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Inferno a Messina, soccorsi sotto la pioggia   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #2471 di 2538 |
Una preghiera per chi non è più con noi


Inferno a Messina, soccorsi sotto la pioggia
http://temporeale.libero.it/libero/fdg/2883056.html

MESSINA -Continua a piovere a Messina, colpita nelle ultime ore da un'alluvione
che ha provocato 18 morti accertati e un'ottantina di feriti, secondo l'unita'
di crisi allestita presso la Prefettura. Ma il numero delle vittime e' destinato
quasi certamente a salire e, secondo il presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi, potrebbe arrivare a 50. Berlusconi ha parlato di 'situazione molto
grave', annunciando l'intenzione di recarsi sui luoghi del disastro nelle
prossime ore.


E' stata intanto completata l'evacuazione di Giampilieri: 435 persone che si
erano rifugiate nella scuola elementare del paese sono state trasferite con
degli autobus in alcuni alberghi a Messina dopo che i mezzi di soccorso sono
riusciti a liberare la strada che collega la piccola frazione con la provinciale
114. Alle prime luci dell'alba si e' inoltre ripreso a scavare nel fango, perché
nel paese vi sarebbero almeno altre due persone, due fratelli, che risultano
dispersi. Si scava ancora a Scaletta Zanclea, il comune completamente devastato
dalla massa di fango venuto giù dalle colline. Secondo il sindaco Mario
Briguglio, vi sarebbero ancora sotto le macerie del paese sei persone, tutti
cittadini abitanti che si trovavano in casa quando è arrivata l'ondata di fango,
mentre sono sei i cadaveri che sono già stati estratti dalle case.

FIUME DI FANGO FA STRAGE

dell'inviato Francesco Terracina

MESSINA - A Messina piove ed è strage: almeno 18 morti, 35 dispersi, una
ottantina di feriti, 400 sfollati sono le cifre, già da brivido, del bollettino
ufficiale. Ma tutti sanno che il bilancio del disastro è destinato a crescere
man mano che un amico, un parente indica quello che resta di una casa e, come in
un rosario, pronuncia i nomi di chi potrebbe essere sepolto sotto le macerie e
il fango di una tragedia "se non annunciata, immaginata", ha detto il capo della
Protezione civile Guido Bertolaso, puntando il dito contro "l'incuria e
l'abusivismo".

Parole subito raccolte e rilanciate dal Capo dello Stato, oggi in visita a
Matera, che ha voluto sottolineare la necessità di destinare investimenti non a
"opere faraoniche - ha ammonito Napolitano - ma al territorio". I luoghi della
strage si chiamano Giampilieri, Santo Stefano Briga, Scaletta Zanclea, le prime
due sono frazioni di Messina, l'altro paese è un paio di chilometri oltre il
confine comunale, tutti lungo la costa jonica. Qui ieri sera è scoppiato
l'inferno. Ma già due anni fa ci furono le "prove generali" di un disastro che
oggi tutti definiscono una "strage annunciata", dal parroco di Giampilieri, Don
Giovanni Scimone, al deputato regionale del Pd Filippo Panarello, anche lui nato
nella borgata. Dopo mezz'ora di pioggia - cominciata a cadere con forza verso le
17 - era già emergenza. Poi non ha quasi più smesso fino alle 11 di stamattina,
quando l'emergenza era da un pezzo diventata tragedia.

Lo hanno capito subito gli uomini dei soccorsi, costretti da arrivare sui luoghi
del disastro, dall'alto con gli elicotteri e dal mare con le motovedette della
capitaneria vista l'impraticabilità delle strade, trasformate in fiumi di fango,
da dove affiorava il tetto di qualche automobile. La furia della frana ha
trascinato tutto quello che ha incontrato: uomini, case, automezzi. I tetti sono
diventati gli unici rifugi, dove donne, uomini, bambini hanno passato anche
l'intera notte sotto la pioggia battente, agitando le braccia al primo rumore di
qualche elicottero. Gli uomini della Protezione civile, i forestali, i vigili
del fuoco giunti da più regioni, hanno scavato senza mezzi meccanici per tutto
il giorno, mentre solo in serata si è aperto qualche varco per portare le ruspe
dove servivano e dove c'erano da sentire altri racconti e apprendere altre
tragedie, dopo una giornata in cui tutti hanno imparato il nome di Agnese
Falgetano, 44 anni, postina napoletana che ha trovato la morte a Briga. Lei è
rimasta sepolta; suo figlio di 12 anni, Dario, pochi secondi prima era uscito da
casa mandato dalla mamma a comprare le candele, ed è vivo. Così come Giuseppe De
Luca e suo figlio di quattro anni, sopravvissuti perché non erano in casa, dove
si trovavano l'altra figlia e la moglie. E tutti hanno visto Raffaella Maugeri
piangere e scavare, perché fino a poco prima dell'alba i suoi due figli di 21 e
23 anni, Leo e Cristian, sepolti dalle macerie, davano segni di vita. Poi è
calato il silenzio.

