganda, per legalizzare l'aborto ? Si tratta, quindi, di una falsa questione di salute pubblica, dietro la quale si nascondono altre motivazioni e altri interessi", ha dichiarato.

--
 
In Gesù e Maria,
 
Lo staff di due minuti per la vita

#6 Da: dueminutiperlavita@yahoogroups.com
Data: Dom 1 Lu 2007 5:52 pm
Oggetto: File - Due minuti per la vita_volantino_15giugno2007.pdf
dueminutiperlavita@yahoogroups.com
Invia email Invia email
 
File:        Due minuti per la vita_volantino_15giugno2007.pdf
Descrizione: Volantino aggiornato di presentazione dell'iniziativa di preghiera
dei DUE MINUTI PER LA VITA

#5 Da: "Due minuti per la vita" <preghieraperlavita@...>
Data: Dom 24 Giu 2007 2:07 pm
Oggetto: 24 giugno 2007 - Nascita di San Giovanni Battista
preghieraper...
Offline Offline
Invia email Invia email
 

X

24 giugno 2007
Solennità della Nascita di San Giovanni Battista

"[...] Da autentico profeta, Giovanni rese testimonianza alla verità senza compromessi. Denunciò le trasgressioni dei comandamenti di Dio, anche quando protagonisti ne erano i potenti. Così, quando accusò di adulterio Erode ed Erodiade, pagò con la vita, sigillando col martirio il suo servizio a Cristo, che è la Verità in persona. Invochiamo la sua intercessione, insieme con quella di Maria Santissima, perché anche ai nostri giorni la Chiesa sappia mantenersi sempre fedele a Cristo e testimoniare con coraggio la sua verità e il suo amore per tutti. " Benedetto XVI, Angelus di domenica 24 giugno 2007, Solennità della Nascita di San Giovanni Battista.

Cari amici di Due minuti per la vita, uniamoci umilmente alla preghiera rivolta dal Santo Padre alla nostra Madre Celste, affinchè Ella ci aiuti in modo che possiamo anche noi, come il Battista, servire la Verità  senza compromessi e chiediamoLe di infonderci il coraggio per continuare ogni giorno con coraggio nella nostra testimonianza!

In Gesù e Maria.
 
Lo staff di due minuti per la vita

#4 Da: "Due minuti per la vita" <preghieraperlavita@...>
Data: Lun 18 Giu 2007 11:16 pm
Oggetto: Newsletter n. 4 - MESSAGGIO D'ARCHIVIO
preghieraper...
Offline Offline
Invia email Invia email
 
X
 
 
Cari amici di Due minuti per la vita,
durante questi giorni di novena in preparazione alla festa della Beata Vergine Consolata (20 giugno) Vi invitiamo ancora una volta a rivolgere le Vostre preghiere per la difesa della vita nascente e Vi diamo appuntamento per mercoledì 20 giugno p.v.,  alle  ore 21, per recitare in unione spirituale il Santo Rosario in onore della Madonna per contrastare la piaga dell'aborto.
 
Con il presente messaggio Vi segnaliamo inoltre l'importante notizia che in una intervista rilasciata al periodico statunitense National Catholic Register , il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ha chiesto alla Chiesa e ai cattolici di sospendere i contributi ad Amnesty International, dopo che la nota organizzazione internazionale si è schierata a favore dell'aborto (cfr. http://www.zenit.org/article-11104?l=italian e http://ncregister.com/site/article/2916).
 
 
NOTA BENE:
Nei prossimi giorni riceverete un'email che Vi inviterà ad iscrivervi al gruppo Dueminutiperlavita su Yahoo ( http://it.groups.yahoo.com/group/dueminutiperlavita/ ), che sarà lo strumento con cui la newsletter sarà gestita d'ora in poi e di cui stiamo ultimando la messa a punto.
 
Quando avrete ricevuto l'email (che sarà del tenore dell'allegato n_1) Vi chiediamo semplicemente  - al fine di accettare l'invito e di rendere effettiva la Vostra iscrizione alla newsletter - di rispondere al messaggio cliccando su rispondi e su invia , senza necessità di aggiungere alcun testo nel messaggio di risposta.
 
Dopo pochi istanti riceverete ancora un messaggio di conferma (v. allegato n_2) - che viene inviato in automatico da Yahoo -  che vi confermerà l'avvenuta iscrizione alla mailing list.
 
Per qualunque dubbio o perplessità in merito non esitate a contattarci!
 
In Gesù e Maria.
 
