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#54 Da: "DUE MINUTI PER LA VITA - NEWSLETTER" <newsletter@...>
Data: Lun 5 Mag 2008 6:17 am
Oggetto: Alcuni articoli sulle recenti vicente delle linee guida della legge 40/2004
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Nuove linee guida della legge 40: via libera all'eugenetica
di Lucetta Scaraffia - © L'Osservatore Romano - 2-3 maggio 2008
 
Certo nessuno si aspettava che il ministro della Salute di un Governo dimissionario firmasse proprio all'ultimo momento le linee guida per una legge che apre questioni etiche così delicate come la legge 40 (in realtá ci si aspettava proprio questo, conoscendo la scorretteza della ministra in questione!, ndr). Invece Livia Turco l'ha fatto, suscitando severe critiche non solo nello schieramento avversario — e vincitore delle elezioni — ma anche fra i cattolici del centro-sinistra.
 
Ha colpito sfavorevolmente anche la tempistica del suo intervento: le linee guida sono state firmate dal ministro lo scorso 11 aprile, ma sono state pubblicate sulla «Gazzetta Ufficiale» solo il 30 aprile, in modo da non interferire con le votazioni politiche e con i ballottaggi per i sindaci. Probabilmente il ministro era consapevole che questa decisione sarebbe costata una perdita di voti, e non voleva far correre al suo schieramento questo rischio. Con un provvedimento inopportuno sia perché fuori del tempo massimo di lavoro del Governo uscente — notoriamente in carica solo per l'ordinaria amministrazione — sia perché si sapeva poco apprezzato da una parte consistente degli stessi sostenitori dell'esecutivo dimissionario. A questo scarso rispetto delle regole democratiche si aggiunge il fatto, certo non secondario, di un intervento volto a modificare una legge non solo votata dal Parlamento, ma confermata con un referendum popolare.
 
Benché il ministro abbia dichiarato che il suo lavoro è stato finalizzato a due precisi obiettivi — e cioè «la piena e corretta applicazione della legge 40 e la necessità di fornire idonee e puntuali indicazioni agli operatori sanitari alla luce delle nuove risultanze cliniche e del mutato quadro di riferimento giuridico» — le innovazioni da lei proposte sono discutibili perché in contrasto aperto, come ha sottolineato Francesco D'Agostino su «Avvenire», non solo con la lettera ma anche con lo spirito della legge.
 
Il primo punto controverso è l'ammettere alla fecondazione assistita — che la legge permette solo alle coppie sterili — anche le coppie affette da malattie sessuali trasmissibili, alle quali viene riconosciuto «uno stato di infertilità di fatto». Principio che cambia lo spirito della legge e che potrebbe in futuro portare ad ammettere altre categorie di sterili «di fatto»: ad esempio, le coppie omosessuali.
 
Ma senza dubbio la modifica più pericolosa (rectius grave, ndrè quella che permette la diagnosi embrionale pre-impianto, per escludere dall'impianto embrioni portatori di malattie genetiche. Per questa apertura il ministro si rifà a delle sentenze — in particolare a quella del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio del 2008 — che hanno annullato le linee guida per quella parte che limita le analisi sull'embrione alla sfera «osservazionale», cioè ai danni visibili che non permetterebbero un suo sviluppo nell'utero. Trascurando però il fatto che questa norma è confermata anche nella legge e non solo nelle linee guida, e che, inoltre, la sentenza deve ancora essere approvata dalla Corte Costituzionale. Inoltre, esistono altre sentenze — come quella di Catania del 2004 — che vanno invece nella direzione opposta.
 
In sostanza, l'uscita imprevedibile di queste linee guida si può considerare una indebita forzatura, un gesto non rispettoso del Parlamento e della volontà popolare» e che rivela la grande confusione oggi esistente sul concetto di eugenetica: infatti, se molti — come il presidente dell'Ordine dei Medici Amedeo Bianco — hanno ribadito che anche con le modifiche apportate dalla Turco «rimane il divieto a qualunque controllo che sia di tipo eugenetico» altri — come Paola Binetti, deputato del Partito democratico, che ha criticato l'iniziativa del ministro — ha individuato proprio in questo la questione sul tappeto sottolineando che «al nuovo Governo spetterà stabilire che cosa sia l'eugenetica».
 
Ed è proprio questo il problema centrale: se eugenetica può essere considerata solo selezione fatta da parte dello Stato, e per fini di miglioramento della razza, o se si può definire così anche la libera scelta del singolo, finalizzata al suo progetto di vita. Cioè, in sostanza, se l'eugenetica sia un fatto di forma o di sostanza. E da parte cattolica [ed é la risposta che dovrebbe venire da ogni persona di retta ragione!, ndr], quasi senza voci discordi, è venuta la risposta che eugenetica è la scelta in sé di eliminare alcuni embrioni, perché tutti gli embrioni hanno diritto di vivere, anche se malati.
 

 
“Mi è capitato di sentire un medico dire: ‘Ma sa, a poche settimane è un lumachino, si stacca facilmente’.
Ecco perché non esistono provvedimenti a favore delle donne in difficoltà”. Così Paola Bonzi offre aiuto a Sandra
© IL FOGLIO - 3 maggio 2008 - prima pagina - http://www.ilfoglio.it/soloqui/223
 
Milano. “Mi è capitato qualche giorno fa di sentire che un medico, ‘consigliando’ una donna sul da farsi, le abbia detto: ‘Ma sa, a poche settimane è un lumachino, si stacca facilmente’. Ecco: un lumachino. Mi chiedete perché non esistono provvedimenti di welfare a favore delle donne in difficoltà economica per una gravidanza, come la signora Sandra di Napoli, di cui ha scritto Repubblica il 30 aprile? Mi chiedete perché non c’è un sostegno pubblico, o perché non vengono finanziate le associazioni private che difendono la vita nascente? E’ semplicemente per questo: se è un lumachino, perché agitarsi tanto?”.

Paola Bonzi si sente chiamata personalmente in causa dal caso di Sandra, e del resto anche il Foglio ha suggerito alla donna di Napoli di rivolgersi a lei. Lei accetta, è disponibile, trovarla non è difficile. Già, ma poi cosa può fare, la responsabile del Centro aiuto alla vita della Mangiagalli di Milano per Sandra e per tutte le altre donne che si rivolgono al suo Cav (60 “gravidanze al primo trimestre” solo in aprile)? “Anche a distanza, potremmo aiutarla a far approvare un progetto Gemma di 160 euro mensili per 18 mesi del Movimento per la Vita; e metterle a disposizione un sussidio del Cav Mangiagalli di 250 euro mensili per 18 mesi. E anche stanziare per lei 500 euro mensili dalla nascita del bambino fino al compimento del primo anno di vita usufruendo dei fondi della ‘Lista Pazza’. E farle recapitare ‘le cose’ per il bambino”.

Non mancano determinazione e fantasia, a Paola Bonzi. D’altronde, da decenni combatte a mani nude contro il disinteresse e la mancanza della pur minima forma di welfare a favore delle donne in gravidanza. “Non c’è nessuna forma di welfare. E del resto, perché una donna dovrebbe chiederlo, se è un ‘lumachino’? Perché dovrebbe affrontare lo scandalo sociale, disturbare? E perché lo stato, o chiunque altro, dovrebbe crearsi il problema sociale ed economico per un qualcosa risolvibile diversamente?”. Ma questo, spiega, non è soltanto eticamente e culturalmente assurdo, è contro la legge stessa: “L’articolo 5 dice che le strutture pubbliche si incaricano di rimuovere le cause materiali che possono indurre all’aborto. E invece, chi finanzia la legge 194? Dov’è la sua copertura economica, anno per anno? Io l’ho chiesto molte volte, anche qui in Lombardia, a chi ne dovrebbe essere responsabile: niente, non mi è stato risposto niente”.

Ma quanto costa, quanto costerebbe sostenere il welfare della maternità? “Vorrei fare un asettico elenco degli aiuti standard che il nostro Cav mette a disposizione, quando incontriamo una donna a rischio di aborto. Un colloquio mensile di sostegno psicologico con un professionista; un sussidio, normalmente dai 200 ai 300 euro mensili per diciotto mesi, quando è possibile finanziato parzialmente dal progetto Gemma. Prepariamo anche borse della spesa per le situazioni più indigenti: oggi sono più di 400 ogni mese. Inoltre abiti premaman, visite ginecologiche, assistenza sanitaria, la fornitura del corredino per il neonato, culla e carrozzina, latte artificiale. Poi c’è anche il dopo: visite pediatriche, i gruppi per il ‘massaggio del neonato’, i gruppi per l’osservazione della ‘buona crescita’. E i pannolini fino all’anno del bambino”. Perché se si vuole investire seriamente sulla maternità, bisogna pensare anche alle condizioni di vita successive. Ed è evidente che sostenere una gravidanza ha un costo. Per i conti di Paola Bonzi, 500 euro al mese per 18 mesi. Loro ovviamente non ci possono arrivare, neanche con il contributo della Lista pazza, e il rischio è che, come nel 2007, a metà dell’anno le casse siano già vuote. Ma per i Cav che, a differenza di quello della Mangiagalli, non sono consultori accreditati va anche peggio. Non c’è nemmeno il rimborso, minimo (19,11 euro per una seduta con psicologo, 15 per una visita ginecologica) della Asl. I progetti Gemma del MpV sono finanziati da volontari, i rari contributi erogati alle donne dai servizi sociali locali di solito arrivano dopo e per breve tempo: “Spesso la copertura parte dal settimo mese, e arriva ai tre del bambino. Anche questo è assurdo: al settimo mese ci devi arrivare. Così invece la maggior parte al settimo mese non ci arriva, abortisce prima”.

Ancora una volta, il “problema di Sandra” è una questione culturale e politica: a nessuno interessa porsi il problema di un “qualcosa” che non c’è (ancora) e che può essere rimosso, in quanto “problema” gratis e da parte della struttura pubblica. “Un bambino che deve ancora nascere non è una malattia che può venire, e allora tutti sono disposti a finanziare la ricerca”. Ma cosa va dunque chiesto, per prima cosa, a un nuovo governo che si insedia spargendo buone intenzioni per la difesa della famiglia e della vita? “[...] è importante creare nuovi strumenti di aiuto, io penso per prima cosa alla casa. Ma innanzitutto, facciano quello che nessuno ha mai fatto: la copertura finanziaria per ciò che prevede l’articolo 5 della legge 194”.
 

 
Le nuove linee sulla legge 40 andranno reinterpretate, oppure al macero
© IL FOGLIO – 3 maggio 2008 – prima pagina
 
Roma. Le nuove linee guida della legge 40 lasciate in eredità fuori tempo massimo dalla ministra della Salute Livia Turco sono uno dei problemi che il prossimo governo dovrà affrontare. O no? Prevarrà la scelta di aserrarle o quella di tenersele, per qualche tempo o per sempre, nonostante la contraddizione tra i fondamenti della legge 40 e un provvedimento “di ordinaria amministrazione” che autorizza la diagnosi preimpianto, una tecnica dalle ovvie finalità eugenetiche?
 
La premessa è che, ieri, il presidente del Consiglio superiore di Sanità, Franco Cuccurullo, ha ipotizzato addirittura “un’interpretazione giuridica più restrittiva” della legge 40 sulla base delle nuove linee guida. Spiegazione: l’addio alla diagnosi osservazionale, motivato dal rischio di deriva eugenetica, non può certo riabilitare la diagnosi preimpianto, giacché estenderebbe il pericolo che vuole eliminare.
 
Detto questo, in casa Pdl l’onorevole Alfredo Mantovano è stato tra i primi a parlare di “scorrettezza istituzionale” per l’iniziativa della Turco e a promettere una pronta riparazione “di quest’ultimo danno della sua gestione”. Al Foglio dice che “sarebbe grave se prevalesse l’indifferenza, ma confido che non sia così, anche perché qui si tratta di puro buonsenso. E’ chiaro anche che molto dipenderà da chi sarà il nuevo ministro e dalla sua sensibilità rispetto ai temi etici. In ogni caso, abbiamo a disposizione tutti gli strumenti dell’iniziativa parlamentare, dall’interrogazione urgente alla mozione. Si può star certi che non resteremo con le mani in mano”.
 
Tra le ipotesi circolate negli ultimi due giorni, c’è anche quella di un eventuale decreto di annullamento del provvedimento della Turco. Soprattutto, è ancora in attesa del giudizio della Corte costituzionale un punto non secondario della questione: la legitimita del limite di tre embrioni per ogni ciclo di fecondazione (quesito rinviato alla Consulta dalla sentenza del Tar del Lazio che autorizzava sull’embrione interventi diagnostici non “esclusivamente di tipo osservazionale”).
 
Questo punto è essenziale, a giudizio della deputata del Pdl Eugenia Roccella: “Evidenzia come la scorrettezza della Turco non sia stata solo procedurale e politica ma anche strettamente giuridica. La Turco richiama infatti, espressamente, la sentenza del Tar del Lazio ma ne usa solo le parti che le fanno comodo. Non ha atteso il pronunciamento della Corte costituzionale sul numero di embrioni, strettamente connesso alla fattibilità della diagnosi genetica preimpianto, notoriamente impossibile da effettuare se non c’è un alto numero di embrioni da esaminare, e quindi selezionare e scartare. Le sue linee guida, in questo modo, indirizzano e addirittura forzano la legge verso una possibile sentenza della Consulta, verso una risposta di un certo tipo al quesito ancora pendente”.
Quelle linee guida, prosegue Roccella, “non si dovevano emanare. Il nuovo ministro deve prendere atto che vanno in qualche modo sospese, per ripristinare la correteas istituzionale e politica violata dal ministro Turco. Il nuovo ministro potrebbe addirittura essere personalmente a favore della diagnosi preimpianto, ma le cose non cambierebbero, perché qui si tratta di ripristinare la legalità sostanziale, sospendendo queste linee guida in attesa che la Corte si pronunci. Non penso affatto, sia chiaro, all’emanazione di un controprovvedimento, di ‘controlinee guida’. Ma va sconfessato un atto che, oltretutto, è assai poco rispettoso delle attribuzioni dei poteri. Insisto in particolare sul punto che riguarda la Corte costituzionale, che ha il diritto di pronunciarsi senza l’ipoteca zoppicante ma incombente di linee guida che pretendono già di indirizzare la legge verso un’interpretazione visibilmente infondata. Non dimentichiamo che la diagnosi preimpianto tradisce l’intera ossatura della legge e non è in alcun modo compatibile con una normativa tutta impostata sul fatto che gli embrioni vanno impiantati (rectius “trasferiti in utero”, giacché l’impianto in utero non puó dipendere dalla volontá della donna né da quella del medico, ndr) e non congelati, selezionati, scartati e soppressi, se giudicati ‘difettosi’. 
 
E’ tutto collegato. Reintrodurre la diagnosi preimpianto non è dare della legge un’interpretazione possibile, è fare di quella legge carta straccia”. L’eurodeputato del Pdl Mario Mauro dice che “non sarà possibile, per chiunque governerà il dicastero della Salute, eludere il problema aperto da linee guida che in più di un punto appaiono illegittime. Non c’è solo l’incredibile autorizzazione della diagnosi preimpianto, ma pure l’estensione dell’accesso alle tecniche di procreazione assistita a persone non affette da infertilità, requisito chiesto espressamente dalla legge 40. Sono violazioni della legge uscita vittoriosa da un referendum, che devono ottenere una riparazione. Sono sicuro che non ci saranno distrazioni in proposito”.
 

 
Gentile Presidente.
La vita non gode di buona stampa ma Sandra e suo figlio meritano attenzione
 © IL FOGLIO – 3 maggio 2008 – editoriale a pagina 3
 
Pochi giorni fa una ragazza ha scritto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, una lettera straziante, nella quale esprimeva la propria sofferenza per non poter coronare il suo sogno di essere madre perché le condizioni economiche le impediscono di partorire e crescere il suo bambino. Tra due settimane, ha scritto Sandra, sarò costretta ad abortire. Questo grido di dolore rischia di rimanere senza risposta e senza eco. La vita del figlio di Sandra non interessa? Eppure per aiutarla non bisogna violare nessuna legge: perché possa realizzare il suo diritto conculcato a essere madre basterebbe un po’ di solidarietà umana.
 
Ma la vita nascente non gode di buona stampa: se anche l’aborto da […] “diritto” diventa un’odiosa coazione, nessuno parla di libertà violata.
 
Viene in mente come fu considerato – ben differentemente – il caso di Piergiorgio Welby, dirigente radicale che, invece del diritto alla vita, rivendicava quello alla morte. A lui il presidente rispose, i giornali ne scrissero a lungo, esprimendo, nel migliore dei casi, l’angoscia per una vita che non voleva più essere tale e, nel peggiore e più diffuso, l’approvazione dell’eutanasia. Con tutto il rispetto per la tragedia di Welby, quella di Sandra meriterebbe almeno altrettanta attenzione, anche perché, purtroppo, la condizione da lei denunciata è tutt’altro che un caso isolato. L’Italia invece preferiste voltarsi dall’altra parte, perché non sente la responsabilità di una vita, della vita, che potrebbe essere e non sarà.
 
Questo è il vero declino.

