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#83 Da: dueminutiperlavita@yahoogroups.com
Data: Mar 14 Lu 2009 11:06 pm
Oggetto: Festa della Beata Vergine del Carmelo, 16.7.2009, 0:00
dueminutiperlavita@yahoogroups.com
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Promemoria da:   dueminutiperlavita Yahoo! Gruppi
 
Titolo:   Festa della Beata Vergine del Carmelo
 
Data:   giovedì, 16 luglio 2009
Ora:   Tutto il giorno
Ripetizioni:   Questo evento si ripete ogni anno.
 
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#82 Da: "ASSOCIAZIONE DUE MINUTI PER LA VITA - NEWSLETTER" <newsletter@...>
Data: Sab 29 Nov 2008 1:47 pm
Oggetto: ''Diritti proclamati, diritti negati'': Convegno a Torino il 25 ottobre presso il Cattolengo, ore 9-18
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Associazione Due minuti per la vita

Preghiera in difesa della vita nascente

Newsletter n.82

 

 

DIRITTI PROCLAMATI, DIRITTI NEGATI 

sabato 25 ottobre 2008, ore 9-18

 

Sala Congressi del Cottolengo

Via Cottolengo 14, Torino 

 

 

23 ottobre 2008

S. Giovanni da Capestrano 

 

 

Cari amici,

scusandoci per la tardivitá della segnalazione causata da alcuni imprevisti nella gestione della newsletter, Vi invitiamo a partecipare al convegno "Diritti proclamati, diritti negati" - organizzato dalla Federazione Regionale dei Movimenti per la Vita e dei Centri di Aiuto alla Vita del Piemonte e della Valle d'Aosta - che avrá luogo a Torino nella giornata di sabato 25 ottobre prossimo presso la Sala Congressi della Piccola Casa della Divina Provvidenza - Cottolengo, in Via Cottolengo 14, con inizio alle ore 9.

 

Segue la presentazione ed il programma del convegno, la cui brochure é scaricabile dal link http://www.federvitapiemonte.it/repository/PIEGHEVOLE-convegno-2008.pdf.

 

*** 

Era il 10 dicembre 1948, quando l'Assemblea Generale dell'ONU stilava la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. Sono trascorsi sessant'anni e se ne sono viste di tutti i colori. Ma la prima osservazione che ci viene è proprio sul 1° articolo del testo: "Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti." Ora, a parte le tante smentite venute da ogni parte, già partire dalla nascita significa dimenticare nove preziosissimi mesi della vita di ogni essere umano. A meno che non si voglia accettare l'affermazione di S. Agostino che recita: "prima si nasce nelle viscere, perché si possa nascere dalle viscere" (Enarrationes in Psalmos 57,5). E' chiaro che ogni uomo è tale perché concepito e se non lo si rispetta quando è più debole ed indifeso, prevarrà sempre la forza contro la debolezza.

Ci piace qui citare un brano dell'enciclica di Giovanni Paolo II 'Evangelium Vitae':

"[...] Dall'altro lato, a queste nobili proclamazioni si contrappone purtroppo, nei fatti, una loro tragica negazione. Questa è ancora più sconcertante, anzi più scandalosa, proprio perché si realizza in una società che fa dell'affermazione e della tutela dei diritti umani il suo obiettivo principale e insieme il suo vanto. Come mettere d'accordo queste ripetute affermazioni di principio con il continuo moltiplicarsi e la diffusa legittimazione degli attentati alla vita umana? Come conciliare queste dichiarazioni col rifiuto del più debole, del più bisognoso, dell'anziano, dell'appena concepito? Questi attentati vanno in direzione esattamente contraria al rispetto della vita e rappresentano una minaccia frontale a tutta la cultura dei diritti dell'uomo. È una minaccia capace, al limite, di mettere a repentaglio lo stesso significato della convivenza democratica: da società di «con-viventi», le nostre città rischiano di diventare società di esclusi, di emarginati, di rimossi e soppressi." (EV 18)

 

Queste parole non sono valide solo per i cristiani, ma ogni uomo che ha a cuore l'esistenza stessa dell'essere umano deve preoccuparsi di modellare un mondo nel quale i diritti possano essere veramente universali, a partire dai più deboli. Questo è il senso del convegno che Federvita Piemonte qui promuove.

 

______________________________

 

PROGRAMMA:

 

 ore 9 - apertura dei lavori:
Giuseppe Garrone - Presidente Federvita Piemonte

Saluti:
E' stato invitato S. Em. Card. Severino Poletto, Arcivescovo di Torino

I SESSIONE
Presidente Silvia Scaranari Introvigne
Preside del Liceo Scientifico Francesco Faa' di Bruno di Torino

ore 9.30 - Relazione: I DIRITTI NATURALI NELLA DICHIARAZIONE: CONTESTO STORICO GIURIDICO
Mauro Ronco
 - Professore di Diritto Penale nell'Università di Padova e dirigente di Alleanza Cattolica

ore 10.30 - Relazione: LE POLITICHE DEGLI ORGANISMI INTERNAZIONALI E LA DICHIARAZIONE
Riccardo Cascioli
- Presidente Cespas - Centro Europeo Studi su Popolazione, Ambiente e Sviluppo

 ore 11.15

Coffee break

ore 11.45 - Relazione: IL DIRITTO ALLA VITA OGGI, IN ITALIA
Francesco Agnoli - Docente di filosofia, giornalista e scrittore


ore 13.15

Pranzo con servizio di catering


II SESSIONE
Presidente Marisa Orecchia - Vice presidente di Federvita Piemonte e Comitato Verità e Vita

ore 14.45 - Relazione: LIBERTÀ E FAMIGLIA - LA FAMIGLIA E FORME ALTERNATIVE
Francesco Belletti - Sociologo e Direttore del CISF - Centro Internazionale Studi Famiglia

 

Ore 15.45- Relazione: L'OBIEZIONE DI COSCIENZA: IL DIRITTO ALLA LIBERTÀ
Piero Uroda: Presidente UCFI - Unione Cattolica Farmacisti Italiani

Ore 17.00 - Relazione: IL SERVO DI DIO GIOVANNI PAOLO II: IL GRANDE DIFENSORE DEI DIRITTI DELL'UOMO
Giorgio Maria Carbone O.P. - Docente di bioetica e morale, Facoltà di teologia di Bologna

Conclusioni del Presidente

 

 

Vi porgiamo un cordiale saluto in Gesù e Maria,

 

lo staff dell'Associazione Due minuti per la vita

www.dueminutiperlavita.info - info@...


#81 Da: "ASSOCIAZIONE DUE MINUTI PER LA VITA - NEWSLETTER" <newsletter@...>
Data: Sab 29 Nov 2008 1:34 pm
Oggetto: 18 OTTOBRE: ROSARIO MONDIALE PER I BAMBINI NON ANCORA NATI
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Associazione Due minuti per la vita

Preghiera in difesa della vita nascente 

 

Newsletter n. 81

 

 

18 OTTOBRE: ROSARIO MONDIALE PER I BAMBINI NON ANCORA NATI

15 ottobre 2008

Santa Teresa d'Avila

 

Cari amici, 

Vi invitiamo ad aderire personalmente ed a diffondere l'iniziativa del Rosario mondiale per i bambini non ancora nati, proposto dalla Saint Michael The Archangel Organization per il 18 ottobre prossimo.

 

Al link http://www.saintmichaelthearchangelorganization.org/italian_translation2.pdf é disponibile il testo integrale diffuso dall'organizzazione per presentare l'iniziativa.
 

Per coloro che vorranno unirsi spiritualmente in preghiera con noi proponiamo di recitare il Santo Rosario sabato 18 ottobre alle ore 9, cosí come richiesto dagli organizzatori.

 

Nel caso foste impossibilitati a recitare il Rosario all'ora proposta Vi invitiamo a recitarlo comunque nel corso della giornata.

 

Nelle intenzioni di preghiera Vi chiediamo di ricordare - accanto ai bambini uccisi con l'aborto ed alle donne che hanno abortito - in particolare Romina, che sta affrontando una gravidanza inaspettata, e Lina che sta attraversando un periodo di particolare prova.

 

 

Auguriamo a tutti Voi una buona festa di Santa Teresa d'Avila.

In Gesù e Maria, 

 

Lo staff dell'Associazione Due minuti per la vita

www.dueminutiperlavita.info - info@...

 

ps. Il 20 giugno scorso, solennità della Madonna Consolata, è nata l'Associazione "Due minuti per la vita", proprio con lo scopo di incentivare e promuovere la diffusione dell'omonima preghiera in difesa della vita nascente. Coloro che fossero interessati ad avere ulteriori informazione o ad aderirvVi possono richiedere lo Statuto e il modulo per la domanda di ammissione a: info@....

 

 

 

 


#80 Da: "DUE MINUTI PER LA VITA - NEWSLETTER" <newsletter@...>
Data: Mer 15 Ott 2008 9:07 am
Oggetto: 2005-2008: Tre anni di preghiera in difesa della vita nascente
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7 ottobre 2005 - 7 ottobre 2008: 
 
TRE ANNI DI PREGHIERA IN DIFESA DELLA VITA NASCENTE SOTTO LA PROTEZIONE DELLA MADONNA DEL ROSARIO
 
PROGETTO "DUE MINUTI PER LA VITA IN TUTTE LE PARROCCHIE ITALIANE"
 
 
 
Con grande gioia Vi informiamo che in questi giorni, proprio ieri abbiamo festeggiato la Madonna del Rosario, ricorrono i tre anni da quando è iniziata la diffusione in Italia dei Due minuti per la vita, l'iniziativa di preghiera in difesa della vita nascente. 
 
Da allora ad oggi diverse realtá (associazioni, gruppi di preghiera, parrocchie, centri e circoli culturali, movimenti etc...) hanno aderito alla preghiera promuovendola al proprio interno, ed attualmente sono oltre 15.ooo le persone che hanno voluto accettare l'invito a pregare due minuti al giorno per i bambini abortiti e per la conversione dei loro genitori e dei medici abortisti.
 
Lo scorso marzo, in occasione delle festività pasquali, una lettera di presentazione dell'iniziativa è stata inviata a tutti i Vescovi italiani ed al Santo Padre: numerosi Pastori hanno risposto dimostrando apprezzamento ed incoraggiamento per la continuazione della preghiera e lo stesso Sommo Pontefice Benedetto XVI ci ha voluto onorare esprimendo compiacimento per l'iniziativa. Prima dell'estate, in occasione della Solennità della Madonna Consolata, è stata costituita l'Associazione Due minuti per la vita, proprio per incentivare la promozione della preghiera in maniera più organica ed efficace.
 
Il lavoro e le attività di diffusione della preghiera svolte in questi anni, grazie alla disponibilità dei volontari e di qualche generoso benefattore, sono state intense ed hanno portato frutto: di questo ringraziamo il buon Dio e quanti si sono prestati ad essere Suoi umili strumenti!
Ma quanto è stato fatto è solo una piccola goccia nell'oceano.
 
Proprio per questo motivo chiediamo di volerci aiutare nel realizzare il prossimo progetto: spedire la locandina di presentazione della preghiera in difesa della vita  (v. allegato) a tutte le parrocchie italiane (che sono oltre 25000), per permetterne una diffusione capillare sul territorio nazionale, consci del fondamentale ed insostituibile ruolo della preghiera per sconfiggere l'abominio dell'aborto nel nostro paese!
 
Le spese necessarie per la realizzazione del progetto, che ci auspichiamo di portare felicemente a termine nei prossimi tre anni, entro la fine del 2011, sono molto ingenti e superano i 20.000€.  Un progetto ambizioso, è vero, ma siamo sicuri di poter confidare sulla Provvidenza e sulla Vostra generosità.
 
 
Coloro che vorranno offrici il proprio sostegno economico nella diffusione della preghiera lo potranno fare in uno dei seguenti modi:
- versamento sul conto corrente postale n. 90857228 tramite bollettino postale intestato a Associazione Due minuti per la vita - casella postale 299 - 10121 Torino;
- bonifico a favore di Associazione Due minuti per la vita - casella postale 299 - 10121 Torino - CODICE IBAN: IT  88  Z  07601  01000  000090857228;
- donazione con carta di credito (tramite il sistema sicuro di Paypal) indicando come beneficiario: info@....
 
Certi della Vostra generosità Vi ringraziamo anticipatamente per quanto potrete fare e porgiamo a Voi ed alle Vostre famiglie i migliori auguri per una buona continuazione del mese di ottobre, di devozione mariana per eccellenza.
 
Sotto la materna guida ed ispirazione della Vergine Maria continuiamo ad affidare tutto il nostro apostolato in difesa della vita!
 
Per qualsiasi informazione sull'iniziativa di preghiera dei Due minuti per la vita non esitate a contattarci
 
Un cordiale saluto in Gesù e Maria,
 
lo staff dell'Associazione Due minuti per la vita
Casella postale 299 - 10121 Torino
Email: info@... 
 
ps. anche solo un piccolo contributo è importante per la difesa della vita!

#79 Da: "DUE MINUTI PER LA VITA - NEWSLETTER" <newsletter@...>
Data: Mer 15 Ott 2008 9:06 am
Oggetto: [Newsletter n. 79] 4 ottobre: giornata mondiale del Rosario
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Associazione Due minuti per la vita
Preghiera in difesa della vita nascente 
Newsletter n. 79
 

4 OTTOBRE: GIORNATA MONDIALE DEL ROSARIO

 
1 ottobre 2008
Santa Teresa di Lisieux
 
Cari amici, 
Vi invitiamo ad
aderire alla Giornata mondiale del Rosario, fissata per il 4 ottobre prossimo e segnalata dall'agenzia Zenit nella notizia presente al link http://www.zenit.org/article-15353?l=italian, di cui riportiamo il testo integrale di seguito. 
 
Per coloro che vorranno unirsi spiritualmente in preghiera con noi proponiamo di recitare il Santo Rosario sabato 4 ottobre alle ore 21.
 
Nelle intenzioni di preghiera Vi chiediamo di ricordare - accanto ai bambini uccisi con l'aborto ed alle donne che hanno abortito - anche la recente situazione relativa alla proposta di una legge sul fine vita: lo Spirito Santo illumini le nostre menti, quelle dei nostri Pastori, dei governanti e di tutti coloro che sono chiamati a decidere sul futuro della nostra amata Italia; al fine di lavorare insieme per il vero bene comune.
 
***
da Zenit.org - 9 settembre 2008
 
Il pioniere del Rosario Mondiale ha lanciato un invito a diocesi, parrocchie, movimenti e associazioni, a battere un record storico unendo, sabato 4 ottobre, il maggior numero possibile di persone in preghiera.
 
Guillermo Estévez, messicano e padre di famiglia, ha invitato in alcune dichiarazioni a ZENIT, le comunità a organizzare in quel giorno un Rosario "in un evento affollato, in uno stadio o in una chiesa, o in famiglia o con gli amici, per unirsi a molti altri Rosari che si terranno in tutto il mondo".
 
Estévez ha avuto l'idea di unire il mondo attraverso il Rosario nel 1996. Quell'anno l'iniziativa, celebrata nel mese di ottobre, divenne un dono di preghiera a Giovanni Paolo II in occasione dei suoi 50 anni di sacerdozio. All'evento si unirono 20 Paesi, e in Messico si recitò il Rosario in 2.600 località con una partecipazione di più di tre milioni di persone.
 
Durante la Giornata Mondiale del Rosario del 2000, invece, in più di 140 Paesi si organizzarono numerosi Rosari in chiese, stadi, cattedrali, piazze, carceri, ospedali e scuole spesso trasmessi in radio o in televisione.
 
Guillermo Estévez suggerisce ai gruppi che organizzano i Rosari di avere l'approvazione e il sostegno del Vescovo o del parroco, e di promuovere l'iniziativa con mezzi pubblicitari e attraverso radio, stampa, televisione o Internet.
 
Per maggiori informazioni o per comunicare la propria adesione all'iniziativa, è possibile visitare la pagina web http://www.churchforum.org/rosario/ o inviare un messaggio a jornadarosario@...
Auguriamo a tutti Voi un buon inizio del mese di ottobre.
 
In Gesù e Maria, 
Lo staff dell'Associazione Due minuti per la vita
ps. Il 20 giugno scorso, solennità della Madonna Consolata, è nata l'Associazione "Due minuti per la vita", proprio con lo scopo di incentivare e promuovere la diffusione dell'omonima preghiera in difesa della vita nascente. Coloro che fossero interessati ad avere ulteriori informazione o ad aderirvVi possono richiedere lo Statuto e il modulo per la domanda di ammissione a: info@....
 

#78 Da: "DUE MINUTI PER LA VITA - NEWSLETTER" <newsletter@...>
Data: Mer 1 Ott 2008 3:08 pm
Oggetto: [Newsletter n. 78] Due appelli in difesa della vita - Da firmare e diffondere!
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Associazione Due minuti per la vita

Preghiera in difesa della vita nascente 

 

 

Newsletter n. 78

 

 

DA FIRMARE E DIFFONDERE:

PETIZIONE PER LA VITA E LA DIGNITA' DELL'UOMO

APPELLO PER LA DIFESA DELLA VITA DI ELUANA ENGLARO

 

 

23 settembre 2008

San Pio da Pietralcina

 

Cari amici,

Vi invitiamo innanzitutto a sottoscrivere e diffondere la Petizione europea per la vita e la dignità dell'uomo -  promossa dal Movimento per la Vita italiano in occasione del 60esimo anniversario dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo - riguardo alla quale il Sommo Pontefice Benedetto XVI così si pronunciò: "[...] La vostra iniziativa presso la Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo, nella quale affermate i valori fondamentali del diritto alla vita fin dal concepimento, della famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e una donna, del diritto di ogni essere umano concepito a nascere e ad essere educato in una famiglia di genitori, conferma ulteriormente la solidità del vostro impegno e la piena comunione con il Magistero della Chiesa, che da sempre proclama e difende tali valori come "non negoziabili"." (12 maggio 2008, Discorso ai membri del Movimento per la Vita italiano)

 

Eccone il testo integrale:

Noi sottoscritti cittadini europei,
considerato che


- "la dignita' umana, la liberta', l'eguaglianza, la solidarietà e la giustizia costituiscono il patrimonio spirituale e morale su cui si fonda l'unione dei popoli europei", come è scritto nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione;

 - sono passati 60 anni dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo la cui efficacia in favore della liberta', della giustizia, e della pace è compromessa se come titolare della dignita' e dei diritti non viene riconosciuto ogni essere umano dal concepimento alla morte naturale;

- l'Unione europea e il Consiglio d'Europa ritengono loro funzione quella di rispettare e promuovere i diritti umani solennemente proclamati nella "Carta dei diritti fondamentali dell'Unione" e nella "Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti e delle libertà fondamentali";

- sono peraltro ricorrenti i tentativi di interpretare in modo restrittivo il diritto alla vita omettendo di riconoscerlo all'essere umano concepito e non ancora nato;

- anche la definizione di famiglia diviene incerta se non la si riconosce come "nucleo fondamentale della societa' e dello Stato" e percio'ò fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna e dotata primariamente del diritto-dovere di educare i figli;

 

affermiamo

- il diritto alla vita di ogni essere umano dal concepimento alla morte naturale

- i diritti della famiglia come nucleo fondamentale della società e dello Stato fondato sul matrimonio di un uomo e di una donna che hanno il diritto-dovere di educare i figli

 

chiediamo che

- siano adottate tutte le iniziative affinche' nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione (art. 2) e nei Trattati in corso di revisione, così come nella "Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti e delle liberta' fondamentali" (art. 2) e nella "Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo" (art. 3), laddove si riconosce il diritto alla vita di ogni essere umano, si specifichi che tale diritto deve essere riconosciuto fin dal concepimento;

- quanto meno ogni decisione, raccomandazione, risoluzione, regolamento o direttiva che chiama in causa il diritto alla vita sia conforme al principio che tale diritto deve essere riconosciuto fin dal concepimento;

- siano sospesi i finanziamenti pubblici della ricerca distruttiva di embrioni umani, come, ad esempio, avviene per effetto del VII programma quadro di ricerca dell'Unione europea;

- si riconosca come famiglia in senso pieno quella fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna cui deve essere riconosciuto prioritariamente il diritto e il dovere di scegliere l'educazione da dare ai figli.

