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«Via il crocefisso dalle scuole» Vaticano: «Sentenza miope» ...   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #7349 di 7398 |
Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo

«Via il crocefisso dalle scuole»
Vaticano: «Sentenza miope»

Accolta la richiesta di un'italiana di origine finlandese. Il governo presenta
ricorso. La Cei: «Sentenza ideologica»

MILANO - «La presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce «una
violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro
convinzioni» e una violazione alla «libertà di religione degli alunni». Lo
ha stabilito la Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo accogliendo il
ricorso presentato da una cittadina italiana. Il ministro dell'Istruzione
Mariastella Gelmini in una nota annuncia che «il governo ha presentato ricorso
contro la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo». Se
la Corte accoglierà il ricorso, il caso verrà ridiscusso nella Grande Camera
(organo della Corte chiamato a pronunciarsi su un caso che solleva una grave
questione relativa all´interpretazione o all´applicazione della Convenzione
o dei Protocolli, oppure un´importante questione di carattere generale).
Qualora invece il ricorso non dovesse essere accolto, la sentenza diverrà
definitiva tra tre mesi, e allora
spetterà al Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa decidere, entro sei
mesi, quali azioni il governo italiano deve prendere per non incorrere in
ulteriori violazioni. Il Vaticano ha espresso «stupore e del rammarico» per
una sentenza «miope e sbagliata». Netta la presa di posizione della Cei che
boccia la sentenza parlando di «visione parziale e ideologica».

LA RICORRENTE - La cittadina che ha fatto ricorso alla Corte di Strasburgo è
Soile Lautsi Albertin, cittadina italiana originaria della Finlandia: nel 2002
chiese all'istituto comprensivo statale Vittorino da Feltre di Abano Terme
(Padova), frequentato dai suoi due figli, di togliere i crocefissi dalle aule in
nome del principio di laicità dello Stato. Dalla direzione della scuola arrivò
risposta negativa e a nulla valsero i ricorsi della Lautsi. A dicembre 2004 il
verdetto della Corte Costituzionale, che ha bocciato il ricorso presentato dal
Tar del Veneto. Il fascicolo è quindi tornato al Tribunale amministrativo
regionale, che nel 2005 ha a sua volta respinto il ricorso, sostenendo che il
crocifisso è simbolo della storia e della cultura italiana e di conseguenza
dell'identità del Paese, ed è il simbolo dei principi di eguaglianza, libertà
e tolleranza e del secolarismo dello Stato. Nel 2006, il Consiglio di Stato ha
confermato questa
posizione. Ma ora la storia si ribalta: i giudici di Strasburgo, interpellati
dalla Lautsi nel 2007, le hanno dato ragione, stabilendo inoltre che il governo
italiano dovrà versarle un risarcimento di cinquemila euro per danni morali. Si
tratta della prima sentenza della Corte di Strasburgo in materia di simboli
religiosi nelle aule scolastiche. «Ora lo Stato italiano dovrà tenere conto
della sentenza della Corte europea dei diritti dell´uomo» hanno dichiarato i
coniugi di Abano.

LA SENTENZA - «La presenza del crocefisso, che è impossibile non notare nelle
aule scolastiche - si legge nella sentenza dei giudici di Strasburgo - potrebbe
essere facilmente interpretata dagli studenti di tutte le età come un simbolo
religioso. Avvertirebbero così di essere educati in un ambiente scolastico che
ha il marchio di una data religione». Tutto questo, proseguono, «potrebbe
essere incoraggiante per gli studenti religiosi, ma fastidioso per i ragazzi che
praticano altre religioni, in particolare se appartengono a minoranze religiose
o sono atei». Ancora, la Corte «non è in grado di comprendere come
l'esposizione, nelle classi delle scuole statali, di un simbolo che può essere
ragionevolmente associato con il cattolicesimo, possa servire al pluralismo
educativo che è essenziale per la conservazione di una società democratica
così come è stata concepita dalla Convenzione europea dei diritti umani, un
pluralismo che è riconosciuto
dalla Corte costituzionale italiana». I sette giudici autori della sentenza
sono Francoise Tulkens (Belgio, presidente), Vladimiro Zagrebelsky (Italia),
Ireneu Cabral Barreto (Portogallo), Danute Jociene (Lituania), Dragoljub Popovic
(Serbia), Andras Sajò (Ungheria), e Isil Karakas (Turchia).