#53 Da: "DUE MINUTI PER LA VITA - NEWSLETTER" <newsletter@...>
Data: Dom 4 Mag 2008 7:49 pm
Oggetto: Dare o no la comunione ai politici cattolici pro aborto?
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Negli Stati Uniti è esplosa la polemica per la comunione fatta durante le messe papali da Nancy Pelosi, John Kerry, Ted Kennedy e Rudy Giuliani. Duro rimprovero del cardinale Egan all'ex sindaco di New York. Le tesi di Joseph Ratzinger sulla questione
 
di Sandro Magister - 2 maggio 2008 - http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/200122
 
ROMA, 2 maggio 2008 – Come avviene dopo ogni viaggio papale, Benedetto XVI ha dedicato la sua prima udienza pubblica dopo il ritorno a Roma a una riflessione sulla sua visita negli Stati Uniti .

Papa Joseph Ratzinger ha ripercorso momento per momento il suo viaggio, rinnovando un forte attestato di simpatia per il paese da lui visitato:

"... un grande paese che fin dagli albori è stato edificato sulla base di una felice coniugazione tra principi religiosi, etici e politici, e che tuttora costituisce un valido esempio di sana laicità, dove la dimensione religiosa, nella diversità delle sue espressioni, è non solo tollerata, ma valorizzata quale 'anima' della nazione e garanzia fondamentale dei diritti e dei doveri dell'uomo".

La riflessione di Benedetto XVI non è stata però l'unica coda del viaggio. Un contraccolpo rumoroso e inatteso è scoppiato negli Stati Uniti una settimana dopo il ritorno del papa a Roma.

Ne è stata causa la comunione eucaristica fatta durante le messe papali da alcuni importanti politici cattolici "pro choice", cioè fautori del libero aborto.

A Washington, alla messa al Nationals Park, hanno fatto la comunione la presidente della camera Nancy Pelosi e i senatori John Kerry, Edward Kennedy e Christopher Dodd, mentre a New York, alla messa nella cattedrale di San Patrizio, ha fatto la comunione l'ex sindaco della città Rudolph Giuliani. Il loro gesto è stato rilevato dai media anche perché alcuni di essi l'avevano preannunciato.

Per alcuni giorni la comunione dei politici cattolici "pro choice" non ha provocato particolari reazioni. Ma a rompere il silenzio è arrivato un commento sul "Washington Post" di lunedì 28 aprile, a firma di un battagliero columnist conservatore, Robert Novak.

Novak ha fatto notare che i cinque avevano ricevuto la comunione non dal papa ma dal nunzio apostolico negli Stati Uniti, l'arcivescovo Pietro Sambi. Ha ricordato che nel 2004 Ratzinger, da cardinale, aveva scritto che i politici cattolici "pro choice" non dovevano ricevere la comunione. Ha ribadito, citando anonime "fonti vaticane", che, da papa, non ha su questo cambiato opinione. E ha quindi concluso che il gesto dei cinque "rifletteva la disobbedienza a Benedetto XVI degli arcivescovi di New York e Washington", loro protettori.

Poche ore dopo l'uscita dell'articolo di Novak sul "Washington Post", uno dei due arcivescovi chiamati in causa, il cardinale di New York, Edward Egan, ha diffuso il seguente comunicato:

"La Chiesa cattolica insegna con chiarezza che l'aborto è un'offesa grave contro la volontà di Dio. Durante i miei anni come arcivescovo di New York ho ribadito questo insegnamento in sermoni, articoli, discorsi e interviste senza esitazioni o compromessi di alcun genere. Per questo motivo concordai con Rudolph Giuliani, quando io divenni arcivescovo di New York e lui era in carica come sindaco di New York, che egli non avrebbe ricevuto l'eucaristia per le sue note posizioni favorevoli all'aborto. Sono profondamente dispiaciuto che Giuliani abbia ricevuto l'eucaristia durante la visita papale qui a New York. Cercherò di incontrarlo e di insistere perché egli continui a rispettare il nostro accordo".

Al comunicato di Egan la portavoce di Giuliani, Sunny Mindel, ha così replicato poco dopo:

"Il sindaco Rudy Giuliani sicuramente desidera incontrare il cardinale Egan. Come ha detto in precedenza, la fede del sindaco Giuliani è una materia profondamente personale e deve restare confidenziale".

Con questo botta e risposta tra il cardinale e l'ex sindaco di New York, è dunque tornata in primo piano una questione che da anni assilla la Chiesa cattolica americana, e che ebbe il suo picco nell'estate del 2004, anno delle ultime elezioni presidenziali.

Quell'anno, il candidato alla Casa Bianca per i democratici era il cattolico "pro choice" Kerry. L'arcivescovo di St. Louis, Raymond Burke, rifiutò di dargli la comunione, mentre altri vescovi si comportarono diversamente.

Ai primi di giugno del 2004, da Roma, l'allora cardinale Ratzinger inviò al cardinale Theodore E. McCarrick, arcivescovo di Washington e capo della commissione per la "domestic policy" della conferenza episcopale degli Stati Uniti, una nota con precise indicazioni sulla questione.

La nota era riservata, ma www.chiesa ne diffuse il testo integrale.

Quella nota di Ratzinger è di nuovo riprodotta qui sotto. La sua tesi è inequivocabile: niente comunione eucaristica ai politici cattolici che fanno campagna sistematica per l'aborto.

Ma i vescovi degli Stati Uniti, riuniti in assemblea generale, deliberarono a maggioranza che spettasse a ogni singolo vescovo decidere se dare o no a comunione ai politici cattolici abortisti. Ratzinger non si oppose a questo modo di applicare la norma. Anzi, scrisse che riteneva tale delibera "very much in harmony" con le sue indicazioni.

Rieletto George W. Bush alla Casa Bianca, la questione rientrò nell'ombra. E non è riemersa neppure nel corso della attuale campagna per le nuove elezioni presidenziali, data l'assenza di candidati cattolici.

Ora però che è riesplosa, l'impressione è che tra i vescovi degli Stati Uniti si stia imponendo una linea più severa. Ha fatto colpo che il cardinale Egan non si sia limitato a richiamare dei principi generali, ma abbia criticato direttamente un famoso uomo politico, per di più accusandolo d'aver violato un accordo riservatamente preso con lui.

In Europa e in Italia questioni simili non si pongono nemmeno. Il fatto che dei politici cattolici "pro choice" facciano la comunione non solleva particolari reazioni. La loro scelta è rimessa alla coscienza personale.

Il fatto che negli Stati Uniti, invece, la questione sia così infiammabile è un altro segno della diversità dei paesaggi politico-religiosi di qua e di là dell'Atlantico: una diversità più volte sottolineata da Benedetto XVI nel corso del suo viaggio e nell'udienza consuntiva di mercoledì 30 aprile.

Negli Stati Uniti la religione è un fatto pubblico molto più e diversamente che in Europa. Con le conseguenze che ne derivano.
__________


Essere degni di ricevere la santa comunione. Principi generali
di Joseph Ratzinger, giugno 2004


1. Presentarsi a ricevere la santa comunione dovrebbe essere una decisione consapevole, fondata su un giudizio ragionato riguardante il proprio essere degni a farla, secondo i criteri oggettivi della Chiesa, ponendo domande del tipo: "Sono in piena comunione con la Chiesa cattolica? Sono colpevole di peccato grave? Sono incorso in pene (ad esempio scomunica, interdetto) che mi proibiscono di ricevere la santa comunione? Mi sono preparato digiunando almeno da un ora?". La pratica di presentarsi indiscriminatamente a ricevere la santa comunione, semplicemente come conseguenza dell'essere presente alla messa, è un abuso che deve essere corretto (cf. l'istruzione "Redemptionis Sacramentum", nn. 81, 83).

2. La Chiesa insegna che l'aborto o l'eutanasia è un peccato grave. La lettera enciclica "Evangelium Vitae", con riferimento a decisioni giudiziarie o a leggi civili che autorizzano o promuovono l'aborto o l'eutanasia, stabilisce che c'è un "grave e preciso obbligo di opporsi ad esse mediante obiezione di coscienza. [...] Nel caso di una legge intrinsecamente ingiusta, come è quella che ammette l'aborto o l'eutanasia, non è mai lecito conformarsi ad essa, 'né partecipare ad una campagna di opinione in favore di una legge siffatta, né dare ad essa il suffragio del proprio voto'" (n. 73). I cristiani "sono chiamati, per un grave dovere di coscienza, a non prestare la loro collaborazione formale a quelle pratiche che, pur ammesse dalla legislazione civile, sono in contrasto con la legge di Dio. Infatti, dal punto di vista morale, non è mai lecito cooperare formalmente al male. [...] Questa cooperazione non può mai essere giustificata né invocando il rispetto della libertà altrui, né facendo leva sul fatto che la legge civile la prevede e la richiede" (n. 74).

3. Non tutte le questioni morali hanno lo stesso peso morale dell'aborto e dell'eutanasia. Per esempio, se un cattolico fosse in disaccordo col Santo Padre sull'applicazione della pena capitale o sulla decisione di fare una guerra, egli non sarebbe da considerarsi per questa ragione indegno di presentarsi a ricevere la santa comunione. Mentre la Chiesa esorta le autorità civili a perseguire la pace, non la guerra, e ad esercitare discrezione e misericordia nell'applicare una pena a criminali, può tuttavia essere consentito prendere le armi per respingere un aggressore, o fare ricorso alla pena capitale. Ci può essere una legittima diversità di opinione anche tra i cattolici sul fare la guerra e sull'applicare la pena di morte, non però in alcun modo riguardo all'aborto e all'eutanasia.

4. A parte il giudizio di ciascuno sulla propria dignità a presentarsi a ricevere la santa eucaristia, il ministro della santa comunione può trovarsi nella situazione in cui deve rifiutare di distribuire la santa comunione a qualcuno, come nei casi di scomunica dichiarata, di interdetto dichiarato, o di persistenza ostinata in un peccato grave manifesto (cf. can. 915).

5. Riguardo al peccato grave dell'aborto o dell'eutanasia, quando la formale cooperazione di una persona diventa manifesta (da intendersi, nel caso di un politico cattolico, il suo far sistematica campagna e il votare per leggi permissive sull'aborto e l'eutanasia), il suo pastore dovrebbe incontrarlo, istruirlo sull'insegnamento della Chiesa, informarlo che non si deve presentare per la santa comunione fino a che non avrà posto termine all'oggettiva situazione di peccato, e avvertirlo che altrimenti gli sarà negata l'eucaristia.

6. Qualora "queste misure preventive non avessero avuto il loro effetto o non fossero state possibili", e la persona in questione, con persistenza ostinata, si presentasse comunque a ricevere la santa eucaristia, "il ministro della santa comunione deve rifiutare di distribuirla" (cf. la dichiarazione del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, "Santa comunione e cattolici divorziati e risposati civilmente", 2000, nn. 3-4). Questa decisione, propriamente parlando, non è una sanzione o una pena. Né il ministro della santa comunione formula un giudizio sulla colpa soggettiva della persona; piuttosto egli reagisce alla pubblica indegnità di quella persona a ricevere la santa comunione, dovuta a un'oggettiva situazione di peccato.

[N.B. Un cattolico sarebbe colpevole di formale cooperazione al male, e quindi indegno di presentarsi per la santa comunione, se egli deliberatamente votasse per un candidato precisamente a motivo delle posizioni permissive del candidato sull'aborto e/o sull'eutanasia. Quando un cattolico non condivide la posizione di un candidato a favore dell'aborto e/o dell'eutanasia, ma vota per quel candidato per altre ragioni, questa è considerata una cooperazione materiale remota, che può essere permessa in presenza di ragioni proporzionate.]
__________


I servizi di www.chiesa sulla controversia del 2004 pro o contro la comunione ai politici cattolici abortisti, con gli interventi dell'allora cardinale Joseph Ratzinger:
> Caso Kerry. Ciò che Ratzinger voleva dai vescovi americani (3.7.2004)
> Ratzinger-Kerry atto secondo. La controversia ben temperata (13.7.2004)
__________


L'articolo di Robert Novak su "The Washington Post" del 28 aprile 2008, che ha riacceso la controversia:
> For Pro-Choice Politicians, a Pass With the Pope
__________


L'udienza di mercoledì 30 aprile 2008 nella quale Benedetto XVI è tornato a parlare del suo viaggio negli Stati Uniti:
> Cari fratelli e sorelle...

#52 Da: "DUE MINUTI PER LA VITA - NEWSLETTER" <newsletter@...>
Data: Ven 2 Mag 2008 10:27 am
Oggetto: Presidente S&V e AMCI di Ferrara sulle modifiche delle linee guida legge 40
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Cari amici,
siamo lieti di inviarVi le considerazioni inviateci dalla dott.ssa Chiara Mantovani (Presidente di Scienza&Vita Ferrara e dell'Associazione Medici Cattolici Italiani - AMCI - di Ferrara) in merito alle modifiche delle linee guida applicative della legge 40/2004 sulla PMA apportate dall'uscente ministra della Salute Livia Turco. Le grassettature e le evidenziature sono redazionali.
 
Vi segnaliamo anche che l'ultimo numero (n. 173) dell'inserto "E' vita", di Avvenire giovedí 1 maggio, é interamente alle stesse recenti vicende. Non Ve lo mandiamo in allegato perché pesa 1,3 Mb, tuttavia lo potete scaricare dalla sezione File scaricabili presente nel nostro sito.
 
Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA
 
***
 
Ancora una volta l’indignazione non basta a commentare l’ultimo gesto di un ministro smesso, sconfitto e disautorato: Livia Turco stravolge la legge 40, ammettendo la diagnosi preimpianto. Con il solito metodo odioso di smentire con i fatti le parole di esordio delle linee guida: “la piena e corretta applicazione della legge 40” è ciò che afferma la seconda riga del documento! In barba alla volontà popolare, agli autorevoli pronunciamenti della scienza genetica, alla indiscussa professionalità del mondo medico.
 
Ci troviamo di fronte ad un gravissimo atto di abuso di potere, ad una legalizzazione del criterio eugenetico: a nulla vale una sterile quanto formale dichiarazione verbale a contrario. Che cosa è l’eugenetica se non dire che qualcuno può essere eliminato se non corrisponde a criteri qualitativi stabiliti?
 
Ieri erano eliminabili i negri, gli ebrei, i matti; oggi lo sono alcuni embrioni, se sembrano ammalati.
E fosse un’eugenetica consapevole e dichiarata, basata almeno su dati inoppugnabili: se pure è sempre grave e intollerabile dichiarare sopprimibile un essere umano (e la moratoria sulla pena di morte la dice lunga sulla definitiva ammissione planetaria del principio di rispetto per tutti), qui arriviamo all’assurdo di dichiarare da buttare un embrione di cui si sospetta vagamente che potrebbe avere qualche imperfezione, forse, chissà, meglio stare sul sicuro. Chiunque (non solo un ministro della Salute che dovrebbe per dovere istituzionale saperne a sufficienza), chiunque si interessi seriamente al problema sa che le diagnosi preimpianto sono molto ma molto probabilistiche e non certe. Non lo possono essere per ammissione dei genetisti, non dei fruttivendoli: i quali, dal canto loro, sanno invece con certezza se l’insalata che ci vendono è guasta o bella fresca!
 
Oggi è stata stampata una pagina vergognosa della Gazzetta Ufficiale, che non vale la carta su cui è scritta.
Bisognerà far sentire presto e forte al nuovo Parlamento che la gente non vuole tornare alle leggi razziali travestite da opinioni scientifiche, che la scienza seria è consapevole dei propri limiti e non ha deliri di onnipotenza: al contrario di chi, cacciato dal voto elettorale di pochi giorni fa e dal voto referendario di tre anni fa, compie un disperato colpo di coda per mantenere efficace la propria ideologica voglia di manipolazione dell’umano.
 
Bisognerà – credo possa essere la richiesta più incisiva – che da subito vengano rese pubbliche sia le corrispondenze tra diagnosi e riscontro autoptico per gli aborti cosiddetti terapeutici, sia le cifre di “scarto” degli embrioni prodotti e non impiantati. Non ho dubbi che questi confronti mostreranno l’assurdo divario tra ciò che si sospetta e ciò che la realtà mostra inequivocabilmente.
 
Che cosa faremo come Scienza e Vita? Ci coordineremo fra di noi e con le tante associazioni che condividono la passione per la vita e l’onestà intellettuale. Con l’obiettivo di sempre: fare chiarezza e impedire il travisamento della realtà.
Potremmo bombardare la signora Livia Turco di messaggi di disappunto, ma temo che chi ha mostrato un tale disprezzo per le opinioni della gente e per le autorevoli voci degli esperti in materia non ne sarà colpita più di tanto. Bisognerà proseguire quella già intensa opera culturale di formazione di una mentalità di accoglienza e di difesa della vita, nella certezza che la verità ha già in sé una potente carica di ragionevolezza. Bisognerà chiedere da subito che vengano attuati tutti i dispositivi per ritornare ad un fedele rispetto dello spirito con cui fu stilata la legge 40: i correttivi a quella legge sono auspicabili solo nella misura in cui sapranno davvero essere rispettosi della grande dignità della procreazione umana. Se e fino a quando non sarà possibile, resti almeno la diga contro il dilagare della barbarie del “figlio-come-tu-lo-vuoi”.
 
Si discuta con franchezza se è lecito selezionare gli esseri umani: questa è materia di etica e di filosofia. Ma non si affermi che la diagnosi pre impianto è in grado di farlo in modo sicuro e indolore: la scienza medica non si raggira con tanta leggerezza.
 