Lo staff di due minuti per la vita
 
***
Preghiera alla SS.ma Vergine Consolata
-con approvazione ecclesiastica-
 
 
Oppresso dalla tribolazione,
gemendo e piangendo sotto il peso delle mie miserie,
a Voi ricorro, o Beatissima Vergine Maria. 
Voi siete in Cielo la Regina degli Angeli e dei Santi,
ma qui in terra Voi volete essere la Madre delle consolazioni.
Voi siete la Consolata;
ed io Vostro figlio benché indegno voglio essere simile a Voi,
voglio essere consolato. 
Io non Vi chiedo onori, o Maria,
non piaceri, non ricchezze:
io Vi chiedo consolazione.
O Madre mia dolcissima, Voi sapete il modo,
Voi conoscete la via per esaudirmi;
in Voi pienamente mi affido. 
Dite una parola a quel Gesù che
con tanto amore tenete fra le Vostre braccia:
ed io gusterò la gioia del conforto. 
Da Voi consolato, o Maria,
e dal Vostro Divin figlio,
io porterò in pace le stesse mie tribolazioni;
mi sarà facile il soffrire, mi sarà dolce il morire;
e come sarò giunto ai piedi del Vostro trono,
io canterò senza posa in eterno le Vostre misericordie.
 
 
***

La presente newsletter viene inviata a quanti hanno aderito alla preghiera dei due minuti per la vita e a coloro che hanno chiesto informazioni ed aggiornamenti sull'iniziativa stessa.

 

Se il Vostro indirizzo è stato inserito per errore ci scusiamo del disagio arrecatoVi. Per chi non desiderasse ricevere nostre ulteriori comunicazioni è sufficiente inviare un messaggio a preghieraperlavita@... avente per oggetto " cancellazione".

 

Se il presente messaggio Vi fosse giunto in duplice copia Vi chiediamo di segnalarcelo e provvederemo a cancellare l'indirizzo doppio dal nostro indirizzario.


#3 Da: "Due minuti per la vita" <preghieraperlavita@...>
Data: Lun 18 Giu 2007 11:12 pm
Oggetto: Newsletter n. 3 - MESSAGGIO D'ARCHIVIO
preghieraper...
Offline Offline
Invia email Invia email
 
X
 
5 settembre 2006
Beata Madre Teresa di Calcutta
 
"Penso che il più grande distruttore della pace sia, oggi, l'aborto,
perché è una guerra diretta, è uccidere apertamente,
è un vero e proprio omicidio commesso dalla stessa madre.
 
[...]perché se una madre può uccidere il suo bambino,
cosa impedirà a te e a me di ammazzarci l'un l'altro?"
 
nel ricevere il premio Nobel per la pace)
 
 
Carissimi amici,
nell'augurarVi una buona ripresa delle attività dopo la pausa estiva -che speriamo essere stata edificante e ristoratrice - ci permettiamo di segnalarVi in allegato un evento organizzato in Piemonte dall'associazione Alleanza Cattolica , tra le prime aderenti all'iniziativa di preghiera , per la giornata di domenica 17 settembre p.v.
 
Tuttavia anche recentemente le tristi notizie non mancano: pochi giorni fa in Colombia (dove l'aborto è legale anche in caso di violenza) è stata indotta ad abortire una bambina di 11 anni che aveva subito violenza da parte del patrigno.
 
Vi invitiamo a pregare per Lei, per la conversione dei medici abortisti e per tutti coloro che appestano il mondo spargendo i nefasti semi della cultura della morte.
 
Un cordiale saluto in Gesù e Maria.
 
Lo staff di due minuti per la vita
 
 
***

La presente newsletter viene inviata a quanti hanno aderito alla preghiera dei due minuti per la vita e a coloro che hanno chiesto informazioni ed aggiornamenti sull'iniziativa stessa.

 

Se il Vostro indirizzo è stato inserito per errore ci scusiamo del disagio arrecatoVi. Per chi non desiderasse ricevere nostre ulteriori comunicazioni è sufficiente inviare un messaggio a preghieraperlavita@... avente per oggetto " cancellazione ".

 

Se il presente messaggio Vi fosse giunto in duplice copia Vi chiediamo di segnalarcelo e provvederemo a cancellare l'indirizzo doppio dal nostro indirizzario.


#2 Da: "Due minuti per la vita" <preghieraperlavita@...>
Data: Dom 17 Giu 2007 1:40 am
Oggetto: Newsletter n. 2 - MESSAGGIO D'ARCHIVIO
preghieraper...
Offline Offline
Invia email Invia email
 
X
 
15 giugno 2006
Festa del Corpus Domini
 
"La festa del Corpus Domini è occasione propizia
per approfondire la fede e l'amore verso l'Eucarestia.
 
Cari giovani, nutritevi spesso del Corpo e del Sangue di Cristo,
nostro cibo spirituale, e progredirete sulla via della santità."
 
Benedetto XVI, 14 giugno 2006, Udienza Generale
 
 
Cari amici,
con questa seconda newsletter (per quanti non l'avessero ricevuta è scaricabile al link http://it.geocities.com/preghieraperlavita/Newsletter_n1_070606.pdf) siamo felici di informarVi che su suggerimento dell'Unione Cattolica Farmacisti Italiani abbiamo integrato le intenzioni di preghiera dei due minuti per la vita : insieme ai medici che praticano aborti ricorderemo anche i farmacisti che vendono farmaci abortivi, nonchè tutti coloro che contribuiscono nefastamente alla diffusione nella società della mentalità abortista.
 