 

 

Vi chiediamo inoltre di riprendere con rinnovato slancio la diffusione dell'appello in difesa del diritto alla vita di Eluana Englaro - che in poco più di due mesi ha quasi raggiunto le 4500 firme - proponendolo e facendolo firmare ad amici e conoscenti attraverso il link www.firmiamo.it/eluanaenglaro!

Ogni attività in difesa della vita sia alimentata e sostenuta dalla preghiera! 

 

Nel porgere a tutti Voi un cordiale saluto in Gesú e Maria auguriamo una buona festa di San Pio da Pietralcina, nel quarantesimo anniversario del Suo dies natalis!

 

Lo staff dell'Associazione Due minuti per la vita

www.dueminutiperlavita.info - info@...

 

ps. Il 20 giugno scorso, solennità della Madonna Consolata, è nata l'Associazione "Due minuti per la vita", proprio con lo scopo di incentivare e promuovere la diffusione dell'omonima preghiera in difesa della vita nascente. Coloro che fossero interessati ad avere ulteriori informazione o ad aderirvVi possono richiedere lo Statuto e il modulo per la domanda di ammissione a: info@....

 

*** 

Segue il testo integrale dell'appello in difesa della vita di Eluana che puó essere agevolmente copiato-incollato nelle email da inviare ai Vostri contatti:

 

L'Associazione Due minuti per la vita ha lanciato il 13 luglio scorso il seguente

 

APPELLO ALLA SOCIETA' CIVILE PER LA DIFESA DEL DIRITTO ALLA VITA DI ELUANA ENGLARO

http://www.firmiamo.it/eluanaenglaro

 

Il presente appello é per la difesa del diritto alla vita di Eluana Englaro e si oppone alla richiesta di interromperne l'idratazione e l'alimentazione.

Tale interruzione provocherebbe infatti la morte di Eluana, e questo solo in seguito ad una lunga e dolorosa agonia, come giá successe per Terri Schiavo nel 2005.

Togliere la vita ad una persona, solo perché malata o disabile o incosciente, é una pratica inaccettabile in ogni paese che voglia continuare a rientrare nel novero di quelli civili.

 

LA VITA E' UN BENE INVIOLABILE E INDISPONIBILE E NESSUNO SI PUO' ARROGARE LA PREROGATIVA DI TOGLIERLA A PROPRIO ARBITRIO.

 PER ADERIRE ALL'APPELLO CLICCARE QUI

 

***
"domanderò conto della vita dell'uomo all'uomo,

a ognuno di suo fratello"

(Gn 9, 5)


"[...]si fa sempre più forte la tentazione dell'eutanasia, cioè di impadronirsi della morte, procurandola in anticipo e ponendo così fine «dolcemente» alla vita propria o altrui. In realtà, ciò che potrebbe sembrare logico e umano, visto in profondità si presenta assurdo e disumano.
Siamo qui di fronte a uno dei sintomi più allarmanti della «cultura di morte», che avanza soprattutto nelle società del benessere, caratterizzate da una mentalità efficientistica che fa apparire troppo oneroso e insopportabile il numero crescente delle persone anziane e debilitate. Esse vengono molto spesso isolate dalla famiglia e dalla società, organizzate quasi esclusivamente sulla base di criteri di efficienza produttiva, secondo i quali una vita irrimediabilmente inabile non ha più alcun valore."

(Giovanni Paolo II, Evangelium Vitae n.64)

 

 

Associazione Due minuti per la vita

Casella postale 299 - 10121 Torino TO

c/c postale n. 90857228 

Sito:      www.dueminutiperlavita.info 

Email: info@...

 

 

***

La presente newsletter viene inviata a quanti hanno aderito alla preghiera di Due minuti per la vita e a coloro che hanno chiesto informazioni ed aggiornamenti sull'iniziativa stessa. Se il Vostro indirizzo è stato inserito per errore ci scusiamo del disagio arrecatoVi.

 

Chi non desiderasse ricevere nostre ulteriori comunicazioni è pregato di inviare un messaggio a info@... avente per oggetto "cancellazione", ovvero puó provvedere autonomamente alla disiscrizione tramite il servizio di SafeUnsubscribe di ConstantContact®.

 

ATTENZIONE: cliccando sulla scritta *SafeUnsubscribe® in basso a sinistra verrete automaticamente cancellati dalla newsletter e in conformitá alla privacy policy del servizio di mailing list di cui ci serviamo non sará piú possibile per noi inserire il Vostro indirizzo email.


#77 Da: "Due minuti per la vita - Newsletter" <newsletter@...>
Data: Lun 8 Set 2008 12:07 am
Oggetto: Nuova locandina dei Due minuti per la vita - Festa della Beata Teresa di Calcutta
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Newsletter n. 77
 
5 settembre 2008
Beata Teresa di Calcutta
 
Cari amici,
augurandoci abbiate trascorso un buon periodo estivo di riposo fisico e di ristoro spirituale Vi segnaliamo che al link
http://www.box.net/shared/5xy98d8kks trovate la nuova locandina di presentazione della preghiera dei Due minuti per la vita, che è stata aggiornata con tutti i riferimenti (codice fiscale, casella postale, conto corrente postale, codice IBAN) dell'Associazione.
 
Vi chiediamo, d'ora in poi, di diffondere tale versione anzichè la precedente sprovvista di tali dati.
 
Porgiamo a tutti Voi un cordiale saluto in Gesú e Maria insieme all'augurio di una buona ripresa delle consuete attività lavorative.
 
Buona festa della Beata Teresa di Calcutta!
 
Lo staff dell'Associazione Due minuti per la vita
Casella postale 299 - 10121 Torino
c/c postale n. 90857228
www.dueminutiperlavita.info
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ps. per aderire all'appello in difesa del diritto alla vita di Eluana Englaro sono sufficienti pochi secondi; è un piccolo gesto per la causa della vita!

#76 Da: "DUE MINUTI PER LA VITA - NEWSLETTER" <newsletter@...>
Data: Mer 30 Lu 2008 10:41 am
Oggetto: Oltre 4000 firme per Salvare Eluana! - Fattisentire.net: Scrivere ai politici contro l' "onnipotenza di certa magistratura"
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Torino, 30 luglio 2008
Comunicato stampa
 
OLTRE 4000 FIRME PER SALVARE ELUANA!
FATTISENTIRE.NET: SCRIVERE AI POLITICI CONTRO L'ONNIPOTENZA DI CERTA MAGISTRATURA
 
 
L'Associazione Due minuti per la vita ringrazia per le oltre 4000 sottoscrizioni ricevute all'appello lanciato il 13 luglio scorso in difesa del diritto alla vita di Eluana Englaro e chiede a tutti coloro che sono per il rispetto e la difesa della vita umana fino al suo termine naturale di voler continuare a segnalare e a diffondere l'appello presente al link www.firmiamo.it/eluanaenglaro.
 
Inoltre l'Associazione condivide pienamente e rilancia la proposta del portale FattiSentire.net (www.fattisentire.net) che consiste nell'invitare i cittadini italiani a scrivere ai propri rappresentanti eletti in Parlamento affinché - alla luce del colpo di mano verificatosi in occasione della vicenda di Eluana - provvedano per via legislativa a porre un freno all' "onnipotenza di certa magistratura".
 
 
Associazione Due minuti per la vita
Casella postale 299 - 10121 Torino TO
Email: info@...

#75 Da: "DUE MINUTI PER LA VITA - NEWSLETTER" <newsletter@...>
Data: Mer 16 Lu 2008 6:11 am
Oggetto: [Newsletter n.74] Casella postale - Appello per Eluana Englaro - Richiesta di preghiere
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14 luglio 2008
S. Camillo de Lellis
 
Cari amici,
Vi informiamo che é stata aperta una casella postale per l'Associazione Due minuti per la vita e che d'ora in poi possiamo quindi essere contattati scrivendo a:
Associazione Due minuti per la vita
Casella postale 299
10121 Torino  TO
 
Vi chiediamo di segnalarne gli estremi a tutti coloro (aderenti o meno all'iniziativa di preghiera) che hanno desiderio di entrare in contatto con noi ma non dispongono di un indirizzo email.
 
Col presente messaggio Vi chiediamo anche di:
- pregare per i nostri aderenti Tommaso e Monica che il 16 luglio, festa della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, si sposano;
- aderire e fare aderire all'importante appello in difesa del diritto alla vita di Eluana Englaro, presente al link http://www.firmiamo.it/eluanaenglaro.
 
S. Camillo, patrono degli ammalati, veglia su Eluana e proteggila!
 
 
Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA
 
ps. per aderire all'appello in difesa del diritto alla vita di Eluana Englaro sono sufficienti pochi secondi; è un piccolo gesto per la causa della vita!

#74 Da: dueminutiperlavita@yahoogroups.com
Data: Lun 14 Lu 2008 10:56 pm
Oggetto: Festa della Beata Vergine del Carmelo, 16.7.2008, 0:00
dueminutiperlavita@yahoogroups.com
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Promemoria da:   dueminutiperlavita Yahoo! Gruppi
 
Titolo:   Festa della Beata Vergine del Carmelo
 
Data:   mercoledì, 16 luglio 2008
Ora:   Tutto il giorno
Ripetizioni:   Questo evento si ripete ogni anno.
 
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#73 Da: "DUE MINUTI PER LA VITA - NEWSLETTER" <newsletter@...>
Data: Gio 3 Lu 2008 11:19 am
Oggetto: IMPORTANTE: Appello alla Vostra generositá in difesa della Vita
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DUE MINUTI PER LA VITA

Newsletter n. 73

 

APPELLO ALLA VOSTRA GENEROSITA'

IN DIFESA DELLA VITA

 

3 luglio 2008

S. Tommaso

 

Cari amici,

prima dell'ormai vicina pausa estiva intendiamo dare nuovo impulso alla diffusione della preghiera per la vita nascente ed in vista di ciò ci permettiamo di fare appello alla Vostra sicura generositá.

 

Vi segnaliamo, pertanto, che é possibile sostenere in prima persona i costi per la stampa e la spedizione delle locandine di presentazione dell'iniziativa di preghiera con una donazione attraverso il servizio gestito da Paypal (con addebito su carta di credito o sul proprio conto Paypal), indicando come beneficiario: info@....

 

Tramite Paypal è possibile fare offerte di qualsivoglia entità; tuttavia noi Vi proponiamo di contribuire scegliendo una delle opzioni indicate sotto (cliccare sul link scelto e seguire la procedura):

 

5   euro   per spedire 50    locandine

10 euro   per spedire 100  locandine

15 euro   per spedire 150   locandine

20 euro   per spedire 200   locandine

30 euro   per spedire 300   locandine

40 euro   per spedire 400   locandine

50 euro   per spedire 500   locandine

100 euro per spedire 1000 locandine

 

Per coloro che non avessero familiarità con il sistema di Paypal è sufficiente che ci comunichino l'importo che intendono donare e riceveranno il link per effettuare il pagamento.

 

Quanti nel corso dell'anno (1° gennaio - 31 dicembre) avranno effettuato offerte per un totale pari o superiore a 100euro riceveranno dall'Associazione Due minuti per la vita il riconoscimento e l'attestato di benefattore.

 

Ringraziando anticipatamente per la Vostra generositá porgiamo i nostri piú cordiali saluti in Gesú e Maria con l'augurio per l'inizio del mese di luglio.

 

 

Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA

www.dueminutiperlavita.info - info@...

 

ps. Il 20 giugno scorso, solennità della Madonna Consolata, è nata l'Associazione "Due minuti per la vita", proprio con lo scopo di incentivare e promuovere la diffusione dell'omonima preghiera in difesa della vita nascente. Coloro che fossero interessati a farne parte possono richiedere lo Statuto e il modulo per la domanda di ammissione a: info@....


#72 Da: "Due minuti per la vita - Newsletter" <newsletter@...>
Data: Ven 27 Giu 2008 2:10 pm
Oggetto: Su Radio Maria: domenica 29 ore 21
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Due minuti per la vita

Newsletter n. 72

 

 

IN ONDA SU RADIO MARIA:

DOMENICA 29 GIUGNO ORE 21

 

Si segnala che domenica 29 giugno il Responsabile nazionale di Due minuti per la vita parteciperà alla tavola rotonda "Due minuti di preghiera per la vita", condotta da Andrea Morigi, in onda su Radio Maria a partire dalle ore 21.

 

 

Un cordiale saluto in Gesú e Maria e buon fine settimana.

 

Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA

www.dueminutiperlavita.info - info@...


#71 Da: "DUE MINUTI PER LA VITA - NEWSLETTER" <newsletter@...>
Data: Dom 22 Giu 2008 11:59 pm
Oggetto: [Newsletter n. 71] Nasce l'Associazione "Due minuti per la vita"
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23 giugno 2008
San Giuseppe Cafasso
 
In seguito ad attivitá ormai quasi triennale in data 20 giugno u.s. é stata costituita, sotto la speciale protezione della Madonna Consolata, l'Associazione "Due minuti per la vita" al fine di incentivare e incrementare la diffusione dell'omonima iniziativa di preghiera in difesa della vita nascente.
 
Al link http://www.dueminutiperlavita.info/2008/06/statuto-due-minuti-per-la-vita.html sono disponibili gli articoli piú significativi dello Statuto che regola la vita dell'Associazione.
 
Tutti coloro che fossero interessati possono liberamente richiedere copia integrale dello Statuto ed il modulo per l'ammissione all'Associazione a: info@....
 
Si precisa che l'adesione all'iniziativa di preghiera non implica né determina in alcun modo l'obbligo ad iscriversi all'Associazione.
 
 
Un cordiale saluto in Gesú e Maria, accompagnato dall'augurio di un buon inizio di settimana.
 
Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA
 

#70 Da: "DUE MINUTI PER LA VITA - NEWSLETTER" <newsletter@...>
Data: Mer 18 Giu 2008 10:18 am
Oggetto: [Newsletter n. 70] "Rosario per la vita" in onore della Madonna Consolata
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Cari amici,

come facciamo ormai da tre anni Vi invitiamo per venerdí 20 giugno, alle ore 21, ad unirVi spiritualmente a noi nella recita del Santo Rosario in onore della Madonna Consolata, secondo le consuete intenzioni in difesa della vita nascente.

 

In contemporanea i volontari di Torino parteciperanno alla processione cittadina in onore della Vergine, Patrona della cittá!

 


 

Preghiera alla SS.ma Vergine Consolata

-con approvazione ecclesiastica-

 

Madonna Consolata

 

Oppresso dalla tribolazione,

gemendo e piangendo sotto il peso delle mie miserie,

a Voi ricorro, o Beatissima Vergine Maria.

Voi siete in Cielo la Regina degli Angeli e dei Santi,

ma qui in terra Voi volete essere la Madre delle consolazioni.

Voi siete la Consolata;

ed io Vostro figlio benché indegno voglio essere simile a Voi,

voglio essere consolato.

Io non Vi chiedo onori, o Maria,

non piaceri, non ricchezze:

io Vi chiedo consolazione.

O Madre mia dolcissima, Voi sapete il modo,

Voi conoscete la via per esaudirmi;

in Voi pienamente mi affido.

Dite una parola a quel Gesù che

con tanto amore tenete fra le Vostre braccia:

ed io gusterò la gioia del conforto.

Da Voi consolato, o Maria,

e dal Vostro Divin figlio,

io porterò in pace le stesse mie tribolazioni;

mi sarà facile il soffrire, mi sarà dolce il morire;

e come sarò giunto ai piedi del Vostro trono,

io canterò senza posa in eterno le Vostre misericordie.

***

 

 

Un cordiale saluto in Gesú e Maria.

 

Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA

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#69 Da: "Due minuti per la vita - Newsletter" <newsletter@...>
Data: Mar 17 Giu 2008 10:32 am
Oggetto: [Newsletter n. 69] Plauso all'On. Polledri per la mozione contro le linee guida della Turco
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Due minuti per la vita esprime la propria soddisfazione ed il proprio plauso per la mozione dell'On.le Polledri del 29 maggio 2008 che "impegna il Governo intervenire tempestivamente sul decreto 11 aprile 2008, di revisione delle linee guida in materia di procreazione medicalmente assistita, al fine di ripristinarne la conformità ai contenuti e allo spirito della legge n. 40 del 2004 in materia di divieto di diagnosi preimpianto degli embrioni", ripristinando le linee guida della legge 40 sostituite dall'ex ministro della Salute Livia Turco.
 
Con l'occasione si ricordano la NOTA INFORMATIVA diffusa l'8 maggio sulle modifiche delle nuove linee guida e l'iniziativa di sostegno al Sen. Giovanardi che già il 15 maggio comunicò la volontà del governo di annullare le modifiche apportate dal ministro Turco.
 
Ci si attende pertanto che il Governo voglia accogliere concretamente la mozione e provvedere quanto prima.
 
 
Un cordiale saluto in Gesù e Maria.
 
Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA
 

Atto Camera

Mozione 1-00008
presentata da
MASSIMO POLLEDRI
giovedì 29 maggio 2008 nella seduta n.011

La Camera,
premesso che:
con decreto 11 aprile 2008, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 30 aprile 2008, l'ex Ministro della salute, Livia Turco, ha adottato una versione aggiornata delle Linee guida contenenti le indicazioni delle procedure e delle tecniche di procreazione medicalmente assistita, a sostituzione delle precedenti linee guida dettate con decreto ministeriale 21 luglio 2004;
 
tra le novità più salienti delle nuove linee guida si segnala, in particolare, l'eliminazione del divieto alla diagnosi preimpianto degli embrioni, esplicitamente previsto dalle precedenti linee guida del 2004, più volte oggetto di pronunce giurisdizionali, tra cui, in particolare, la sentenza Tar Lazio ottobre 2007;
 
secondo il proponente Ministro Turco, le nuove linee guida sono il frutto di un lavoro rigoroso finalizzato a due precisi obiettivi: la piena e corretta applicazione della legge n. 40 e la necessità di fornire idonee e puntuali indicazioni agli operatori sanitari alla luce delle nuove risultanze cliniche e del mutato quadro di riferimento giuridico scaturito da ripetuti interventi della magistratura sulle precedenti linee guida;
tre sono i principali problemi sollevati dal nuovo provvedimento attuativo della legge n. 40: in primo luogo, si pone chiaramente il problema della legittimità politica dell'adozione, da parte di un Ministro di un Governo ormai dimissionario, di un provvedimento che chiaramente fuoriesce dal disbrigo degli affari correnti, incidendo su questioni etiche estremamente complesse che richiederebbero un procedimento di analisi più approfondito, trasparente e tendenzialmente condiviso;
in secondo luogo, è evidente per i sottoscrittori del presente atto l'esistenza di un contrasto tra i contenuti delle linee guida e lo spirito, nonché la stessa lettera, della legge n. 40, specie laddove, all'articolo 13, vieta esplicitamente ogni forma di selezione a scopo eugenetico degli embrioni e dei gameti ovvero gli interventi che, attraverso tecniche di selezione, di manipolazione o comunque tramite procedimenti artificiali, siano diretti ad alterare il patrimonio genetico dell'embrione o del gamete ovvero a predeterminarne caratteristiche genetiche;
è peraltro evidente per i sottoscrittori del presente atto che il divieto della diagnosi preimpianto si ricava, più in generale, anche da altri articoli della legge n. 40, tra cui, in primo luogo, il riconoscimento del diritto di tutti i soggetti coinvolti, ivi compreso il concepito;
un terzo problema che le linee guida sollevano è quello della sostanziale violazione del risultato del referendum popolare celebratosi il 12-13 giugno 2005, e conclusosi con esito negativo, che, nel combinato dei suoi quattro quesiti, incideva anche sul problema del divieto della diagnosi preimplantatoria;
nel merito, l'eliminazione del divieto di diagnosi preimpianto appare inaccettabile sotto il profilo etico-valoriale, essendo destinata inevitabilmente a tradursi nella selezione eugenetica degli embrioni;
introdurre un ulteriore meccanismo di selezione pre-impianto sugli embrioni significherebbe riconoscere alla coppia che accede alla PMA un diritto alla scelta del figlio non solo inconcepibile sotto il profilo bioetico ma anche potenzialmente discriminante per le coppie che procedono alla procreazione secondo i metodi naturali (per le quali, ovviamente, tale diritto di scelta preventivo non è astrattamente configurabile); tale ipotesi appare d'altronde contraria allo spirito della legge n. 40, che appare incentrata proprio sul principio per cui non esiste un diritto alla procreazione, né, tanto meno, un diritto alla procreazione di un figlio sano;
numerose perplessità emergono anche in relazione ai potenziali rischi derivanti dall'applicazione agli embrioni di tecniche diagnostiche pre-impianto: secondo parte della letteratura scientifica, infatti, tali tecniche sarebbero potenzialmente dannose per la salute degli embrioni, inclusi quelli sani, potrebbero causare malformazioni e non darebbero comunque risultati certi; sarebbe conseguentemente violato il fondamentale principio dell'articolo 1 della legge, che include il concepito tra i soggetti da tutelare;
il tema del riconoscimento dei diritti dell'embrione, previsto dall'articolo 1, è più volte ripreso dalla legge n. 40: in particolare, si segnala l'articolo 13, che vieta ogni sperimentazione sull'embrione, ad eccezione di quelle volte a perseguire finalità esclusivamente terapeutiche e diagnostiche; sempre all'articolo 13, si vieta ogni forma di selezione a scopo eugenetico degli embrioni o dei gameti, nonché ogni intervento volto a manipolare ed alterare artificialmente il patrimonio genetico dell'embrione o del gamete;

la legge n. 40 del 2004, fermo restando il divieto generale di cui all'articolo 14, ammette la crioconservazione degli embrioni solo in due specifiche ipotesi: a) nel caso in cui il trasferimento degli embrioni nell'utero della donna non risulti possibile per gravi e documentate cause di forza maggiore relative allo stato di salute della donna non prevedibili al momento della fecondazione, è consentita la crioconservazione degli embrioni, ma solo in via transitoria, fino alla data del trasferimento da realizzarsi non appena possibile; b) in riferimento agli embrioni prodotti prima dell'entrata in vigore della legge n. 40, l'articolo 17 della legge medesima, nel richiedere ai responsabili dei centri di PMA l'invio - entro trenta giorni dall'entrata in vigore della legge - dell'elenco contenente l'indicazione numerica degli embrioni prodotti e l'indicazione nominativa di coloro che hanno fatto ricorso alle tecniche medesime, rinvia ad un decreto del Ministro della salute la definizione delle modalità e dei termini di conservazione degli embrioni già presenti nei centri di PMA;
l'articolo 7, comma 3 della legge n. 40 prevede una revisione almeno triennale delle linee guida sulla procreazione medicalmente assistita, giustificata tuttavia in rapporto all'evoluzione tecnico-scientifica, che nel caso di specie non si ravvisa;

la pronuncia del Tar Lazio evocata dal Ministro Turco a fondamento dell'intervento di revisione delle linee guida è solo una delle numerose pronunce giurisprudenziali sul tema; si ricorda, al riguardo, che la prima pronuncia in materia è stata l'ordinanza 3 maggio 2004 del tribunale di Catania, che ha respinto il ricorso presentato da due coniugi contro il rifiuto del centro medico di procedere a diagnosi genetica pre-impianto, motivando la decisione alla luce del contrasto con gli articoli 13, comma 3, lettera b) e 14, comma 1 e 2 della legge n. 40;
 
pochissimi sono al momento i centri che, a livello mondiale, eseguono la diagnosi preimpianto, espressamente vietata in Svizzera, Germania ed Austria; il costo economico della diagnosi è particolarmente elevato, orientadosi indicativamente sui 35.000 per ogni nato vivo,
 
impegna il Governo
ad intervenire tempestivamente sul decreto 11 aprile 2008, di revisione delle linee guida in materia di procreazione medicalmente assistita, al fine di ripristinarne la conformità ai contenuti e allo spirito della legge n. 40 del 2004 in materia di divieto di diagnosi preimpianto degli embrioni.
 
(1-00008) «Polledri, Volontè, Vignali, Di Virgilio, Saltamartini, Capitanio Santolini, Lanzarin, Negro, Lupi, Caparini, Paolini, Torazzi, Alessandri, Fogliato, Togni, Brigandì, Pini, Fava, Forcolin, Callegari, Fedriga, Dozzo, Fugatti, Montagnoli, Allasia, Aprea, Maccanti, Grimoldi, Bragantini, Buonanno, Munerato, Chiappori, Comaroli, Rainieri, Pastore, Simonetti, Pirovano, Consiglio, Dal Lago, Vanalli, Pagano, Bruno, Minardo, Germanà, Grimaldi, Garofalo, Marinello, Romele, Speciale, Angela Napoli, Malgieri, Vincenzo Antonio Fontana, Soglia, Bertolini, Biancofiore, Bocciardo, Pelino, Dell'Elce, Moffa, Occhiuto, Cera, Nunzio Francesco Testa, Poli, De Poli, Compagnon, Ciocchetti, Libè, Galletti, Pionati, Bosi, Buttiglione, Tassone, Pezzotta, Pisacane, La Loggia, Renato Farina, Centemero, Palmieri, Fallica, Rao, Rosso, Dionisi, Nastri, Corsaro, Adornato, Abelli, Vietti, De Girolamo, Toccafondi, Gibelli, Murgia, Ruben, Castiello, Holzmann, Lo Presti, Frassinetti, Di Biagio, De Corato, Bernini, Sbai, Siliquini, De Angelis, Granata, Landolfi, Bonino, Laura Molteni, Paglia».

#68 Da: "DUE MINUTI PER LA VITA - NEWSLETTER" <newsletter@...>
Data: Mar 10 Giu 2008 3:06 pm
Oggetto: [Newsletter n. 68] L'ANSA rettifica ma sul sito la notizia rimane!
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Si segnala che nella giornata di ieri l'Agenzia ANSA ha rettificato quanto inizialmente riportato in merito alle dichiarazioni dell'On.le Roccella sui medici obiettori di cui all’art.9 legge 194/78.
 
La rettifica, tuttavia, non è stata e non é attualmente reperibile sul sito www.ansa.itin quanto accessibile solo per gli abbonati al servizio. Non ci è pertanto stato possibile venirne tempestivamente a conoscenza per segnalarla con l’email inviata ieri.
 
Di seguito il testo integrale del dispaccio:
"ABORTO:ROCCELLA, OBIEZIONE NON LEGATA A FUNZIONAMENTO LEGGE
POL S0A S04 R46 QBXB ABORTO:ROCCELLA, OBIEZIONE NON LEGATA A
FUNZIONAMENTO LEGGE (V. «ABORTO: ROCCELLA, OBIEZIONE ALTA...»DELLE
12,24) (ANSA) - ROMA, 9 GIU - «Non ho mai espresso giudizi di merito
sull'obiezione di coscienza che ritengo sia un diritto fondamentale.
Al proposito ho anche fatto notare che il tasso di obiezione di
coscienza non è direttamente correlato al funzionamento della legge,
come dimostrano i dati di Regioni come Emilia Romagna, Marche e
Puglia»: lo precisa il sottosegretario Eugenia Roccella riferendosi
alle sue dichiarazioni rilasciate durante il Convegno della Società
Italiana di Ginecologia e Ostetricia sulle politiche di contrasto alla
IVG nelle donne a rischio. «In merito alle eventuali Linee guida sulla
194 ho ricordato che - ha aggiunto Roccella - anche il Ministro Turco
aveva tentato senza successo di emanarle concordandole con le Regioni.
Ci riproveremo, ma non partendo dagli stessi contenuti». (ANSA). BR
09-GIU-08 16:22 NNN
FINE DISPACCIO"
 
Sul sito dell'Agenzia ANSA ha, invece, continuato per tutta la giornata di ieri, e continua tuttora, ad essere presente la versione contenente le dichiarazioni di cui si invitava a chiedere spiegazioni: http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_99258063.html.
 
Si invita l'On.le Roccella a fare presente ai responsabili dell'ANSA di togliere dal proprio sito la notizia ormai smentita, che altrimenti potrà continuare a circolare (è facilmente raggiungibile  con una semplice ricerca "aborto roccella" tramite Google) provocando non poco scandalo!
 
Un cordiale saluto in Gesú e Maria.
 
Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA

#67 Da: "DUE MINUTI PER LA VITA - NEWSLETTER" <newsletter@...>
Data: Lun 9 Giu 2008 6:48 pm
Oggetto: [Newsletter n. 67] Giú le mani dall'obiezione di coscienza!
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DUE MINUTI PER LA VITA
NEWSLETTER N. 67
 
 
GIU' LE MANI DALL'OBIEZIONE DI COSCIENZA
 
 
"Come la stessa legge naturale e ogni conoscenza pratica,
anche il giudizio della coscienza ha carattere imperativo:
l'uomo deve agire in conformità ad esso."
 
Servo di Dio Giovanni Paolo II, Veritatis splendor, n. 60
 
 
Due minuti per la vita esprime il proprio sconcerto per le recenti dichiarazioni rilasciate dall'On. Eugenia Roccella - Sottogreterio di Stato al lavoro, alla salute e alle politiche sociali - cosí come sono state riportate dall'ANSA.
 
Infatti, secondo quanto indicato nel lancio di agenzia di oggi lunedí 9 giugno, ore 17:27, disponibile al link http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_99258063.html, l'On. Roccella avrebbe affermato essere ingiusto il fatto che nel nostro paese vi siano un alto numero di medici che fanno obiezione nei confronti della legge 194 perché ció determinerebbe nelle donne che intendono abortire, il dover compiere un  "percorso ad ostacoli" di tipo punitivo. 
 
E' evidente che se non giungerá una smentita dalla diretta interessata se ne dovrá dedurre che quanto riportato é conforme al vero!
Ed in tal caso non ci si puó non chiedere: a che titolo il sottosegretario si permette di sindacare sulla coscienza dei medici che fanno obiezione nei confronti della 194, obiezione legittimamente prevista dall'art. 9 della stessa legge? come puó affermare che quanti non praticano aborti se ne "lavano le mani" quasi a volerli additare come novelli Pilati? come interpretare la frase "é giusto che anche i medici obiettori vengano coinvolti" se non nel senso che sarebbe giusto che ci fossero meno obiettori? quale potrebbe essere la percentuale di medici obiettori ritenuta "non ingiusta"?
 
Come non richiamare alla mente le parole contenute nella Dichiarazione finale della XIII Assemblea Generale della Pontificia Accademia per la Vita (15 marzo 2007), svoltasi intorno al tema della "La coscienza cristiana a sostegno del diritto alla vita", laddove si affermava: "6. [...] allo stesso tempo, va anche messo in rilievo come il ricorso all'obiezione di coscienza avvenga, oggi, in un contesto culturale di tolleranza ideologica, che talvolta, paradossalmente, tende a non favorire l'accettazione dell'esercizio di questo diritto, in quanto elemento "destabilizzante" del quietismo delle coscienze."?
 
Due minuti per la vita chiede all'On. Roccella di rettificare pubblicamente quanto ha affermato e di presentare le proprie scuse ai medici obiettori; in alternativa potrá smentire quanto riportato dall'ANSA. In ogni caso sará opportuno che l'Onorevole, fino a quando vuole fregiarsi del titolo di cattolica, si ricordi di quanto insegnano il Catechismo della Chiesa Cattolica ai nn. 1776-1802 sulla coscienza morale ed i nn. 57-61 della lettera enciclica circa alcune questioni fondamentali dell’insegnamento morale della Chiesa Veritatis splendor di Giovanni Paolo II!
 
Per interpellare direttamente il Sottosegretario é importante scrivere direttamente ai Suoi recapiti email (roccella_e@..., redazione@...e, per conoscenza, al Ministro Sen. Maurizio Sacconi - sacconi_m@....
 
SI CONSIGLIA DI:
- scrivere il prima possibile;
- scrivere un'email dal contenuto personalizzato, breve e semplice;
mettere come oggetto del messaggio "Giú le mani dall'obiezione di coscienza!";
- indicare sotto la propria firma anche la cittá da cui si scrive ed il numero di un documento di identitá, per attribuire piú formalitá e serietá al messaggio;
- inserire la precisazione che ci si aspetta la rettifica di quanto riportato dall'ANSA o le scuse nei confronti dei medici obiettori;
- coinvolgere il maggior numero possibile di persone in questa inizativa.
 

 
Chi non ha tempo di scrivere un'email personalizzata puó utilizzare  questo link, cliccando sul quale si aprirá dal Vostro programma di posta elettronica un nuovo messaggio giá compilato in tutte le sue parti e solo da firmare e inviare!
 
Se il link non funzionasse basterá copiare/incollare il testo riportato sotto ed inviarlo ai destinatari indicati.
 
***
Oggetto: Giú le mani dall'obiezione di coscienza!
 
 
c.a.
On. Eugenia Maria ROCCELLA

p.c.
Sen. Maurizio SACCONI
 
 
"Come la stessa legge naturale e ogni conoscenza pratica,
anche il giudizio della coscienza ha carattere imperativo:
l'uomo deve agire in conformità ad esso."
 
Servo di Dio Giovanni Paolo II, Veritatis splendor, n. 60
 
Gent.le on. Roccella,
con la presente Le esprimo il mio sconcerto in merito alle dichiarazioni riportate dal lancio dell'Agenzia ANSA di lunedí 9 giugno ore 17:27 (http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_99258063.html), secondo cui Ella avrebbe affermato che non é giusto che in Italia sia alto il numero di medici che fanno obiezione nei confronti della 194 perché in tal modo le donne che intendono abortire sarebbere costrette ad affrontare un percorso ad ostacoli di tipo punitivo ed i medici obiettori sarebbe come "si lavassero le mani di un problema cosí importante".
 
Le chiedo pertanto di prendere posizione in merito rettificando quanto ha affermato ed esprimendo le proprie scuse ai medici obiettori ovvero, in alternativa, smentendo quanto riportato dall'ANSA.
 
Distinti saluti.


NOME COGNOME:
CITTA':
NUMERO CARTA D'IDENTITA':
 
***
 
Un cordiale saluto in Gesú e Maria.
 
Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA
 
 
"Prego, pertanto, il Signore perché mandi fra voi, cari fratelli e sorelle, e fra quanti si dedicano alla scienza, alla medicina, al diritto, alla politica, dei testimoni forniti di coscienza vera e retta, per difendere e promuovere lo "splendore della verità" a sostegno del dono e del mistero della vita. Confido nel vostro aiuto, carissimi professionisti, filosofi, teologi, scienziati e medici. In una società talora chiassosa e violenta, con la vostra qualificazione culturale, con l’insegnamento e con l’esempio, potete contribuire a risvegliare in molti cuori la voce eloquente e chiara della coscienza.
 
[...] Quando è in gioco il valore della vita umana, questa armonia tra funzione magisteriale e impegno laicale diventa singolarmente importante: la vita è il primo dei beni ricevuti da Dio ed è fondamento di tutti gli altri; garantire il diritto alla vita a tutti e in maniera uguale per tutti è dovere dal cui assolvimento dipende il futuro dell’umanità. Emerge anche da questa angolatura l’importanza di questo vostro incontro di studio. Ne affido i lavori ed i risultati all’intercessione della Vergine Maria, che la tradizione cristiana saluta come la vera "Madre di tutti i viventi". Sia Lei ad assistervi e a guidarvi! A suggello di questo auspicio, desidero impartire a tutti voi, ai vostri familiari e collaboratori l’Apostolica Benedizione."
 