Dott.ssa Chiara Mantovani
Scienza e Vita Ferrara 
AMCI Ferrara

#50 Da: "DUE MINUTI PER LA VITA - NEWSLETTER" <newsletter@...>
Data: Gio 1 Mag 2008 8:07 am
Oggetto: L'ennesima malefatta della Turca...
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Indignazione contro le linee guida all'applicazione della Legge 40
Rivolta contro il provvedimento pubblicato in extremis

di Antonio Gaspari - zenit.org - 30 aprile 2008
 
Con un provvedimento in extremis, a pochi giorni dalla nomina del nuovo Governo, il Ministro della Salute Livia Turco ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 30 aprile 2008 le nuove linee guida sull'applicazione della Legge 40 che regola la procreazione medicalmente assistita. I tempi, le modalità e i contenuti del provvedimento hanno sono stati duramente contestati da medici, bioeticisti, associazioni e istituti di Bioetica.
 
Il prof. Francesco D'Agostino, presidente onorario del Comitato Nazionale di Bioetica (Cnb), ha dichiarato che le nuove linee guida sulla Legge 40 "sono gravemente lesive dello spirito della legge 40. E, probabilmente, anche della lettera della legge". Adriano Pessina, direttore del Centro di Bioetica dell'Università Cattolica, ha spiegato che le linee guida all'applicazione della Legge 40 firmate dal Ministro della Salute "introducono alcune novità che di fatto stravolgono lo spirito e la lettera della stessa legge".
 
Secondo il presidente del Movimento per la Vita, Carlo Casini, "le linee guida non possono andare oltre la legge: di conseguenza non possono essere modificati gli articoli 3 e 4 della Legge 40 che proibiscono non solo la selezione eugenetica ma anche la distruzione degli embrioni". In una nota recapitata a ZENIT il presidente del MpV, che è anche giurista, precisa che "l'interpretazione della legge è compito dell'autorità giudiziaria e non di quella amministrativa". In ogni caso, ha commentato Casini, appare "singolare che l'emanazione di un documento di rilevante importanza politica venga fatta da un Ministro destinato a lasciare il suo incarico tra pochi giorni". 
 
Il Forum delle associazioni familiari ha espresso viva preoccupazione per il fatto che le linee guida della Legge 40 siano state pubblicate quando il Governo ha sostanzialmente esaurito il suo mandato e dovrebbe limitarsi a gestire l'ordinaria amministrazione. In tale contesto, il Forum ha chiesto che il tema delle linee guida, e più in generale della corretta applicazione della legge nel rispetto della persona umana e del diritto alla vita fin dal concepimento, "venga adeguatamente approfondito dal nuovo esecutivo in dialogo con le significative espressioni della società civile che hanno contribuito in maniera decisiva all'imponente manifestazione di volontà popolare registrata in occasione del recente referendum". 
 
Molto critica nei confronti del Ministro anche l'Associazione Scienza & Vita, che in un comunicato diffuso nel pomeriggio del 30 aprile ha scritto: "Dopo aver difeso la Legge 40 nelle piazze e disertando le urne, come ha fatto la maggioranza assoluta dei cittadini italiani, tutto potevamo aspettarci tranne che di doverci difendere da un Ministro della Repubblica. Un Ministro che in questa circostanza ha mostrato tutto il suo volto illiberale e arrogante". L'Associazione Scienza & Vita, nata dal Comitato che difese la Legge 40 nel referendum abrogativo del 2005, ritiene che il colpo di mano del Ministro Turco abbia voluto "porre il suo pessimo sigillo su un'azione di Governo fallimentare sulle questioni eticamente sensibili". "Ciò che è più grave - precisa Scienza & Vita - è che il Ministro con le nuove linee guida ha apertamente contraddetto l'esito referendario, ergendosi così contro la volontà popolare che aveva respinto i quesiti referendari perché sorretta da un principio di precauzione nei confronti dell'embrione".
Per Scienza & Vita, "ai cittadini italiani che amano la vita e la difendono, questo Ministro e questo Governo hanno voluto dare l'ultimo schiaffo, forzando l'interpretazione della legge e decretando il via libera alla diagnosi preimpianto che resta a tutti gli effetti illegale, in quanto portatrice di una pratica eugenetica". "A questo punto - conclude l'Associazione - la palla passa nelle mani del nuovo Governo, il quale dovrà, per rispetto della volontà popolare, ripristinare la legittimità del risultato referendario". 
 
Perentorio il commento dell'Associazione dei Medici Cattolici Italiani di Milano, i quali si dicono "in totale disaccordo con l'atto firmato dal Ministro per motivazioni etiche scientificamente comprovate". Nello specifico, l'A.M.C.I. Milano manifesta una "forte contrarietà nella possibilità di effettuare diagnosi preimpianto la cui utilità è tutta da dimostrare e il cui rischio per la vitalità dell'embrione è pienamente evidenziato nella letteratura medica". "Le diagnosi preimpianto - al di là di quanto scritto nelle linee guida - rimangono per noi una porta aperta verso l'eugenetica", conclude l'A.M.C.I.
 
***
Il colpo di mano di Livia Turco
Le sue linee guida autorizzano la diagnosi (eu)genetica preimpianto
 
© IL FOGLIO – 1 maggio 2008 – prima pagina
 
Roma. L’emanazione in zona Cesarini delle nuove linee guida della legge 40 ha, come scopo non secondario, quello di buttare un bel petardo tra i piedi della maggioranza. Ora investita della responsabilità di decidere se tenersi quel provvedimento così com’è, con tutte le sue ambiguità e con le porte spalancate alla diagnosi eugenetica preimpianto, oppure se cambiarla, con il rischio di riaprire vecchie crepe e turbare equilibri delicati.
 
Non è difficile immaginare che a questo abbia pensato la ministra Livia Turco, che quel testo lo aveva firmato l’11 aprile ma se l’è tenuto nel cassetto fino a ieri, per non turbare la propria, di maggioranza, in vista delle elezioni. Senza contare che l’emanazione di un atto che nessuno potrebbe definire “di ordinaria amministrazione” appare una scorrettezza istituzionale, come dice al Foglio il professor Francesco Saverio Marini, docente di Istituzioni di Diritto pubblico all’Università di Tor Vergata: “Al governo dimissionario tocca solo il disbrigo degli affari correnti e degli atti indifferibili e urgenti, gravati da scadenze prescrittive. Non era certo il caso delle linee guida della legge 40, che a questo punto toccavano al nuovo governo. Senza contare che la sentenza del Tar del Lazio, che nel nuevo testo è richiamata per giustificare l’eliminazione della parte che consente exclusivamente indagini di tipo osservazionale dell’embrione, ha rimandato la questione alla Consulta, la quale deve ancora pronunciarsi”.
 
Doppia scorrettezza di metodo, quindi, per l’iniziativa della Turco. Ma il peggio lo troviamo nell’analisi del merito del suo provvedimento, che apre, con l’aria di non volerlo fare, un importante varco nel divieto di pratiche eugenetiche contenuto nelle precedente linee guida, in osservanza ai principi della legge 40. Se è infatti formalmente conservato il divieto di “diagnosi preimpianto a finalità eugenetica”, in realtà lo si aggira, come spiega Eugenia Roccella (Pdl): “D’ora in poi potranco essere usate sull’embrione tutte le tecniche diagnostiche, compresi i test genetici, in teoria solo a fini ‘conoscitivi’. Ma anche la ministra Turco sa che l’indagine osservazionale, l’unica consentita in precedenza, ha lo scopo di informare la coppia su anomalie gravi e irreversibili dell’embrione, che ne impedirebbero lo stesso sviluppo in utero; la diagnosi preimpianto, invece, è un test genetico che individua patologie che non impediscono necesariamente la crescita e l’impianto dell’embrione, ma hanno un tasso di probabilità più o meno alto di manifestarsi nel feto o sucesivamente nell’adulto. Con queste informazioni, la coppia che ricorre alla procreazione assistita potrebbe rifiutare l’impianto dell’embrione ‘difettoso’”.
 
Eugenetica significa selezione dei sani ed eliminazione dei malati, ed è quello che diventa possibile con la nuova versione delle linee guida. “Può forse esistere una diagnosi preimpianto che non abbia scopi eugenetici?”: la domanda dell’associazione Medicina e Persona ha una sola possibile risposta, nei fatti, ed è negativa.
 
L’altro varco è l’estensione a coppie non infertili della possibilità di usare tecniche di fecondazione assistita, come nel caso delle situazioni in cui il maschio sia affetto da malattie sessualmente trasmissibili, quali il virus Hiv e quelli delle epatiti B e C. A queste coppie, le nuove linee guida riconoscono, come spiega Livia Turco nella lettera di accompagnamento del suo provvedimento, uno “statu di infertilità di fatto”, dovuto alla necessità di precauzioni nel rapporto sessuale. Un criterio ambiguo e suscettibile di ogni possibile ampliamento: perché non riconoscere l’infertilità “di fatto” alle coppie portatrici di disfunzioni genetiche, anche loro “costrette” a precauzioni per timore di un figlio malato? E infatti ci ha già pensato Amica cicogna, che promette azioni legali in proposito, mentre la lobby della fecondazione senza limiti mostra apprezzamento per le nuove linee guida.
 
Definite, sull’altro versante, “un colpo di mano” dall’Associazione Scienza & Vita, che chiede al nuovo governo di azzerarle e di “ripristinare la legittimità del risultato referendario”.

#49 Da: "DUE MINUTI PER LA VITA - NEWSLETTER" <newsletter@...>
Data: Mer 30 Apr 2008 6:28 am
Oggetto: Intensificare le preghiere per la vita!
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30 aprile 2008
 
Non virtus, non arma, non duces,
sed Maria Rosarii victores nos fecit
 
Cari amici,
in occasione dell'odierna memoria di San Pio V, Pontefice che il 7 ottobre 1571 istituí la festa liturgica del Santo Rosario (ricorrenza inizialmente chiamata "S. Maria della Vittoria", ora Beata Vergine Maria del Rosario - nostra Patrora e Protettrice), Vi invitiamo ad unirvi a noi quest'oggi alle ore 19 per la recita del S. Rosario. 
 
Pregheremo in particolare secondo le intenzioni richieste dalla nostra amica Rita che ci ha contattato telefonicamente e ha scritto quanto segue:
"Ciao sono Rita, ho parlato pochi minuti fa al telefono per chiedervi una preghiera speciale per mia cognata che ha deciso di prendere la pillola del giorno dopo, si chiama Raffaella [...]. L'altra persona per cui chiedo aiuto è mia cugina, Giovanna, che sta decidendo di abortire al terzo mese di gravidanza...sta vivendo dei problemi a livello psicologico...anche se ha ricercato a lungo questa gravidanza.".
 
Come al solito coloro che fossero impossibilitati a recitare per intero la corona del Rosario sono invitati a recitarne almeno una decina.
 
Un cordiale saluto in Gesú e Maria.
 
Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA

#48 Da: "DUE MINUTI PER LA VITA - NEWSLETTER" <newsletter@...>
Data: Lun 28 Apr 2008 4:01 pm
Oggetto: Lettera dal Vaticano
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28 aprile 2008
 
Comunicato 7/2008
 
Si segnala (in allegato ed al link http://www.box.net/shared/r2mrndyo04la risposta ricevuta lo scorso 6 aprile 2008 dalla Segreteria di Stato del Vaticano alla missiva inviata il 12 marzo al Santo Padre Benedetto XVI per porgere a Sua Santitá gli auguri pasquali e presentare l'iniziativa di preghiera di Due minuti per la vita.
 
Mentre ringraziamo il Sommo Pontefice - con affetto e riconoscenza davvero filiali - per le parole che ha voluto dedicarci e per la Benedizione impartitaci, ci impegniamo a continuare ogni giorno con sempre maggiore costanza e solerzia le nostre attivitá di apostolato e di preghiera in difesa della vita nascente, confidando sempre nella speciale guida e protezione di Maria Santissima, Madre dei Viventi e Regina della Vita!
 
Santa Gianna Beretta Molla, prega per noi!
 
Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA

#47 Da: "Due minuti per la vita - Aggiornamento" <newsletter@...>
Data: Dom 27 Apr 2008 2:38 pm
Oggetto: Il fantasma del "diritto all'aborto" continua ad aggirarsi per l'Europa!
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La risoluzione sull'aborto del Consiglio d'Europa.

Un'affermazione contraria ai diritti umani

 

di Elio Sgreccia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita

(© L'Osservatore Romano - domenica 27 aprile 2008)

 

L'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha approvato il 16 aprile scorso la risoluzione 1607 che invita i 47 Stati membri a orientare, laddove necessario, la propria legislazione in maniera da garantire effettivamente alle donne "il diritto di accesso all'aborto sicuro e legale". Il documento è stato approvato con 102 voti a favore, 69 contrari e 14 astenuti, dopo un lungo dibattito che ha deciso sull'inclusione nel testo provvisorio di ben 72 emendamenti proposti in precedenza.


La risoluzione approvata inizia ribadendo il principio che in nessuna circostanza l'aborto deve essere inteso come un mezzo di pianificazione familiare e che, nei limiti del possibile, esso deve essere evitato (cfr n. 1). A tal fine, la risoluzione raccomanda che sia messo in atto ogni mezzo, purché compatibile con i diritti delle donne, per ridurre sia le gravidanze indesiderate che gli aborti stessi. Sembra dunque che, almeno in linea di principio, l'introduzione del documento riconosca e affermi chiaramente che l'aborto è una realtà in se stessa negativa, da evitare nei limiti del possibile con ogni sforzo.


Nel testo viene poi ricordata la presenza nella maggior parte degli Stati membri di dispositivi di legge che, sotto precise condizioni e circostanze, "permettono" l'aborto nei casi previsti. È qui che la risoluzione manifesta una preoccupazione concreta:  il pericolo che in alcuni dei Paesi del Consiglio europeo dove l'aborto è permesso, di fatto, non possa essere garantito alle donne che lo richiedessero "un effettivo accesso ai servizi per l'aborto che siano sicuri, sostenibili, accettabili ed appropriati" (n. 2), e ciò a causa di condizioni eccessivamente restrittive previste dalle apposite disposizioni legislative, che finirebbero per provocare effetti discriminatori tra le donne.


Ed è proprio a questo punto che nel testo spunta la parola "diritto", riferito all'effettivo accesso all'aborto. Ciò stupisce in quanto è la prima volta che in un documento ufficiale del Consiglio d'Europa - così come in quelli delle Nazioni Unite - si parla dell'aborto come di un "diritto". Dal punto di vista legislativo, infatti, una cosa è permettere o depenalizzare l'aborto effettuato in determinate circostanze, altro è definirlo come un "diritto", a cui dovrebbe logicamente corrispondere anche un "dovere" di tutela del medesimo. Ma è davvero possibile postulare fondatamente un "diritto all'aborto"? Su quali basi si potrebbe giustificare il diritto di interrompere la vita di un essere umano innocente e, per di più, debole e indifeso? A meno di adottare criteri antropologici discriminatori e arbitrari, che non riconoscano a ogni essere umano uguale dignità e diritti fondamentali, questa pretesa è del tutto infondata e arrogante; essa può essere giustificata solo da impostazioni di pensiero fortemente ideologiche e parziali, che non pongono la persona umana - o almeno, non ogni singola persona umana - come fine ultimo e misura della vita sociale, e quindi della regolazione legislativa.


Anche l'affermazione che "l'aborto non deve essere vietato entro limiti gestazionali ragionevoli" (n. 4) suscita domande e perplessità. La ragionevolezza cui si fa riferimento, infatti, sembra essere commisurata su motivi riguardanti esclusivamente la salute della donna ed i costi sociali. Nulla si dice invece sulla realtà dell'essere umano (embrione) da abortire, la cui dignità essenziale è legata alla sua stessa natura, al fatto stesso di appartenere alla specie umana e non alle tappe del suo sviluppo biologico. In relazione al suo "diritto" di tutela della vita, dunque, non esistono e non possono esistere "limiti gestazionali ragionevoli" entro i quali sia possibile derogare a tale diritto fondamentale, poiché la vita umana individuale possiede il suo valore peculiare ed inalienabile in ogni momento della sua storia personale.


Nella stessa direzione, proseguendo nella lettura della risoluzione 1607, un altro elemento crea forti perplessità; si tratta della riaffermazione (cfr n. 6), di per sé opportuna e giusta, del diritto di ogni essere umano - e non si capisce perché il testo senta il bisogno di specificare "incluse le donne", cosa che appare del tutto scontata e, quindi, offensiva nei confronti delle donne stesse - al rispetto della propria integrità fisica e alla libertà della gestione del proprio corpo. Sulla base di questa affermazione, il testo conclude che "la decisione ultima di ricorrere o no all'aborto è una questione che appartiene alla donna interessata, la quale deve avere i mezzi per esercitare questo diritto in maniera efficace". La conclusione non sembra del tutto coerente con l'affermazione di principio iniziale. Se, infatti, viene riconosciuto il diritto alla tutela dell'integrità corporea di ogni essere umano, ciò va rivendicato appunto per tutti gli esseri umani, senza distinzione; ora, nel caso dell'aborto, la donna è solo uno degli esseri umani direttamente coinvolti, non l'unico.

 

Anche il figlio, embrione o feto, lo è. Se è sacrosanto rivendicare il rispetto per l'integrità corporea della madre, altrettanto lo è affermare e rivendicare quella del figlio, tanto più che quest'ultimo non è in condizioni di reclamare e difendere da solo i propri interessi. Nel caso dell'aborto, da questo punto di vista vi sono due fronti d'interesse da far convergere e tutelare insieme:  la salute della madre e quella del figlio. Il concepito non può certo essere ridotto a "parte del corpo della donna gravida", come ormai dimostra senza alcuna ragionevole incertezza la più moderna embriologia. La risoluzione 1607 glissa troppo velocemente su questo fondamentale aspetto, tentando di far passare come del tutto scontate affermazioni di significato antropologico e valoriale che sono invece del tutto discutibili, se non altro in nome di quel pluralismo di pensiero tanto rivendicato proprio dai sostenitori di queste affermazioni. Di conseguenza, è del tutto artificiale e "populistica" la reiterata accusa, mossa alla Chiesa cattolica da parte di alcuni parlamentari in sede di discussione del documento, di agire e parlare col fine di "privare le donne del loro diritto più fondamentale:  quello di disporre del loro corpo". Un'idea del genere è assolutamente estranea all'insegnamento e agli intenti della Chiesa, ma soprattutto rappresenta una palese riduzione distorsiva della realtà:  l'aborto volontario non può essere ridotto a una mera questione di gestione del corpo della donna; esso, infatti, include allo stesso tempo la drammatica scelta di distruggere una vita umana, quella del figlio, il cui valore di fondo è pari a quello della madre.