Come al solito siete invitati a diffondere l'iniziativa presso Vostri familiari, amici e conoscenti sensibili alla difesa della vita.
 
In questo triste periodo, anche in riferimento alle recenti vicende del Parlamento Europeo, rivolgiamoci con amore filiale alla Madonna Consolata - di cui ricorre proprio in questi giorni la novena - per chiedere a Lei aiuto e protezione per la nostra amata Italia, per tutti noi e per i bambini non ancora nati che rischiamo di essere uccisi nel grembo materno.
 
Un cordiale saluto in Gesù e Maria.
 
Lo staff di due minuti per la vita
 
***
Preghiera alla SS.ma Vergine Consolata
-con approvazione ecclesiastica-
 
 
Oppresso dalla tribolazione,
gemendo e piangendo sotto il peso delle mie miserie,
a Voi ricorro, o Beatissima Vergine Maria. 
Voi siete in Cielo la Regina degli Angeli e dei Santi,
ma qui in terra Voi volete essere la Madre delle consolazioni.
Voi siete la Consolata;
ed io Vostro figlio benché indegno voglio essere simile a Voi,
voglio essere consolato. 
Io non Vi chiedo onori, o Maria,
non piaceri, non ricchezze:
io Vi chiedo consolazione.
O Madre mia dolcissima, Voi sapete il modo,
Voi conoscete la via per esaudirmi;
in Voi pienamente mi affido. 
Dite una parola a quel Gesù che
con tanto amore tenete fra le Vostre braccia:
ed io gusterò la gioia del conforto. 
Da Voi consolato, o Maria,
e dal Vostro Divin figlio,
io porterò in pace le stesse mie tribolazioni;
mi sarà facile il soffrire, mi sarà dolce il morire;
e come sarò giunto ai piedi del Vostro trono,
io canterò senza posa in eterno le Vostre misericordie.
 
 
 
***

La presente newsletter viene inviata a quanti hanno aderito alla preghiera dei due minuti per la vita e a coloro che hanno indicato il proprio indirizzo per ricevere informazioni ed aggiornamenti sull'iniziativa.

 

Se il Vostro indirizzo è stato inserito per errore ci scusiamo del disagio arrecatoVi. Per chi non desiderasse ricevere nostre ulteriori comunicazioni è sufficiente inviare un messaggio a preghieraperlavita@... avente per oggetto "cancellazione ".

 

Se il presente messaggio Vi fosse giunto in duplice copia Vi chiediamo di segnalarcelo e provvederemo a cancellare l'indirizzo doppio dal nostro indirizzario.


#1 Da: "Due minuti per la vita" <preghieraperlavita@...>
Data: Sab 16 Giu 2007 11:51 pm
Oggetto: Newsletter n. 1 - MESSAGGIO D'ARCHIVIO
preghieraper...
Offline Offline
Invia email Invia email
 
X
 
"La preghiera come mezzo per attingere sempre di nuovo forza da Cristo,
diventa qui un'urgenza del tutto concreta.
 
Chi prega non spreca il suo tempo, anche se la situazione ha tutte
le caratteristiche dell'emergenza e sembra spingere unicamente all'azione.
[...]
È venuto il momento di riaffermare l'importanza della preghiera
di fronte all'attivismo e all'incombente secolarismo di
molti cristiani impegnati nel lavoro caritativo."
 
dall'enciclica Deus Caritas est , n.36-37 - Benedetto XVI
 
Carissimi amici,
ad otto mesi dall'inizio dei due minuti per la vita siamo felici di informarVi che vi hanno aderito diverse migliaia di persone da tutta Italia, oltre che da diversi paesi europei ed extra-europei.
 
Vi scriviamo per rinnovare l'invito a diffondere l'iniziativa presso Vostri familiari, amici e conoscenti sensibili alla difesa della vita e per favorirne la diffusione Vi inviamo in allegato la locandina di presentazione (in formato .pdf).
 
Siamo inoltre lieti di informarVi che l'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di giugno ha ad oggetto anche la difesa della vita non ancora nata e recita come segue: " Perché le famiglie cristiane accolgano con amore ogni bambino che viene all'esistenza [...]".
 
Questo nuovo appello del Santo Padre ci sia di stimolo e di incoraggiamento per la nostra preghiera e la nostra buona battaglia in difesa dei più poveri e dei più deboli.
 
Un cordiale saluto in Gesù e Maria.
 
Lo staff di due minuti per la vita

Messaggi 1 - 33 di 83   Più nuovo  |  < Più recente  |  Meno recente >  |  Più vecchio
Avanzata

Copyright ? 2009 Yahoo! Tutti i diritti riservati.
La Tua Privacy - Testo aggiornato - Condizioni generali di utilizzo del servizio - Linee guida - Aiuto

?