#66 Da: "DUE MINUTI PER LA VITA - NEWSLETTER" <newsletter@...>
Data: Lun 9 Giu 2008 6:35 pm
Oggetto: [Newsletter n. 66] Richiesta di preghiere
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DUE MINUTI PER LA VITA

Newsletter n. 66

 

 

6 giugno 2008

 

Cari amici,

nelle Vostre preghiere di questi giorni Vi chiediamo di ricordare in particolare, tra i nostri aderenti:

 

- Rita, che alcuni giorni fa ha avuto un aborto spontaneo: la Vergine Maria Le sia vicina e La consoli in questo momento di sofferenza e di prova;

- Maria, che sta facendo della cure per avere un bambino;

- Carlo, cha da poco ha avuto una bambina.

 

Affidiamo alle Vostre preghiere anche Edoardo e Maddalena che domani si uniranno nel Sacro vincolo del Matrimonio.

 

 

Un cordiale saluto in Gesú e Maria.

 

Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA

www.dueminutiperlavita.info - info@...

 

***

La presente newsletter viene inviata a quanti hanno aderito alla preghiera di Due minuti per la vita e a coloro che hanno chiesto informazioni ed aggiornamenti sull'iniziativa stessa. Se il Vostro indirizzo è stato inserito per errore ci scusiamo del disagio arrecatoVi.

 

Chi non desiderasse ricevere nostre ulteriori comunicazioni è pregato di inviare un messaggio a info@... avente per oggetto "cancellazione", ovvero puó provvedere autonomamente alla disiscrizione tramite il servizio di SafeUnsubscribe di ConstantContact®.

 

ATTENZIONE: cliccando sulla scritta *SafeUnsubscribe® in basso a sinistra verrete automaticamente cancellati dalla newsletter e in conformitá alla privacy policy del servizio di mailing list di cui ci serviamo non sará piú possibile per noi inserire il Vostro indirizzo indirizzo email.


#65 Da: "DUE MINUTI PER LA VITA - NEWSLETTER" <newsletter@...>
Data: Dom 1 Giu 2008 11:25 am
Oggetto: [Newsletter n. 65] Nuova locandina ed articoli vari
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DUE MINUTI PER LA VITA

Newsletter n. 65

 

Cari amici,

siamo lieti di augurare a Voi ed alle Vostre famiglie una buona domenica ed un sereno inizio del mese di giugno.

 

Con l'occasione Vi segnaliamo che  nel box File scaricabili presente nella colonna di destra del nostro sito sono presenti:

- la locandina di presentazione di DUE MINUTI PER LA VITA aggiornata con l'indirizzo di Paypal (info@...) tramite il quale é possibile effettuare una donazione per sostenere la diffusione della preghiera per la vita,

- l'ultimo ed interessante numero (il 177) dell'inserto E' Vita di Avvenire del 29 maggio

-  l'articolo "Il miraggio della perfezione" del prof. Adriano Pessina, pubblicato su L'osservatore Romano del 29 maggio.

 

 

Un cordiale saluto in Gesú e Maria.

 

Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA

www.dueminutiperlavita.info - info@...


#64 Da: "DUE MINUTI PER LA VITA - NEWSLETTER" <newsletter@...>
Data: Ven 30 Mag 2008 7:38 am
Oggetto: [Newsletter n. 64] Il Cardinal Poletto parla chiaro: "Bisogna decidere da che parte stare, se con Gesù e con il mondo"
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DUE MINUTI PER LA VITA
Newsletter n. 64
 
Cardinal Poletto: "Bisogna decidere da che parte stare, se con Gesú o con il mondo"

 

Cari amici,

nell'auguraVi una buona festa del Sacro Cuore di Gesú e della Visitazione della Beata Vergine Maria siamo felici di mettere a Vostra disposizione la trascrizione del bellissimo e coraggioso intervento tenuto dal Cardinal Severino Poletto, Arcivescovo di Torino, la sera del 24 maggio u.s. in conclusione dei festeggiamenti in onore di Maria Ausiliatrice.

 

I nostri volontari di Torino che hanno curato la trascrizione del discorso ringraziano di vero cuore Sua Eminenza il Cardinale per le parole proferite ed affermano con orgoglio il proprio sostegno al Loro pastore!

 

***

 

Intervento di S. Em. Card. Severino Poletto, Arcivescovo di Torino

 Torino, Basilica di Maria Ausiliatrice, 24 maggio 2008

 

 

[...] Noi vogliamo buttare un ponte spirituale coi nostri fratelli cattolici della Cina, che sono provati ma forti nella loro fede, perché sostenuti da una lunga tradizione di missionari e missionarie - anche salesiani, e martiri salesiani, come Luigi Versiglia ed il nostro condiocesano Callisto Caravario - un ponte di comunione e di preghiera per la perseveranza della fede e soprattutto, soprattutto, per la libertà religiosa. È la piaga dell'umanità del mondo di oggi e di ieri: questa pretesa di impedire agli uomini ed alle donne di fare una libera scelta e una libera espressione dei loro convincimenti religiosi. Abbiamo visto nella storia infinite fasi di persecuzioni, ed allora la nostra preghiera diventa implorazione perché il mondo si converta, perché coloro che hanno in mano le leve del potere della vita dell'umanità si accorgano che non è possibile uccidere la coscienza religiosa dei popoli.

 

E preghiamo in particolare per i cattolici, quelli cinesi, quelli di tante altre nazioni del mondo e anche quelli che vivono in Italia perché anche qui da noi c'è una forma sottile ma altrettanto perfida di persecuzione nei confronti della fede cattolica, cioè nei confronti di una proposta di vita, di società che Gesù Cristo ha fatto a noi uomini perché Lui Figlio di Dio si è fatto uomo per insegnare all'uomo come si diventa più uomo e per insegnare all'umanità la strada della pace, della giustizie, della fraternità universale.

 

Possiamo noi fratelli e sorelle, come cattolici, non continuare a dire che la vita umana va difesa dell'inizio del suo concepimento fino alla fine naturale?

Eppure qualcuno vorrebbe che non lo dicessimo!

Possiamo noi cattolici non difendere un unico modello di vita: quello che è nato dalla mente di Dio Creatore, un unico modello di famiglia fondata sul matrimonio tra un solo uomo ed una sola donna con un patto indissolubile che Cristo arricchisce con la grazia di un Sacramento?

Possiamo noi cattolici non annunciare il Vangelo di una salvezza anche della sofferenza - della tribolazione, delle tragedie dell'umanità e della morte - e non dire che l'eutanasia è una violazione del diritto alla vita, vita che è sacra ed appartiene a Dio?

 

Qualcuno vorrebbe mettere il bavaglio alla voce della Chiesa, sia che parli il Papa, sia che parlino i Vescovi, sia che parlino i cristiani, sia che parli qualche organo della stampa o delle comunicazioni sociali della Chiesa.

 

Carissimi fratelli e sorelle, di fronte a questa pressione che anche qui da noi viene fatta sulla Chiesa restiamo calmi, sereni: [...] noi non vogliamo imporre la visione di vita o di famiglia che nasce dal Vangelo - non lo vogliamo imporre! - ma nessuno ci può impedire di annunciarlo e di proporlo perché questo è il più grande atto di carità che noi possiamo fare agli uomini ed alle donne di questo mondo. Perché questo annuncio nasce da Dio stesso, il quale è il Creatore dell'uomo e della donna, nasce dal messaggio evangelico di Cristo, nasce da tutta una tradizione di santità eroica e di testimonianza dove la Chiesa nella storia si è inserita come colei che porta un messaggio di amore, di misericordia e di sostegno ad ogni tipo di difficoltà e di sofferenza.

 

La preghiera per la Cina che adesso farò insieme con Voi, ed in sintonia con Voi, composta da Benedetto XVI vuole essere non solo un'affermazione della libertà religiosa in Cina ma vuol essere anche un balsamo di coraggio per noi che siamo chiamati qui a non impressionarci perché siamo minoranza, perché la nostra voce viene cancellata, perché veniamo attaccati... No!, non ci dobbiamo preoccupare. L'unico problema che ci deve stare a cuore è questo: decidere da che parte vogliamo stare! Se con Gesù perseguitato, rifiutato, condannato a morte, crocifisso, fuori dalla porta della città o se vogliamo stare col mondo il quale ci batterà le mani, il quale ci dirà che siamo moderni, che siamo progressisti, che siamo aperti, ma in questo caso noi inganniamo noi stessi e non diamo prospettiva di salvezza alla nostra vita. Anche se pochi se siamo con Gesù Cristo siamo con Colui che ha detto si sé di essere Dio Creatore e Salvatore, di essere la Via, la Verità, la Vita.

 

La vergine, aiuto dei Cristiani, che abbiamo pregato in questi giorni in modo molto intenso - che questa giornata l'ha vista al centro della nostra preghiera e della nostra devozione in questa stupenda e rinnovata basilica - la Vergine ci dice, dice a ciascuno di noi, dice a tutto il popolo cristiano, ai suoi figli: "ricordatevi che per essere felici, anche in questo mondo, e poi felici per tutta l'eternità dovete fare solo una cosa: fate quello che Gesù vi dirà".

 

***

PREGHIERA A NOSTRA SIGNORA DI SHESHAN

Vergine Santissima, Madre del Verbo incarnato e Madre nostra,
venerata col titolo di "Aiuto dei cristiani" nel Santuario di Sheshan,
verso cui guarda con devoto affetto l'intera Chiesa che è in Cina,
veniamo oggi davanti a te per implorare la tua protezione.
Volgi il tuo sguardo al Popolo di Dio e guidalo con sollecitudine materna
sulle strade della verità e dell'amore, affinché sia in ogni circostanza
fermento di armoniosa convivenza tra tutti i cittadini.

Con il docile "sì" pronunciato a Nazaret tu consentisti
all'eterno Figlio di Dio di prendere carne nel tuo seno verginale 
e di avviare così nella storia l'opera della Redenzione,
alla quale cooperasti poi con solerte dedizione,
accettando che la spada del dolore trafiggesse la tua anima,
fino all'ora suprema della Croce, quando sul Calvario restasti
ritta accanto a tuo Figlio che moriva perché l'uomo vivesse.

Da allora tu divenisti, in maniera nuova, Madre
di tutti coloro che accolgono nella fede il tuo Figlio Gesù
e accettano di seguirlo prendendo la sua Croce sulle spalle.
Madre della speranza, che nel buio del Sabato santo andasti
con incrollabile fiducia incontro al mattino di Pasqua,
dona ai tuoi figli la capacità di discernere in ogni situazione,
fosse pur la più buia, i segni della presenza amorosa di Dio.

Nostra Signora di Sheshan, sostieni l'impegno di quanti in Cina,
tra le quotidiane fatiche, continuano a credere, a sperare, ad amare,
affinché mai temano di parlare di Gesù al mondo e del mondo a Gesù.

Nella statua che sovrasta il Santuario tu sorreggi in alto tuo Figlio,
presentandolo al mondo con le braccia spalancate in gesto d'amore.
Aiuta i cattolici ad essere sempre testimoni credibili di questo amore,
mantenendosi uniti alla roccia di Pietro su cui è costruita la Chiesa.
Madre della Cina e dell'Asia, prega per noi ora e sempre.  Amen!

***

 

 

Un cordiale saluto in Gesú e Maria.

 

Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA

www.dueminutiperlavita.info - info@...

 

 

P.S. Chi fosse interessato al file .mp3 del discorso puó richiederlo a info@....

A questo link é presente il discorso che il Cardinal Poletto tenne il 20 giugno 2006, ai tempi del Gay Pride di Torino.


#63 Da: "DUE MINUTI PER LA VITA - NEWSLETTER" <newsletter@...>
Data: Mar 27 Mag 2008 6:56 pm
Oggetto: [Newsletter n. 63] Due articoli interessanti di Vergani e Palmaro
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DUE MINUTI PER LA VITA
Newsletter n. 63 
Cari amici,
ringraziamo di cuore tutti coloro che hanno già risposto alla richiesta di ieri di inviarci i dati personali per aggiornare il nostro database ed al tempo stesso chiediamo a quanti non hanno ancora avuto il tempo di farlo la cortesia di mandarceli quanto prima: ci impiegherete pochi secondi e ci renderete un servizio molto importante!
 
Intanto Vi segnaliamo due interessanti articoli: il primo di Elena Vergani sull'obiezione di coscienza alla prescrizione della pillola del giorno dopo ed il secondo di Mario Palmaro sulle menzogne ed edulcorazioni che circondano l'aborto e la 194.
 
***

...e se in Italia fossimo più attenti alla salute delle donne?

di Elena Vergani - (C) IL FOGLIETTO* - n. 2 - maggio 2008 - pag. 2

 

Il prossimo 5 giugno il Gip del Tribunale Penale di Roma si pronuncerà sulla denuncia di omissione di atti d'ufficio di tre medici di due ospedali della città, che non hanno prescritto la pillola del giorno dopo: il pm titolare dell'inchiesta ha già chiesto l'archiviazione, ma l'avvocato dell'associazione Luca Coscioni si oppone. Problemi analoghi a Pisa, dove un fascicolo d'indagine è stato aperto in Procura contro altri tre medici. In Piemonte non ci sono denunce in atto, ma una serie di circolari di Direttori di Dipartimento e di Direttori sanitari che dicono che il medico "è tenuto alla prescrizione" altrimenti il suo comportamento "costituirà grave omissione nell'ambito degli obblighi previsti dalla Convenzione". I ginecologi  obiettori secondo la legge 194/78 sono in numero crescente:  69.2% a livello nazionale, 62.9 n Piemonte.

 

Sono molte le obiezioni che vengono fatte agli obiettori, ma ancor di più a nostro avviso le contro-obiezioni.

 

Obiezione: La legge 194/78 prevede solo l'obiezione per l'aborto

Risposta:"Il medico al quale vengano richieste prestazioni che contrastino con la sua coscienza o con il suo convincimento clinico può rifiutare la propria opera" (Codice di deontologia medica art.22) a meno che si tratti di farmaco salvavita. Dunque l'obiezione di coscienza è più ampia della 194/78

 

Obiezione: La pillola del giorno dopo è anticoncezionale e non abortiva perchè blocca l'ovulazione o l'annidamento dell'ovulo fecondato

Risposta: Appunto perché può impedire l'annidamento (come è scritto anche sul foglietto illustrativo) è abortiva, in quanto elimina l'embrione che ha incominciato ad esistere dalla fecondazione, annidato o non ancora nella parete dell'utero. Perciò l'obiezione di coscienza in questo caso è compresa anche nella Legge 194/78

 

Obiezione: E' incivile il comportamento dei medici obiettori, in maggioranza cattolici: nella sfera privata il loro diritto è garantito, nella sfera pubblica (medici di strutture pubbliche)no. Si tratta di interruzione di pubblico servizio.  Impediscono l'esercizio della libertà della donna.

Risposta: La prescrizione di un farmaco impegna la responsabilità professionale di un medico privato o pubblico che sia, cattolico o ateo. Qui si tratta di un farmaco ormonale, e qualche effetto collaterale può darlo: la ricetta è giustificata. Nessuno può obbligare però un medico a prescrivere un farmaco su semplice richiesta, tanto più che la persona richiedente può essere motivata a non informare su sue richieste precedenti, anche recenti.

 

Obiezione: La pillola del giorno dopo potrebbe essere concessa a richiesta preventiva: ha aperto in questa direzione la Federazione dei medici di Medicina generale della Liguria. Chi vuole abortire si tiene la ricetta in tasca e la usa quando vuole, senza peregrinare poi alla ricerca di un medico che gliela fornisca.

Risposta: E' un consiglio senza senso. L'atto medico viene isolato completamente dal suo contesto. La prescrizione potrebbe essere usata da chiunque. E in qualunque tempo: se è subentrato un fatto medico che ne controindica l'uso, non c'è nessun controllo.

 

Obiezione: In altri paesi europei è liberamente distribuita in farmacia

Risposta: Vuol dire che  in Italia siamo più garantisti della salute delle donne

 

 

*Periodico del Movimento per la Vita di Torino

***

Una sedia vuota di Mario Palmaro
tratto da ABORTO & 194. Fenomenologia di una legge ingiusta Sugarco - 2008, pp. 270, Euro 18,00
  
 
Sulla copertina di questo libro c'è una sedia vuota.
Guardatela. Osservatela in silenzio e pensateci almeno per qualche minuto: ogni volta che un essere umano viene abortito, una sedia rimane vuota. Per quanto ci si possa agitare, strillare, urlare, e dire che non è vero niente, che era solo un grumo di cellule, un'escrescenza, una vita in potenza; per quanto ci si voglia tappare le orecchie, girare la testa dall'altra parte, chiudere gli occhi; per quanto si mettano in atto tutte queste forme di fuga vigliacca dalla realtà, non c'è modo di uscirne: quel posto nel mondo rimarrà per sempre, inesorabilmente vuoto.

E' quella sedia vuota a inchiodare purtroppo la donna. Anzi, la madre. Perché, anche se ha abortito, lei è stata mamma, sia pure per pochi giorni, o poche settimane, o pochi mesi. Lei sa che c'era un figlio, che anzi c'è un figlio. E che dunque rimarrà, per sempre, mamma. Le amiche, i medici, il conduttore del talk show, la femminista incartapecorita, la ministra progressista le hanno detto e ripetuto mille volte di non darsi troppa pena. Le hanno spiegato che tanto, prima o poi, quando sarà il momento giusto, o quando troverà l'uomo giusto, o quando sarà nella casa giusta, o quando avrà il lavoro giusto; quando, insomma, si verificherà la congiunzione astrale favorevole, ne farà un altro, di figlio. Magari sano e bello, non "malato e quindi infelice" come quello che ha deciso di togliere di mezzo.

Ma la donna lo sa: quel particolare figlio, proprio lui, non tornerà più. La colpa di questa tragedia è - paradossalmente - la grandezza dell'uomo. Che è persona. Non è una macchina, un gioiello, un utensile, un libro: tutte cose interessanti, magari preziose. Ma cose fungibili, cioè sostituibili, rimpiazzabili. L'orologio si rompe? Semplice: ne compri un altro. L'auto è vecchia e perde olio? La cambi. Il figlio è handicappato? Lo abortisci e ne rifai uno sano. Già. Ma, strano a dirsi, con l'essere umano il paradigma consumistico non funziona: la sedia, quella sedie che rappresenta il posto speciale dedicato a quel bambino che si sarebbe chiamato Luca, o Giacomo, o Veronica, o Andrea; quella sedia rimane vuota.
Lo so: in questo mondo impazzito, la donna troverà una quantità industriale di "amici" che le suggeriranno la risposta illuminata. E che le diranno che in questa vita di posto non ce n'è per tutti, e che soprattutto non c'è un posto uguale per tutti; e che parlare è facile, ma bisogna provare di persona che cosa vuol dire far nascere un bambino quando non te lo aspetti, o quando non hai un posto bello, grande, pulito e luminoso dove accoglierlo. Frasi persuasive, piene di apparente buon senso. Ma bastano cinque minuti di silenzio perché nella coscienza di quella madre riaffiori una consapevolezza che spazza via tutte le scuse pietose: nessuno può decidere se la vita di un altro, un altro che c'è già e che non è soltanto sperato o immaginato; un altro che poi è mio figlio; nessuno può decidere se quella vita sarà brutta e dolorosa al punto che è meglio per te morire. Anzi: che è meglio per me fare tutto quello che serve per farti morire.
E così, ancora una volta, la sedia, la sedia di quel "mio" figlio, rimane vuota. E mi inchioda. Ci inchioda alle nostre responsabilità collettive, politiche, giuridiche.