 
Un ultimo rilievo bisogna fare circa le possibili soluzioni che il documento prospetta per eliminare il più possibile il fenomeno dell'aborto. A tal fine si fa riferimento ad appropriate politiche di "salute sessuale e riproduttiva", ma soprattutto all'esigenza di rendere "obbligatoria" una educazione sessuale e relazionale (modulata sull'età e sul "genere" del soggetto) rivolta ai giovani. L'offerta di una proposta educativa sul piano della sessualità e della relazionalità è senz'altro un valore, che costituisce peraltro un dovere degli adulti nei confronti dei più giovani, soprattutto da parte dei genitori nei confronti dei propri figli; allo stesso tempo, per i genitori questo impegno rappresenta anche un diritto, da esercitare nella libertà di scelta dei valori e dei significati da trasmettere alla propria discendenza. Sembra invece molto difficile immaginare che possa essere la società nel suo insieme - la scuola? altre strutture? - a svolgere questo tipo di funzione educativa, poiché occorrerebbe scegliere e inevitabilmente imporre un modello valoriale e interpretativo, violando la libertà di scelta dei genitori stessi. Oppure pensare, come fa un po' "ingenuamente" la risoluzione 1607, che sia possibile dare su tali fondamentali tematiche semplici informazioni "neutre", senza valori etici, senza punti di riferimento antropologici.

 

Non a caso, infatti, il documento riafferma l'importanza di diffondere in larga misura conoscenze e strumenti di contraccezione tra le popolazioni, con la convinzione che così facendo si otterrà una forte diminuzione del fenomeno dell'aborto. Sulla base di statistiche ufficiali e convincimenti antropologici del tutto diversi, riteniamo di dover riproporre la via dell'impegno per un'integrale educazione al valore della vita umana, all'amore e all'affettività (che comprende anche la sessualità), soprattutto a carico dei genitori verso i figli, come principale ed efficace strada per allontanare la piaga dell'aborto, legale o clandestino che sia. Pensiamo anche che la società tutta, e in particolare coloro che ne portano la responsabilità di guida, debbano agire efficacemente per tentare di rimuovere ogni difficoltà concreta (materiale, sanitaria, psicologica, economica, sociale e così via) che spinga una donna a ricorrere all'aborto.


Concludendo, l'affermazione relativa al "diritto di aborto" introdotta contro la logica della prevenzione e dell'educazione, verrebbe in ogni caso ad annullare il diritto alla vita del bambino concepito e rappresenta un'interpretazione selettiva e soggettivistica del diritto stesso, contraria all'originaria accezione dei diritti umani in cui il diritto alla vita è originario, fondamentale e preliminare rispetto a tutti gli altri diritti dell'uomo.

 

***

 

In merito alla vicenda si segnalano i materiali disponibili su Internet:

·        Elenco dei 47 stati membri del Consiglio d'Europa: http://www.coe.int/T/I/Com/A_proposito_Coe/Stati-membri/

·        Elenco dei 18 rappresentanti della delegazione italiana presso il Consiglio d'Europa: http://assembly.coe.int/ASP/AssemblyList/Annuaire_06W_Delegations.asp?CountryID=22

·        Materiale consultabile sulla seconda parte della sessione ordinaria 2008 (14-18 aprile 2008), al cui interno è stata votata la risoluzione 1607: http://assembly.coe.int//Main.asp?link=http://assembly.coe.int/Sessions/2008/ESession2008_2.htm

·        "Resoconto stenografico" del dibattito assembleare: http://assembly.coe.int/ASP/Doc/CRListingSession_E.asp?IDSession=317

·        Testo del documento "Access to safe and legal abortion in Europe" (Doc. 11537): http://assembly.coe.int/Main.asp?link=/Documents/WorkingDocs/Doc08/EDOC11537.htm

·        Emendamenti proposti al Doc. 11537 e relative votazioni: http://assembly.coe.int/ASP/Votes/DBVotesResults_EN.asp?VoteID=793&DocRef=11537&SessionID=317

·        Testo della risoluzione 1607: http://assembly.coe.int/Mainf.asp?link=/Documents/AdoptedText/ta08/ERES1607.htm

·        Votazioni sulla risoluzione 1607 (raggruppabili per paese, gruppo politico e tipo di voto espresso): http://assembly.coe.int/ASP/Votes/BDVotesParticipants_EN.asp?VoteID=848


#46 Da: "DUE MINUTI PER LA VITA - NEWSLETTER" <newsletter@...>
Data: Mer 23 Apr 2008 9:01 pm
Oggetto: Omelia di Benedetto XVI per le esequie del Card. Trujillo
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CAPPELLA PAPALE PER LE ESEQUIE DELL'EM.MO CARD. ALFONSO LÓPEZ TRUJILLO

OMELIA DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI

Altare della Cattedra, Basilica Vaticana
Mercoledì, 23 aprile 2008

Cari fratelli e sorelle!

“Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto” (Gv 12,24). L'evangelista Giovanni preannuncia così la glorificazione di Cristo attraverso il mistero della sua morte in croce. In questo tempo di Pasqua, alla luce proprio del prodigio della Risurrezione, queste parole assumono un'eloquenza ancor più profonda e incisiva. Se è vero che in esse si avverte una certa tristezza per il prossimo distacco dai suoi discepoli, è anche vero che Gesù indica il segreto per sconfiggere il potere della morte. La morte non ha l'ultima parola, non è la fine di tutto, ma, redenta dal sacrificio della Croce, può essere ormai il passaggio alla gioia della vita senza fine. Dice Gesù: “Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna” (Gv 12,25). Se dunque accettiamo di morire al nostro egoismo, se rifiutiamo di chiuderci in noi stessi e facciamo della nostra vita un dono a Dio e ai fratelli, anche noi potremo conoscere la ricca fecondità dell'amore. E l'amore non muore.

Ecco il rinnovato messaggio di speranza che raccogliamo quest'oggi dalla Parola di Dio, mentre rendiamo l'ultimo saluto al nostro amato Fratello, il Cardinale Alfonso López Trujillo. La sua morte, sopraggiunta quando sembrava ormai essersi ripreso da una forte crisi di salute iniziata da oltre un anno, ha suscitato in tutti noi profonda emozione. Negli Stati Uniti, dove mi trovavo in visita pastorale, ho subito elevato a Dio una preghiera di suffragio per la sua anima ed ora, al termine della Santa Messa presieduta dal Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio cardinalizio, mi unisco con affetto a tutti voi per ricordare con quanta generosità il defunto Porporato ha servito la Chiesa e per ringraziare il Signore dei tanti doni di cui ha arricchito la persona e il ministero del compianto nostro Fratello.

L'arcivescovo Alfonso López Trujillo risultò essere il più giovane dei Cardinali quando, nel Concistoro del 2 febbraio 1983, il mio venerato predecessore, Papa Giovanni Paolo II, pose sul suo capo la berretta cardinalizia. Era nato a Villahermosa, diocesi di Ibagué, in Colombia, nel 1935, ed ancor fanciullo si trasferì con la famiglia nella Capitale, Bogotà, dove, già studente universitario, entrò nel seminario maggiore. Proseguì gli studi a Roma e fu ordinato sacerdote nel novembre del 1960. Ultimata la sua formazione teologica, insegnò filosofia nel seminario arcidiocesano, lavorando per molti anni anche al servizio dell'intera Chiesa in Colombia. Nel 1971 fu nominato dal Servo di Dio Paolo VI Vescovo ausiliare di Bogotà; esercitò in quegli stessi anni la funzione di Presidente della Commissione dottrinale dell'Episcopato colombiano, e fu scelto poco dopo come Segretariato Generale del CELAM, incarico che espletò con riconosciuta competenza durante un lungo lasso di tempo.

Sempre Paolo VI gli affidò nel 1978 l'incarico di Coadiutore con diritto di successione dell'arcidiocesi di Medellin, della quale divenne poi Pastore. La sua approfondita conoscenza della realtà ecclesiale latinoamericana, maturata nel prolungato periodo in cui aveva lavorato come Segretario del CELAM, gli meritò la nomina a Presidente di tale importante Organismo ecclesiale, che ebbe a guidare saggiamente dal 1979 al 1983. Dal 1987 al 1990 fu Presidente della Conferenza Episcopale Colombiana. Ebbe inoltre l'opportunità di allargare la conoscenza delle problematiche della Chiesa universale, avendo preso parte alle tre Assemblee del Sinodo dei Vescovi, svoltesi in Vaticano: nel 1974 sull'evangelizzazione, nel 1977 sulla catechesi e nel 1980 sulla famiglia. E proprio alla famiglia egli sarà chiamato a dedicare particolarmente il suo impegno a partire dall'8 novembre del 1990, quando Giovanni Paolo II lo nominò Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, incarico che lo ha visto sulla breccia sino al momento della morte.

Come non porre in rilievo, in questo momento, lo zelo e la passione con cui egli ha lavorato durante questi quasi 18 anni, svolgendo un'infaticabile azione a tutela e promozione della famiglia e del matrimonio cristiano? Come non ringraziarlo per il coraggio con cui ha difeso i valori non negoziabili della vita umana? Tutti abbiamo ammirato la sua infaticabile attività. Frutto di questo suo impegno è il Lexicon, che costituisce un prezioso testo di formazione per operatori pastorali e uno strumento per dialogare col mondo contemporaneo su temi fondamentali di etica cristiana. Non possiamo non essergli grati per la tenace battaglia che ha condotto a difesa della “verità” dell'amore familiare e per la diffusione del “vangelo della famiglia”. L'entusiasmo e la determinazione con cui operava in tale campo erano il frutto della sua esperienza personale, particolarmente legate al calvario che dovette affrontare la sua mamma, scomparsa all'età di 44 anni per una assai dolorosa malattia. “Quando nel mio lavoro – egli ebbe ad annotare – parlo degli ideali del matrimonio e della famiglia, è naturale per me pensare alla famiglia dalla quale provengo, perché attraverso i miei genitori ho potuto constatare come sia possibile realizzarli entrambi”.

Il compianto Cardinale traeva il suo amore per la verità dell'uomo e per il vangelo della famiglia dalla considerazione che ogni essere umano ed ogni famiglia riflettono il mistero di Dio che è Amore. È rimasto impresso nella memoria di tutti il suo commovente intervento all'Assemblea del Sinodo dei Vescovi del 1997: fu un vero canto alla vita. Egli presentò una spiritualità assai concreta per quanti sono impegnati nell'attuazione del progetto divino sulla famiglia, e sottolineò che se la scienza non si dedica a comprendere e a educare alla vita perderà le più decisive battaglie sul terreno affascinante e misterioso dell'ingegneria genetica.

Se il Cardinale López Trujillo ha fatto della difesa e dell'amore per la famiglia l'impegno caratterizzante del suo servizio nel Pontificio Consiglio di cui era Presidente, è all'affermazione della verità che egli ha dedicato l'intera sua esistenza. Lo testimonia un suo scritto nel quale spiega: “Ho scelto personalmente il motto “Veritas in caritate”, perché tutto ciò che riguarda la verità si trova al centro dei miei studi”. Ed aggiunge che la verità nell'amore è sempre stata per lui un “polo esistenziale”, dapprima quando in Colombia era proteso a “trovare il senso di una genuina liberazione in ambito teologico”, e in seguito, qui a Roma, quando si dedicò ad “approfondire, proclamare e diffondere il vangelo della vita e il vangelo della famiglia, come collaboratore del Santo Padre”. E conclude: “Credo molto al valore di questa lotta decisiva per la Chiesa e per l'umanità e chiedo al Signore di darmi forza di non essere né pigro né codardo”.

Per portare a compimento la missione che Gesù ci affida non bisogna essere né pigri, né codardi. Nella seconda Lettura abbiamo ascoltato come l'apostolo Paolo, prigioniero a Roma, esorti il suo fido discepolo Timoteo al coraggio e alla perseveranza nel testimoniare Cristo, anche a costo di essere sottoposto a dure persecuzioni, forte sempre della certezza che “se moriamo con lui, vivremo anche con lui; se con lui perseveriamo, con lui anche regneremo” (v. 11-12). La generosità del compianto Cardinale, tradotta in molteplici opere di carità, specialmente a favore dei bambini in diverse parti del mondo, ci sia di incoraggiamento a spendere ogni nostra risorsa fisica e spirituale per il Vangelo; ci sproni ad operare in difesa della vita umana; ci aiuti a guardare costantemente alla meta del nostro pellegrinaggio terreno. E quale sia questa confortante meta ce lo indica san Giovanni, offrendo alla nostra contemplazione, nel brano dell'Apocalisse che è stato proclamato, la visione di un “nuovo cielo” e di “una nuova terra” (21,1) e delineando al nostro sguardo le linee profetiche della “città santa”, la “nuova Gerusalemme… pronta come una sposa adorna per il suo sposo” (21,2).

Venerati Fratelli e cari amici, non distogliamo mai gli occhi da questa visione: guardiamo all'eternità pregustando, pur fra difficoltà e tribolazioni, la gioia della futura “dimora di Dio con gli uomini”, dove il nostro Redentore tergerà ogni nostra lacrima e dove “non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno perché le cose di prima sono passate” (cfr Ap 21,4). In questa dimora di luce e di gioia amiamo pensare che sia già giunto il caro Cardinale Alfonso López Trujillo per il quale ancora vogliamo pregare. Lo accolga Maria e lo accompagnino gli angeli e i santi in Paradiso: la sua anima assetata di Dio possa finalmente entrare e riposare in pace per sempre, nel “santuario” dell'Amore infinito. Amen!


#45 Da: "Due minuti per la vita - Newsletter" <newsletter@...>
Data: Sab 12 Apr 2008 12:08 am
Oggetto: Regina Italiae, ora pro nobis!
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Cari amici,

Vi invitiamo ad unirvi a noi in comunione spirituale domani sera alle ore 19 per la recita di una corona del Santo Rosario: costituiremo in tal modo una catena di preghiera che, attraversando tutta l'Italia, coinvolgerá oltre 1200 persone per affidare con umiltá e fiducia alla Vergine Maria il buon esito delle imminenti elezioni.

 

Coloro che fossero impossibilitati a recitare per intero la corona del Rosario sono invitati a recitarne almeno una decina.

 

Regina Italiae, ora pro nobis!

 

In Gesú e Maria.

 

Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA

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ps. Vi segnaliamo che nella sezione file scaricabili del nostro sito vengono aggiunti quotidianamente nuovi ed interessanti articoli di rassegna stampa liberamente scaricabili e consultabili.


#44 Da: "Due minuti per la vita - Newsletter" <newsletter@...>
Data: Gio 10 Apr 2008 12:52 am
Oggetto: Le politiche contro la vita dell'ONU & Co.
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"Le piú grandi istituzioni mondiali, la Banca Mondiale,
le Nazioni Unite e molte altre hanno collaborato
in una vera e propria congiura contro la vita"
 
Segnaliamo che su Il Foglio quotidiano di ieri mercoledí 9 aprile, a pagina I, é stata pubblicata un'interessante presentazione del libro "Fatal Misconception" di Matthew Connelly dal provocatorio titolo "All'Onu le donne piacciono sterili" in merito alle politiche antinataliste e di sterilizzazione forzata diffuse e finanziate dalle maggiori agenzie internazionali. Il testo dovrebbe venire tradotto in italiano nei prossimi mesi.
 
L'articolo é disponibile nella sezione file scaricabili del sito www.dueminutiperlavita.info.
 
Continuiamo a pregare per il buon esito delle elezioni!
 
Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA

#43 Da: "Due minuti per la vita - Newsletter" <newsletter@...>
Data: Lun 7 Apr 2008 8:51 pm
Oggetto: Comunicato stampa sulle prossime elezioni del 13 e 14 aprile 2008
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***

DUE MINUTI PER LA VITA RILASCIA IL PRESENTE COMUNICATO STAMPA

IN VISTA DELLE PROSSIME ELEZIONI DEL 13 e 14 APRILE 2008

 

CON PREGHIERA DI MASSIMA DIFFUSIONE

***

 

7 aprile 2008

S. Giovanni Battista de La Salle

 

In merito alle prossime consultazioni elettorali del 13-14 aprile 2008 “Due minuti per la vita” esorta a votare e a fare votare solo per quei partiti i cui programmi e candidati* risultino – per chi osservi in buona fede e sia dotato di retta ragione – maggiormente in linea con i principi contenuti nell'insegnamento della Dottrina Sociale della Chiesa, soprattutto alla luce di quelli che Benedetto XVI nel Discorso del 30 marzo 2006 ai partecipanti al Convegno promosso dal Partito Popolarte Europeo segnaló come «princici che non sono negoziabili [...] – e cioé:

 

-         tutela della vita in tutte le sue fasi, dal primo momento del concepimento fino alla morte naturale;

 

-         riconoscimento e promozione della struttura naturale della famiglia, quale unione fra un uomo e una donna basata sul matrimonio,[…];

 

-         tutela del diritto dei genitori di educare i propri figli».