A Giampilieri, c'é chi si chiede che fine abbia fatto il piano per la sicurezza,
11 milioni d'investimenti, realizzato dopo la frana del 25 ottobre di due anni
fa. Di quei soldi sono stati spesi soltanto 45 mila euro per un terrazzamento.
Un cantiere si sarebbe dovuto aprire lunedì prossimo, troppo tardi. Da ciò che
resta di Giampilieri, alzando lo sguardo verso la collina, si intravedono le
case della piccola borgata di Molino, e ancor più su c'é Altalia. Ma sono luoghi
dove si può arrivare solo arrampicandosi, perché le strade non ci sono più. Così
come sono interrotti i grandi collegamenti: l'A18 Messina-Catania, riaperta a
fatica dopo 24 ore, servirà solo per i soccorsi. la Statale 114 è coperta dal
fango, e sotto ci sono ancora le automobili.



PARROCO GIAMPILIERI, DISASTRO ANNUNCIATO - Si è ripetuto quello che era accaduto
due anni fa, quando, solo per un miracolo, non ci furono morti. Parla di
'disastro annunciato'' padre Giovanni Scimone, parroco di Giampilieri, la
frazione del comune di Messina devastata da un nubifragio costato la vita a 14
persone. "Stavolta - spiega - la pioggia è durata di più ed è stata più violenta
e ora contiamo le vittime". "In due anni - continua - nessuno ha preso
provvedimenti, Nonostante la precedente alluvione fosse stata più di un segnale.
Le colline sono prive di alberi - in parte distrutti dagli incendi, in parte
tagliati per edificare -, non sono stati costruiti muri di contenimento. Tutto
questo comporta che una pioggia più violenta fa venir giù le frane". Don
Scimone, che vive nel centro di Messina, non è ancora riuscito a raggiungere la
frazione. "La strada - dice - è bloccata. I parrocchiani mi raccontano di scene
drammatiche: case crollate, gente sotto le macerie, fiumi di fango".

CADUTI 230 MILLIMETRI PIOGGIA IN 3/4 ORE - Sono almeno una ventina le persone
rimaste ferite e già ricoverate negli ospedali della provincia di Messina, dopo
l'ondata di maltempo che ha investito la Sicilia orientale. Un numero che è
destinato ad aumentare in quanto vi sono dei comuni e delle frazioni che non
sono ancora state raggiunte a causa delle frane e delle colate di fango. "La
situazione è pesante - dice il vice capo del Dipartimento della Protezione
Civile, Bernardo De Bernardinis - in alcune zone sono caduti anche 220/230
millimetri di pioggia in tre-quattro ore". De Bernardinis ha sottolineato che
fin dalla serata di ieri, quando è stato intensificato l'allerta meteo emesso
nel pomeriggio, il Dipartimento è rimasto in contatto con le prefetture di
Messina, Catania e Palermo e nella notte un team di esperti del Dipartimento ha
raggiunto il centro operativo in prefettura a Messina, per coordinare l'invio
dei soccorsi dalle altre zone della Sicilia e delle altre regioni. Le situazioni
più difficili, affermano al Dipartimento, sono quelle di Scaletta - dove i
feriti sono stati portati via con una motovedetta delle Capitanerie di Porto
perché l'univo modo per arrivare al paese era via mare - Molino e Giampilieri.
In quest'ultimo comune si sono registrate diverse frane e anche un'esplosione di
gpl che ha causato crolli. Ancora isolato, invece, Briga, in quanto i mezzi di
soccorso non sono riusciti a farsi largo tra le colate di fango.






Sab 3 Ott 2009 8:30 am

luisaupp
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Inoltra Messaggio #2471 di 2538 |
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Una preghiera per chi non è più con noi Inferno a Messina, soccorsi sotto la pioggia http://temporeale.libero.it/libero/fdg/2883056.html MESSINA -Continua a...
luisau
luisaupp
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3 Ott 2009
8:31 am
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