Perché - lo abbiamo detto - questo vuole essere un libro onesto. Onesto fino al punto di dire come stanno realmente le cose. E' un libro nel quale si vuole spiegare razionalmente, ragionevolmente, che cos'è l'aborto volontario. L'aborto è l'uccisione di un essere umano innocente. Questa verità può esser detta in molti modi: si possono cambiare le parole, limare le frasi, esercitarsi nella difficile arte dell'antilingua. E' una verità che può essere detta con molte intenzioni diverse: per il gusto un po' feroce di ferire e umiliare la donna che ha abortito; o per il desiderio sincero e amorevole di salvare un innocente da una fine terribile, e una madre da un rimorso oscuro quanto palpabile. L'uomo è capace di entrambe queste cose, perché l'uomo può essere, come scriveva Fichte, "santo o bandito". Ma poi, alla fine, contano i fatti. E il fatto rimane sempre quello, inesorabilmente. Perché non c'è nulla di più ostinato dei fatti: con l'aborto di uccide.

Questo vuole essere un libro onesto, al punto da trarre con rigore tutte le conseguenze logiche che la ragione ci impone: se l'aborto uccide, e uccide un innocente, non può essere giusto che la legge consenta alla donna di praticarlo. Nessuna persona sana di mente potrebbe affermare contemporaneamente che deportare il popolo ebreo in un campo di concentramento è un'orribile violenza; e che però, d'altra parte, le leggi che lo consentono sono buone. So benissimo che da un po' di tempo c'è una strana teoria che circola nel dibattito culturale e politico italiano. E l'idea è pressappoco questa: l'aborto è una gran brutta cosa. Addirittura un omicidio, si dice con linguaggio aspro e diretto. Ma, nonostante questo, la donna deve poter scegliere. Deve - se la logica ha ancora un senso - poter uccidere suo figlio. Insomma: "aborto no, legge 194 sì". Che sarebbe come dire: "Rubare no. Legalizzazione del furto sì". Ecco, questo è un libro onesto, nel quale non leggerete nulla del genere. Perché all'uomo è chiesto, anzi è imposto, di trarre con coraggio le conseguenze della verità che riconosce davanti ai suoi occhi. Lo si deve fare anche se questo obbliga a posizioni scomode, di minoranza, o addirittura di minoranza nella minoranza. Anche se, insomma, c'è da pagare un prezzo.

Questo è un libro onesto, in cui non si dirà che le argomentazioni addotte per giustificare l'aborto e la sua legalizzazione sono tutte stupide o prive di fondamento. Ci sono molte ragioni interessanti, perfino convincenti, in base alle quali motivare la soppressione del proprio figlio non ancora nato. Così come ci sono ragioni molto interessanti, e perfino convincenti, per motivare la soppressione di un proprio figlio già nato, o della propria moglie, o del proprio marito, o di una persona che ci odia visceralmente, o che di un collega che ci ha fatto del male per una vita. Quando un uomo agisce, lo fa sotto l'effetto di motivazioni molto articolate, sia emotive che razionali.

Il punto è che, di norma, queste motivazioni non giustificano la commissione di un delitto. Possono aiutarci a capire le ragioni del colpevole, possono muoverci a pietà nei suoi confronti, possono perfino spingerci a invocare clemenza quando arriverà l'ora del verdetto umano. Ma il delitto rimane e - seppure talvolta assai mitigata - la colpa anche. Dunque, anche nel delitto di aborto valgono questi ragionevoli ed elementari principi: le circostanze non possono essere ignorate; le motivazioni non sono tutte identiche, e ci sarà pure - sul piano della giustizia - una differenza tra la donna che abortisce perché deve andare in ferie, e la donna che abortisce perché ha subito una violenza carnale. Tuttavia, l'aborto dispiega in entrambe i casi il suo effetto feroce: c'è una vittima innocente. E non c'è argomento al mondo che possa rendere l'uccisione dell'innocente un atto lecito.

Questo è un libro onesto, nel quale si dirà anche che, se in uno Stato civile si vuole vietare un comportamento perché consiste nell'uccisione di un innocente, allora si è costretti a stabilire delle sanzioni penali. Lo so: anche fra gli oppositori all'aborto si è diffusa ormai da tempo una posizione molto diversa. Si dice che lo Stato dovrebbe affermare la illiceità dell'aborto, ma nello stesso tempo si dovrebbe evitare qualsiasi sanzione alla donna.

Intendiamoci: questo è un discorso che tiene in debito conto la mentalità corrente, la quale ha ormai accettato l'aborto legale come una cosa normalissima. Ma, pur comprendendo queste cautele, si deve avere il coraggio di dire che il ragionamento non regge: se vuoi vietare una condotta perché ritenuta delittuosa, devi stabilire una sanzione per chi la commette. Potrai poi discutere sull'entità e sulla natura di quella pena; potrai ad esempio escludere il carcere, e ricorrere a strumenti alternativi alla detenzione. Ma senza pena, non c'è tutela giuridica effettiva del bene in questione.

Questo è un libro onesto, che non vuole aggrapparsi a una descrizione della vita umana che sembri uscita da uno spot pubblicitario. Gli appelli zuccherosi contro l'aborto, quelli per intenderci che cercano di negare l'esistenza dei problemi, delle fatiche, dei drammi e delle tragedie di cui è impastata la vita, non ci appartengono. E non li troverete in questo libro. La donna - e la società in genere - non deve essere presa in giro. Ci sono situazioni in cui la gravidanza nasce da un problema, e genera altri problemi. Ci sono figli concepiti che stanno per essere paracadutati in un mare di guai. Ci sono figli concepiti che portano essi stessi un mare di guai. Ci sono figli concepiti che sono essi stessi il primo movente per la commissione del delitto di aborto: una relazione extraconiugale; una madre poco più che ragazzina; una famiglia già numerosa in una casa troppo piccola con uno stipendio solo, ancora più piccolo; una diagnosi impietosa dell'ecografista.

Si possono negare tutte queste realtà? No. Si può affermare che lo Stato, la Chiesa, la Caritas, il volontariato, l'Onu, l'Esercito della salvezza, il Dalai Lama possano organizzare una società così perfetta che queste cose non accadano mai più? Assolutamente no: sarebbe una follia il solo pensarlo. Sarebbe - per i credenti - un'eresia: quella di chi crede che sia dato all'uomo scacciare il male per sempre da questo mondo.
Dunque, realismo: i moventi per abortire ci sono e ci saranno sempre. Possiamo e dobbiamo contrastarli. Ma, alla fine, ci resterà davanti sempre - speriamo meno frequente di oggi - una richiesta, che è l'espressione di una volontà: io questo figlio non lo voglio, o non posso averlo. Fatemi abortire. E allora è qui che si gioca - in tutta la sua formidabile potenza - la forza del diritto. Che serve proprio qui, in quella regione dell'umano in cui la morale, la coscienza individuale, l'affetto, l'aiuto degli altri non possono fare più nulla. Il diritto è lo strumento con cui la collettività impedisce - con la minaccia e con la forza - la commissione di un delitto. Il diritto ti dice: se lo fai, sarai punito. Se obbedisci al divieto per intima convinzione morale, meglio per te. Ma se anche hai motivi meno nobili, a me basta che tu, ad esempio, non uccida tua suocera, anche se ne avresti la voglia. E perfino qualche ragione. Vedremo come con alcuni piccoli esempi si possa comprendere che tutta la vita di relazione è puntellata da questo strumento lucido e insieme ruvido della norma giuridica.

Questo, l'avete ormai capito, è un libro onesto. Nel quale non leggerete che "se la donna è libera non abortisce". Perché questa è una menzogna. Ognuno di noi - tu che leggi e io che scrivo - sa perfettamente di quanto male sia capace ogni giorno, ogni ora, ogni minuto. E non per causa di una società ingiusta, di un'infanzia travagliata, di un sistema fiscale sbagliato, di una città costruita da architetti disumani. Sì, viviamo magari circondati da queste cose, e ne siamo poco o tanto condizionati. Ma il male che sappiamo fare ce lo fabbrichiamo in casa nostra, nel nostro cuore. Liberamente. E anche la donna incinta è questa realtà, vive questa inclinazione, soffre del contrasto assurdo eppure umanissimo tra il vedere il bene ed essere tentata di fare il male. Questa è la condizione della donna che sta per andare ad abortire, ed è per questa sua identità con la nostra condizione di uomini - di peccatori direbbe un cattolico - che non riesco a essere scandalizzato dalla donna che vuole abortire. Sta per uccidere, sta per sbagliare. Come un marito che scoprendo il tradimento della moglie la stia per ammazzare. Come un banchiere che, potendo stornare soldi non suoi dalla cassa, stia per metterseli in tasca.

Di queste persone diremmo che "se fossero libere non ucciderebbero, non ruberebbero"? Per favore, non scherziamo. La donna che vuole abortire è - fino a prova contraria - libera. Consapevoli che ogni caso è una storia a sé, e che l'aborto è un romanzo che oscilla dalla ragazza albanese incolpevole, costretta ad abortire dai suoi protettori; alla manager rampante che si sbarazza del figlio per fare carriera; passando per altre mille sfumature e situazioni. Ma alla donna - se non vogliamo ridurla a uno stato animalesco, se non vogliamo mortificare la sua dignità di persona - va riconosciuta la condizione di soggetto libero anche qui, quando per abortire esercita quel libero arbitrio, che è il presupposto della nostra responsabilità. Anche la donna è pienamente umana quando sta per compiere quel gesto disumano. E' la sua umanità che le rende possibile anche il compimento volontario di quel gesto. Ecco perché lei, poveretta, non mi scandalizza.

Ciò che invece mi scandalizza è che una società, le sue leggi, i sui intellettuali, e perfino certi suoi teologi e certi suoi pastori di anime, dicano a questa donna: "Devi poter scegliere di fare quello che vuoi fare. Intendiamoci, noi ti diamo i mezzi per non farlo: soldi, pannolini, coperte, vestitini, alloggi, incentivi, acqua minerale, viaggi premio, palloncini colorati e passeggini usati. E quando ti avremo dato tutto questo, siamo sicuri che diventerai libera, noi ti renderemo libera. E tu non abortirai più".

No: in questo libro non troverete scritta questa idea, perché questo non è un libro di favole. Lo scandalo non è che una donna possa essere tentata di abortire. Perché ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, un uomo è tentato di uccidere, rubare, tradire, violentare, sfruttare, mentire, uccidersi. Lo scandalo è che una società e uno stato possano dire a quella donna: "Ecco, accomodati, ti ho preparato un luogo pulito e sicuro dove tu possa farlo gratuitamente". Lo scandalo è anche che coloro che sanno che cosa sia l'aborto, che conoscono la verità, siano solo capaci di dire: "noi ti offriamo pannolini, ma poi scegli tu, devi essere libera".
 
Sì, questo è un libro onesto, in cui non troverete mescolate in una poltiglia appiccicosa le ragioni della ragione e le ragioni della fede. Perché non c'è nulla di più deleterio che confondere le idee della gente su questo punto. Qui si cercherà di mostrare come l'aborto sia un fatto antigiuridico, e non semplicemente un fatto immorale, o un peccato. Nessuno direbbe che l'omicidio è un male "dal punto di vista cattolico". Perché ogni uomo rivendica, giustamente, la capacità di poter formulare un giudizio severo sull'uccisione di un passante, di un poliziotto, di un tabaccaio. Un giudizio che chiede non vendetta, ma giustizia. Ecco: per l'aborto vale un ragionamento analogo.

Ma in questo libro, alla fine, troverete anche le ragioni della fede, e chi vorrà potrà leggerle e confrontarsi con esse. Sono ragioni bellissime. E sono anche le uniche ragioni che permettono di riempire quella sedia tragicamente vuota. Nella luce della fede cattolica, abbiamo la certezza che la nostra vita non finisce qui, che non si precipita nel nulla quando verrà il giorno inesorabile della nostra morte. Così, anche le mamme che hanno detto di no al loro figlio invisibile, possono scoprire che l'ultima parola per loro non è quella della disperazione. E che c'è un Dio, e un Dio misericordioso, anche per le donne che hanno abortito. Incontrarlo non è difficile: l'importante è riconoscere che uccidere un innocente non è lecito né all'uomo e né alla donna. Mai. Allora le madri scopriranno che, nonostante tutto, quel figlio respinto le attende su quella sedia. Che non è più vuota.
 
Un cordiale saluto in Gesú e Maria.
Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA

#62 Da: "DUE MINUTI PER LA VITA - NEWSLETTER" <newsletter@...>
Data: Lun 26 Mag 2008 9:54 am
Oggetto: [Newsletter n. 62] IMPORTANTE: Aggiornamento dati personali
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26 maggio 2008
S. Filippo Neri
 
Cari amici,
dal momento che stiamo aggiornando il database contenente i dati fornitici al momento dell'adesione a Due minuti per la Vita, chiediamo a tutti Voi la cortesia di completare le voci riportate sotto e di inviarle a info@.... I dati indicati come facoltativi sono richiesti qualora desideriate poter essere contattati anche tramite posta e/o telefono, sms...
 
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In alternativa è possibile cliccare qui, completare l'email che si aprirà dal Vostro programma di posta elettronica ed inviarla.
 
 
Un cordiale saluto in Gesú e Maria e un buon augurio di inizio settimana.
 
Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA
 
 
I dati personali forniti in occasione dell’adesione saranno gestiti nel pieno rispetto del d.lgs. 196/2003, non saranno diffusi, né comunicati a terzi, né utilizzati per fini commerciali. Essi verranno conservati in un archivio, la cui consultazione è unicamente riservata ai responsabili di Due minuti per la vita, e raggruppati in forma anonima a fini di computo. In qualunque momento potranno essere esercitati i diritti di cui all'art. 7 e si potrà chiedere la cancellazione o la rettifica dei dati forniti e dell'indirizzo di posta elettronica, direttamente a info@....

#61 Da: "DUE MINUTI PER LA VITA - NEWSLETTER" <newsletter@...>
Data: Mar 20 Mag 2008 12:03 am
Oggetto: 1978-2008: dopo 30 anni di omicidio di Stato mettiamoci in ginocchio a pregare la Madre della Vita
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«36. [...] Chi prega non spreca il suo tempo, anche se la situazione ha tutte le caratteristiche
dell'emergenza e sembra spingere unicamente all'azione.
[...]
37. È venuto il momento di riaffermare l'importanza della preghiera di fronte
all'attivismo e all'incombente secolarismo di molti cristiani impegnati nel lavoro caritativo.»
 
Benedetto XVI, Deus caritas est, nn. 36-37
 
 
20 maggio 2008
San Bernardino da Siena
 
 
Con il luttuoso avvicinarsi del trentesimo anniversario dalla legalizzazione nel nostro paese dell'omicidio del nascituro vogliamo - con la pratica del Santo Rosario per tre giorni consecutivi - affidare umilmente alla Vergine Maria, che tra pochi giorni festeggeremo come l'Ausiliatrice:
 
1) i 5 milioni di bambini uccisi in Italia dal 1978 ad oggi,
2) le madri che si trovano ad affrontare una gravidanza inaspettata e sono tentate di abortire,
3) le madri che sono state costrette ad abortire da genitori e parenti,
4) i padri che hanno subito un aborto volontario e coloro che si trovano a fianco di una donna che sta pensando di abortire,
5) tutti coloro che, in qualsiasi ambito ed a qualsiasi titolo, si spendono per la difesa dell'inviolabilitá della vita umana fin dal concepimento.
 
Pregheremo inoltre perché Maria Santissima tocchi profondamente il cuore e porti al pentimento ed alla conversione:
1) le madri che hanno intenzionalmente abortito,
2) i padri, genitori e parenti che hanno favorito un aborto volontario,
3) i medici che praticano gli aborti,
4) i farmacisti che vendono la pillola del giorno dopo e gli altri prodotti abortivi presentati e diffusi come contraccettivi,
5) coloro che, in qualsiasi ambito ed a qualsiasi livello, diffondo nella societá il germe dell'ideologia antivita ed antinatalista.
 
 
Con chi vorrá unirsi a noi reciteremo una corona del S. Rosario per tre sere consecutive - oggi, domani e giovedí - alle ore 19.
 
Come al solito chiediamo a coloro che non possono recitare la corona interamente di unirsi nella preghiera per almeno una decina.
 
 
Un cordiale saluto in Gesú e Maria.
 
Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA
 
ps. affinché la preghiera diventi l'anima del nostro apostolato, anche sociale e culturale, in difesa della vita nascente ci permettiamo di segnalare alla Vostra attenzione ed al Vostro studio due documenti della chiesa Cattolica di fondamentale importanza: 
- Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, Dichiarazione sull'aborto procurato, del 18 novembre 1974
- Servo di Dio Giovanni Paolo II, Lettera Enciclica Evangelium Vitae sul valore e l'inviolabilitá della vita umana, del 25 marzo 1995, nn. 58-63

#60 Da: "DUE MINUTI PER LA VITA - NEWSLETTER" <newsletter@...>
Data: Gio 15 Mag 2008 11:55 pm
Oggetto: Sostegno al Sen. Giovanardi per annullare le linee guida della Turco!
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SOSTEGNO AL SENATORE CARLO GIOVANARDI PER ANNULLARE IL COLPO DI MANO DELLA TURCO SULLE LINEE GUIDA DELLA LEGGE 40/2004: CLICCARE QUI
____________________________
 
 
Si invita ad esprimere apprezzamento ed incoraggiamento al Sen. Carlo Giovanardi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla famiglia, alla droga ed al servizio civile, per le dichiarazioni rilasciate ieri, giovedí 15 maggio, con le quali ha comunicato la volontá dell'attuale maggioranza di governo di annullare le modifiche apportate dall'ex Ministro della Salute alle linee guida della legge 40/2004.
 