 

 

Proprio in tale ottica di discernimento culturale e politico si propone all’attenzione e meditazione di tutti gli elettori la Nota Dottrinale su alcune questioni riguardanti l'impegno ed il comportamento dei cattolici nella vita politica, emessa dalla Congregazione per la Dottrina della Fede il 24 novembre 2002, quando ne era Prefetto il Card. Joseph Ratzinger.

 

Risulta oltremodo opportuno ricordare questo documento proprio perché esso «intende […] richiamare alcuni principi propri della coscienza cristiana che ispirano l’impegno sociale e politico dei cattolici nelle società democratiche. E ciò perché in questi ultimi tempi, spesso per l’incalzare degli eventi, sono emersi orientamenti ambigui e posizioni discutibili, che rendono opportuna la chiarificazione di aspetti e dimensioni importanti della tematica in questione.» (n.1)

 

Nella sezione file scaricabili sul sito www.dueminutiperlavita.info é presente il testo completo della Nota, per la quale si auspica la piú ampia diffusione possibile.

 

Nei giorni che ancora mancano dalle elezioni i responsabili di “Due minuti per la vita” invitano tutti i credenti a ricorrere al potente mezzo della preghiera perché lo Spirito Santo illumini la mente degli italiani e la Vergine Madre ne guidi la mano al momento in cui - nel segreto della cabina elettorale, di fronte al giudizio della propria coscienza e di Dio (!) – essi esprimeranno il loro voto!

 

Solo attraverso l’intercessione delle preghiere si puó infatti sperare che la nostra amata Italia possa avere un governo in qualche modo degno della Sua antica – sebbene ormai vergognosamente misconosciuta – tradizione autenticamente cattolica!

 

Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA

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* Con riferimento ai candidati essi saranno da valutare – in considerazione della suddivisione per circoscrizioni elettorali (per il voto alla Camera) e per Regioni (per il voto al Senato) – alla luce:  1) delle dichiarazioni rilasciate durante la campagna elettorale in merito ai temi etici piú rilevanti 2) del comportamento tenuto, durante precedente legislatura (nell’ipotesi essi fossero giá stati eletti alla scorsa tornata elettorale), nei confronti degli stessi temi.


#41 Da: "Due minuti per la vita - Newsletter" <newsletter@...>
Data: Dom 6 Apr 2008 10:40 pm
Oggetto: Benedetto XVI sulle piaghe del divorzio e dell'aborto
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Udienza di S.S. Benedetto XVI ai partecipanti al Congresso Internazionale promosso dal Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia, della Pontificia Università Lateranense

 

5 aprile 2008

 

 

Signori Cardinali,
venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,
cari fratelli e sorelle!

E’ con grande gioia che mi incontro con voi in occasione del Congresso Internazionale "L’olio sulle ferite". Una risposta alle piaghe dell’aborto e del divorzio, promosso dal Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia, in collaborazione con i Knights of Columbus. Mi compiaccio con voi per la tematica che è oggetto delle vostre riflessioni di questi giorni, quanto mai attuale e complessa, e in particolare per il riferimento alla parabola del buon samaritano (Lc 10, 25-37), che avete scelto come chiave per accostarvi alle piaghe dell’aborto e del divorzio, le quali tanta sofferenza comportano nella vita delle persone, delle famiglie e della società. Sì, davvero gli uomini e le donne dei nostri giorni si trovano talvolta spogliati e feriti, ai margini delle strade che percorriamo, spesso senza che nessuno ascolti il loro grido di aiuto e si accosti alla loro pena, per alleviarla e curarla. Nel dibattito, spesso puramente ideologico, si crea nei loro confronti una specie di congiura del silenzio. Solo nell’atteggiamento dell’amore misericordioso ci si può avvicinare per portare soccorso e permettere alle vittime di rialzarsi e di riprendere il cammino dell’esistenza.

In un contesto culturale segnato da un crescente individualismo, dall’edonismo e, troppo spesso, anche da mancanza di solidarietà e di adeguato sostegno sociale, la libertà umana, di fronte alle difficoltà della vita, è portata nella sua fragilità a decisioni in contrasto con l’indissolubilità del patto coniugale o con il rispetto dovuto alla vita umana appena concepita ed ancora custodita nel seno materno. Divorzio e aborto sono scelte di natura certo differente, talvolta maturate in circostanze difficili e drammatiche, che comportano spesso traumi e sono fonte di profonde sofferenze per chi le compie. Esse colpiscono anche vittime innocenti: il bambino appena concepito e non ancora nato, i figli coinvolti nella rottura dei legami familiari. In tutti lasciano ferite che segnano la vita indelebilmente. Il giudizio etico della Chiesa a riguardo del divorzio e dell’aborto procurato è chiaro e a tutti noto: si tratta di colpe gravi che, in misura diversa e fatta salva la valutazione delle responsabilità soggettive, ledono la dignità della persona umana, implicano una profonda ingiustizia nei rapporti umani e sociali e offendono Dio stesso, garante del patto coniugale ed autore della vita. E tuttavia la Chiesa, sull’esempio del suo Divino Maestro, ha sempre di fronte le persone concrete, soprattutto quelle più deboli e innocenti, che sono vittime delle ingiustizie e dei peccati, ed anche quegli altri uomini e donne, che avendo compiuto tali atti si sono macchiati di colpe e ne portano le ferite interiori, cercando la pace e la possibilità di una ripresa.

A queste persone la Chiesa ha il dovere primario di accostarsi con amore e delicatezza, con premura e attenzione materna, per annunciare la vicinanza misericordiosa di Dio in Gesù Cristo. E’ lui infatti, come insegnano i Padri, il vero Buon Samaritano, che si è fatto nostro prossimo, che versa l’olio e il vino sulle nostre piaghe e che ci conduce nella locanda, la Chiesa, in cui ci fa curare, affidandoci ai suoi ministri e pagando di persona in anticipo per la nostra guarigione. Sì, il vangelo dell’amore e della vita è anche sempre vangelo della misericordia, che si rivolge all’uomo concreto e peccatore che noi siamo, per risollevarlo da qualsiasi caduta, per ristabilirlo da qualsiasi ferita. Il mio amato predecessore, il Servo di Dio Giovanni Paolo II, di cui abbiamo appena celebrato il terzo anniversario della morte, inaugurando il nuovo santuario della Divina Misericordia a Cracovia ebbe a dire: «Non esiste per l’uomo altra fonte di speranza, al di fuori della misericordia di Dio» (17 agosto 2002). A partire da questa misericordia la Chiesa coltiva un’indomabile fiducia nell’uomo e nella sua capacità di riprendersi. Essa sa che, con l’aiuto della grazia, la libertà umana è capace del dono di sé definitivo e fedele, che rende possibile il matrimonio di un uomo e una donna come patto indissolubile, che la libertà umana anche nelle circostanze più difficili è capace di straordinari gesti di sacrificio e di solidarietà per accogliere la vita di un nuovo essere umano. Così si può vedere che i "no" che la Chiesa pronuncia nelle sue indicazioni morali e sui quali talvolta si ferma in modo unilaterale l’attenzione dell’opinione pubblica, sono in realtà dei grandi "sì" alla dignità della persona umana, alla sua vita e alla sua capacità di amare. Sono l’espressione della fiducia costante che, nonostante le loro debolezze, gli esseri umani sono in grado di corrispondere alla altissima vocazione per cui sono stati creati: quella di amare.

In quella stessa occasione, Giovanni Paolo II proseguiva: «Bisogna trasmettere al mondo questo fuoco della misericordia. Nella misericordia di Dio il mondo troverà la pace». Si innesta qui il grande compito dei discepoli del Signore Gesù, che si trovano compagni di cammino con tanti fratelli, uomini e donne di buona volontà. Il loro programma, il programma del buon samaritano, è «un cuore che vede. Questo cuore vede dove c’è bisogno di amore e agisce in modo conseguente» (Enc. Deus caritas est, 31). In questi giorni di riflessione e di dialogo vi siete chinati sulle vittime colpite dalle ferite del divorzio e dell’aborto. Avete innanzitutto constatato le sofferenze, talvolta traumatiche, che colpiscono i cosiddetti "figli del divorzio", segnando la loro vita fino a renderne molto più difficile il cammino. E’ infatti inevitabile che quando si spezza il patto coniugale ne soffrano soprattutto i figli, che sono il segno vivente della sua indissolubilità. L’attenzione solidale e pastorale dovrà quindi mirare a far sì che i figli non siano vittime innocenti dei conflitti tra i genitori che divorziano, che sia per quanto possibile assicurata la continuità del legame con i loro genitori ed anche quel rapporto con le proprie origini familiari e sociali che è indispensabile per una equilibrata crescita psicologica e umana.

Avete anche volto la vostra attenzione al dramma dell’aborto procurato, che lascia segni profondi, talvolta indelebili nella donna che lo compie e nelle persone che la circondano, e che produce conseguenze devastanti sulla famiglia e sulla società, anche per la mentalità materialistica di disprezzo della vita, che favorisce. Quante egoistiche complicità stanno spesso alla radice di una decisione sofferta che tante donne hanno dovute affrontare da sole e di cui portano nell’animo una ferita non ancora rimarginata! Benché quanto compiuto rimanga una grave ingiustizia e non sia in sé rimediabile, faccio mia l’esortazione rivolta, nell’Enciclica Evangelium vitae, alle donne che hanno fatto ricorso all’aborto: "Non lasciatevi prendere dallo scoraggiamento e non abbandonate la speranza. Sappiate comprendere, piuttosto, ciò che si è verificato e interpretatelo nella sua verità. Se ancora non l'avete fatto, apritevi con umiltà e fiducia al pentimento: il Padre di ogni misericordia vi aspetta per offrirvi il suo perdono e la sua pace nel sacramento della Riconciliazione. Allo stesso Padre e alla sua misericordia potete affidare con speranza il vostro bambino" (n. 99).

Esprimo profondo apprezzamento a tutte quelle iniziative sociali e pastorali che sono rivolte alla riconciliazione e alla cura delle persone ferite dal dramma dell’aborto e del divorzio. Esse costituiscono, insieme con tante altre forme di impegno, elementi essenziali per la costruzione di quella civiltà dell’amore, di cui mai come oggi l’umanità ha bisogno.

Nell’implorare dal Signore Dio misericordioso che vi assimili sempre più a Gesù, Buon Samaritano, perché il suo Spirito vi insegni a guardare con occhi nuovi la realtà dei fratelli che soffrono, vi aiuti a pensare con criteri nuovi e vi spinga ad agire con slancio generoso nella prospettiva di un’autentica civiltà dell’amore e della vita, a tutti imparto una speciale Benedizione Apostolica.


#40 Da: "Due minuti per la vita - Aggiornamento" <newsletter@...>
Data: Ven 4 Apr 2008 4:00 pm
Oggetto: COMUNICATO STAMPA - In Italia è vietato parlare male dell'aborto!!
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Due minuti per la vita, senza entrare nel merito delle personali e legittime scelte di voto per uno specifico partito, condanna con forza gli oltraggi e le violenze di cui è stato fatto oggetto Giuliano Ferrara, rappresentante della lista per la difesa della vita "Aborto? No grazie!", in occasione del comizio di due giorni fa a Bologna.
 
Il livore e la bestiale rabbia dei manifestanti facinorosi (arruolati dal variegato mondo di autonomi, no-global, femministe, etc...) dimostrano, se mai ce ne fosse stato bisogno, che la difesa della vita umana prima della nascita e la conseguente denuncia dell'aborto come omicidio sono gli unici temi (tra quelli trattati in campagna elettorale) sui quali non si può sopportare di sentire e di guardare in faccia la verità e si cerca con ogni mezzo di silenziare coloro che la affermano. 

"La violenza si radica nella menzogna e ha bisogno della menzogna, nel tentativo di assicurarsi una rispettabilità dinanzi all'opinione mondiale mediante giustificazioni del tutto estranee alla sua natura e, del resto, spesso tra loro contraddittorie. Che dire della pratica di imporre a coloro che non condividono le proprie posizioni - per meglio combatterli o ridurli al silenzio - l'etichetta di nemici, attribuendo loro intenzioni ostili, stigmatizzandoli come aggressori mediante una propaganda abile e costante?" (Giovanni Paolo II, Messaggio per la XIII Giornata Mondiale della pace del 1 gennaio 1980, n. 1)

"[...] si profila oggi un rischio non meno grave per la negazione dei fondamentali diritti della persona umana e per il riassorbimento nella politica della stessa domanda religiosa che abita nel cuore di ogni essere umano: è il rischio dell'alleanza fra democrazia e relativismo etico, che toglie alla convivenza civile ogni sicuro punto di riferimento morale e la priva, più radicalmente, del riconoscimento della verità. Infatti, «se non esiste nessuna verità ultima la quale guida e orienta l'azione politica, allora le idee e le convinzioni possono esser facilmente strumentalizzate per fini di potere. Una democrazia senza valori si converte facilmente in un totalitarismo aperto oppure subdolo, come dimostra la storia»" (Giovanni Paolo II, Lettera Enciclica Veritatis Splendor, n. 101 e Idem, Lettera Enciclica Centesimus Annus, n. 46).

Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA
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#39 Da: "Due minuti per la vita - Newsletter" <newsletter@...>
Data: Mer 2 Apr 2008 7:08 pm
Oggetto: Il Card. Cañizares, "lama di Toledo", parla forte e chiaro!
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IL PRIMATE DI SPAGNA CONTRO IL PRIMATO DELLA MORTE
 
2 aprile 2008
S. Francesco da Paola
 
Segnaliamo che dalla colonna di destra del sito www.dueminutiperlavita.info (attraverso il servizio di file sharing gratuito offerto da box.net) é scaricabile la magistrale e coraggiosa intervista rilasciata dal Cardinal Antonio Llovera Cañizares - Arcivescovo Metropolita di Toledo e Primate di Spagna - sulle tematiche di vita, famiglia, educazione, societá, etc.... di cui potete leggere di seguito la prima parte.
 
L'intervista é stata pubblicata su Il Foglio quotidiano di domenica 30 marzo in prima pagina (con continuazione a pagina I) sotto il titolo "Il duro acciaio di Toledo. L'aborto, la cultura e le legislazioni abortiste, l'ideologia del genere e la sua deriva nichilista, l'autonomia dell'uomo contemporaneo e il nuovo concetto di diritto. Il pensiero forte del cardinale Antonio Cañizares".
 
In Gesú e Maria.
 
Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA
 
***
 
IL DURO ACCIAIO DI TOLEDO
(C) Il Foglio - 30 marzo 2008 - di Maurizio Crippa
L’aborto, la cultura e le legislazioni abortiste, l’ideologia del genere e la sua deriva nichilista, l’autonomia dell’uomo contemporaneo e il nuovo concetto di diritto

Nell’intervista da Lei rilasciata al Corriere della Sera l’11 marzo scorso abbiamo letto – con entusiasmo – la sua adesione alla campagna per la moratoria sull’aborto. Lei ha anche detto che l’aborto “è il peggior degrado della storia dell’umanità”. Perché ritiene che il tema dell’aborto sia oggi così decisivo, più importante rispetto ad altri problemi? L’aborto è la violazione del diritto più fondamentale e sacrosanto di tutti i diritti umani: il diritto alla vita, intimamente connesso a ciò che c’è di più essenziale della dignità inviolabile di ogni essere umano, base della convivenza tra gli uomini, base della società. Nell’aborto si viola il “non uccidere”, un assoluto inscritto nella natura umana e che appartiene alla “grammatica comune” dell’essere umano. Si tratta di un crimine contro la persona e la società, perpetrato, inoltre, contro esseri umani innocenti, deboli e indifesi. Legittimare la morte di un innocente per mezzo dell’aborto mina e distrugge, dunque, il fondamento stesso della società. La generalizzazione tanto massiccia ai nostri giorni dell’aborto legale – sono molti milioni all’anno – in base a legislazioni permissive, nell’una o nell’altra maniera a favore dell’aborto, costituisce una grandissima sconfitta dell’umanità: sono stati sconfitti, in realtà, l’uomo e la donna. E’ stata sconfitta la società basata sul bene comune, giacché con l’aborto si sacrifica la vita di un essere umano a beni di valore inferiore e si sottomette il bene comune all’eliminazione della vita a favore il più delle volte di un benessere. E’ stato sconfitto il medico che ha rinnegato il giuramento e il titolo più nobile della medicina: quello di difendere e salvare la vita umana. Sono stati sconfitti i legislatori e coloro che devono applicare il diritto, chiamati tutti costoro a realizzare la giustizia e difendere il debole. Viene pure sconfitto lo stato di diritto, che ha rinunciato alla protezione fondamentale che deve al sacrosanto diritto della persona alla vita; lo stato invece di intervenire, secondo la sua missione, per difendere l’innocente in pericolo, impedendo la sua morte e assicurando, con mezzi adeguati, la sua esistenza e la sua crescita, con le sue leggi permissive contro la vita umana, come è l’aborto legale, sta autorizzando, di fatto, la violazione di un diritto fondamentale e l’esecuzione di “sentenze di morte” ingiuste, senza che, per giunta, il morituro possa difendersi; cosí non si sostiene lo stato di diritto. Possiamo approfondire ancora. Le legislazioni favorevoli all’aborto pongono in questione il carattere di “umano” di questo nuovo essere vivo dal momento in cui è concepito o portato in grembo. In queste legislazioni, questo essere vivo è una cosa, un qualcosa, non un qualcuno, un chi, a cui non si possa sottrarre la condizione di essere personale, inerente a ogni essere umano. Con ciò, non solo viene gravemente posto in questione il diritto fondamentale dell’uomo alla vita, ma anche la persona stessa. A partire da qui già non si sa più chi è il soggetto del diritto fondamentale alla vita: l’essere umano simpliciter ut talis, in quanto tale o quello che decidono di considerare come tale i legislatori, le maggioranze parlamentari, il potere, insomma? Qui c’è una questione di fondo gravissima: chi, quando e come si è uomo. Chi lo decide? O sta nelle mani dell’uomo – del potere – decidere quando si è persona? Tutto ciò ha conseguenze enormi, per esempio, nel campo della concezione dei diritti umani, della creazione o dell’allargamento di “nuovi” diritti eccetera. Per questo il tema dell’aborto è tanto decisivo, più importante di altri problemi. Così si comprende come sia il problema più grave che si è avuto nella storia dell’umanità e quello che segna una frattura tra l’uomo e la società mai accaduta prima. Presto l’umanità se ne vergognerà, come si vergogna della schiavitù o di genocidi ancora a noi tanto vicini. [...]