VATICANO - Il Vaticano considera sbagliata e miope la decisione della Corte
europea di Strasburgo. Lo ha detto il portavoce della Santa Sede, padre Federico
Lombardi che, in un breve intervento alla Radio Vaticana e al Tg1, ha riferito
dello «stupore e del rammarico», con cui - nella città pontificia - è stata
accolta la decisione del tribunale del Consiglio D'Europa. «Il Crocifisso - ha
spiegato - è stato sempre un segno di offerta di amore di Dio e di unione e
accoglienza per tutta l'umanità. Dispiace che venga considerato come un segno
di divisione, di esclusione o di limitazione della libertà. Non è questo, e
non lo è nel sentire comune della nostra gente». «In particolare, è grave -
ha aggiunto - voler emarginare dal mondo educativo un segno fondamentale
dell'importanza dei valori religiosi nella storia e nella cultura italiana. La
religione dà un contributo prezioso per la formazione e la crescita morale
delle persone, ed è una
componente essenziale della nostra civiltà. È sbagliato e miope volerla
escludere dalla realtà educativa», ha sottolineato. E poi ha aggiunto:
«Stupisce che una Corte europea intervenga pesantemente in una materia molto
profondamente legata all' identità storica, culturale, spirituale del popolo
italiano».. «Non è per questa via - ha concluso - che si viene attratti ad
amare e condividere di più l'idea europea, che come cattolici italiani abbiamo
fortemente sostenuto fin dalle sue origini».

COMMENTI - A livello politico sono numerose (e bipartisan) le perplessità
espresse in merito alla decisione della Corte di Strasburgo. «Mi auguro din
d'ora - è l'auspicio del presidente della Camera Gianfranco Fini - che la
sentenza non venga salutata come giusta affermazione della laicità delle
istituzioni che è valore ben diverso dalla negazione, propria del laicismo più
deteriore, del ruolo del cristianesimo nella società e nell'identità
italiana». Per il ministro Mariastella Gelmini (Pdl) «la presenza del
crocifisso in classe non significa adesione al cattolicesimo, ma è un simbolo
della nostra tradizione». E anche il neo-leader del Pd Pierluigi Bersani
esprime dubbi sulla decisione della Corte di Strasburgo: «Io penso che
un'antica tradizione come il crocifisso non può essere offensiva per nessuno»
ha detto il segretario dei democratici. Secondo Sandro Bondi, ministro dei Beni
culturali e coordinatore del Pdl «queste decisioni ci
allontanano dall'idea di Europa di De Gasperi, Adenauer e Schuman. Di questo
passo il fallimento politico è inevitabile». Pier Ferdinando Casini, leader
dell'Udc la sentenza «è la conseguenza della pavidità dei governanti europei,
che si sono rifiutati di menzionare le radici cristiane nella Costituzione
europea. Il crocefisso è il segno dell'identità cristiana dell'Italia e
dell'Europa». «Spero che la sentenza sia semplicemente orientativa, che si
collochi cioè nel rispetto delle credenze religiose» dice Paola Binetti (Pd).
Esulta invece Raffaele Carcano, segretario nazionale dell'Unione degli atei e
degli agnostici razionalisti, parlando di «un grande giorno per la laicità
italiana». «Esprimo un plauso per la sentenza: uno Stato laico deve rispettare
le diverse religioni, ma non identificarsi con nessuna» sostiene Paolo Ferrero,
segretario di Rifondazione comunista. Per Massimo Donadi, capogruppo di Italia
dei valori alla Camera «la
sentenza di Strasburgo non è una buona risposta alla domanda di laicità dello
Stato, che pure è legittima e condivisibile». Duro Adel Smith, presidente
dell'Unione musulmani d'Italia: «I sostenitori del crocefisso in aula dovevano
aspettarselo: in uno Stato che si definisce laico non si possono opprimere tutte
le altre confessioni esibendo un simbolo di una determinata confessione».

03 novembre 2009(ultima modifica: 04 novembre 2009)

http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_03/crocifisso-aule-scolastiche-sente\
nza-corte-europea-diritti-uomo_e42aa63a-c862-11de-b35b-00144f02aabc.shtml


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ma non è scandalo» - di V. Baldisserri (3 novembre 2009)
Resti il crocifisso in aula, parola della Consulta (15 dicembre 2004)
AUDIO - L'avvocato Ficarra: «Sentenza di libertà»
AUDIO - "Genitori e scuola": «Il vero problema non è il crocefisso»
http://video.corriere.it/?vxSiteId=404a0ad6-6216-4e10-abfe-f4f6959487fd&vxChanne\
l=Dall%20Italia&vxClipId=2524_4273571a-c89e-11de-b35b-00144f02aabc&vxBitrate=300


Cerca:
http://www.google.it/search?q=crocefisso+scuola
http://www.google.it/search?q=comitatigenitori+uaar

Un caro saluto, Flavio
http://www.edscuola.it/famiglie.html
> Sportello Genitori Studenti e Scuola









Gio 5 Nov 2009 9:37 am

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5 Nov 2009
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