A tal fine é importante scrivere direttamente al Sen. Giovanardi (giovanardi_c@... e info@...) e, per conoscenza, al Ministro di Lavoro-Salute-Politiche Sociale ed ai relativi Sottosegretari:
- Sen. Maurizio Sacconi - sacconi_m@...;
- Sen. Paquale Viespoli - viespoli_p@...;
- Prof. Ferruccio Fazio - ferruccio.fazio@...;
- On. Francesca Martini - martini_f@...;
- On. Eugenia Roccella - roccella_e@..., redazione@...
 
Tutti gli indirizzi indicati sono disponibili su Internet e nel comunicarli non si commette nessuna violazione di privacy.
 
 
SI CONSIGLIA DI:
- scrivere il prima possibile;
- scrivere un'email dal contenuto personalizzato, breve e semplice;
mettere come oggetto del messaggio "Annullare le linee guida della Turco sulla legge 40!" affinché - dal momento che le persone a cui si scrive non potranno o non vorranno leggere per esteso tutte le email ricevute - constatando la presenza di molti messaggi con lo stesso oggetto l'effetto sia maggiore;
- indicare sotto la propria firma anche la cittá da cui si scrive ed il numero di un documento di identitá, per attribuire piú formalitá e serietá al messaggio;
- inserire la precisazione che - dopo la positiva dichiarazione - ci si aspetta davvero le modifiche promesse!;
- coinvolgere il maggior numero possibile di persone in questa inizativa.
 
 
Chi non ha tempo di scrivere un'email personalizzata puó utilizzare questo link, cliccando sul quale si aprirá dal Vostro programma di posta elettronica un nuovo messaggio giá compilato in tutte le sue parti e solo da firmare e inviare!
 
Se il link non funzionasse basterá copiare/incollare il testo riportato sotto ed inviarlo ai destinatari indicati.
 
 
***
 
 
c.a.
Sen. Carlo GIOVANARDI

p.c.
Sen. Maurizio SACCONI
Sen. Pasquale VIESPOLI
Prof. Ferruccio FAZIO
On. Francesca MARTINI
On. Eugenia ROCCELLA
 
 
Gent.mo Sen. Giovanardi,
Le scrivo per esprimerLe la mia personale soddisfazione nel sentire la Sua dichiarazione di giovedi 15 maggio u.s. in merito al volontá dell'attuale Governo di modificare le nuove linee guida applicative delle legge 40 e La invito a farsi promotore e a spendersi in prima persona per la concreta attuazione della modifiche annunciate.

Annullare le modifiche apportate in extremis dall'allora uscente Ministro della Salute - modifiche gravemente lesive dello spirito e della lettera della legge 40 in due dei suoi punti qualificanti - é infatti l'unico modo per rispettare sia la volontá parlamentare dei Deputati e dei Senatori che appena quattro anni fa votarono quella legge sia la volontá del popolo italiano che cosí chiaramente si espresse il 12 e 13 giugno 2005 facendo fallire i referendum abrogativi con un clamoroso astensionismo del 74,1%!


Distinti saluti e buon lavoro!


NOME COGNOME:
CITTA':
NUMERO CARTA D'IDENTITA':
 
***

#59 Da: "DUE MINUTI PER LA VITA - NEWSLETTER" <newsletter@...>
Data: Mer 14 Mag 2008 3:11 pm
Oggetto: [Newsletter n.59] Quando i giudici applicavano la legge 40
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Facendo seguito alla Nota informativa dell'8 maggio u.s. in merito alle modifiche delle linee guida applicative della legge 40/2004 si segnala che dal link http://www.box.net/shared/5iot3f808c é scaricabile una breve rassegna giurisprudenziale che rende giustizia dell'esistenza e dell'applicazione del divieto di diagnosi pre-impianto contenuto nella legge 40.
 
Ci si scusa in anticipo per la lunghezza del documento - essa é richiesta per cogliere la completezza logica ed argomentativa dei ragionamenti proposti dai giudici - e per chi non avesse l'opportunitá di leggere il testo per intero se ne consigliano caldamente le parti evidenziate.
 
Un cordiale saluto in Gesú e Maria accompagnato dall'augurio - per domani - di un buon inizio della novena in preparazione della Festa di Maria Ausiliatrice (24 maggio).
 
Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA

#58 Da: "DUE MINUTI PER LA VITA - NEWSLETTER" <newsletter@...>
Data: Mar 13 Mag 2008 2:10 pm
Oggetto: [Newsletter n. 58] - La preghiera per la vita funziona!
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13 maggio 2008
Beata Vergine Maria di Fatima
 
Cari amici,
é col cuore colmo di gioia che Vi informiamo che le due donne nella difficile situazione di cui ci aveva informato la nostra iscritta Rita - e per cui abbiamo recitato il S. Rosario il 30 aprile u.s. - hanno deciso, rispettivamente, di non assumere la pillola del giorno dopo e di non abortire.
 
"Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare" (Lc 17, 10): ancora una volta il merito non é nostro ma della preghiera a cui ci siamo affidati e sulla cui efficacia non possiamo nutrire alcun dubbio, ricordandoci sempre le parole del Servo di Dio Giovanni Paolo II: "È certamente enorme la sproporzione che esiste tra i mezzi, numerosi e potenti, di cui sono dotate le forze operanti a sostegno della «cultura della morte» e quelli di cui dispongono i promotori di una «cultura della vita e dell'amore». Ma noi sappiamo di poter confidare sull'aiuto di Dio, al quale nulla è impossibile (cf. Mt 19, 26)." (Evangelium Vitae, n. 100).
 
Buona festa della Madonna di Fatima a Voi ed alle Vostre famiglie!
 
Un cordiale saluto in Gesú e Maria.
 

 
La sanitá é della regioni, la 194 no
Lo dice il Tar che ha bocciato le linee guida lombardi. Formigoni ricorre
(C) IL FOGLIO - 13 maggio 2008 - prima pagina
 
Le nostre linee di indirizzo non violano né la Costituzione né la legge 194”. Così il presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha commentato le motivazioni addotte dal Tar per azzerare le linee guida regionali emanate a marzo in tema di interruzione di gravidanza, che fissavano a 22 settimane e tre giorni (età gestazionale che consente la sopravvivenza del nato) il limite per l’aborto terapeutico. La decisione del Tar si fonda a una presunta “illegittimità” dell’atto di indirizzo, perché la 194 non lascerebbe spazio alle modifiche delle amministrazioni locali. Motivazioni “curiose, se non speciose”, ha detto Formigoni, il quale ha annunciato ricorso al Consiglio di stato. Forte anche della certezza che ha portato ospedali come la Mangiagalli e il San Paolo ad adottare già da anni il nuovo limite.
 
Oggi le tecniche di rianimazione permettono a un nato di ventidue settimane e tre giorni di sopravvivere, ed è fuorilegge chi fa aborti terapeutici dopo quel limite. La 194 è stata formulata trent’anni fa, quando le tecniche terapeutiche erano assai meno sviluppate, ma già allora stabiliva, all’articolo 7, che “quando sussiste la possibilità di vita autonoma del feto, l’interruzione della gravidanza può essere praticata solo nel caso di cui alla lettera a) dell’articolo 6”, ovvero quando la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna, e che “il medico che esegue l’intervento deve adottare ogni misura idonea a salvaguardare la vita del feto”. Tanto che l’ultimo parere del Consiglio superiore di sanità (4 marzo 2008), che ovviamente riguarda tutto il territorio nazionale, ha fatto proprio il termine di 22 settimane e tre giorni come soglia a partire dalla quale iniziano a essere significative le possibilità di sopravvivenza del feto. La stessa ex ministra Turco, in una lettera a Formigoni, aveva definito le linee guida della regione Lombardia “un atto di riferimento importante e vorremmo indicarle, insieme alle esperienze di altre regioni, come atto di indirizzo (segue nell’inserto IV) nazionale”. Siamo d’accordo, ci pensi subito il nuovo governo.
 
 
Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA

#57 Da: "DUE MINUTI PER LA VITA - NEWSLETTER" <newsletter@...>
Data: Lun 12 Mag 2008 12:43 pm
Oggetto: Benedetto XVI: Udienza per il 40esimo anniversario dell'Humanae Vitae - Udienza ai membri del Movimento per la Vita
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10 maggio 2008
 
Venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,
cari fratelli e sorelle,
 
è con particolare piacere che vi accolgo al termine del lavoro, che vi ha impegnati a riflettere su un problema antico e sempre nuovo quale la responsabilità e il rispetto per il sorgere della vita umana. Saluto in modo particolare Mons. Rino Fisichella, Magnifico Rettore della Pontificia Università Lateransense, che ha promosso questo Congresso internazionale e lo ringrazio per le espressioni di saluto che ha voluto rivolgermi. Il mio saluto si estende poi agli illustri Relatori, Docenti e partecipanti tutti, che con il loro contributo hanno arricchito queste giornate di intenso lavoro. Il vostro contributo si inserisce efficacemente all’interno di quella più vasta produzione che, nel corso dei decenni, è venuta crescendo su questo tema così controverso e, tuttavia, così decisivo per il futuro dell’umanità.
 
Già il Concilio Vaticano II, nella Costituzione Gaudium et spes, si rivolgeva agli uomini di scienza sollecitandoli ad unire gli sforzi per raggiungere un’unità del sapere e una certezza consolidata circa le condizioni che possono favorire una "onesta regolazione della procreazione umana" (GS, 52). Il mio Predecessore di venerata memoria, il Servo di Dio Paolo VI, il 25 luglio del 1968, pubblicava la Lettera enciclica Humanae vitae. Quel documento divenne ben presto segno di contraddizione. Elaborato alla luce di una decisione sofferta, esso costituisce un significativo gesto di coraggio nel ribadire la continuità della dottrina e della tradizione della Chiesa. Quel testo, spesso frainteso ed equivocato, fece molto discutere anche perché si poneva agli albori di una profonda contestazione che segnò la vita di intere generazioni. A quarant’anni dalla sua pubblicazione quell’insegnamento non solo manifesta immutata la sua verità, ma rivela anche la lungimiranza con la quale il problema venne affrontato. Di fatto, l’amore coniugale viene descritto all’interno di un processo globale che non si arresta alla divisione tra anima e corpo né soggiace al solo sentimento, spesso fugace e precario, ma si fa carico dell’unità della persona e della totale condivisione degli sposi che nell’accoglienza reciproca offrono se stessi in una promessa di amore fedele ed esclusivo che scaturisce da una genuina scelta di libertà. Come potrebbe un simile amore rimanere chiuso al dono della vita? La vita è sempre un dono inestimabile; ogni volta che si assiste al suo sorgere percepiamo la potenza dell’azione creatrice di Dio che si fida dell’uomo e in questo modo lo chiama a costruire il futuro con la forza della speranza.
 
Il Magistero della Chiesa non può esonerarsi dal riflettere in maniera sempre nuova e approfondita sui principi fondamentali che riguardano il matrimonio e la procreazione. Quanto era vero ieri, rimane vero anche oggi. La verità espressa nell’Humanae vitae non muta; anzi, proprio alla luce delle nuove scoperte scientifiche, il suo insegnamento si fa più attuale e provoca a riflettere sul valore intrinseco che possiede. La parola chiave per entrare con coerenza nei suoi contenuti rimane quella dell’amore. Come ho scritto nella mia prima Enciclica Deus caritas est: "L’uomo diventa realmente se stesso quando corpo e anima si ritrovano in intima unità… Non sono né lo spirito né il corpo da soli ad amare: è l’uomo, la persona, che ama come creatura unitaria, di cui fanno parte corpo e anima" (n. 5). Tolta questa unità si perde il valore della persona e si cade nel grave pericolo di considerare il corpo come un oggetto che si può comperare o vendere (cfr ibid.). In una cultura sottoposta alla prevalenza dell’avere sull’essere, la vita umana rischia di perdere il suo valore. Se l’esercizio della sessualità si trasforma in una droga che vuole assoggettare il partner ai propri desideri e interessi, senza rispettare i tempi della persona amata, allora ciò che si deve difendere non è più solo il vero concetto dell’amore, ma in primo luogo la dignità della persona stessa. Come credenti non potremmo mai permettere che il dominio della tecnica abbia ad inficiare la qualità dell’amore e la sacralità della vita.
 
Non a caso Gesù, parlando dell’amore umano, si richiama a quanto operato da Dio all’inizio della creazione (cfr Mt 19,4-6). Il suo insegnamento rimanda a un atto gratuito con il quale il Creatore ha inteso non solo esprimere la ricchezza del suo amore, che si apre donandosi a tutti, ma ha voluto anche imprimere un paradigma sul quale l’agire dell’umanità deve declinarsi. Nella fecondità dell’amore coniugale l’uomo e la donna partecipano all’atto creativo del Padre e rendono evidente che all’origine della loro vita sponsale vi è un "sì" genuino che viene pronunciato e realmente vissuto nella reciprocità, rimanendo sempre aperto alla vita. Questa parola del Signore permane immutata con la sua profonda verità e non può essere cancellata dalle diverse teorie che nel corso degli anni si sono succedute e a volte perfino contraddette tra loro. La legge naturale, che è alla base del riconoscimento della vera uguaglianza tra le persone e i popoli, merita di essere riconosciuta come la fonte a cui ispirare anche il rapporto tra gli sposi nella loro responsabilità nel generare nuovi figli. La trasmissione della vita è iscritta nella natura e le sue leggi permangono come norma non scritta a cui tutti devono richiamarsi. Ogni tentativo di distogliere lo sguardo da questo principio rimane esso stesso sterile e non produce futuro.
 
E’ urgente che riscopriamo di nuovo un’alleanza che è sempre stata feconda, quando è stata rispettata; essa vede in primo piano la ragione e l’amore. Un acuto maestro come Guglielmo di Saint Thierry poteva scrivere parole che sentiamo profondamente valide anche per il nostro tempo: "Se la ragione istruisce l’amore e l’amore illumina la ragione, se la ragione si converte in amore e l’amore acconsente a lasciarsi trattenere entro i confini della ragione, allora essi possono fare qualcosa di grande" (Natura e grandezza dell’amore, 21,8). Cos’è questo "qualcosa di grande" a cui possiamo assistere? E’ il sorgere della responsabilità per la vita, che rende fecondo il dono che ognuno fa di sé all’altro. E’ frutto di un amore che sa pensare e scegliere in piena libertà, senza lasciarsi condizionare oltre misura dall’eventuale sacrificio richiesto. Da qui scaturisce il miracolo della vita che i genitori sperimentano in se stessi, verificando come qualcosa di straordinario quanto si compie in loro e tramite loro. Nessuna tecnica meccanica può sostituire l’atto d’amore che due sposi si scambiano come segno di un mistero più grande che li vede protagonisti e compartecipi della creazione.
 
Si assiste sempre più spesso, purtroppo, a vicende tristi che coinvolgono gli adolescenti, le cui reazioni manifestano una non corretta conoscenza del mistero della vita e delle rischiose implicanze dei loro gesti. L’urgenza formativa, a cui spesso faccio riferimento, vede nel tema della vita un suo contenuto privilegiato. Auspico veramente che soprattutto ai giovani sia riservata un’attenzione del tutto peculiare, perché possano apprendere il vero senso dell’amore e si preparino per questo con un’adeguata educazione alla sessualità, senza lasciarsi distogliere da messaggi effimeri che impediscono di raggiungere l’essenza della verità in gioco. Fornire false illusioni nell’ambito dell’amore o ingannare sulle genuine responsabilità che si è chiamati ad assumere con l’esercizio della propria sessualità non fa onore a una società che si richiama ai principi di libertà e di democrazia. La libertà deve coniugarsi con la verità e la responsabilità con la forza della dedizione all’altro anche con il sacrificio; senza queste componenti non cresce la comunità degli uomini e il rischio di rinchiudersi in un cerchio di egoismo asfissiante rimane sempre in agguato.
 
L’insegnamento espresso dall’Enciclica Humanae vitae non è facile. Esso, tuttavia, è conforme alla struttura fondamentale mediante la quale la vita è sempre stata trasmessa fin dalla creazione del mondo, nel rispetto della natura e in conformità con le sue esigenze. Il riguardo per la vita umana e la salvaguardia della dignità della persona ci impongono di non lasciare nulla di intentato perché a tutti possa essere partecipata la genuina verità dell’amore coniugale responsabile nella piena adesione alla legge inscritta nel cuore di ogni persona.
 
Con questi sentimenti imparto a tutti voi l’Apostolica Benedizione.
 

 
12 maggio 2008
 
Cari fratelli e sorelle,
con vivo piacere vi accolgo quest’oggi, e a ciascuno di voi rivolgo il mio cordiale saluto. In primo luogo, saluto Mons. Michele Pennisi, Vescovo di Piazza Armerina, e i sacerdoti presenti. Un saluto speciale indirizzo all’Onorevole Carlo Casini, Presidente del Movimento per la Vita, e sentitamente lo ringrazio per le gentili parole che mi ha indirizzato a nome vostro. Saluto i membri del Direttivo nazionale e della Giunta esecutiva del Movimento per la vita, i Presidenti dei Centri di aiuto alla vita e i responsabili dei vari servizi, del Progetto Gemma, di Telefono verde, SOS Vita e Telefono rosso. Saluto, inoltre, i rappresentanti dell’Associazione Papa Giovanni XXIII e di alcuni Movimenti per la vita europei. Attraverso di voi, qui presenti, il mio pensiero affettuoso si estende a coloro che, pur non potendo intervenire di persona, sono spiritualmente a noi uniti. Penso specialmente ai tanti volontari che, con abnegazione e generosità, condividono con voi il nobile ideale della promozione e della difesa della vita umana fin dal suo concepimento.
 
La vostra visita cade a trent’anni da quando in Italia venne legalizzato l’aborto ed è vostra intenzione suggerire una riflessione approfondita sugli effetti umani e sociali che la legge ha prodotto nella comunità civile e cristiana durante questo periodo. Guardando ai passati tre decenni e considerando l’attuale situazione, non si può non riconoscere che difendere la vita umana è diventato oggi praticamente più difficile, perché si è creata una mentalità di progressivo svilimento del suo valore, affidato al giudizio del singolo. Come conseguenza ne è derivato un minor rispetto per la stessa persona umana, valore questo che sta alla base di ogni civile convivenza, al di là della fede che si professa.
 
Certamente molte e complesse sono le cause che conducono a decisioni dolorose come l’aborto. Se da una parte la Chiesa, fedele al comando del suo Signore, non si stanca di ribadire che il valore sacro dell’esistenza di ogni uomo affonda le sue radici nel disegno del Creatore, dall’altra stimola a promuovere ogni iniziativa a sostegno delle donne e delle famiglie per creare condizioni favorevoli all’accoglienza della vita, e alla tutela dell’istituto della famiglia fondato sul matrimonio tra un uomo e una donna. L’aver permesso di ricorrere all’interruzione della gravidanza, non solo non ha risolto i problemi che affliggono molte donne e non pochi nuclei familiari, ma ha aperto una ulteriore ferita nelle nostre società, già purtroppo gravate da profonde sofferenze.
 