#38 Da: dueminutiperlavita@yahoogroups.com
Data: Mer 2 Apr 2008 12:21 am
Oggetto: File - Due minuti per la vita_presentazione.pdf
dueminutiperlavita@yahoogroups.com
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File:        Due minuti per la vita_presentazione.pdf
Descrizione: Nuovo volantino di presentazione dell'iniziativa di preghiera dei
DUE MINUTI PER LA VITA in difesa della vita nascente

#37 Da: "Due minuti per la vita - Newsletter" <newsletter@...>
Data: Mar 1 Apr 2008 5:07 pm
Oggetto: Nuove adesioni - Segnalazione su due periodici - Diffusione locandine
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Cari amici di Due minuti per la vita,
Vi aggiorniamo sulle novitá delle scorse settimane relative all'iniziativa di preghiera in difesa della vita nascente:
 
- hanno aderito, a livello di gruppi promotori: il Gruppo Volontariato Vincenziano di Putignano (BA), il Movimento per la Vita di Este (PD) e di Palermo, il Gruppo pugliese dell'Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti (UCID) e l'associazione MARIA REGINA DEI CUORI con sede nella chiesa di Vaciglio (MO);
- l'iniziativa di preghiera é stata segnalata sul numero di marzo del periodico di apologetica Il Timone a pagina 9 e sul numero di febbraio di Síallavita, mensile del Movimento per la Vita italiano, a pagina 50 (cfr. allegati): esprimiamo il nostro sentito grazie alle redazioni dei due periodici per lo spazio che hanno voluto dedicare alla preghiera!; 
- attraverso quanti tra Voi che ce ne hanno fatto richiesta - rendendosi disponibili per diffonderle a livello locale presso amici e conoscenti - circa 1250 locandine sono giunte in 25 differenti localitá italiane ed ivi sono state distribuite.  
 
Ringraziamo la Vergine Maria, Regina della Vita, per la diffusione che continua a donarci ed auguriamo a tutti Voi un buon proseguimento della e nella preghiera!
 
Nelle prossima comunicazione Vi informeremo circa le risposte che finora sono giunte dai Vescovi Italiani in seguito al ricevimento della lettera e della locandina di presentazione della preghiera per la vita.
 
In Gesú e Maria.
 
Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA
 
ps. Per informazioni su come poter effettuare donazioni e fornire sostegno economico per contribuire alla diffusione dei Due minuti per la vita ricordiamo il link: http://www.dueminutiperlavita.info/2008/02/richiesta-sostegno-economico_3149.html

#36 Da: "Due minuti per la vita - Newsletter" <newsletter@...>
Data: Gio 13 Mar 2008 10:53 pm
Oggetto: Lettera ai Vescovi italiani
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Comunicato 5/2008
 
Come anticipato lo scorso 28 febbraio, segnaliamo che ieri é stata spedita a tutte le diocesi italiane (in allegato elenco dei Vescovi destinatari, oltre 250) una lettera di presentazione della preghiera dei Due minuti per la vita, insieme alla relativa locandina.
 
Nel ringraziare quanti hanno generosamente contribuito alle non modiche spese sostenute affidiamo con cuore fiducioso alla Vergine Maria - per mezzo delle nostre e delle Vostre preghiere - il buon esito delle spedizioni e l'accoglimento benevolo dell'iniziativa da parte dei nostri Pastori.
 
Un cordiale saluto in Gesú e Maria.
 
Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA

#35 Da: "Due minuti per la vita - Newsletter" <newsletter@...>
Data: Sab 8 Mar 2008 12:28 am
Oggetto: Per la festa della donna...
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Ecco quello che molto tristemente propongono gli eroici paladini della "libertá" della donna in occasione dell'8 marzo: http://piemonte.indymedia.org/article/1375, ovvero la libertá per le donne di uccidere il figlio che portano in grembo! Preghiamo anche per loro!
 
I volontari di Due minuti per la vita presenti in Torino domattina volentieri aiuteranno gli amici del Movimento per la Vita a pulire tutto quanto per rendere agibile la loro stanza all'interno dell'ospedale cittadino del Mauriziano.
 
Un augurio di un buon fine settimana in Gesú e Maria.
 
Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA

#34 Da: "Due minuti per la vita - Newsletter" <newsletter@...>
Data: Gio 6 Mar 2008 12:11 am
Oggetto: Spedizione gratuita locandina "Due minuti per la vita"
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6 marzo 2008
Beata Rosa da Viterbo
 
Cari amici,
ringraziamo col cuore colmo di riconoscenza i generosi benefattori che hanno voluto farci dono delle Loro offerte (oltre 150euro in pochi giorni)!
 
Con la presente Vi segnaliamo che ai primi 20 tra Voi che ne faranno richiesta spediremo totalmente a carico nostro 50 copie b/n della locandina di presentazione della preghiera di DUE MINUTI PER LA VITA in difesa della vita nascente in modo che possiate distribuirle presso i Vostri amici e conoscenti ovvero lasciarle nelle Vostre parrocchie per raggiungere cosí un numero ancora maggiore di persone. Ci scusiamo per non poter fare di piú ma questi sono, al momento, i nostri limiti di spesa.
 
Sottolineamo volentieri che nella locandina da poco aggiornata (cfr. allegata) é stata aggiunta un'intenzione di preghiera - che ci é sembrata oltremodo doverosa -  per tutti coloro che, a qualsiasi titolo, si spendono per la difesa della vita fin dal concepimento.
 
Attendiamo dunque i Vostri indirizzi postali per procedere alla spedizione.
 
Vi porgiamo i nostri piú cordiali saluti in Gesú e Maria.
 
Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA
 
ps. Per informazioni su donazioni e sostegno economico per contribuire alla diffusione dei Due minuti per la vita ricordiamo il link: http://www.dueminutiperlavita.info/2008/02/richiesta-sostegno-economico_3149.html

#33 Da: "Due minuti per la vita - Newsletter" <newsletter@...>
Data: Dom 2 Mar 2008 12:35 am
Oggetto: Nuove adesioni!
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Cari amici di DUE MINUTI PER LA VITA,
siamo felici di comunicarVi che:
 
- hanno recentemente aderito all'iniziativa di preghiera in difesa della vita nascente: il Centro Culturale Giovanni Paolo II il Grande (di Barcellona Pozzo di Gozzo), la sezione di Torino dell'Associazione Medici Cattolici Italiani (AMCI), il gruppo mariano di preghiera "Giovanni Paolo II" presso la parrocchia San Nicoló di Bagnone (MS), il Movimento Gospa presso il Monastero delle Carmelitane di Milano, l'Associazione Centro Progressi Caritas;
- la presentazione dei Due minuti per la vita é ospitata nella Bacheca del portale Giovani.org e sul sito dell'Associazione Luci sull'Est (cfr. http://www.lucisullest.it/dett_news.php?id=2828) - quest'ultima ha anche rilanciato i nostri ultimi comunicati - che ringraziamo sentitamente.
 
Continuiamo con fiducia nella preghiera e nella diffusione dell'iniziativa, senza stancarci mai!
 
Buona domenica!
 
Vi porgiamo cordiali saluti in Gesú e Maria.
 
Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA

#32 Da: dueminutiperlavita@yahoogroups.com
Data: Sab 1 Mar 2008 10:08 pm
Oggetto: File - Due minuti per la vita_presentazione.pdf
dueminutiperlavita@yahoogroups.com
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File:        Due minuti per la vita_presentazione.pdf
Descrizione: Volantino di presentazione dell'iniziativa di preghiera dei DUE
MINUTI PER LA VITA

#31 Da: "Due minuti per la vita - Newsletter" <newsletter@...>
Data: Sab 23 Feb 2008 12:07 pm
Oggetto: Segnalazione su Fides.org
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Cari amici,
Vi informiamo che ieri venerdí 22 febbraio l'Agenzia Fides (www.fides.org), della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, ha segnalato l'iniziativa di preghiera di due minuti per la vita nelle notizie presenti sul proprio sito Internet ed all'interno della newsletter inviata agli iscritti.
 
La notizia é presente sul sito dell'Agenzia tra le news di febbraio, e precisamente al link http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=16085.
 
Segnaliamo anche che oggi la medesima Agenzia Fides ha messo a disposizione un dossier dal titolo La pillola "del giorno dopo" e quella "del mese dopo", liberamente scaricabile ed utilizzabile.
 
Vi porgiamo i nostri migliori auguri per un buon fine settimana!
 
In Gesú e Maria.
 
Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA

#30 Da: "Due minuti per la vita - Aggiornamento" <newsletter@...>
Data: Gio 21 Feb 2008 4:28 pm
Oggetto: Nuovo sito!!
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Cari amici,

siamo lieti di informarVi che il nostro nuovo link di riferimento è www.dueminutiperlavita.info. Si tratta di un blog (per le nostre esigenze di comunicazione non necessitiamo di un vero e proprio sito) con dominio personalizzato.
 
Abbiamo infatti deciso di abbandonare la piattaforma di Splinder perché essa ospita, e sponsorizza in homepage, numerosi blog con contenuto pornografico!

 

Vi segnaliamo le novità più interessanti:

·        sottofondo musicale: quando accederete su www.dueminutiperlavita.info potrete ascoltare la canzone "Does God see this child", composta da Susan Piper, cantante americana pro-life. Per interrompere la riproduzione della canzone è sufficiente premere Esc dalla propria tastiera;

·        santo del giorno: ogni giorno sarà presente sul nostro sito il santo del giorno (servizio offero da www.santiebeati.it, che ringraziamo!);

·        locandina di due minuti per la vita: dall'homepage potete scaricare direttamente la locandina di presentazione dell'iniziativa di preghiera in difesa della vita nascente, per poterla diffondere tra i Vostri amici e conoscenti;

·        servizio di file sharing: dalla colonna di destra, alla voce File condivisi – grazie al widget di box.net – potrete scorrere (cliccando sulla freccia in basso lampeggiante), visionare e scaricare i file che di volta in volta mettiamo in condivisione; segnaliamo in particolare la locandina di presentazione ed il paragrafo n. 58 dell'Evangelium Vitae

·        newsletter: grazie al box di Yahoo è possibile iscriversi direttamente alla nostra newsletter; dopo aver inserito il Vostro indirizzo email ed aver cliccato sul bottone "Yahoo Gruppi – Entra", per confermare la Vostra iscrizione, dovrete rispondere all'email di conferma inviata in automatico da Yahoo.

 

Ringraziamo, in particolare, i volontari che si sono fatti carico di trasferire tutti i post dal vecchio blog al nuovo dominio.
 
Saremo contenti se vorrete farci pervenire le vostre considerazioni sul nuovo sito!
 
Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA

#29 Da: "Due minuti per la vita - Newsletter" <newsletter@...>
Data: Ven 15 Feb 2008 11:45 pm
Oggetto: Censura su Wikipedia! - Comunicato di aggiornamento
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Comunicato 004/2008 - 15 febbraio 2008
 
Si segnala una grave censura verificatasi in queste ore da parte degli amministratori di Wikipedia.it - la sedicente enciclopedia libera - nei confronti dei sottoscritti.
 
La voce "Due minuti per la vita" è stata reiteratamente cancellata - ed ogni volta dopo pochi minuti di esistenza - in quanto inizialmente ritenuta una voce di "promozione ideologica" (sic et simpliciter!) e poi sotto la motivazione (pretestuosa, e lo si dimostra di seguito) che si sarebbe trattato di una trovata esclusivamente pubblicitaria! La voce era stata scritta nel primo pomeriggio di ieri, giovedí 14 febbraio, per presentare l'omonima iniziativa di preghiera in difesa della vita nascente, che si sta diffondendo in Italia ormai da due anni e mezzo e che ha ricevuto oltre 10.000 adesioni nazionali ed internazionali.
 
Al link http://www.box.net/shared/yftp2skwsg é liberamente consultabile e scaricabile tutto il materiale che é stato possibile salvare prima dell'ultima cancellazione avvenuta stamattina alle ore 10.58. I file messi a disposizione sono costituiti da: 5 screenshot (cioé "fotografie" dello schermo), e 1 stampata .pdf della pagina internet della voce medesima.
 
Tali documenti testimoniano come:
  • la voce fosse stata fatta in maniera pulita ed ordinata, seguendo lo standard delle voci di Wikipedia;
  • la voce non fosse, da una persona in buona fede, qualificabile come mezzo di promozione personale o associativa. Si trattava, da parte della realtá di "Due minuti per la vita" di una ragionevole, doverosa e legittima presenza in un'enciclopedia libera! L' "enciclopedicitá" (secondo il gergo di Wikipedia) di "Due minuti per la vita" consiste nel fatto che si tratta di un gruppo ormai fisicamente radicato sul territorio nazionale con migliaia di aderenti e di simpatizzanti, e che ha ricevuto l'approvazione e l'incoraggiamento di molti sacerdoti, religiosi e religiose, fedeli laici, nonché uomini e donne di buona volontá;
  • la voce non contenesse nulla di sconveniente, volgare, offensivo;
  • non fosse presente, a parere di chi scrive, nessuno dei requisiti indicati come motivo determinante la cancellazione;
  • non fosse vera la "motivazione promozionale", cioé di pubblicitá, che é stata addotta dagli amministratori nel giustificare la cancellazione, con riferimento al fatto che nella versione originaria della voce (cfr. file "4.bmp" su http://www.box.net/shared/7kt5tw8owc) fossero stati indicati (e giustamente, facciamo presente!) i siti delle associazioni e dei gruppi aderenti all'iniziativa di preghiera. Tale motivazione é chiaramente infondata: infatti nella mattina di oggi, anche dopo che la voce era stata ripubblicata senza l'indicazione dei siti, é sopraggiunta ugualmente la cancellazione!
  • l'intraprendenza censoria abbia determinato, e questa volta in maniera veramente ridicola, l'impossibilitá (al momento cui il presente messaggio viene scritto) di modificare in un qualsivoglia modo la voce "Due minuti per la vita": é stata bloccata tuot court.
 
Ma cosa ha spinto a tutto questo? La veritá pare essere che non si poteva sopportare di leggere dell'esistenza di un'iniziativa di preghiera i cui promotori invitano a pregare per i bambini abortiti, cioé uccisi! Questo é l'unico motivo che ha determinato la cancellazione della voce! Di ció rimane palese traccia nella seconda cancellazione di ieri (ne sarebbero giunte altre 4), quella delle ore 14.39 (cfr. http://www.box.net/shared/0telam8w0s) , giustificata da un amministratore di Wikipedia in un fin troppo esplicito binomio di parole: "promozione ideologica".
 
Sarebbe interessante sapere in quale ideologia sono stati catalogati gli oltre 10.000 aderenti alla preghiera per la vita da parte di questi censori del web che - ben celati ed elegantemente agghindati nei loro costumi di paladini del "libero sapere" e del "libero pensiero" - impersonificano ancora una volta l'intelloranza e la dittatura del relativismo! 
Non sará forse che pregare per i milioni di bambini uccisi ogni anno nel mondo con l'aborto sia indice, nella mente di chi ci ha censurato, di appartenere a quella reazionaria ed oscurantista schiera di chi difende la vita dal concepimento alla morte naturale perché ritiene che essa sia sacra in quanto dono di Dio? 
 
In tal caso non ci lamentiamo di dove ci hanno collocato e non ci vergogniamo di ricordare sempre ed a tutti, opportune et importune, che la vita viene da Dio e solo Lui puó toglierla! Non ci resta che rispondere: hic manebimus optime!
 
Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA
 
ps. a conclusione e come spunto di riflessione si consiglia di pregare e meditare sui nn. 68-74 dell'Evangelium Vitae

#28 Da: "Due minuti per la vita - Aggiornamento" <newsletter@...>
Data: Gio 14 Feb 2008 2:22 pm
Oggetto: Vergogna su Wikipedia.it
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Cari amici di DUE MINUTI PER LA VITA,
siamo qui ad informarVi che la voce di "Due minuti per la vita" è stata tristemente cancellata, dopo pochi minuti di esistenza, dall'Enciclipedia di Wikipedia.it in quanto ritenuta "voce ideologica" (sic et simpliciter)!
 
Prendiamo atto di questa assurda decisione e Ve la segnaliamo accompagnata dalla triste constastazione di come, molto spesso, i sedicenti fautori del libero pensiero e del libero sapere siano solo degli ipocriti e patetici censori!
 
Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA

#27 Da: "Due minuti per la vita - Newsletter" <newsletter@...>
Data: Mer 13 Feb 2008 11:03 pm
Oggetto: Il senso di Dio come orizzonte etico nella lotta per la vita
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L'analisi dell'Arcivescovo di Belo Horizonte (MG)

di Alexandre Ribeiro - Zenit.org - 13 febbraio 2008
 
il testo integrale dell'intervento di Monsignor Azevedo (v. oltre)
 
***
 
BELO HORIZONTE, mercoledì, 13 febbraio 2008 (ZENIT.org).- L'Arcivescovo di Belo Horizonte (Minas Gerais, Brasile), monsignor Walmor Oliveira de Azevedo, crede che uno dei segreti della lotta in difesa della vita sia ripristinare il senso di Dio nella cultura, come orizzonte etico che illumina la vita.

Monsignor Azevedo, che è anche presidente della Commissione Episcopale per la Dottrina della Fede della CNBB (Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile), ha spiegato che nella società si è imposta una cultura anti-vita come frutto di “una mentalità edonista e individualista”.

“E' una mentalità alimentata da una concezione distorta della scienza, causando e fomentando violazioni contro la vita”, ha sottolineato in un articolo inviato a ZENIT venerdì scorso.

Una cultura che privilegia gli “idoli del potere, della ricchezza e del piacere effimero” ha come conseguenza “la relativizzazione del valore e della dignità della persona”.

Quando questi idoli “diventano la norma di base nel funzionamento e nell'organizzazione sociale”, ha spiegato l'Arcivescovo, i valori sono compromessi e le dignità negate.

Si tratta, ha osservato, del risultato di opzioni che mettono da parte “il senso etico e morale come riferimento determinante di scelte e comportamenti”.

Secondo monsignor Azevedo, è in questo ambito che si gioca la “lotta specifica” “dei processi e dei tentativi di legislazione che permettono attentati contro la vita, come l'aborto”.

I gruppi abortisti e molte persone presentano come argomentazioni a favore dei loro interessi particolari la laicità dello Stato e il rispetto delle libertà, ma queste argomentazioni, nel contesto della violazione della dignità della persona, “sono assurde”.

Di fronte a questo, l'Arcivescovo sottolinea la necessità di seguire da vicino l'operato dei Parlamenti, “per non permettere passi che rendano possibile l'istituzione della cultura della morte”.

Monsignor Azevedo crede che la difesa della vita includa necessariamente “la promozione di un'adeguata comprensione della vita come dono di Dio”.

Include anche, “come capitolo centrale della preoccupazione per la dignità umana, la lotta e l'impegno permanenti nella promozione e garanzia delle condizioni perché si viva secondo la grandezza di questa dignità”.

L'Arcivescovo sottolinea che il cammino della difesa della vita non si percorre “prescindendo da Dio”, perché “la lettura e l'interpretazione della realtà che prescindono da Dio sono ottuse e mutilate”.

“E' imprescindibile ricomporre il senso di Dio nella cultura contemporanea come orizzonte etico che illumina la vita”, ha concluso monsignor Azevedo.

[Traduzione dal portoghese di Roberta Sciamplicotti]

***

Defesa da vida - Dom Walmor Oliveira de Azevedo* - Fonte: Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile > Articoli dei Vescovi (http://www.cnbb.org.br/index.php?op=pagina&chaveid=010c0000130)

 

A defesa da vida é a grande luta que se trava, neste momento, no coração da cultura contemporânea. Não se pode fechar os olhos e tratar com naturalidade, quando se considera “a liberalização e banalização das práticas abortivas que são crimes abomináveis, como também a eutanásia, a manipulação genética e embrionária, ensaios médicos contrários à ética, a pena de morte e tantas outras maneiras de atentar contra a vida e a dignidade do ser humano” (DA 467). A luta em defesa da vida é, pois, uma batalha na contramão desta cultura anti-vida que se estabeleceu na sociedade, fruto de uma mentalidade hedonista e individualista. É uma mentalidade fecundada por uma concepção distorcida da ciência, causando e fomentando violações contra a vida.

Nesta batalha, o Documento de Aparecida sublinha também que o compromisso de todos os que crêem em Cristo, autenticamente, seus discípulos e discípulas, é o compromisso primordial da “fidelidade ao Evangelho que exige que proclamemos a verdade sobre o ser humano e sobre a dignidade de toda pessoa humana, em todos os espaços públicos e privados do mundo de hoje e a partir de todas as instâncias da vida e da missão da Igreja” (DA 390). É muito fácil constatar, sem nenhum sentido de pessimismo, que a cultura atual, facilmente, propõe estilos de ser e viver contrários à natureza e a dignidade do ser humano. Esta é uma conseqüência dos impactos produzidos pelos ídolos do poder, da riqueza e do prazer efêmero. A conseqüência terrível é a relativização do valor e da dignidade da pessoa. Estes ídolos se tornam a norma máxima no funcionamento e na organização social, comprometendo valores, negando dignidades. É o resultado da opção por encaminhamentos e normatizações que descartam, de modo funesto, o sentido ético e moral como referência determinante de escolhas e de comportamentos.

Neste âmbito está travada uma luta específica em se tratando dos processos e tentativas de legislações que venham a permitir atentados contra a vida, como o aborto. As argumentações da laicidade do estado e o respeito a liberdades são absurdos que revelam grupos, nos seus interesses particulares, e muitas pessoas, com responsabilidade de representação na sociedade, advogando procedimentos e normatizações que ferem o sentido intocável da dignidade da pessoa. È, pois, de grande importância acompanhar os desdobramentos no mundo da política, os movimentos nos parlamentos e casas legislativas, de olho nos representantes do povo para não permitir passos que possibilitem o estabelecimento da cultura da morte. Por isso, quem crê em Cristo Jesus tem, no exercício de sua cidadania, o compromisso de participação política e o dever de lutar contra a aprovação de políticas que atentam contra a vida.

O princípio fundamental nesta luta é a defesa da vida desde o seu primeiro momento, na concepção, até o último na morte natural. A Igreja Católica está nesta luta, de corpo e alma, contando com seus discípulos e discípulas missionários na defesa da vida. A Campanha da Fraternidade 2008, “Fraternidade e Defesa da Vida”, é um confronto com esta mentalidade contemporânea, fecundada por um relativismo ético perigoso, resultado das idolatrias do poder, da riqueza e do prazer. É clara a luta contra o aborto e contra a eutanásia, luta iluminada pela compreensão que se baseia na certeza de que “a vida nova de Jesus Cristo atinge o ser humano por inteiro e desenvolve em plenitude a existência humana em sua dimensão pessoal, familiar, social e cultural” (DA 356). É uma luta contra a corrente do consumismo hedonista e individualista que coloca a vida humana em função de um prazer imediato e sem limites, obscurecendo e degradando o sentido verdadeiro da vida.

A defesa da vida inclui, pois, a promoção de uma adequada compreensão da vida como dom de Deus, exigindo de todos o empenho comprometido na luta contra o aborto, conscientizando a população e criando condições de apoio para que seja concreto o apreço pela vida; inclui, como capítulo central da preocupação pela dignidade humana, a luta e empenho permanentes na promoção e garantia das condições para que se viva segundo a grandeza desta dignidade. O Papa João Paulo II sublinhou que “converter-se ao Evangelho, para o povo cristão que vive na América, significa revisar todos os ambientes e dimensões de sua vida, especialmente tudo o que pertence à ordem social e à obtenção do bem comum”.

A defesa da vida é uma luta para substituir a cultura da morte pela cultura da vida. Este caminho não se percorre, recorda o Papa Bento XVI, no seu discurso inaugural da Conferência de Aparecida, prescindindo de Deus. A leitura e a interpretação da realidade que prescindem de Deus são obtusas e mutiladas. É imprescindível recompor o sentido de Deus na cultura contemporânea como horizonte ético iluminador da vida.

 

*Dom Walmor Oliveira de Azevedo, 53, arcebispo de Belo Horizonte (MG)


#26 Da: "Due minuti per la vita - Newsletter" <newsletter@...>
Data: Lun 11 Feb 2008 8:10 am
Oggetto: Superate le 10.000 adesioni! - Buona Festa della Madonna di Lourdes!
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11 febbraio 2008
Festa della Madonna di Lourdes
 
 
Cari amici di DUE MINUTI PER LA VITA,
siamo estremamente lieti di comunicarVi che da quando é iniziata, il 7 ottobre 2005 - in occasione e sotto la protezione della Beata Vergine del Rosario - l'iniziativa di preghiera ha raggiunto e superato le 10.000 adesioni!
Gli aderenti sono per la maggior parte italiani, ma sono giunte adesioni anche dal Messico, dagli Stati Uniti d'America cosí come da alcuni paesi europei.
 
Ringraziamo la Vergine Maria, Regina della Vita e Madre dei viventi, per questo importante traguardo che ci ha voluto donare e la preghiamo di mantenerci sempre umili ed instancabili testimoni del Vangelo della Vita!
 
Per l'occasione Vi inoltriamo (v. oltre), previa autorizzazione ricevuta, le lettere di stima e di incoraggiamento pervenuteci da P. Angelo Serra S.J. genetista di fama internazionale, professore emerito di Genetica Umana all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e membro della Pontificia Accademia per la Vita  che ringraziamo con riconoscenza per l'affetto che ci ha dimostrato e che continua a dimostrarci.

«Oportet semper orare et non deficere» (Lc 18,1).
Insieme alla richiesta di continuare ogni giorno a pregare per la vita ed a diffondere l'iniziativa (in allegato), ricordiamo a tutti che é possible aderire alla preghiera dei DUE MINUTI PER LA VITA e farsene promotori a livello di: singoli, famiglie, movimenti ecclesiali, associazioni laicali, circoli culturali, gruppi di preghiera, comunitá parrocchiali, comunitá di vita religiosa...
 
Attualmente hanno aderito all'iniziativa di preghiera e la promuovono a livello di gruppi, tra gli altri: l'associazione Alleanza Cattolica - www.alleanzacattolica.org, l'associazione Amici di Lazzaro www.amicidilazzaro.it, l'Azione Cattolica di San Filippo Neri di Putignano (BA), il gruppo e la mailing list di Bioetica e Famiglia - www.bioeticaefamiglia.it, il Carmelo di Piacenza, il Centro Cattolico di Documentazione di Marina di Pisa - www.rassegnastampa.totustuus.it, il Circolo culturale Jacques Maritain di San Martino in Rio (RE) - www.circolomaritain.it, il Circolo dei Medici Cattolici di Monaco di Baviera - www.katholische-aerzte-muenchen.de/index.html, il Comitato Scienza & Vita di Bergamo, l'associazione Difendere la vita con Maria - www.advm.org, la Federazione dei Movimenti per la Vita e dei Centri di Aiuto alla Vita del Piemonte e della Valle d'Aosta - www.federvitapiemonte.it, la Federazione Ligure Exallieve ed Exallievi delle Figlie di Maria Ausiliatrice - www.exallieve-ifmaliguria.org, le suore dell'Istituto dell'Immacolata Concezione di Milano, il gruppo di preghiera Medjugorie e Santo Volto di Milano, il Movimento per la vita di Torino - www.vitatorino.org, il Movimento con Cristo per la vita - www.fuocovivo.org/movimento.vita.htm, la parrocchia di San Giuseppe ai Leoni di Palermo - www.sangiuseppeaileoni.arcidiocesi.palermo.it, la chiesa di S. Maria delle Grazie di Vittoria (Rg) - www.santamariagrazie-vittoria.org, il gruppo del Rinnovamento nello Spirito dell'Umbria - www.rns-umbria.it, l'Unione Cattolica Farmacisti Italiani - www.assofanti.it/UCFI/homepag.htm, l'Unione Cattolica Italiana Insegnanti Medi (UCIIM), sede di Bergamo - www.uciim-bergamo.it
 
***
Lettera del 12 luglio 2006, in seguito al ricevimento dell'email di presentazione dei DUE MINUTI PER LA VITA:
«[...]
La mia risposta non è che di piena gratitudine per l'iniziativa così importante di invitare alla preghiera - breve ma costante - per impetrare misericordia per quanti trasgrediscono il comandamento di Dio: «non uccidere», e  ottenere - per quanto sarà possibile in questo «tempo di satana» - il ritorno atteso all'obbedienza di Dio.
Per parte mia cercherò di partecipare questo invito a persone che potranno contribuire a questa iniziativa, che vivo ogni giorno nel grande dono del Sacerdozio che Dio mi ha fatto.
[...]
P. Angelo Serra S.I.»
 
 
Lettera del 19 gennaio 2008, in seguito alla notizia del raggiungimento delle 10.000 adesioni:
«[...] benedica il nostro Maestro Gesù, che ha trovato in Lei un apostolo, tutta la Sua attività che ha portato a Gesù, che vive tra noi nel tabernacolo, dieci mila discepoli. Se lo ritiene bene e utile, disponga pure come crede della mia breve lettera.
Mentre la ringrazio della bellissima locandina, di cui ne faccio copia, Le assicuro il mio ricordo quotidiano nella celebrazione Eucaristica perchè Gesù benedica la sua famiglia e tutta la sua attività.
Con fraterno affetto
P. Angelo Serra S.I.»
***
 
Quanto a noi affidiamo il nostro piccolo apostolato e la nostra preghiera in difesa della vita nascente a Maria Santissima, che oggi festeggiamo nel 150esimo anniversario dalle apparizioni di Lourdes: a Lei chiediamo con fiducia e devozione di figli di intercedere presso Dio affinché voglia toccare il cuore delle donne che sono sotto la tentazione di abortire e voglia concedere loro la grazia della conversione ed il miracolo dell'apertura alla Vita, nella consapevolezza che «la gravità morale dell'aborto procurato appare in tutta la sua verità se si riconosce che si tratta di un omicidio.». (Evangelium Vitae, n. 58)!
 
In Gesú e Maria.
 
 
Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA
 
***

La presente newsletter viene inviata a quanti hanno aderito alla preghiera dei due minuti per la vita e a coloro che hanno chiesto informazioni ed aggiornamenti sull'iniziativa stessa.

 

Se il Vostro indirizzo è stato inserito per errore ci scusiamo del disagio arrecatoVi. Per chi non desiderasse ricevere nostre ulteriori comunicazioni è sufficiente inviare un messaggio a  info@... avente per oggetto " cancellazione".

 

Se il presente messaggio Vi fosse giunto in duplice copia Vi chiediamo di segnalarcelo e provvederemo a cancellare l'indirizzo doppio dal nostro indirizzario.


#25 Da: "Due minuti per la vita - Newsletter" <newsletter@...>
Data: Mer 6 Feb 2008 11:39 pm
Oggetto: Buona Quaresima!
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Cari amici,
auguriamo a tutti Voi un buon inizio del cammino quaresimale sotto la guida di Maria, Madre di Dio e della Chiesa, e Regina della Vita!
 
Con l'occasione segnaliamo che dal sito www.preghieravita.splinder.com é ora piú agevole iscriversi direttamente alla newsletter di aggiornamento e scaricare la locandina di presentazione dell'iniziativa, per la quale chiediamo un'indefessa e costante diffusione.
 
Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA
 
***
Mercoledí delle Ceneri, 6 febbraio 2008
 
 
Cari fratelli e sorelle,
 
quest’oggi, Mercoledì delle Ceneri, riprendiamo, come ogni anno, il cammino quaresimale animati da un più intenso spirito di preghiera e di riflessione, di penitenza e di digiuno. Entriamo in un tempo liturgico “forte” che, mentre ci prepara alle celebrazioni della Pasqua – cuore e centro dell’anno liturgico e dell’intera nostra esistenza – ci invita, anzi potremmo dire ci provoca, a imprimere un più deciso impulso alla nostra esistenza cristiana. Poiché gli impegni, gli affanni e le preoccupazioni ci fanno ricadere nell’abitudine, ci espongono al rischio di dimenticare quanto straordinaria sia l’avventura nella quale Gesù ci ha coinvolti, abbiamo bisogno, ogni giorno, di iniziare nuovamente il nostro esigente itinerario di vita evangelica, rientrando in noi stessi mediante pause ristoratrici dello spirito. Con l’antico rito dell’imposizione delle ceneri, la Chiesa ci introduce nella Quaresima come in un grande ritiro spirituale che dura quaranta giorni.
 
Entriamo dunque nel clima quaresimale, che ci aiuta a riscoprire il dono della fede ricevuta con il Battesimo e ci spinge ad accostarci al sacramento della Riconciliazione, ponendo il nostro impegno di conversione sotto il segno della misericordia divina. In origine, nella Chiesa primitiva, la Quaresima era il tempo privilegiato per la preparazione dei catecumeni ai sacramenti del Battesimo e dell’Eucaristia, che venivano celebrati nella Veglia di Pasqua. La Quaresima veniva considerata come il tempo del divenire cristiani, che non si attuava in un solo momento, ma esigeva un lungo percorso di conversione e di rinnovamento. A questa preparazione si univano anche i già battezzati riattivando il ricordo del Sacramento ricevuto, e disponendosi a una rinnovata comunione con Cristo nella celebrazione gioiosa della Pasqua. Così, la Quaresima aveva, ed ancor oggi conserva, il carattere di un itinerario battesimale, nel senso che aiuta a mantenere desta la consapevolezza che l’essere cristiani si realizza sempre come un nuovo diventare cristiani: non è mai una storia conclusa che sta alle nostre spalle, ma un cammino che esige sempre un esercizio nuovo.
 