Tanto impegno, in verità, in questi anni è stato profuso, e da parte non solo della Chiesa, per venire incontro ai bisogni e alle difficoltà delle famiglie. Non possiamo però nasconderci che diversi problemi continuano ad attanagliare la società odierna, impedendo di dare spazio al desiderio di tanti giovani di sposarsi e formare una famiglia per le condizioni sfavorevoli in cui vivono. La mancanza di lavoro sicuro, legislazioni spesso carenti in materia di tutela della maternità, l’impossibilità di assicurare un sostentamento adeguato ai figli, sono alcuni degli impedimenti che sembrano soffocare l’esigenza dell’amore fecondo, mentre aprono le porte a un crescente senso di sfiducia nel futuro. E’ necessario per questo unire gli sforzi perché le diverse Istituzioni pongano di nuovo al centro della loro azione la difesa della vita umana e l’attenzione prioritaria alla famiglia, nel cui alveo la vita nasce e si sviluppa. Occorre aiutare con ogni strumento legislativo la famiglia per facilitare la sua formazione e la sua opera educativa, nel non facile contesto sociale odierno.
 
Per i cristiani resta sempre aperto, in questo ambito fondamentale della società, un urgente e indispensabile campo di apostolato e di testimonianza evangelica: proteggere la vita con coraggio e amore in tutte le sue fasi. Per questo, cari fratelli e sorelle, domando al Signore di benedire l’azione che, come Centro di Aiuto alla Vita e come Movimento per la Vita, voi svolgete per evitare l’aborto anche in caso di gravidanze difficili, operando nel contempo sul piano dell’educazione, della cultura e del dibattito politico. E’ necessario testimoniare in maniera concreta che il rispetto della vita è la prima giustizia da applicare. Per chi ha il dono della fede questo diventa un imperativo inderogabile, perché il seguace di Cristo è chiamato ad essere sempre più "profeta" di una verità che mai potrà essere eliminata: Dio solo è Signore della vita. Ogni uomo è da Lui conosciuto e amato, voluto e guidato. Qui soltanto sta l’unità più profonda e grande dell’umanità, nel fatto che ogni essere umano realizza l’unico progetto di Dio, ognuno ha origine dalla medesima idea creatrice di Dio. Si comprende pertanto perché la Bibbia afferma: chi profana l’uomo, profana la proprietà di Dio (cfr Gn 9,5).
 
Quest’anno ricorre il 60° anniversario della Dichiarazione dei Diritti dell’uomo il cui merito è stato quello di aver permesso a differenti culture, espressioni giuridiche e modelli istituzionali, di convergere attorno ad un nucleo fondamentale di valori e, quindi, di diritti. Come ho recentemente ricordato, nella mia visita all’ONU, ai membri delle Nazioni Unite, "i diritti umani debbono essere rispettati quali espressione di giustizia e non semplicemente perché possono essere fatti rispettare mediante la volontà dei legislatori. La promozione dei diritti umani rimane quindi la strategia più efficace per eliminare le disuguaglianze fra Paesi e gruppi sociali, come pure per un aumento della sicurezza". Per questo è oltremodo lodevole anche il vostro impegno nell’ambito politico come aiuto e stimolo alle Istituzioni, perché venga dato il giusto riconoscimento alla parola "dignità umana". La vostra iniziativa presso la Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo, nella quale affermate i valori fondamentali del diritto alla vita fin dal concepimento, della famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e una donna, del diritto di ogni essere umano concepito a nascere e ad essere educato in una famiglia di genitori, conferma ulteriormente la solidità del vostro impegno e la piena comunione con il Magistero della Chiesa, che da sempre proclama e difende tali valori come "non negoziabili".
 
Cari fratelli e sorelle, incontrandovi il 22 maggio del 1998, Giovanni Paolo II vi esortava a perseverare nel vostro impegno di amore e difesa della vita umana, e ricordava che, grazie a voi, tanti bambini potevano sperimentare la gioia del dono inestimabile della vita. Dieci anni dopo, sono io a ringraziarvi per il servizio che avete reso alla Chiesa e alla società. Quante vite umane avete salvato dalla morte! Proseguite su questo cammino e non abbiate paura, perché il sorriso della vita trionfi sulle labbra di tutti i bambini e delle loro mamme. Affido ognuno di voi, e le tante persone che incontrate nei Centri di aiuto alla vita, alla materna protezione della Vergine Maria, Regina della Famiglia, e mentre vi assicuro il mio ricordo nella preghiera, di cuore benedico voi e quanti fanno parte dei Movimenti per la Vita in Italia, in Europa e nel mondo.

#56 Da: "DUE MINUTI PER LA VITA - NEWSLETTER" <newsletter@...>
Data: Dom 11 Mag 2008 10:19 am
Oggetto: 56] Fides.org: due segnalazioni in quattro giorni!!
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11 maggio 2008
Pentecoste
 
Cari amici,
Vi informiamo con gioia che, dopo la segnalazione di febbraio, nella settimana appena conclusasi l'Agenzia Fides (www.fides.org), che ringraziamo sentitamente, ha segnalato per ben due volte (5 e 9 maggio) all'interno della sezione oggi su internet il sito www.dueminutiperlavita.info.
 
 
Vi porgiamo i nostri migliori auguri per la Pentecoste e per la festa della Mamma!
 
In Gesú e Maria.
 
Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA
 
ps. Per ovviare ai problemi di distribuzione dei messaggi dovuti a Yahoo gruppi, tutte le nostre prossime comunicazioni saranno segnate nell'oggetto del messaggio con numerazione crescente di modo che possiate constatare se qualche messaggio non Vi è pervenuto o è stato bloccato dai Vostri filtri antispam. L'archivio di tutti i messaggi inviati è comunque disponibile al link http://it.groups.yahoo.com/group/dueminutiperlavita/messages ovvero sul nostro sito.

#55 Da: "DUE MINUTI PER LA VITA - NEWSLETTER" <newsletter@...>
Data: Gio 8 Mag 2008 8:25 am
Oggetto: NOTA INFORMATIVA sulle modifiche delle linee guida della legge 40/2004
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8 maggio 2008

Festa della Madonna di Pompei

 

 

Nota informativa in merito alle recenti modifiche apportate alle linee guida applicative* della legge 19 febbraio 2004, n. 40 recante "Norme in materia di procreazione medicalmente assistista (PMA)"

 

La presente nota è liberamente ed interamente riproducibile, citandone la fonte

 

DUE MINUTI PER LA VITA  denuncia con forza la plateale scorrettezza di metodo e di merito attuata dal Ministro della Salute Livia Turco, il quale: 1) in qualitá di componente di un governo dimissionario perché sfiduciato dal Parlamento - e come tale investito del potere di compiere solo atti di ordinaria amministrazione, tra i quali indubbiamente non rientrano le modifiche di un decreto ministeriale su un tema cosí specifico, delicato ed eticamente sensibile da esigere ben piú approfondite e ponderate riflessioni - ha emanato un provvedimento di natura squisitamente politica al fine di snaturare, in almeno due dei suoi punti qualificanti, il precedente decreto in materia di PMA  2) ha reso noto il contenuto di tale provvedimento, datato all'11 aprile u.s., solo ad elezioni avvenute, con il chiaro fine di non compromettere ulteriormente la giá disastrosa situazione pre-elettorale in cui versava la coalizione cui il ministro faceva parte.

 

Tuttavia si sottolinea che, con le modifiche delle linee guida applicative della legge 40/2004, il ministro abbia voluto recepire i recenti orientamenti giurisprudenziali dei Tribunali di Cagliari (sentenza n. 2508 del 22 settembre 2007; giudice Dr. Maria Grazia Cabitza) e di Firenze (sentenza 17 dicembre 2007; giudice Dr. Isabella Mariani), cosí come del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio (sentenza n. 398 del 21 gennaio 2008). Lungi dall'essere la presente un'osservazione di tipo assolutorio o giustificatorio nei confronti dell'operato dell'on. Turco, si intende attirare l'attenzione sul fatto che l'interpretazione ampiamente contra legem che é stata effettuata delle disposizioni normative contenute nella legge 40 sia in primo luogo riferibile ai magistrati dei Tribunali citati.

 

Richiamando l'art. 70 della Costituzione Italiana, il quale recita che "la funzione legislativa é esercitata collettivamente dalle due Camere", sarebbe auspicabile - nonché segno di una qualche forma di rispetto del vigente sistema democratico di suddivisione e di indipendenza del potere legislativo da quello giudiziario - che i magistrati di merito non si dilettassero nel modificare le leggi attraverso le proprie pronunce, soprattutto se esse si dimostrano, come nei casi di specie, fondate  su argomentazioni assolutamente opinabili, se non arbitrariee tutto ció anche in considerazione della notevole percentuale di italiani (74,1%!) che meno di tre anni fa si espresse contro le modifiche abrogative della legge in questione.

 

Entrando nel vivo della questione si fa presente come - con buona pace dell'on. Turco e dei giudici che evidentemente ne seguono il medesimo orientamento ideologico - il divieto di diagnosi pre-impianto degli embrioni ottenuti dalle tecniche di fecondazione artificiale é contenuto, ed una seria esegesi della legge 40 lo conferma, nell'art. 13, comma 3 lett. b) applicato in combinato disposto con l'art. 14, comma 1**, senza dover scomodare le linee guida dettate dal Ministero della Salute nel luglio 2004. Le linee guida sono, infatti, emanate con un decreto ministeriale che, come noto, costituisce una fonte dell'ordinamento giuridico gerarchicamente subordinata ad una legge ordinaria - tal'é la legge 40 - e in quanto fonte subordinata non puó legittimamente prevedere come vietate (e punite) quelle condotte che giá una legge ordinaria non disciplini in tal modo.

 

Quindi delle due l'una: o la legge 40 prevede il divieto di diagnosi pre-impianto o non lo prevede. E, se davvero non lo prevedesse, a nulla varrebbero linee guida piú restrittive della legge medesima perché il principio di riserva di legge in materia penale ne vizierebbe irrimediabilmente la legittimitá ed esse risulterebbero incostituzionali.

 

Ma la legge 40 contiene davvero il divieto di diagnosi pre-impianto? Assolutamente sí!

Proprio in tal senso si espresse il 3 maggio 2004 - quando le linee guida della legge 40 non erano state ancora emanate e non erano pertanto invocabili - il Dr. Felice Lima, Giudice del Tribunale di Catania,  nella motivazione dell'ordinanza con la quale rigettava la richiesta di una coppia portatrice sana betatalassemia di ricorrere alla diagnosi pre-impianto prima del trasferimento in utero degli embrioni.

 

Affermó, infatti, il giudice a chiarissime lettere (ci si scusa per la lunghezza della citazione ma la completezza dei ragionamenti lo richiede):

- «l'"intenzione del legislatore"*** ha in questo momento in questa materia il suo più grande rilievo e la sua elusione, da parte di ognuno che deve applicare la legge, costituirebbe grave violazione del fondamento stesso della democrazia, facendo sovrano l'interprete in luogo del legislatore». (n. 2 dell'ordinanza del 3 maggio 2004)

- «[...]i coniugi M. e R. non chiedono più al dr G. di dare rimedio soltanto al problema della loro infertilità, ma di consentire loro di selezionare, fra gli embrioni che si faranno venire in essere, quelli non affetti da talassemia, trasferendoli nell'utero della ricorrente, e quelli eventualmente affetti, invece da quella malattia, crioconservandoli. Ció è espressamente e inequivocabilmente proibito dalla legge 40/2004, sotto pena della reclusione fino a tre anni e della multa da 50.000 a 150.000 euro (articolo 14 comma 6 della legge)». (n. 4)

- «[...] Il legislatore ha scelto che la legge sulla procreazione assistita si limiti a porre rimedio alle malattie - note e ignote - che in qualsiasi modo producono la sterilità di una coppia, consentendo a quest'ultima di avere figli, ma di averli in condizioni analoghe a come, per natura, le hanno le coppie fertili. Senza la possibilità, cioè, di selezionare i nascituri in sani e malati, eliminando questi ultimi. Questa scelta è coerente con i molti valori che il legislatore ha inteso tutelare con la legge in questione e con le molte preoccupazioni che tanti hanno manifestato con riferimento alle complesse questioni che avrebbe posto la libertà eventualmente concessa a genitori e medici di selezionare e conservare e/o distruggere embrioni. [...]

In sostanza, una coppia di persone fertili portatrici di talassemia non può fare ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita per selezionare gli embrioni da trasferire nell'utero. [...]

Alla stregua di quanto fin qui esposto, appare evidente che il tipo di pratica delle tecniche di fecondazione medicalmente assistita che gli odierni ricorrenti vogliono fatto oggetto di un ordine del giudice [ovvero fare effettuare al medico curante la diagnosi pre-impianto sugli embrioni ottenuti trasferendo poi nell'utero della donna solo quello "sani" e crioconservando quelli ritenuti malati, ndrè contrario a norme imperative di legge la cui violazione è sanzionata penalmente.» (n. 5)

- «[...] si confondono gli interessi del figlio “desiderato” con quelli del figlio che concretamente verrà in essere, in ipotesi malato, e, per giustificare la concreta lesione degli interessi del figlio - reale - che concretamente verrà in essere, si invoca l’esigenza di tutelare la salute del figlio “desiderato” che, diversamente da quello che realmente si sacrificherà, è entità virtuale, del tutto astratta, esistente solo nella rappresentazione mentale dei suoi aspiranti genitori.

Sicché, si dà l’impressione suggestiva di voler tutelare la salute del figlio, ma siccome il figlio tutelato non è quello reale, ma quello virtuale, non si difende in realtà alcun figlio, ma la propria volontà di averne uno conforme ai propri desideri, sacrificando a questo obiettivo, per tentativi successivi, tutti i figli reali difformi che venissero nel frattempo.

Su questa confusione di concetti e sui paralogismi che la nascondono si fondano le dottrine eugenetiche certamente ripudiate dal nostro attuale ordinamento giuridico.

E su questa confusione si fonda anche l’affermazione contenuta nel ricorso secondo la quale l’iniziativa giudiziaria dei ricorrenti sarebbe volta a tutelare l’ "interesse costituzionalmente garantito e vincolante del nascituro a 'nascere sano' ". [...] è ovvio che non ha senso affermare che l’ "interesse costituzionalmente garantito e vincolante del nascituro a 'nascere sano' " andrebbe tutelato non facendolo nascere, perché non far nascere taluno è la più radicale negazione possibile del suo "interesse a nascere sano".

Ancora una volta si afferma di voler difendere il diritto di taluno a nascere sano e si difende, invece, un preteso diritto dei genitori ad avere solo figli sani a qualunque costo, diritto che la nostra Costituzione non riconosce loro.» (n. 10)

 

Raramente si sono lette parole piú chiare e rispettose della realtá!

 

Nei succitati artt. 13, comma 3 lett b) e 14 comma 1 sono, infatti, contenuti tra gli altri:

- il divieto di selezione eugenetica degli embrioni, e risulta contrario al doveroso rispetto da riservarsi al principio di non contraddizione negare il carattere eugenetico (se l'etimologia vale qualcosa!) della selezione degli embrioni malati che avviene con la diagnosi pre-impianto;

- il divieto di soppressione e di crionservazione degli embrioni, comportamenti che costituiscono le due possibili condotte successive all'aver individuato un embrione "malato" (o presunto tale!, considerata l'alta percentuale di falsi positivi che caratterizza la diagnosi pre-impianto).

Si ricorda che la violazione dei divieti indicati é punita sia con la reclusione che con una multa!

 

Il secondo comma dell'art. 13 precisa poi - anche se si tratta di una disposizione priva di sanzione - che  "la ricerca clinica e sperimentale su ciascun embrione umano è consentita a condizione che si perseguano finalità esclusivamente terapeutiche e diagnostiche ad essa collegate volte alla tutela della salute e allo sviluppo dell'embrione stesso, e qualora non siano disponibili metodologie alternative." Risulta ovvio a chiunque abbia il coraggio di servirsi della propria intelligenza come la diagnosi pre-impianto non sia in nessun modo qualificabile come una ricerca con finalitá terapeutiche volte alla tutela della salute dell'embrione che ad essa viene sottoposto! L'unica finalitá, si ripete ancora una volta, é quella selettiva, ovvero eugenetica!

 

A pubblico beneficio si fa presente poi come l'art. 14,  comma 3 stabilisca che il trasferimento in utero degli embrioni ottenuti con l'applicazione delle tecniche di PMA sia differibile - ed é pertanto questo l’unica ipotesi in cui è ammessa la crioconservazione - solo "per grave e documentata causa di forza maggiore relativa allo stato di salute della donna non prevedibile al momento della fecondazione". Risulta chiaro che la volontá di selezionare gli embrioni prodotti per eliminarene i "malati" non é un caso in cui si possa invocare questo differimento e questa liceizzazione della crioconservazione!

 

Per quanto riguarda l'altra modifica inserita subdolamente nelle nuove linee guida - ovvero l'estensione della possibilitá di accedere alle tecniche di PMA anche a soggetti non affetti da infertilitá o sterilitá ma portatori di malattie sessualmente trasmissibili - si segnala come essa sia palesemente in contrasto con il disposto dell'art. 4 delle legge 40.****

 

Questo, dunque, il riassunto della vicenda: in Italia il Parlamento ha approvato una legge, 3 italiani su 4 - in occasione di referendum abrogativi - l'hanno difesa dalle proposte di modifiche peggiorative ma i giudici l’hanno disapplicata ed il ministro ha fatto loro eco infischiandosene della volontá parlamentare e della volontá popolare!

 

In conclusione si invita caldamente il nuovo governo ed il futuro Ministro della Salute ad intervenire con decisione nell'importante e grave questione, rispettando lo spirito e soprattutto la lettera della legge 40; si invita ad intervenire cesareo gladio per ridurre al silenzio l'arrogante e violento cerbero dell'ideologia antivita che tenta di ammutolire con i suoi assordanti latrati la volontá che il popolo italiano espresse chiaramente e ad alta voce quei memorabili 12 e 13 giugno di 3 anni fa!

 

 

Ancora una volta il nostro operato si affidi alla preghiera:

San Tommaso Moro, patrono dei governanti e dei politici, ora pro nobis et pro Italia nostra!

 

 

Lo staff di DUE MINUTI PER LA VITA

www.dueminutiperlavita.info - info@...