Imponendo sul capo le ceneri il celebrante dice: “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai” (cfr Gen 3,19), oppure ripete l’esortazione di Gesù: “Convertitevi e credete al Vangelo” (cfr Mc 1,15). Entrambe le formule costituiscono un richiamo alla verità dell’esistenza umana: siamo creature limitate, peccatori bisognosi sempre di penitenza e di conversione. Quanto è importante ascoltare ed accogliere questo richiamo in questo nostro tempo! Quando proclama la sua totale autonomia da Dio, l’uomo contemporaneo diventa schiavo di sé stesso e spesso si ritrova in una solitudine sconsolata. L’invito alla conversione è allora una spinta a tornare tra le braccia di Dio, Padre tenero e misericordioso, a fidarsi di Lui, ad affidarsi a Lui come figli adottivi, rigenerati dal suo amore. Con sapiente pedagogia la Chiesa ripete che la conversione è anzitutto una grazia, un dono che apre il cuore all’infinita bontà di Dio. Egli stesso previene con la sua grazia il nostro desiderio di conversione e accompagna i nostri sforzi verso la piena adesione alla sua volontà salvifica. Convertirsi vuol dire allora lasciarsi conquistare da Gesù (cfr Fil 3,12) e con Lui “ritornare” al Padre.
 
La conversione comporta quindi porsi umilmente alla scuola di Gesù e camminare seguendo docilmente le sue orme. Illuminanti sono al riguardo le parole con cui Egli stesso indica le condizioni per essere suoi veri discepoli. Dopo aver affermato che “chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà”, aggiunge: “Che giova infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima”? (Mc 8,35-36). La conquista del successo, la bramosia del prestigio e la ricerca delle comodità, quando assorbono totalmente la vita sino ad escludere Dio dal proprio orizzonte, conducono veramente alla felicità? Ci può essere felicità autentica a prescindere da Dio? L’esperienza dimostra che non si è felici perché si soddisfano le attese e le esigenze materiali. In realtà, la sola gioia che colma il cuore umano è quella che viene da Dio: abbiamo infatti bisogno della gioia infinita. Né le preoccupazioni quotidiane, né le difficoltà della vita riescono a spegnere la gioia che nasce dall’amicizia con Dio. L’invito di Gesù a prendere la propria croce e a seguirlo in un primo momento può apparire duro e contrario a quanto noi vogliamo, mortificante per il nostro desiderio di realizzazione personale. Ma guardando più da vicino possiamo scoprire che non è così: la testimonianza dei santi dimostra che nella Croce di Cristo, nell’amore che si dona, rinunciando al possesso di se stesso, si trova quella profonda serenità che è sorgente di generosa dedizione ai fratelli, specialmente ai poveri e ai bisognosi. E questo dona gioia anche a noi stessi. Il cammino quaresimale di conversione, che oggi intraprendiamo con tutta la Chiesa, diventa pertanto l’occasione propizia, “il momento favorevole” (cfr 2 Cor 6,2) per rinnovare il nostro abbandono filiale nelle mani di Dio e per mettere in pratica quanto Gesù continua a ripeterci: “Se qualcuno vuole venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Mc 8,34), e così si inoltri sulla strada dell’amore e della vera felicità.
 
Nel tempo quaresimale la Chiesa, facendo eco al Vangelo, propone alcuni specifici impegni che accompagnano i fedeli in questo itinerario di rinnovamento interiore: la preghiera, il digiuno e l’elemosina. Nel Messaggio per la Quaresima di quest’anno, pubblicato pochi giorni fa, ho voluto soffermarmi “sulla pratica dell’elemosina, che rappresenta un modo concreto di venire in aiuto a chi è nel bisogno e, al tempo stesso, un esercizio ascetico per liberarsi dall’attaccamento ai beni terreni” (n. 1). Noi sappiamo quanto purtroppo la suggestione delle ricchezze materiali pervada in profondità la società moderna. Come discepoli di Gesù Cristo siamo chiamati a non idolatrare i beni terreni, ma ad utilizzarli come mezzi per vivere e per aiutare gli altri che sono nel bisogno. Indicandoci la pratica dell’elemosina, la Chiesa ci educa ad andare incontro alle necessità del prossimo, ad imitazione di Gesù, che, come nota san Paolo, si è fatto povero per arricchirci della sua povertà (cfr 2 Cor 8,9). “Alla sua scuola - ho scritto ancora nel citato Messaggio – possiamo imparare a fare della nostra vita un dono totale; imitandolo riusciamo a renderci disponibili, non tanto a dare qualcosa di ciò che possediamo, bensì noi stessi”. Ed ho aggiunto: “L’intero Vangelo non si riassume forse nell’unico comandamento della carità? Ecco allora che l’elemosina, praticata con profondo spirito di fede, diviene un mezzo per capire e realizzare meglio la nostra stessa vocazione cristiana. Quando infatti, gratuitamente offre se stesso, il cristiano testimonia che non è la ricchezza materiale a dettare le leggi dell’esistenza, ma l’amore” (n. 5).
 
Cari fratelli e sorelle, chiediamo alla Madonna, Madre di Dio e della Chiesa, di accompagnarci nel cammino quaresimale, perché sia cammino di vera conversione. Lasciamoci condurre da Lei e giungeremo, interiormente rinnovati, alla celebrazione del grande mistero della Pasqua di Cristo, rivelazione suprema dell’amore misericordioso di Dio.
 
Buona Quaresima a tutti!
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MESSAGGIO DI SUA SANTITÀ
BENEDETTO XVI
PER LA QUARESIMA 2008

 

"Cristo si è fatto povero per voi" (2 Cor 8,9)

Cari fratelli e sorelle!

1. Ogni anno, la Quaresima ci offre una provvidenziale occasione per approfondire il senso e il valore del nostro essere cristiani, e ci stimola a riscoprire la misericordia di Dio perché diventiamo, a nostra volta, più misericordiosi verso i fratelli. Nel tempo quaresimale la Chiesa si preoccupa di proporre alcuni specifici impegni che accompagnino concretamente i fedeli in questo processo di rinnovamento interiore: essi sono la preghiera, il digiuno e l’elemosina. Quest’anno, nel consueto Messaggio quaresimale, desidero soffermarmi a riflettere sulla pratica dell’elemosina, che rappresenta un modo concreto di venire in aiuto a chi è nel bisogno e, al tempo stesso, un esercizio ascetico per liberarsi dall’attaccamento ai beni terreni. Quanto sia forte la suggestione delle ricchezze materiali, e quanto netta debba essere la nostra decisione di non idolatrarle, lo afferma Gesù in maniera perentoria: “Non potete servire a Dio e al denaro” (Lc 16,13). L’elemosina ci aiuta a vincere questa costante tentazione, educandoci a venire incontro alle necessità del prossimo e a condividere con gli altri quanto per bontà divina possediamo. A questo mirano le collette speciali a favore dei poveri, che in Quaresima vengono promosse in molte parti del mondo. In tal modo, alla purificazione interiore si aggiunge un gesto di comunione ecclesiale, secondo quanto avveniva già nella Chiesa primitiva. San Paolo ne parla nelle sue Lettere a proposito della colletta a favore della comunità di Gerusalemme (cfr 2 Cor 8-9; Rm 15,25-27).

2. Secondo l’insegnamento evangelico, noi non siamo proprietari bensì amministratori dei beni che possediamo: essi quindi non vanno considerati come esclusiva proprietà, ma come mezzi attraverso i quali il Signore chiama ciascuno di noi a farsi tramite della sua provvidenza verso il prossimo. Come ricorda il Catechismo della Chiesa Cattolica, i beni materiali rivestono una valenza sociale, secondo il principio della loro destinazione universale (cfr n. 2404).

Nel Vangelo è chiaro il monito di Gesù verso chi possiede e utilizza solo per sé le ricchezze terrene. Di fronte alle moltitudini che, carenti di tutto, patiscono la fame, acquistano il tono di un forte rimprovero le parole di san Giovanni: “Se uno ha ricchezze di questo mondo e vedendo il proprio fratello in necessità gli chiude il proprio cuore, come dimora in lui l’amore di Dio?” (1 Gv 3,17). Con maggiore eloquenza risuona il richiamo alla condivisione nei Paesi la cui popolazione è composta in maggioranza da cristiani, essendo ancor più grave la loro responsabilità di fronte alle moltitudini che soffrono nell’indigenza e nell’abbandono. Soccorrerle è un dovere di giustizia prima ancora che un atto di carità.

3. Il Vangelo pone in luce una caratteristica tipica dell’elemosina cristiana: deve essere nascosta. “Non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra”, dice Gesù, “perché la tua elemosina resti segreta” (Mt 6,3-4). E poco prima aveva detto che non ci si deve vantare delle proprie buone azioni, per non rischiare di essere privati della ricompensa celeste (cfr Mt 6,1-2). La preoccupazione del discepolo è che tutto vada a maggior gloria di Dio. Gesù ammonisce: “Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli” (Mt 5,16). Tutto deve essere dunque compiuto a gloria di Dio e non nostra. Questa consapevolezza accompagni, cari fratelli e sorelle, ogni gesto di aiuto al prossimo evitando che si trasformi in un mezzo per porre in evidenza noi stessi. Se nel compiere una buona azione non abbiamo come fine la gloria di Dio e il vero bene dei fratelli, ma miriamo piuttosto ad un ritorno di interesse personale o semplicemente di plauso, ci poniamo fuori dell’ottica evangelica. Nella moderna società dell’immagine occorre vigilare attentamente, poiché questa tentazione è ricorrente. L’elemosina evangelica non è semplice filantropia: è piuttosto un’espressione concreta della carità, virtù teologale che esige l’interiore conversione all’amore di Dio e dei fratelli, ad imitazione di Gesù Cristo, il quale morendo in croce donò tutto se stesso per noi. Come non ringraziare Dio per le tante persone che nel silenzio, lontano dai riflettori della società mediatica, compiono con questo spirito azioni generose di sostegno al prossimo in difficoltà? A ben poco serve donare i propri beni agli altri, se per questo il cuore si gonfia di vanagloria: ecco perché non cerca un riconoscimento umano per le opere di misericordia che compie chi sa che Dio “vede nel segreto” e nel segreto ricompenserà.

4. Invitandoci a considerare l’elemosina con uno sguardo più profondo, che trascenda la dimensione puramente materiale, la Scrittura ci insegna che c’è più gioia nel dare che nel ricevere (cfr At 20,35). Quando agiamo con amore esprimiamo la verità del nostro essere: siamo stati infatti creati non per noi stessi, ma per Dio e per i fratelli (cfr 2 Cor 5,15). Ogni volta che per amore di Dio condividiamo i nostri beni con il prossimo bisognoso, sperimentiamo che la pienezza di vita viene dall’amore e tutto ci ritorna come benedizione in forma di pace, di interiore soddisfazione e di gioia. Il Padre celeste ricompensa le nostre elemosine con la sua gioia. E c’è di più: san Pietro cita tra i frutti spirituali dell’elemosina il perdono dei peccati. “La carità - egli scrive - copre una moltitudine di peccati” (1 Pt 4,8). Come spesso ripete la liturgia quaresimale, Iddio offre a noi peccatori la possibilità di essere perdonati. Il fatto di condividere con i poveri ciò che possediamo ci dispone a ricevere tale dono. Penso, in questo momento, a quanti avvertono il peso del male compiuto e, proprio per questo, si sentono lontani da Dio, timorosi e quasi incapaci di ricorrere a Lui. L’elemosina, avvicinandoci agli altri, ci avvicina a Dio e può diventare strumento di autentica conversione e riconciliazione con Lui e con i fratelli.

5. L’elemosina educa alla generosità dell’amore. San Giuseppe Benedetto Cottolengo soleva raccomandare: “Non contate mai le monete che date, perché io dico sempre così: se nel fare l’elemosina la mano sinistra non ha da sapere ciò che fa la destra, anche la destra non ha da sapere ciò che fa essa medesima” (Detti e pensieri, Edilibri, n. 201). Al riguardo, è quanto mai significativo l’episodio evangelico della vedova che, nella sua miseria, getta nel tesoro del tempio “tutto quanto aveva per vivere” (Mc 12,44). La sua piccola e insignificante moneta diviene un simbolo eloquente: questa vedova dona a Dio non del suo superfluo, non tanto ciò che ha, ma quello che è. Tutta se stessa.

Questo episodio commovente si trova inserito nella descrizione dei giorni che precedono immediatamente la passione e morte di Gesù, il quale, come nota san Paolo, si è fatto povero per arricchirci della sua povertà (cfr 2 Cor 8,9); ha dato tutto se stesso per noi. La Quaresima, anche attraverso la pratica dell’elemosina ci spinge a seguire il suo esempio. Alla sua scuola possiamo imparare a fare della nostra vita un dono totale; imitandolo riusciamo a renderci disponibili, non tanto a dare qualcosa di ciò che possediamo, bensì noi stessi. L’intero Vangelo non si riassume forse nell’unico comandamento della carità? La pratica quaresimale dell’elemosina diviene pertanto un mezzo per approfondire la nostra vocazione cristiana. Quando gratuitamente offre se stesso, il cristiano testimonia che non è la ricchezza materiale a dettare le leggi dell’esistenza, ma l’amore. Ciò che dà valore all’elemosina è dunque l’amore, che ispira forme diverse di dono, secondo le possibilità e le condizioni di ciascuno.

6. Cari fratelli e sorelle, la Quaresima ci invita ad “allenarci” spiritualmente, anche mediante la pratica dell’elemosina, per crescere nella carità e riconoscere nei poveri Cristo stesso. Negli Atti degli Apostoli si racconta che l’apostolo Pietro allo storpio che chiedeva l’elemosina alla porta del tempio disse: “Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina” (At 3,6). Con l’elemosina regaliamo qualcosa di materiale, segno del dono più grande che possiamo offrire agli altri con l’annuncio e la testimonianza di Cristo, nel Cui nome c’è la vita vera. Questo periodo sia pertanto caratterizzato da uno sforzo personale e comunitario di adesione a Cristo per essere testimoni del suo amore. Maria, Madre e Serva fedele del Signore, aiuti i credenti a condurre il “combattimento spirituale” della Quaresima armati della preghiera, del digiuno e della pratica dell’elemosina, per giungere alle celebrazioni delle Feste pasquali rinnovati nello spirito. Con questi voti imparto volentieri a tutti l’Apostolica Benedizione.

Dal Vaticano, 30 ottobre 2007

BENEDICTUS PP. XVI

 

© Copyright 2007 - Libreria Editrice Vaticana

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#24 Da: "Due minuti per la vita - Newsletter" <newsletter@...>
Data: Sab 2 Feb 2008 1:14 am
Oggetto: Pregare e digiunare per salvare la vita
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L'invito del fondatore del Centro di Aiuto alla Vita di Trento

di Antonio Gaspari - www.zenit.org - 1 febbraio 2008

Padre Angelo dell’Annunciazione, carmelitano scalzo, fondatore e animatore del Centro di Aiuto alla Vita di Trento, afferma che per sostenere la moratoria sull’aborto serve, come indicato dall’enciclica “Evangelium vitae”, “una grande preghiera per la vita che attraversi il mondo intero”.

Padre Angelo ha spiegato in una intervista a ZENIT che da trent’anni “il pensiero abortista, ha innalzato muri di inganni e menzogne, li ha puntellati e difesi con ogni mezzo pur di impedire che anche una sola pietra di questi muri di iniquità venisse rimossa”.

“Ma ora che Giuliano Ferrara ha aperto una breccia, destinata, io spero, ad allargarsi fino a far cadere l’intero muro – ha continuato – è più che mai urgente una grande preghiera per la vita, che attraversi il mondo intero”.

Secondo il padre carmelitano, è decisivo che “da ogni comunità cristiana, si elevi una supplica appassionata a Dio, Creatore e amante della vita”, perché “Gesù stesso ci ha mostrato col suo esempio che preghiera e digiuno sono le armi principali e più efficaci contro le forze del male (cfr. Mt 4, 1-11) e ha insegnato ai suoi discepoli che alcuni demoni non si scacciano se non in questo modo (Mc 9, 29)”.

Padre Angelo ha poi ricordato le parole di san Pietro detto il Crisologo, Vescovo di Ravenna, (406 – 450) , secondo cui “tre sono le cose, tre, o fratelli, per cui sta salda la fede, perdura la devozione, resta la virtù: la preghiera, il digiuno, la misericordia. Ciò per cui la preghiera bussa, lo ottiene il digiuno, lo riceve la misericordia. […] Perciò preghiera, digiuno, misericordia, siano per noi un’unica forza mediatrice presso Dio, siano per noi un’unica difesa, un’unica preghiera sotto tre aspetti”.

Il chierico carmelitano ha salutato con grande favore la ventata di speranza nuova “suscitata dall’iniziativa di Ferrara, che personalmente si è impegnato a seguire una dieta speciale per la moratoria sull’aborto”.

“Sollecitati dal suo esempio – ha sottolineato padre Angelo – ritroviamo, dunque, l’umiltà e il coraggio di pregare e digiunare, per ottenere la forza che viene dall’Alto”.

Perché, ha concluso, “nei disegni misteriosi e misericordiosi di Dio, l’iniziativa di un laico può ben essere al servizio del suo Regno, in modo da far tornare almeno qui in Italia, dopo 30 anni di esilio legale, il riconoscimento e il rispetto della sacralità della vita umana sin dal concepimento”.


#23 Da: dueminutiperlavita@yahoogroups.com
Data: Ven 1 Feb 2008 9:11 pm
Oggetto: File - Due minuti per la vita_volantino.pdf
dueminutiperlavita@yahoogroups.com
Invia email Invia email
 
File:        Due minuti per la vita_volantino.pdf
Descrizione: Volantino di presentazione dell'iniziativa di preghiera di DUE
MINUTI PER LA VITA

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