 

________

* Si tratta del Decreto del Ministero della Salute 21 luglio 2004 n. 15165 pubblicato in Gazzetta Ufficiale 16 agosto 2004 n. 191, sostituito dal Decreto del Ministero della Salute 11 aprile 2008 n. 31639 pubblicato in Gazzetta Ufficiale 30 aprile 2008 n. 101

** Art. 13 - Sperimentazione sugli embioni umani.

3. Sono, comunque, vietati:

[...]

b) ogni forma di selezione a scopo eugenetico degli embrioni e dei gameti ovvero interventi che, attraverso tecniche di selezione, di manipolazione o comunque tramite procedimenti artificiali, siano diretti ad alterare il patrimonio genetico dell'embrione o del gamete ovvero a predeterminarne caratteristiche genetiche, ad eccezione degli interventi aventi finalità diagnostiche e terapeutiche, di cui al comma 2 del presente articolo;

Art. 14 - Limiti all'applicazione delle tecniche sugli embrioni.

1. È vietata la crioconservazione e la soppressione di embrioni, fermo restando quanto previsto dalla legge 22 maggio 1978, n. 194.

*** Si ricorda l'art. 12 delle Disposizioni sulla legge in generale: "Nell'applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore."

**** Art. 4 - Accesso alle tecniche.

1. Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è consentito solo quando sia accertata l'impossibilità di rimuovere altrimenti le cause impeditive della procreazione ed è comunque circoscritto ai casi di sterilità o di infertilità inspiegate documentate da atto medico nonché ai casi di sterilità o di infertilità da causa accertata e certificata da atto medico.


#54 Da: "DUE MINUTI PER LA VITA - NEWSLETTER" <newsletter@...>
Data: Lun 5 Mag 2008 6:17 am
Oggetto: Alcuni articoli sulle recenti vicente delle linee guida della legge 40/2004
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Nuove linee guida della legge 40: via libera all'eugenetica
di Lucetta Scaraffia - © L'Osservatore Romano - 2-3 maggio 2008
 
Certo nessuno si aspettava che il ministro della Salute di un Governo dimissionario firmasse proprio all'ultimo momento le linee guida per una legge che apre questioni etiche così delicate come la legge 40 (in realtá ci si aspettava proprio questo, conoscendo la scorretteza della ministra in questione!, ndr). Invece Livia Turco l'ha fatto, suscitando severe critiche non solo nello schieramento avversario — e vincitore delle elezioni — ma anche fra i cattolici del centro-sinistra.
 
Ha colpito sfavorevolmente anche la tempistica del suo intervento: le linee guida sono state firmate dal ministro lo scorso 11 aprile, ma sono state pubblicate sulla «Gazzetta Ufficiale» solo il 30 aprile, in modo da non interferire con le votazioni politiche e con i ballottaggi per i sindaci. Probabilmente il ministro era consapevole che questa decisione sarebbe costata una perdita di voti, e non voleva far correre al suo schieramento questo rischio. Con un provvedimento inopportuno sia perché fuori del tempo massimo di lavoro del Governo uscente — notoriamente in carica solo per l'ordinaria amministrazione — sia perché si sapeva poco apprezzato da una parte consistente degli stessi sostenitori dell'esecutivo dimissionario. A questo scarso rispetto delle regole democratiche si aggiunge il fatto, certo non secondario, di un intervento volto a modificare una legge non solo votata dal Parlamento, ma confermata con un referendum popolare.
 
Benché il ministro abbia dichiarato che il suo lavoro è stato finalizzato a due precisi obiettivi — e cioè «la piena e corretta applicazione della legge 40 e la necessità di fornire idonee e puntuali indicazioni agli operatori sanitari alla luce delle nuove risultanze cliniche e del mutato quadro di riferimento giuridico» — le innovazioni da lei proposte sono discutibili perché in contrasto aperto, come ha sottolineato Francesco D'Agostino su «Avvenire», non solo con la lettera ma anche con lo spirito della legge.
 
Il primo punto controverso è l'ammettere alla fecondazione assistita — che la legge permette solo alle coppie sterili — anche le coppie affette da malattie sessuali trasmissibili, alle quali viene riconosciuto «uno stato di infertilità di fatto». Principio che cambia lo spirito della legge e che potrebbe in futuro portare ad ammettere altre categorie di sterili «di fatto»: ad esempio, le coppie omosessuali.
 
Ma senza dubbio la modifica più pericolosa (rectius grave, ndrè quella che permette la diagnosi embrionale pre-impianto, per escludere dall'impianto embrioni portatori di malattie genetiche. Per questa apertura il ministro si rifà a delle sentenze — in particolare a quella del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio del 2008 — che hanno annullato le linee guida per quella parte che limita le analisi sull'embrione alla sfera «osservazionale», cioè ai danni visibili che non permetterebbero un suo sviluppo nell'utero. Trascurando però il fatto che questa norma è confermata anche nella legge e non solo nelle linee guida, e che, inoltre, la sentenza deve ancora essere approvata dalla Corte Costituzionale. Inoltre, esistono altre sentenze — come quella di Catania del 2004 — che vanno invece nella direzione opposta.
 
In sostanza, l'uscita imprevedibile di queste linee guida si può considerare una indebita forzatura, un gesto non rispettoso del Parlamento e della volontà popolare» e che rivela la grande confusione oggi esistente sul concetto di eugenetica: infatti, se molti — come il presidente dell'Ordine dei Medici Amedeo Bianco — hanno ribadito che anche con le modifiche apportate dalla Turco «rimane il divieto a qualunque controllo che sia di tipo eugenetico» altri — come Paola Binetti, deputato del Partito democratico, che ha criticato l'iniziativa del ministro — ha individuato proprio in questo la questione sul tappeto sottolineando che «al nuovo Governo spetterà stabilire che cosa sia l'eugenetica».
 
Ed è proprio questo il problema centrale: se eugenetica può essere considerata solo selezione fatta da parte dello Stato, e per fini di miglioramento della razza, o se si può definire così anche la libera scelta del singolo, finalizzata al suo progetto di vita. Cioè, in sostanza, se l'eugenetica sia un fatto di forma o di sostanza. E da parte cattolica [ed é la risposta che dovrebbe venire da ogni persona di retta ragione!, ndr], quasi senza voci discordi, è venuta la risposta che eugenetica è la scelta in sé di eliminare alcuni embrioni, perché tutti gli embrioni hanno diritto di vivere, anche se malati.
 

 
“Mi è capitato di sentire un medico dire: ‘Ma sa, a poche settimane è un lumachino, si stacca facilmente’.
Ecco perché non esistono provvedimenti a favore delle donne in difficoltà”. Così Paola Bonzi offre aiuto a Sandra
© IL FOGLIO - 3 maggio 2008 - prima pagina - http://www.ilfoglio.it/soloqui/223
 
Milano. “Mi è capitato qualche giorno fa di sentire che un medico, ‘consigliando’ una donna sul da farsi, le abbia detto: ‘Ma sa, a poche settimane è un lumachino, si stacca facilmente’. Ecco: un lumachino. Mi chiedete perché non esistono provvedimenti di welfare a favore delle donne in difficoltà economica per una gravidanza, come la signora Sandra di Napoli, di cui ha scritto Repubblica il 30 aprile? Mi chiedete perché non c’è un sostegno pubblico, o perché non vengono finanziate le associazioni private che difendono la vita nascente? E’ semplicemente per questo: se è un lumachino, perché agitarsi tanto?”.

Paola Bonzi si sente chiamata personalmente in causa dal caso di Sandra, e del resto anche il Foglio ha suggerito alla donna di Napoli di rivolgersi a lei. Lei accetta, è disponibile, trovarla non è difficile. Già, ma poi cosa può fare, la responsabile del Centro aiuto alla vita della Mangiagalli di Milano per Sandra e per tutte le altre donne che si rivolgono al suo Cav (60 “gravidanze al primo trimestre” solo in aprile)? “Anche a distanza, potremmo aiutarla a far approvare un progetto Gemma di 160 euro mensili per 18 mesi del Movimento per la Vita; e metterle a disposizione un sussidio del Cav Mangiagalli di 250 euro mensili per 18 mesi. E anche stanziare per lei 500 euro mensili dalla nascita del bambino fino al compimento del primo anno di vita usufruendo dei fondi della ‘Lista Pazza’. E farle recapitare ‘le cose’ per il bambino”.

Non mancano determinazione e fantasia, a Paola Bonzi. D’altronde, da decenni combatte a mani nude contro il disinteresse e la mancanza della pur minima forma di welfare a favore delle donne in gravidanza. “Non c’è nessuna forma di welfare. E del resto, perché una donna dovrebbe chiederlo, se è un ‘lumachino’? Perché dovrebbe affrontare lo scandalo sociale, disturbare? E perché lo stato, o chiunque altro, dovrebbe crearsi il problema sociale ed economico per un qualcosa risolvibile diversamente?”. Ma questo, spiega, non è soltanto eticamente e culturalmente assurdo, è contro la legge stessa: “L’articolo 5 dice che le strutture pubbliche si incaricano di rimuovere le cause materiali che possono indurre all’aborto. E invece, chi finanzia la legge 194? Dov’è la sua copertura economica, anno per anno? Io l’ho chiesto molte volte, anche qui in Lombardia, a chi ne dovrebbe essere responsabile: niente, non mi è stato risposto niente”.

Ma quanto costa, quanto costerebbe sostenere il welfare della maternità? “Vorrei fare un asettico elenco degli aiuti standard che il nostro Cav mette a disposizione, quando incontriamo una donna a rischio di aborto. Un colloquio mensile di sostegno psicologico con un professionista; un sussidio, normalmente dai 200 ai 300 euro mensili per diciotto mesi, quando è possibile finanziato parzialmente dal progetto Gemma. Prepariamo anche borse della spesa per le situazioni più indigenti: oggi sono più di 400 ogni mese. Inoltre abiti premaman, visite ginecologiche, assistenza sanitaria, la fornitura del corredino per il neonato, culla e carrozzina, latte artificiale. Poi c’è anche il dopo: visite pediatriche, i gruppi per il ‘massaggio del neonato’, i gruppi per l’osservazione della ‘buona crescita’. E i pannolini fino all’anno del bambino”. Perché se si vuole investire seriamente sulla maternità, bisogna pensare anche alle condizioni di vita successive. Ed è evidente che sostenere una gravidanza ha un costo. Per i conti di Paola Bonzi, 500 euro al mese per 18 mesi. Loro ovviamente non ci possono arrivare, neanche con il contributo della Lista pazza, e il rischio è che, come nel 2007, a metà dell’anno le casse siano già vuote. Ma per i Cav che, a differenza di quello della Mangiagalli, non sono consultori accreditati va anche peggio. Non c’è nemmeno il rimborso, minimo (19,11 euro per una seduta con psicologo, 15 per una visita ginecologica) della Asl. I progetti Gemma del MpV sono finanziati da volontari, i rari contributi erogati alle donne dai servizi sociali locali di solito arrivano dopo e per breve tempo: “Spesso la copertura parte dal settimo mese, e arriva ai tre del bambino. Anche questo è assurdo: al settimo mese ci devi arrivare. Così invece la maggior parte al settimo mese non ci arriva, abortisce prima”.

Ancora una volta, il “problema di Sandra” è una questione culturale e politica: a nessuno interessa porsi il problema di un “qualcosa” che non c’è (ancora) e che può essere rimosso, in quanto “problema” gratis e da parte della struttura pubblica. “Un bambino che deve ancora nascere non è una malattia che può venire, e allora tutti sono disposti a finanziare la ricerca”. Ma cosa va dunque chiesto, per prima cosa, a un nuovo governo che si insedia spargendo buone intenzioni per la difesa della famiglia e della vita? “[...] è importante creare nuovi strumenti di aiuto, io penso per prima cosa alla casa. Ma innanzitutto, facciano quello che nessuno ha mai fatto: la copertura finanziaria per ciò che prevede l’articolo 5 della legge 194”.
 

 
Le nuove linee sulla legge 40 andranno reinterpretate, oppure al macero
© IL FOGLIO – 3 maggio 2008 – prima pagina
 
Roma. Le nuove linee guida della legge 40 lasciate in eredità fuori tempo massimo dalla ministra della Salute Livia Turco sono uno dei problemi che il prossimo governo dovrà affrontare. O no? Prevarrà la scelta di aserrarle o quella di tenersele, per qualche tempo o per sempre, nonostante la contraddizione tra i fondamenti della legge 40 e un provvedimento “di ordinaria amministrazione” che autorizza la diagnosi preimpianto, una tecnica dalle ovvie finalità eugenetiche?
 
La premessa è che, ieri, il presidente del Consiglio superiore di Sanità, Franco Cuccurullo, ha ipotizzato addirittura “un’interpretazione giuridica più restrittiva” della legge 40 sulla base delle nuove linee guida. Spiegazione: l’addio alla diagnosi osservazionale, motivato dal rischio di deriva eugenetica, non può certo riabilitare la diagnosi preimpianto, giacché estenderebbe il pericolo che vuole eliminare.
 
Detto questo, in casa Pdl l’onorevole Alfredo Mantovano è stato tra i primi a parlare di “scorrettezza istituzionale” per l’iniziativa della Turco e a promettere una pronta riparazione “di quest’ultimo danno della sua gestione”. Al Foglio dice che “sarebbe grave se prevalesse l’indifferenza, ma confido che non sia così, anche perché qui si tratta di puro buonsenso. E’ chiaro anche che molto dipenderà da chi sarà il nuevo ministro e dalla sua sensibilità rispetto ai temi etici. In ogni caso, abbiamo a disposizione tutti gli strumenti dell’iniziativa parlamentare, dall’interrogazione urgente alla mozione. Si può star certi che non resteremo con le mani in mano”.
 
Tra le ipotesi circolate negli ultimi due giorni, c’è anche quella di un eventuale decreto di annullamento del provvedimento della Turco. Soprattutto, è ancora in attesa del giudizio della Corte costituzionale un punto non secondario della questione: la legitimita del limite di tre embrioni per ogni ciclo di fecondazione (quesito rinviato alla Consulta dalla sentenza del Tar del Lazio che autorizzava sull’embrione interventi diagnostici non “esclusivamente di tipo osservazionale”).
 
Questo punto è essenziale, a giudizio della deputata del Pdl Eugenia Roccella: “Evidenzia come la scorrettezza della Turco non sia stata solo procedurale e politica ma anche strettamente giuridica. La Turco richiama infatti, espressamente, la sentenza del Tar del Lazio ma ne usa solo le parti che le fanno comodo. Non ha atteso il pronunciamento della Corte costituzionale sul numero di embrioni, strettamente connesso alla fattibilità della diagnosi genetica preimpianto, notoriamente impossibile da effettuare se non c’è un alto numero di embrioni da esaminare, e quindi selezionare e scartare. Le sue linee guida, in questo modo, indirizzano e addirittura forzano la legge verso una possibile sentenza della Consulta, verso una risposta di un certo tipo al quesito ancora pendente”.
Quelle linee guida, prosegue Roccella, “non si dovevano emanare. Il nuovo ministro deve prendere atto che vanno in qualche modo sospese, per ripristinare la correteas istituzionale e politica violata dal ministro Turco. Il nuovo ministro potrebbe addirittura essere personalmente a favore della diagnosi preimpianto, ma le cose non cambierebbero, perché qui si tratta di ripristinare la legalità sostanziale, sospendendo queste linee guida in attesa che la Corte si pronunci. Non penso affatto, sia chiaro, all’emanazione di un controprovvedimento, di ‘controlinee guida’. Ma va sconfessato un atto che, oltretutto, è assai poco rispettoso delle attribuzioni dei poteri. Insisto in particolare sul punto che riguarda la Corte costituzionale, che ha il diritto di pronunciarsi senza l’ipoteca zoppicante ma incombente di linee guida che pretendono già di indirizzare la legge verso un’interpretazione visibilmente infondata. Non dimentichiamo che la diagnosi preimpianto tradisce l’intera ossatura della legge e non è in alcun modo compatibile con una normativa tutta impostata sul fatto che gli embrioni vanno impiantati (rectius “trasferiti in utero”, giacché l’impianto in utero non puó dipendere dalla volontá della donna né da quella del medico, ndr) e non congelati, selezionati, scartati e soppressi, se giudicati ‘difettosi’. 
 
E’ tutto collegato. Reintrodurre la diagnosi preimpianto non è dare della legge un’interpretazione possibile, è fare di quella legge carta straccia”. L’eurodeputato del Pdl Mario Mauro dice che “non sarà possibile, per chiunque governerà il dicastero della Salute, eludere il problema aperto da linee guida che in più di un punto appaiono illegittime. Non c’è solo l’incredibile autorizzazione della diagnosi preimpianto, ma pure l’estensione dell’accesso alle tecniche di procreazione assistita a persone non affette da infertilità, requisito chiesto espressamente dalla legge 40. Sono violazioni della legge uscita vittoriosa da un referendum, che devono ottenere una riparazione. Sono sicuro che non ci saranno distrazioni in proposito”.
 

 
Gentile Presidente.
La vita non gode di buona stampa ma Sandra e suo figlio meritano attenzione
 © IL FOGLIO – 3 maggio 2008 – editoriale a pagina 3
 
Pochi giorni fa una ragazza ha scritto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, una lettera straziante, nella quale esprimeva la propria sofferenza per non poter coronare il suo sogno di essere madre perché le condizioni economiche le impediscono di partorire e crescere il suo bambino. Tra due settimane, ha scritto Sandra, sarò costretta ad abortire. Questo grido di dolore rischia di rimanere senza risposta e senza eco. La vita del figlio di Sandra non interessa? Eppure per aiutarla non bisogna violare nessuna legge: perché possa realizzare il suo diritto conculcato a essere madre basterebbe un po’ di solidarietà umana.
 
Ma la vita nascente non gode di buona stampa: se anche l’aborto da […] “diritto” diventa un’odiosa coazione, nessuno parla di libertà violata.
 
Viene in mente come fu considerato – ben differentemente – il caso di Piergiorgio Welby, dirigente radicale che, invece del diritto alla vita, rivendicava quello alla morte. A lui il presidente rispose, i giornali ne scrissero a lungo, esprimendo, nel migliore dei casi, l’angoscia per una vita che non voleva più essere tale e, nel peggiore e più diffuso, l’approvazione dell’eutanasia. Con tutto il rispetto per la tragedia di Welby, quella di Sandra meriterebbe almeno altrettanta attenzione, anche perché, purtroppo, la condizione da lei denunciata è tutt’altro che un caso isolato. L’Italia invece preferiste voltarsi dall’altra parte, perché non sente la responsabilità di una vita, della vita, che potrebbe essere e non sarà.
 
Questo è il vero declino.

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